Nella
splendida cornice estiva di Marina di Camerota e del Cilento, dove una
natura ancora selvaggia e incontaminata si incontra con i bagliori notturni
della delirante vita costiera, ha luogo un connubio che trasuda un che
di arcano; qui, tra un aperitivo mollemente sorseggiato sul lungomare
e un'occhiata fugace al tramonto su Capo Palinuro, Pier Paolo Ronchetti,
l'ormai leggendario traduttore della Marvel
Italia, risponde alle domande - tra il serio e il faceto
- della Redazione.
STIM: Cosa ne pensi di questa ondata di fumetti portati su grande
schermo?
PPR: Che siano molto utili a mantenere vivo l'interesse nei confronti
del fumetto, che in un'epoca di mode che si susseguono in fretta, nuove
tecnologie e bombardamento mediatico, rischierebbe di essere penalizzato.
STIM: Qual è il tuo fumetto preferito?
PPR: Fra quelli a cui lavoro, le storie che preferisco sono quelle del
Punitore, per la mia inclinazione verso gli universi realistici e lo scarso
fascino che esercita su di me il fantastico. Mi rendo conto che questo
rischia di rendermi molto impopolare fra gli utenti del vostro sito. Amo
molto anche Devil, comunque. Ho nostalgia dei fumetti di Magnus che leggevo
da bambino: Kriminal e Satanik. E adoro alcuni grandi del fumetto moderno
come Moebius e Bilal.
STIM: Quali sono le difficoltà che incontra un traduttore di fumetti
rispetto ad un traduttore di libri?
Per certi aspetti, sono le stesse. E' indubbio, però, che ci sono molte
differenze. Traducendo un libro, la preoccupazione per il mantenimento
della forma originaria del testo deve essere maggiore. Per un fumetto,
è importante cercare invece di dare ai dialoghi lo stesso ritmo
che hanno nell'originale. Il fumetto, inoltre, è la prima sede in cui
si incontrano le innovazioni che la lingua subisce costantemente. Non
esiste dizionario di slang in grado di aiutarti in molte occasioni. Ora
c'è Internet che permette di verificare l'esattezza delle proprie intuizioni.
Che comunque, però, ci devono sempre essere. Ci vuole fantasia e parecchia
elasticità mentale.
STIM:
Qual è il fumetto che vorresti portato su schermo?
PPR: Ormai non ne restano molti scoperti. La mia personale fantasia sarebbe
vedere un Devil diverso da quello che è stato prodotto. Con attori diversi,
regista diverso e, soprattutto, con un approccio più fedele al clima problematico
ed esistenzialista dell'originale.
STIM: Hai delle anticipazioni per i nostri lettori?
PPR: Conosco cose che voi umani non riuscireste neanche a immaginare.
Ma non mi è permesso di rivelarle per contratto.
STIM (Rossella): Me lo daresti?
PPR: Cara Rossella, dopo una vita sessuale relativamente avventurosa,
è iniziato un nuovo corso per me: ho deciso di concedere il mio corpo
solo alla donna che catturerà anche la mia anima. Sono molto spiacente.
STIM: Ci leggi? Se sì, cosa ne pensi della Batcaverna?
PPR: Non vi leggo, e quindi non penso niente. Provvederò al più presto
a colmare questa mia lacuna.
STIM: È vero che a Lupoi non converrebbe acquistare i diritti DC perché
si farebbe concorrenza da solo?
PPR: La domanda andrebbe rivolta all'interessato, che credo non avrebbe
problemi a rispondere. Suppongo comunque che non sia questo il motivo,
visto che è la stessa Panini Comics a pubblicare i fumetti DC in Germania.
STIM: Che ne pensi del film "Il Punitore"? Nel film la sua famiglia
muore per un motivo ben preciso, nel fumetto muore per caso: secondo te
è un dettaglio di secondaria importanza o il regista ha fatto una modifica
non da poco?
PPR: Sono contento di questa domanda, perché mi dà l'occasione di dissociarmi
dal coro quasi unanime di stroncature che ha accolto il film. Che invece
io non ho trovato affatto disprezzabile. Credo che il regista abbia compiuto
un'operazione che non è stata capita, tentando di dare al film lo stile
e l'andamento di un'opera lirica, di un melodramma. La cosa è sottolineata
esplicitamente nella bella scena a montaggio incrociato, ambientata nell'edificio
dove vive Castle, che ha come sottofondo la più celebre aria del Rigoletto
di verdi. Ma tutto il film è una storia di vendetta in senso classico.
Credo che vada letta in questo senso la modifica apportata dagli sceneggiatori
a cui si riferisce la domanda. E' un cambiamento non da poco, ma credo
abbia un senso preciso. Mi ha lasciato perplesso, semmai, un altro cambiamento:
sostituire l'ambientazione urbana, newyorkese, con quella balneare, caraibica
di Puertorico e della Florida, sacrificando in parte il coté dark delle
storie originali.
