![]() |
||
| FUORI
CAMPO a cura di Rossella "DrBev" Marchiselli Il racconto di questo mese avrebbe dovuto essere pubblicato in più capitoli, ma in considerazione della nostra lunga pausa estiva, si è pensato di farvi cosa gradita e invece proporvene la metà: come preventivato, al vostro ritorno trovate su queste pagine la conclusione di questa bellissima avventura. Il racconto ci è stato cortesemente fornito dallo Star Trek Italian Club, e si intitola "Armonia Tariana" di Nelly Wheeler, pubblicato dallo STIC sul Log Plus 12. ----------------------------------------------------------------------------------- ARMONIA TARIANA VII. Rivelazioni Kirk giunse finalmente sul ponte della Daring, dopo una faticosa arrampicata sulle pareti del corridoio centrale. Le tre creature verdi avevano ripreso la loro attività interrotta dal passaggio della Tariana. L'arrivo dell'altro intruso non destò particolare interesse in loro: ormai avevano assaggiato le suole metalliche, saporite, ma indigeste! Continuarono quindi ciò che stavano facendo, salvo quando l'uomo si avvicinò alla tastiera. Allora di nuovo si ersero, e con una mossa fulminea, una di loro calò un tentacolo sull'arma che l'uomo teneva in mano, mentre con un'altra protuberanza risucchiava la scatola di sopravvivenza attaccata alla cintura della tuta. Riuscì a strapparla prima che Kirk capisse a che cosa mirasse quell'attacco. L'uomo arretrò. La creatura non lo seguì perché stava già assaggiando il suo bottino, mentre la sua compagna proteggeva la tastiera. In mezzo alla stanza, a prudente distanza dalle forme verdi, Kirk studiò rapidamente l'ambiente. Notò la tuta per terra, senz'altro abbandonata da Sheen. Sul primo schermo di controllo vide l'Enterprise appena sfiorata dal raggio viola: quindi Sheen aveva liberato la nave e tra poco questa si sarebbe allontanata. Spock e Sulu stavano emergendo dall'orlo del ponte. Con un gesto ampio Kirk presentò la situazione perché se ne facessero un'idea senza bisogno di commento. Spock si avvicinò alla tuta a terra e la sollevò, osservando corrucciato la mancanza della parte bassa delle gambe. Kirk sorrise, notando l'identico stato pietoso in cui si trovavano le tute dei nuovi arrivati. Poi il Vulcaniano scoprì l'immagine sullo schermo "Mah? E' ancora prigioniera del raggio?!" disse sorpreso. "No. Sheen ha spostato il raggio. Se fosse sempre stato così ci saremmo potuti liberare subito." "Il tenente Sheen? si stupì Spock "Com'è scesa? Dov'è?" "Non c'è tempo per le spiegazioni" rispose Kirk in fretta. "Non sarebbe il caso di liberare la nave completamente?" suggerì allora Spock, cambiando argomento. "Loro non vogliono!" Kirk indicò la creatura "in piedi" vicino alla tastiera. I suoi colleghi sembrarono stupiti della sua prudenza. Si spiegò: "Sheen ha liberato la nave. Se no, non se ne sarebbe andata." Nuova occhiata sorpresa di Spock al capitano che fece finta di non notarla "Dopo la sua partenza questa...cosa ha trovato il modo di azionare nuovamente il raggio. Non so quel che vogliono ottenere bloccando la nave in orbita, ma lo vogliono. Mi hanno fatto capire che non gradivano il mio intervento e non me la sono sentita di impormi... soprattutto perché ero solo e senza armi." "Dov'è il suo faser, capitano?" "Inghiottito! Sembra anche di suo gusto, direi!" Indicò la cosa in fase di digestione un po' in disparte "Mi chiedo perché hanno risparmiato questa sala. Avete notato come il resto della nave è veramente malandato?" "Forse preferiscono certi metalli ad altri oppure in qualche modo si sono accorti dell'importanza di questi strumenti." "O forse hanno ricevuto delle scariche quando hanno provato ad assaggiare la consolle!" "Comunque sia, devono aver capito che il raggio traente era utile quando hanno visto le astronavi bloccate sullo schermo cadere al suolo come frutti