L'OSSESSIONE
di Riccardo "Summer" Palazzani

Al ritorno dalle vacanze, nel momento in cui noi tutti, chi più chi meno, ci accingiamo a ritornare alla nostra routine quotidiana.
Per la maggior parte è un placido e confortevole luogo in cui vivere e per altri invece la condanna ad un costante stato di insoddisfazione, fonte di disturbi psichici di varia entità fra i quali si colloca il sentimento ossessivo verso qualcuno o qualcosa.

L'ossessione nelle sue varie forme e gravità è uno dei tanti mali psichici di questa società frenetica e nevrotica, ma a consolarci ci viene incontro Star Trek, raccontandoci che anche nel XXIII secolo tale disturbo è ancora presente ed ha avuto come vittima illustre il capitano Kirk.
Come dire: se è successo a lui allora non sono poi una fetecchia!

Nell'episodio della seconda stagione intitolato, appunto, L'Ossessione (titolo originale Obsession), l'Enterprise arriva sul pianeta Argus X e una squadra scientifica di ricognizione sbarca per dare un'occhiata in giro ed analizzare una vena di tritanio, metallo ventuno volte più duro del diamante. Argus X è il più classico dei pianeti di classe M che si incontrano nella TOS: cielo multicolore, semidesertico, tante pietre sparse qua e la e cartone a non finire.
Di per sé niente di degno di nota se non fosse che il pianeta ospita una inconsueta forma di vita dall'aspetto di nube gassosa che sopravvive avvolgendo le malcapitate vittime e sottraendo loro, con un processo a noi sconosciuto, tutti i globuli rossi dal sangue. Se non sottratto in tempo il soggetto viene portato alla morte.

Kirk e Spock scoprono la presenza della nube nel modo peggiore: una squadra della sicurezza composto da tre giubbe rosse viene assalito dalla nube che presenta, come ulteriore caratteristica, un odore che lascia un sapore dolciastro al palato. I tre uomini cominciano a sentirsi male mentre i globuli rossi vengono via via sottratti dal loro corpo.
La squadra era stata allertata proprio da Kirk che per primo percepisce nell'aria il sapore dolciastro della nube e che gli riporta alla memoria un cupo episodio della sua giovinezza quando, ancora solo un misero tenente, vede morire buona parte dell'equipaggio della sua nave, la Uss Farragut, ucciso proprio da una nube simile. Tra i deceduti anche il capitano della Farragut, il capitano Garrovick. Solo che tutto ciò era accaduto undici anni prima in un punto molto distante nella galassia.
L'unico sopravvissuto dei giorni nostri è il signor Rizzo (un italiano, finalmente!) e viene portato in infermeria per delle urgenti trasfusioni. Però giace in fin di vita e non è in grado di confermare i sospetti di Kirk.

Il capitano ordina a Spock di ricercare sul pianeta il nichilonio, elemento che dovrebbe comporre la nube, ma su Argus non ve ne è traccia e tutto ciò è alquanto frustrante per Kirk che ha molti sospetti ma nessuna certezza.
Kirk diventa cupo e pensieroso e l'incombente missione di consegna di importanti medicinali per Teta VII da consegnare urgentemente alla Uss Yorktown sembra passare in secondo piano: questo lascia perplessi sia Spock che McCoy, che non comprendono il motivo per cui il loro capitano abbia deciso di dare tanta importanza ad una nube che ad esclusione dei suoi ricordi pare essere di secondaria importanza rispetto all'urgente missione di consegna dei vaccini per Teta VII.
Kirk decide di tornare su Argus e si fa accompagnare dal alcuni uomini fra cui un giovane guardiamarina che di cognome fa Garrovick ed è proprio il figlio di quel Garrovick morto undici anni prima. La scelta di Kirk non è casuale. Kirk nasconde un piccolo segreto: undici anni prima egli ebbe la possibilità di aprire il fuoco sulla nube ma esitò sopraffatto dall'emozione. Era la sua prima missione spaziale e l'inesperienza gli giocò un brutto scherzo. Il dubbio che tale esitazione sia stata fatale ai suoi compagni accompagnerà il giovane Kirk fino al comando. Kirk, al tempo, si addossò ogni colpa ma i suoi superiori lo scusarono e la sua carriera continuò.

