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FANTASY - IL
PADRE DI TUTTI I SOGNI
di Fabio
Miele
Ci sono giorni in cui proprio non viene
niente da scrivere. In cui si pensa di cosa parlare in una rubrica fantasy ma
la scintilla non si accende. Eppure ti dici: ho letto quel libro, ho visto quel
film, c’è qualche parallelismo filosofico da tirare in ballo o
da estrapolare da un’opera e parlarci un po’ su... ma non fa nessuna
differenza perché il caldo ti uccide e quando ti siedi davanti alla tastiera
ti accorgi che le parole non vengono, le idee non nascono; ti senti come un
sacco di cipolle parcheggiato sulla seggiola in attesa che qualcuno ti sposti.
E allora cosa fai? Improvvisi!
Questo mese improvviserò un discorso generale sul fantasy, cercando di
togliermi il torpore di dosso e sperando di auto-trascinarmi in un discorso
che possa almeno un po’ coinvolgere voi lettori.
Sì, è estate.
Innanzi
tutto, cos’è il fantasy? Cosa si intende? Sembra una domanda
banale. Maghi, spade, draghi, elfi sono le voci principali che possono
venirvi in mente. Sembra una domanda facile. Fantasy è una letteratura
e un cinema di genere che grazie a Il Signore degli Anelli (sempre
in mezzo lui!) si è maggiormente imposto in questo periodo. Per
me il Fantasy letterario furono prima di tutto i libri game di Lupo
Solitario e il Dungeons & Dragons e la letteratura
di genere venne dopo. Il fantasy al cinema fu forse la mia prima scoperta:
Dark Crystal fu il primo, quando ancora ero un bimbo,
un film che vidi per una intera settimana (ma devo avervelo già
detto) e che non manca ora nella mia collezione di DVD. Ancora oggi è
sconosciuto ai più. Poi sono passato da Labyrinth
e da tutti quei pochi ma buoni film fantasy anni ‘80. Ma è
solo questo? Una categoria chiusa come può esserlo il western?
Il cyberpunk? L’horror?
Un dizionario ci dice (se ce lo dice, visto
che non si trova su tutti i dizionari) che per fantasy si intende un genere
letterario, un genere cinematografico. Questa parola, genere, l’ho usata
anch’io istintivamente poco sopra ma cos’è il fantasy realmente,
nel suo insieme? Bè, io ne ho una concezione molto estesa. Per me fantasy
è, come suggerisce il termine, ciò che ha a che fare con la fantasia.
Devono per forza esserci elfi e nani nel
fantasy? Secondo la collocazione degli scaffali di una libreria forse sì.
Terry Brooks, Margaret Weis & Tracy Hickman, Michael
Moorcock e tutti gli astri “moderni” di questo genere,
visti come tanti eredi di Tolkien, rientrano certamente nel
fantasy. C’è chi dice che Tolkien fu l’iniziatore del fantasy,
ma è proprio così?
Secondo me chi lo dice ha ragione. Ma solo parzialmente.
Seguite
il mio ragionamento: Tolkien usa elfi, nani, eroi e draghi. Usa terre
fantastiche e magia. È stato il primo? Sì e no, nel senso
che è stato il primo ad utilizzarli in un certo modo ma anche Tolkien
aveva le sue fonti. Fonti autorevoli anche vecchie di una decina di secoli.
Quelle fonti, l’epica nordica, gli scritti attribuiti a Snorri,
rientrano a modo loro in una stilistica legata al tempo di appartenenza
come ciò che oggi noi chiamiamo fantasy. Un discorso generale sul
genere e su come questo abbia radici profonde fino all’epoca delle
piramidi lo avevo già affrontato l’anno scorso in due articoli
collegati: Voglia di Fantasy e Mitologia fai da Te (numeri di giugno e
luglio-agosto 2003), quindi non vorrei ripetermi anche qui. Ma senza scomodare
ancora l’antichità, i trovatori, i cantastorie per aprire
un discorso sulle radici del fantasy, vorrei parlare ora del termine in
sè, di cosa ai giorni nostri possa essere considerato fantasy e
cosa no. Cercherò di farvi vedere che l’idea del fantasy
non è solo composta di elfi e nani, draghi e orchi ma che è
un contenitore che può inglobare tutti gli altri generi. Un po’
come fosse il padre, la radice, dalla quale nascono molti altri mondi.