maturi" rifletté Spock "Chi sa da quando? E chi sa quanti morti!" sospirò Kirk. "Non credo che l'abbiano fatto apposta. Non sanno dirigere il raggio. Vedete che sono soddisfatti semplicemente di vederlo qua, anche se non può più fare danno. Non sanno usarlo. Sanno solo che procura loro del cibo, ma quelle astronavi si sono intrappolate da sole, per caso. Capitano, la Daring è la causa di tutto, non la conseguenza! Distruggeremo la consolle e anche la sorgente del raggio. Senza quello dovranno contare su una fortuna ancora più improbabile per procurarsi nuove prede e forse la fame li forzerà a cercare altri modi di trovare il cibo, magari scavando il suolo." "L'Enterprise!" gridò Sulu, poco interessato alla sorte e all'avvenire delle creature verdi. "Si muove!" Anche la creatura di guardia alla consolle sembrò protendere una parte di sé verso l'immagine sullo schermo per osservare il suo movimento. La nave, dopo alcuni scossoni per liberarsi, stava uscendo dallo schermo verso la sinistra. La creatura richiamò l'attenzione dei suoi compagni e i tre uomini assistettero allibiti ai goffi tentativi delle "cose" per recuperare la loro preda. La forma sulla poltrona premette i pulsanti dei comandi sul bracciolo destro e il raggio cominciò a spostarsi sullo schermo, prima in modo esitante poi regolarmente verso sinistra, seguendo la nave. Kirk si lanciò sulla poltrona senza pensarci due volte e tentò di strappare la massa gelatinosa dal bracciolo. Dapprima vi riuscì, ma la creatura reagì e gli si buttò addosso. Sulu accorse e cercò di afferrare il nemico da dietro. Una delle due creature rimaste vicine alla consolle all'inizio del tafferuglio si precipitò per aiutare il collega. L'ultima si allargò sulla tastiera. In qualche modo riuscì a riportare di nuovo l'Enterprise sullo schermo, perdendo però di vista il raggio traente. Spock si era mantenuto tranquillamente al di fuori della confusione. Mentre il groviglio di umani e creature rotolava sul pavimento, il Vulcaniano cercò con lo sguardo qualche strumento che gli permettesse di rendersi anche lui utile. Strappò una parte del corrimano e, tenendola un po' nascosta, si avvicinò alla poltrona e schiacciò il bracciolo dei comandi con tutta la sua forza. La creatura vicina alla consolle gli si avventò contro, sibilando e torcendosi su se stessa, ma, con un rapido salto all'indietro, Spock la scansò, si ritrovò accanto alla tastiera e la distrusse con una serie di colpi portentosi. Tenne poi a debita distanza l'essere verde agitando minacciosamente la sua arma improvvisata. La creatura rinunciò ad attaccare e tornò a proteggere ciò che era rimasto della consolle. Spock attese pazientemente che gli altri partecipanti alla baruffa avessero finito. Ma siccome la lotta continuava diede un suo consiglio: "Signori, se rimanete un po' fermi, sono sicuro che i vostri avversari vi lasceranno in pace. Ce l'hanno solo con le vostre cinture." Kirk lo guardò dal basso all'alto e vide una luce di divertimento negli occhi del suo ufficiale. "Ha messo fuori uso la tastiera almeno?" brontolò, mentre si sdraiava, immobile, cercando di controllare il respiro e aspettando che le creature si stancassero di lottare. Dopo un po' Sulu lo imitò. Spock fissò con disgusto la sbarra che teneva ancora in mano: "Come al solito" commentò amaramente "siamo venuti a portare la violenza e la sopraffazione." "Commovente, signor Spock! ma rimanga in guardia!" gli intimò Kirk "Preferisco avere rimorsi da vivo che da morto!" "Macché morto, capitano! Non sanno neanche fare del male! Se cercate, non scoprirete nessuna ferita." I due terrestri erano seduti sul pavimento sbilenco e si stavano dando pacche sulle tute per lisciarle un po'. Le creature erano vicine a loro, appiattite in una forma abbastanza rotonda, non più alta di sessanta centimetri, larga