STIM: C'è speranza che Marvel Italia acquisti i diritti di pubblicazione
italiana delle avventure di Ciccone e Longarini?
PPR: Lo escludo fermamente.
STIM: Cos'è l'Sd6?
PPR: L'agenzia per cui in realtà lavorava la protagonista di Alias.
STIM: Come hai sopportato tanti anni MML? (ovvero Marco Maurizio
Lupoi, publishing director della Marvel Italia, n.d.r.)
PPR: Come lui ha sopportato me.
STIM: Considerando il tempo che il tuo lavoro ti porta via, non ti
sei stufato di leggere sempre lo stesso tipo di fumetto? Spiego: noi lettori
abbiamo una cosa che tu non hai: la facoltà di scelta. Come tutte le case
editrici, la Marvel passa da annate molto buone a periodi in cui pubblica
proverbiali schifezze (l'albo di Speedball, Guerre segrete 2, l'Uomo Ragno
disegnato da Al Milgrom, tutte quelle serie in cui la protagonista indossa
un abito più corto delle sopracciglia). Come fai a "staccare"?
PPR: Cocco, un lavoro è un lavoro e il mio è uno dei meno sgradevoli,
credo. Non posso scegliere le storie che devo tradurre.
STIM: Vado a Lucca da prima che nascesse la Star Comics, da allora
ho sempre visto Fabio Ciacci che apre i vostri stand, passa l'intera giornata
dietro il banco ed è sempre l'ultimo ad andarsene. Possibile che un letterista
venga pagato davvero tanto poco? Anche uno bravo come lui? Dite la verità,
in che modo lo ricattate?
PPR:
Fabio evidentemente si diverte a fare lo standista, ma mi risulta che
ultimamente non bazzichi più molto Lucca. Comunque escludo che recepisca
un onorario per questa attività.
STIM: Facevi parte della redazione quando la Star pubblicava "I tre
fantastici superman"? Se sì, cosa vi spinse a farlo? Sei consapevole che
porterai questa croce per il resto dei tuoi giorni?
PPR: No, non facevo parte della redazione e non so niente in proposito.
STIM: La Disney Italia è diventata talmente potente da creare i fumetti
Disney americani; la Marvel Italia ha in mente di tentare una propria
strada o sarà sempre solo una succursale?
PPR: Lo escludo.
STIM: Perché quando i personaggi americani citano un personaggio
televisivo americano traducete con l'equivalente italiano?
PPR: Assolutamente falso. Non ho mai trasformato Jay Leno in Maurizio
Costanzo o David Letterman in Lilli Gruber. Se il riferimento americano
è troppo oscuro per il lettore italiano, rimango sul generico e parlo
di talk show o di telegiornali.
STIM (Paolo "Exidor" Longarini): Una traduzione che mi tormenta da
quindici anni: in un vecchio albo americano dei F4, la Cosa, lanciando
un automobile contro Terrax, urla "Do ya th' ". Che cazzarola significa?
Non ho l'albo italiano.
PPR: Non ho l'albo, quindi non ho un contesto. Azzardo: "Che ne pensi?"
STIM: Come sei arrivato a fare il traduttore di fumetti?
PPR: Ho conosciuto MML al momento giusto, quando cioè cercava un traduttore.
Ne ha provato alcuni, poi ha affidato a me la traduzione dell'Uomo Ragno.
Ero molto giovane ed entusiasta. E sono rimasto entrambe le cose.
STIM: In che rapporti siete con le altre case editrici?
PPR: Personalmente ottimi.
STIM: Come affrontate la costante crisi del fumetto?
PPR: È una domanda che andrebbe rivolta al settore marketing.
STIM: Che ne pensi della serie "Ultimate"?
PPR: Che sono forse le più interessanti serie di supereroi attualmente
realizzate.
STIM: Tolto che hanno contribuito tantissimo al rilancio del fumetto
supereroistico, e tolte le ragguardevoli doti di Halle Berry, che ne pensi
dei film sui fumetti?
PPR: A Halle Berry preferisco Rebecca Romijn-Stamos. Sì a Hulk, no a Daredevil,
ni al primo Spider-Man. Fuori dall'ambito Marvel, ricordo con particolare
orrore il film da Spawn.
STIM: Gusti letterari e musicali.
PPR: Salinger, Javier Marias, Ballard, Harold Pinter. Ennio Morricone,
Velvet Underground, Schubert, Roxy Music, Michael Nyman, Brian Eno, Glass.
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(Foto di Anna "Ro`Laren" Manfredini)
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