Capirete fin da subito che è proprio
la mia difficoltà a ragionare per compartimenti stagni, la difficoltà
ad accontentarmi del solo bianco o del solo nero che mi porta a fare di queste
elucubrazioni. È un discorso che vale per ogni cosa, ma siccome qui si
parla di fantasy che fantasy sia.
Un
esempio (per niente casuale): c’è del fantasy in Star Trek?
Non riesco a sentirvi bene ma certamente si sono alzati molti no in questo
coro virtuale che vi sto costringendo a fare. Ci sono anche dei sì,
li ho sentiti, e arrivano da coloro che probabilmente hanno già
fatto il mio stesso ragionamento o hanno capito dove voglio andare a parare.
Non ci sono elfi, non ci sono nani
ma c’è lo spirito puro della fantasia imbrigliata in un viaggio
fantastico... per andare là dove nessuno è mai giunto prima.
Rapporti e collegamenti stilistici ce ne sono tantissimi, anche con il
fantasy “elfico” di Tolkien: tralasciando che i vulcaniani
sembrano degli elfi, nei nani c’è ad esempio lo spirito guerriero
comune ai klingon. C’è il viaggio, ci sono nuovi popoli con
i quali interagire, con i quali intrattenere alleanze. Questo solo nel
tentativo di forzare un po’ la mano e accumunare le due realtà,
ma come ho già detto il fantasy è una nube che volendo può
avvolgere ogni prodotto di fantasia, dalle favole a Star Trek, dando vita
a mondi immaginifici che non necessariamente devono essere legati ad elfi
e draghi. In questo ultimo caso possiamo parlare magari di fantasy d.o.c.,
ma il fantasy è tutto ciò che attinge dal mondo reale per
raccontarci una storia in cui la realtà è distorta in favore
di un mondo magico. E la tecnologia di Star Trek è una nuova reinterpretazione
della magia, in fondo. Si aggancia a basi scientifiche, a teorie credibili,
ma nel momento di doverti spiegare il funzionamento pratico di un sistema
si ricorre al technobabble. In pratica una elaborata supercazzola costruita
per confondere anche le menti scientificamente preparate. Si viene furbescamente
privati degli appigli con la realtà e si scivola in un prodotto
di fantasia.
Star
Trek è quindi una specializzazione del fantasy, così come
moltissimi altri mondi letterari e cinematografici: Buffy, Harry
Potter, i fumetti supereroistici. Il fantasy è come lo
scaffale che racchiude tanti altri sotto-generi.
Sì. Vi sto dicendo che anche Star
Trek è fantasy. In senso lato. Perché quelle facce?
Esistono tantissime contaminazioni dei generi.
Abbiamo visto il western intrecciarsi con la fantascienza; l’horror con
la commedia, etc., ma sono solo contaminazioni. Dietro molto di questo c’è
la grande ed elastica ombra del fantasy.
Del fantasy che non è solo elfi e
nani.
Ma perchè no? Ancora quelle facce?
Vi ho convinti? No, il mio obiettivo non
era convincervi ma buttare lì un’impressione che da sempre mi condiziona.
Non so vedere il fantasy racchiuso in quattro mura e probabilmente tutto questo
discorso è solo una visione personale e con solo una parvenza di aggancio
stilistico.
Tuttavia ve l’ho detto. Ho insinuato il dubbio per farvi pensare un po’
e magari trarre le vostre conclusioni personali sull’argomento.
E poi. È estate. È caldo.
E quella sensazione di essere un sacco di cipolle davanti alla tastiera non
me la sono mica levata... abbiate pietà!
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