più o meno un metro e mezzo. Sembravano aspettare, oppure erano abbattute per la perdita del raggio traente. Kirk allungò lentamente una mano e toccò delicatamente la più vicina, quasi accarezzandola. "Sì, mi dispiace" disse a se stesso, alle creature, a Spock. Dopodiché si voltò verso i suoi uomini "Bene. La missione è terminata. Ci resta solo da aspettare che ci richiamino." Scott li aspettava nella sala trasporto. Appena arrivati, Kirk emise un profondo sospiro di sollievo. Era raggiante. "Gli altri sono tutti a bordo, signore" lo informò Scott. "Tutti bene ?" "Il dottore li ha subito convocati in infermeria. Credo che desideri che anche voi..." "Sì, certo!" Kirk si voltò verso il suo primo ufficiale, mentre Sulu lasciava già la stanza. "Bene! Che cosa scriverà sul suo rapporto, signor Spock?" "Che un nostro tenente riesce a teletrasportarsi senza energia ausiliaria?" "Signor Spock!" si schermì Kirk, lanciando un'occhiata preoccupata verso Scott. Ma l'ingegnere sospirò: "Non si preoccupi di fingere, capitano! Anch'io ci ero arrivato. In verità sono arrivato a molte altre conclusioni. Non so se vuole parlarne adesso, ma io..." "No. Non ne voglio parlare adesso" tagliò corto Kirk davanti all'aria affranta del suo vecchio collaboratore. Incenerì Spock con lo sguardo "Parliamo di questa luna e dei suoi abitanti! Da dove vengono? Che cosa le ha detto il tricorder, signor Spock ?" "Non ho più un tricorder, capitano. E' stato apprezzato quanto il suo faser. Dovrò tornare sul pianeta con la squadra scientifica per raccogliere nuovi dati." "Solo dopo che avrà controllato il "risveglio" del computer generale. Manderò anche una squadra per disattivare la fonte che dà ancora energia a queste macchine. La forza del raggio traente è tuttora intatta, anche se il terminale sul ponte non esiste più... e non voglio che qualche verde genio gelatinoso venga a riscoprirlo!" "Ci vorrà almeno una giornata per i nostri rilievi e le nostre analisi. Ritarderà il nostro viaggio verso il secondo pianeta della Terza B." "Tag 3? Abbiamo tempo per questo ed altro. E ci sono molte domande in sospeso..." I tre uomini si guardarono a disagio e abbozzarono un sorriso forzato: in effetti le parole di Kirk erano a doppio senso e i suoi compagni avevano capito proprio quello che lui non aveva inteso. Diario del capitano, data astrale 5° 39.9: "... ed è affascinante pensare che abbiamo forse visto un esempio di uno dei primi tentativi di una forma di vita più che primitiva per... uscire dal buio della sua preistoria e fare i primi passi verso... una evoluzione mentale. Il fatto è che questi organismi captano la realtà attorno a loro e in un certo modo la capiscono e la possono alterare. Sono già esseri ragionanti? Evolveranno? In quale senso? Forse gli eccessi opposti ai quali le cellule originarie sono state esposte possono aver provocato la loro mutazione e la loro crescita eccessiva con l'aggiunta di nuove funzioni tipiche di altre specie come quelle dei protozoi autotrofi rizopodi di cui hanno ormai aspetto e movimento. Ma quale fattore può essere stato determinante per trasformarle da forme primarie a forme animali? Quando il signor Spock e la sua squadra, scesi per mettere a nudo i giacimenti minerali e dare così alle creature un modo di procurarsi un nuovo cibo, risaliranno, la missione si potrà considerare terminata. Per l'aiuto dato nella difficile situazione della nave durante l'ultimo incidente si segnalano al Comando Stellare il coraggio e lo spirito d'iniziativa del tenente Sheen, oltre al comportamento dei tenenti Uhura, Sulu, Smithey, Lasalle e del primo ufficiale. Resteremo ancora sedici ore in orbita per terminare le analisi vicino al luogo studiato e per permettere all'equipaggio di approfittare del party concesso dal capitano tre giorni fa e ormai pronto per