La scelta del guardiamarina Garrovick non è quindi casuale. C'è un'inversione dei ruoli. Kirk è il Garrovick padre e il figlio è lui da giovane. Kirk cerca quindi una rivalsa verso questa nube.
Il destino va incontro a Garrovick, sbarcato su Argus in quanto esita nel fare fuoco sulla nube mentre sta avvolgendo due suoi compagni e la rabbia di Kirk si scaglia su di lui. Se lui, a suo tempo, si era addossato ogni colpa, anche Garrovick figlio dovrà fare altrettanto. Che lo voglia o no, che sia responsabile o meno. Il logico e freddo pensiero di Kirk pare lasciarsi andare ad illogico sentimento di rivalsa. Rivalsa soprattutto verso quella nube che sente come macchia nella sua carriera e alimenta il senso di colpa per la morte di duecento persone e del suo primo comandante, che lo aveva seguito dai tempi dell'Accademia.
Spock e McCoy iniziano a sospettare e temere che quanto accaduto undici anni prima al loro capitano abbia avuto un peso superiore a quello preventivato sulla sua psiche e ipotizzano che Kirk abbia perso il suo senso dell'equilibrio e la sua ragionevolezza, in preda ad un moto ossessivo verso un passato tragico che non può cambiare ma crede di poter vendicare. Kirk crede, sente per l'esattezza che la nube è senziente, che in qualche modo è in grado di comunicare e che per tale motivo è una reale minaccia. Le sue vittime non sono casuali ma frutto di un pensiero razionale.
Garrovick viene relegato per punizione ai suoi alloggi, colpevole di aver commesso lo stesso errore di Kirk e di aver causato la morte di due suoi compagni. Il ragazzo non comprende il perché di tanto accanimento e si sente affranto per il senso di colpa che gli è stato addossato dal capitano.

Intanto, quando McCoy arriva a minacciare Kirk di inviare un rapporto medico alla Flotta che denunci il suo stato e Kirk ben sa che questo potrebbe significare la sospensione dell'incarico, la nube esce dall'orbita e si lancia all'inseguimento dell'Enterprise e nonostante quest'ultima attivi la curvatura la nube li raggiunge e si infila nell'impianto di aerazione dove per fortuna viene momentaneamente bloccata.
L'atto deliberato della nuvola di gas è il segno evidente che essa è dotata realmente di un qualche tipo di intelligenza e che quindi i sospetti di Kirk sono fondati e non frutto di un pensiero ossessivo.
I phaser dell'Enterprise sono impotenti sulla nuvola e questa è la prova che se anche undici anni prima, il giovane Kirk avesse fatto fuoco al momento giusto non sarebbe valso a cambiare le sorti per i suoi compagni. Kirk esitò, ma non sarebbe stato diverso se fosse stato pronto. Questo è un momento di grande sollievo per il capitano. La sua macchia è lavata. Anzi non è mai esistita.
Spock nel frattempo raggiunge Garrovick nel suo alloggio con l'intento di colloquiare con lui e spiegargli che anche la sua di esitazione non è stata determinante. Ed in quel momento, attraverso le griglie di aerazione la nube raggiunge l'alloggio del guardiamarina. Il vulcaniano spinge Garrovick fuori dall'alloggio ed affronta da solo la nube. Quando Kirk raggiunge l'alloggio temendo di trovare Spock senza vita, il vulcaniano esce dalla stanza illeso. La nube non sembra gradire il cocktail del sangue vulcaniano a base di rame e, offesa, se ne fugge via verso casa. Quel pianeta dove avvenne la tragedia della Farragut.
Kirk si lancia all'inseguimento, stavolta sostenuto sia da Spock che da McCoy e viene preparata una bomba all'antimateria che farà saltare per aria mezzo pianeta e così, si spera, anche la nube.
Ma prima Kirk si scusa con il guardiamarina Garrovick per l'ingiusto trattamento e lo coinvolge nella pericolosa missione di attirare la nube, utilizzando come esca un flacone contenente del plasma, e di far quindi detonare l'antimateria.

L'esplosione sarà tale che c'è il rischio che il segnale del teletrasporto venga disturbato e che non si riesca a riportarli a bordo e infatti al primo tentativo Kirk e Garrovick non si materializzano sulla piattaforma, ma grazie alla bravura di Spock, al secondo tentativo i due fanno ritorno tutti interi sulla nave, mentre McCoy impreca contro un così assurdo modo di viaggiare che sparge le molecole di una persona per ogni dove.
Il finale dell'episodio vede Kirk libero dalla sua ossessione, vendicato il passato, pulita la macchia segreta alla sua carriera e desideroso di raccontare al Garrovick figlio un po' di storie relative al Garrovick padre.
L'episodio è assai complesso e vede numerose dinamiche incrociarsi fra loro e mantiene la giusta dose di suspence per tutti i quarantacinque minuti. Il tema dello scheletro nell'armadio di Kirk rende, agli occhi del telespettatore, il capitano senza macchia e senza paura decisamente più fallace e quindi umano. Anche se alla fine el ga risù semper lu!


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