essere inaugurato." In piedi davanti al tavolo della sala delle conferenze Kirk, in atteggiamento da oratore, arringava Sheen, tutta sola. "Noi tutti speriamo di trovarci sempre uniti nei prossimi viaggi dell'Enterprise, ma, tra poco, saremo separati per mezzo anno. Anche per questo abbiamo organizzato questo party: per concludere una missione che è stata ricca di bei momenti e di emozioni che ci hanno sempre insegnato qualcosa anche se, certe volte in modo tragico. Festeggiamo quindi e auguriamoci tante altre belle occasioni come questa, tutti insieme." Si fermò d'un colpo e rimase immobile, aspettando. Ma Sheen lo guardava con la bocca semiaperta e ignorava troppo le usanze terrestri per essere un buon pubblico. "Adesso avresti dovuto applaudire" le suggerì Kirk. "Battere le mani?" Kirk alzò gli occhi al cielo, ma si avvicinò a lei. "Perché?" continuò la ragazza senza malizia. "Perché il mio discorso era interessante, commovente e soprattutto breve. Non conosci l'uso dell'applauso?" "Non sono così ignorante, signor capitano!" rispose la ragazza in tono scherzosamente offeso "Ma non mi viene spontaneo. Sulla Terra ho visto della gente che applaudiva negli spettacoli trasmessi per onde. Era una reazione esteriore, inutile, per delle cose che non lo meritavano. Perché invece non si applaudono i tramonti, le mattine sui laghi tra le montagne... queste cose insomma?" "Hai ragione, cara. Probabilmente perché le diamo per scontate e perché non hanno bisogno della nostra approvazione per essere quel che sono. Comunque ora tocca a te. Dopo il mio discorso dovrai venire vicino a me e parlare a tua volta. Dai!" Sheen si alzò, un po' a disagio per l'insolita messa in scena, e cercò dove si doveva mettere. "Qua! Vieni qua! Facciamo che il tavolo sia il palcoscenico dietro a noi. Verso la porta e lungo le pareti ci sarà il pubblico. Tu ti metterai al mio fianco, farai un sorriso a tutti e comincerai il tuo discorso." "Cari colleghi" iniziò Sheen con la voce un po' tremante leggendo quello che si era scritta sulla mano "...dopo il bellissimo discorso del capitano non posso aggiungere altro e quindi vi ringrazio tutti per la vostra gentilezza e... e... sono felice." "Questo non è un discorso!!" "Questo è il discorso che farò perché corrisponde alla verità. Che cosa altro posso dire? Elencare tutte le cortesie che mi hanno fatto da quando sono arrivata? O confessare che questa nave per me, come per loro, è diventato il nostro mondo e che sono spaventata all'idea di lasciarla per sei mesi?" "No! Non dire una cosa simile! Rovinerebbe l'atmosfera!" "Neanche tu dovresti parlarne nel tuo discorso. Che cosa viene dopo?" "Dopo ci sarà probabilmente una presentazione di Sulu che fa il maestro delle cerimonie e poi apriremo il ballo e me ne potrò tornare sul ponte." "Aprire il ballo?" "Ai party si balla, piccola!" "Ballare? Non ho mai ballato!" L'espressione di Kirk era allibita, quasi scandalizzata. Sul suo viso passarono i segni dello sgomento, del sollievo e dell'esasperazione. Prese l'intercom e chiamò il dottore. "Bones? E' occupato?" "No! Sono in crociera di piacere!" "Mi raggiunga nella sala degli spettacoli. Ho un problema che mi deve aiutare a risolvere." "Di ordine medico?" "No, di ordine mondano." Nella sala degli spettacoli le poltrone davanti al palcoscenico erano state rimosse. Kirk si diresse verso un impianto elettronico di dimensioni impressionanti e cominciò a spiegare la ricchezza delle scelte musicali offerte dal computer dell'Enterprise. "Non mi intendo molto di musica" disse in tono di scusa. "Non interessava molto mia madre e non avevamo neanche un impianto in casa. In collegio, poi, non hanno mai pensato a farcela conoscere. In più odio ballare." "E' penoso?" chiese la ragazza ormai veramente preoccupata. Kirk si rese conto che lei non capiva davvero di che cosa stesse parlando. "Ma è possibile che tu non abbia mai visto ballare?!" "Sono andata in un locale da ballo una volta!" protestò Sheen. "Ellen mi ci ha portato nel secondo anno di Accademia, ma era tutto buio. C'era un rumore assordante e... puzza! Sono fuggita a casa subito! Dopo, non ho avuto certo molte occasioni su una nave da guerra! Non c'è mai stato un party... Jim, perché ballano se fa tanto male?" "Bambina!" esclamò Kirk, ridendo "Ballare è bellissimo! Quando tieni tra le braccia una bella ragazza e segui il ritmo della musica, le sensazioni che ti invadono sono piacevolissime! Purtroppo sono anche emozioni pericolose per un capitano e non mi sono permesse." Attirò la ragazza a sé e le baciò i capelli "E quindi balleremo il primo valzer, che è di tradizione e poi il party andrà avanti come al solito." Il dottore si affacciò all'entrata e guardò con sorpresa il capitano e il tenente stretti davanti all'impianto musicale. Tossì per avvertire del suo arrivo. " Ah! Bones!" Kirk si voltò con aria proprio sollevata "Sheen non sa ballare. Voglio che apra il party con me ballando il solito valzer e non ha mai ballato." Il dottore fissò, gelido, il suo capitano. Rimase senza rispondere tanto si sentiva la gola stretta per la collera. Kirk lo guardò sorpreso e cercò di ammansirlo: "Bones! Lei è il migliore di tutti per il valzer, anzi è il migliore ballerino su questa nave." "Se il tenente deve ballare con lei mi sembra che non tocchi a me darle lezioni." "Un capitano che dà lezioni di ballo!? Che figura ci farei?" L'occhiata del dottore gli fece capire che trovava l'argomento alquanto ridicolo. Incenerì con lo sguardo il suo superiore, ma la vista della ragazza impaurita e vergognosa lo addolcì. Le rivolse un sorriso incoraggiante: "Tenente, quali passi conosce?" "Nessuno, dottore" rispose la ragazza ancora intimidita. Vedendola così tesa il dottore la prese per mano per condurla verso lo spazio libero davanti al palcoscenico. "Jim! Metta un po' di musica!" abbaiò al capitano, mentre cingeva la vita della ragazza. Dopo due manovre del capitano la melodia di un antico valzer invase la sala. Sheen si irrigidì completamente, lasciò il dottore e girò la testa a destra e a sinistra come un uccello inquieto. A poco a poco il suo viso si spianò e gli occhi cominciarono a brillare. "Ma è meraviglioso!" esclamò come se si stesse risvegliando da uno stato di trance. "E' un suono!" I due uomini si guardarono. "Tenente, è musica. Si balla sulla musica." McCoy cinse di nuovo la sua partner e la fece muovere molto lentamente al ritmo ancora lento del ballo. "Un due tre" diceva "Un due tre" ma Sheen gli chiese di smettere di contare e, fissando i passi del maestro, cominciò a seguirlo senza troppi sbagli. Girarono per un minuto. La ragazza era entusiasta e splendeva di piacere. "Non è un miracolo?" esclamò quando il dottore si fermò. "Un suono che può diventare tanto dolce, tanto struggente! Sembra che ti porti in un'altra dimensione. Perché non si sente questa... musica dappertutto?" "Sull'Enterprise?!" si schermì Kirk "Perché distoglierebbe il personale dal suo lavoro. Inoltre non tutti apprezzano lo stesso genere di musica. Non si riuscirebbe mai ad accontentare tutti." "Esistono altre musiche?" "L'hai detto tu stessa. Musica era anche quella che hai sentito sulla Terra in quel ritrovo." Sheen fece una smorfia di dubbio. "E anche quello che suona Spock in sala ricreazione" suggerì perfidamente il dottore. Sheen non ci credeva. "Anche Uhura canta molto bene" ricordò il capitano. "Ah si! Anche i miei amici sulla Terra cantavano qualche volta la notte quando erano tristi, ma non mi ha mai fatto questo effetto. Badavo troppo a ciò che dicevano." "Forse la musica orchestrale è più suggestiva. Ci sono dei brani di musicisti molto antichi che sono sconvolgenti... Mozart, Brahms... Se vuoi potremo venire qui ogni tanto a sentire dei concerti. Spock è un conoscitore della storia musicale della Terra e mi ha fatto apprezzare qualcuno dei suoi compositori preferiti. Dice che sarà molto perdonato al genere umano perché ha saputo creare armonie così perfette." "Bene" tagliò corto McCoy. "Proviamo altri balli?" "No, ballerò solo il valzer come al solito." "Non significa che il tenente non ballerà con altri!" Kirk non aveva previsto questo. Non gli piacque l'idea. "Ballerai con altri?" "Certo che ballerà con altri! Ballerà con me prima di tutto e ovviamente con Scott. Non si lascerà fuggire l'occasione!" Questo era un tiro mancino e McCoy vide con soddisfazione che turbava molto il capitano. Riflettendoci però, si rese conto delle implicazioni di questo accenno di gelosia e si rabbuiò. Cambiò discorso "Forse sarebbe meglio se lei provasse adesso con sua sorella, Jim. Questo è il ballo di apertura. Bisogna fare bella figura: avrete tutti gli occhi puntati addosso." Kirk rimise la melodia dall'inizio e, raggiungendo i due in mezzo alla stanza, fece un leggero inchino alla ragazza. La musica iniziò ed egli cinse la sua dama nel modo più formale possibile, tenendola molto staccata da sé. Cominciarono a girare piano. L'allieva era impacciata. "Jim! La stringa un po'! Vede che non segue bene il ritmo!" La musica accelerava. La coppia dovette girare più veloce sotto gli incoraggiamenti del dottore. "Va meglio adesso?" chiese Kirk gentilmente. "E' troppo bello! Mi sento trasportata." Il tono della ragazza era rapito, troppo esaltato e Kirk la guardò preoccupato. Ma in effetti la melodia del valzer invadeva anche la sua mente, il vortice del ballo gli faceva girare la testa e gli occhi di Sheen non lasciavano i suoi. "JIM!" urlò il dottore. Non c'era più nessuno nelle sue braccia. L'uniforme della ragazza era caduta a terra e una colonna di luce fluttuava nel centro della stanza, più o meno delle dimensioni di un corpo umano. Dopo un attimo di sgomento, Kirk corse verso l'impianto musicale e lo spense d'un colpo. Il silenzio cadde come una cappa di ghiaccio sulla sala, mentre i due uomini contemplavano la forma iridescente senza osare avvicinarla. Solo dopo un lungo momento, Kirk ebbe la forza di muoversi di nuovo e si decise a fare qualcosa: gridò il nome della ragazza in tono autoritario, quasi esasperato: "Sheen! Torna subito da noi! Sheen!" Il corpo della Tariana sembrò riprendere lentamente consistenza, senza però perdere della sua luminosità. I capelli si erano quasi sciolti e solo la tunica tariana le era rimasta addosso. Scivolò a terra, lentamente e non si mosse più. Kirk e McCoy finalmente si precipitarono verso di lei. Kirk la adagiò in una posizione più comoda e le tenne un braccio sotto la testa per guardarla meglio. "Che cos'ha?" chiese con voce insicura. "E' in coma. Il trauma del ritorno alla natura umana, credo. E non so come farla tornare in sé. Non ne ho la minima idea, Jim." Continuò a passare l'apparecchio rilevatore sul corpo disteso, poi smise con una scrollata di spalle. Ma rinunciò ad esprimere il suo parere e attese che Kirk parlasse. Questi era perso nei suoi pensieri e continuava ad osservare il corpo steso senza veramente vederlo. "Gliel'ha fatto la musica, vero?" chiese infine, aiutando McCoy a depositare la ragazza su una poltrona. Andò a cercarne un'altra per stenderle le gambe. "Combinata con il ballo, penso. Sono quel tipo di emozioni che avevo detto di evitare. Quando non riesce a razionalizzare le sue sensazioni scatta un meccanismo che la avvicina di nuovo alla sua natura tariana." "Ma non è successo niente quando ha ballato con lei!" "Non faccia l'ingenuo con me, Jim! Non mi spinga a dirle delle verità spiacevoli! Se non bastasse come si sta tradendo lei, la reazione della ragazza sarebbe una testimonianza chiara di come stanno le cose." "Bones!... Non è mia sorella, gliel'assicuro! E' la Tariana di mio padre." Il dottore scacciò con un gesto esasperato il tentativo di spiegarsi dell'amico. "Lei non può capire ciò che ci lega, Bones" riprese in fretta Kirk, come per liberarsi della confessione prima di perdere il coraggio di farlo "Sheen è una parte del mio passato, di me. Abbiamo troppi ricordi in comune..." "Nonostante la differenza di età?" sbottò, acido, McCoy. Kirk alzò le spalle, sulla difensiva. Rispose sullo stesso tono all'accusa dell'amico: "A rigor di termini ha il doppio della mia età. E' diventata umana su suggerimento di mio padre e adesso... Oh, Bones! perché dovrei cercare di giustificarmi con lei?!" "Perché non le piace ciò che sto pensando, Jim, e perché sta cercando di convincere se stesso." Kirk evitò il suo sguardo e osservò il viso della paziente. Sheen aprì gli occhi. Lui la baciò e poi sfidò silenziosamente il dottore. Questi lo guardò come si guardano i bambini discoli che fanno di spetto e compassione insieme ed evitò saggiamente di commentare. Si diede da fare con i suoi strumenti per analizzare i progressi del risveglio, mentre Kirk si rivolgeva alla ragazza: "Mi hai fatto tanta paura!" disse prima teneramente, poi cambiò tono: "E mi hai fatto tanto arrabbiare! Non devi più lasciarti andare così, capito?" "E' nella sua natura aliena, Jim, Come può impedirlo?!" "Non la voglio aliena! Mi senti bene, Sheen? Io ti voglio umana, UMANA! Si sa controllare quando vuole! Come hai potuto lasciarti andare così solo per della musica?.." Non aggiunse quello che più gli premeva, ma Sheen aveva intuito la natura del suo dispetto. Rispose in tono avvilito: "Non ero in guardia. Quando siamo insieme, mi controllo sempre perché so quello che non ti piace, ma questa bellezza mi ha preso alla sprovvista. Non ero avvertita..." "Invece si!" "Chi sa se ce la farò a controllarmi con la musica? E' troppo sublime. Con te..." si bloccò, guardò McCoy con un sorriso di scusa "Le sto dando più lavoro di tutto il resto dell'equipaggio messo insieme, vero dottore?" "Non si preoccupi, cara, il problema non è lei" disse sorridendo il dottore dopo un'occhiataccia al capitano. "Comunque sembra già tornata in forma. Si rivesta adesso." "E il ballo di apertura, Bones?" "Credo di avere qualche idea. Vedo due soluzioni: primo, la ragazza potrebbe essere distratta continuamente, e quindi, Jim, lei dovrebbe parlarle mentre ballate... anche elencando articoli del regolamento se non sa proprio che cosa dirle in pubblico" aggiunse malignamente per bloccare la reazione di protesta del capitano. "Secondo: ci sarà tanto trambusto nella sala che non credo che il tenente potrà sentire la musica abbastanza bene per entrare in trance. Che ne dice?" Kirk approvò. Sheen aveva l'aria smarrita. "Vestiti!" le ripeté Kirk. Andò a prenderle l'uniforme. Sheen si allontanò di corsa. McCoy si avvicinò a Kirk che guardava con aria smarita la porta dalla quale la ragazza era uscita. "Sono molto turbato, Jim." disse McCoy "Si rende conto dei rischi che corre?" "Diciamo che sono problemi miei? Diciamo che la amo e che non posso più tornare indietro?" sbottò il capitano. Poi fissò l'amico quasi con tristezza, ma il dottore era troppo preoccupato per offrire la sua comprensione: "Diciamo piuttosto che sta rischiando la sua reputazione e che alla sua età una sbandata per una ragazza mi sembra l'ultima delle follie." "I problemi sorgeranno solo se lei parlerà, Bones. Non ne ha l'intenzione, vero?" Il dottore guardò offeso l'amico. Si lasciarono con la sensazione di avere per la prima volta messo in forse la loro amicizia. Per scaricare i capitoli conclusivi del racconto in un file unico, seguite questo link. Se volete commentare questo articolo scrivete a Warp Mail |
||