PICCOLI CHE CRESCONO
Parte 2 di 2

di Fabiano "Langley" Piccione

Rieccomi a parlare di giovani virgulti, gente. Sì, perché è di adolescenti che ho iniziato a parlare il mese scorso e ora proseguirò e terminerò la carrellata di mini-personaggi che hanno subito la sorte di dover crescere nel Quadrante Delta, cominciando da una fascia di età addirittura inferiore.. Il mese scorso ho parlato di Kes, mentre questo mese proseguirei con Naomi Wildman, e poi a seguire tutti i restanti teenager a bordo della nave federale.

Prima le signorine quindi: la cara bambina non solo è cresciuta sulla Voyager, ma ci è addirittura nata. Figlia di Samantha Wildman, guardiamarina della sezione scientifica che è occasionalmente comparsa come comprimaria nelle primissime stagioni (per poi sparire misteriosamente, forse a causa di tagli al bilancio Paramount in ambito contrattuale), è la prima bambina nata a bordo della nave in esilio.
I produttori l’hanno “inventata” perché volevano, secondo me colpendo nel segno, simboleggiare il fatto che l’equipaggio della Voyager stava diventando una comunità autonoma, indipendente per forza o per amore a causa delle circostanze, e quindi sfiorando un concetto quasi autarchico della società in miniatura con un ciclo vitale all’insegna dell’endogenia. Tanto che la vita sulla nave va avanti, nonostante l’esilio e l’isolamento, e continua il suo corso come se fosse una sorta di piccola rappresentanza campionaria dell’umanità in una regione di spazio in cui di umanità (fisiologicamente intesa) non c’è mai stata traccia prima. Samantha è partita per la missione di caccia alla nave Maquis col resto dell’equipaggio originale e quando l’ha fatto era già incinta. Suo marito, di razza Katariana, ha evidentemente una fisiologia diversa da quella umana perché la piccola Naomi ha una piccola cresta di cornini sulla fronte, a simboleggiare la sua semi-non umanità. Il bello di Naomi come personaggio, di cui parlerò fra poco, non deve fare sfuggire la bravura della piccola attrice che la impersona: la piccola bambina prodigio Scarlett Pomers, che secondo me ha un futuro roseo nel mondo del cinema vista l’espressività che riesce a tirare fuori già a questa età.

Secondo la mia personale visione, l’introduzione del personaggio di Naomi ha reso idealmente l’equipaggio una piccola comunità, come dicevo prima, in cui il ciclo della vita non si ferma nonostante le avversità. Trovo questa idea davvero ben riuscita e ben applicata ad una bambina che è stata ben giocata all’interno delle vicende a bordo della nave: una piccola e simpatica mascotte pronta a fare intenerire.
L’unico personaggio per cui la Voyager non è solo una casa di transizione, ma l’unica e la sola che veramente conosca e senta sua, perché ha visto i suoi natali. Questo fattore verrà brillantemente sottolineato in Bliss, nella quinta stagione, in cui lei, Seven e il Dottore, non interessati a tornare sulla Terra quanto gli altri (perché per loro essa non rappresenta una casa a cui tornare necessariamente), risulteranno impervi alle visioni allucinatorie emanate dalla nuvola senziente intenzionata a divorare la nave, a causa delle quali tutti gli altri avevano creduto di essere tornati a “casa” senza accorgersi del pericolo incombente.
Una pecca la povera Naomi ce l’ha, se vogliamo scavare: quando era davvero piccola questa bambina aveva il triste compito, principalmente, di fornire all’ “utilissimo” Neelix qualcuno da accudire e a cui fare da tutore. Visto che cucinare e dispensare consigli che non servono a nessuno non era abbastanza per fare risultare questo personaggio credibile nella sua utilità, allora si è pensato bene di mettere Neelix a raccontare storie della buona notte alla cara Naomi, convincendola che non ci sono mostri nell’armadio della sua cameretta o sotto il suo letto. Da Neelix raccontastorie è nata una meravigliosa puntata come “Mortal Coil” (Spira mortale) della quarta stagione, ma permettetemi di ignorare cinicamente questo dettaglio e di sottolineare ancora, perché non mi stanco mai di farlo, quanto Neelix sia sempre stato fastidioso. Lo faccio anche se qui non c’entra nulla col discorso.
Poi l’ “era Neelix”, nella vita di Naomi, è finita. Quando la bambina è cresciuta, ovviamente, Neelix ha perso il suo ruolo di baby-sitter (la figura della madre di Naomi era stata opportunamente oscurata, forse anche per tentare di rilanciare Neelix in questa veste) ed è tornato alla semi-disoccupazione. In questo suo ruolo è stato sostituito da Seven of Nine, che ha iniziato a sviluppare un certo istinto materno verso questa bambina innocente. Seven si responsabilizza nei confronti di Naomi, e più che tutrice diventa una istitutrice per la piccola, ma ne subisce nel contempo una certa influenza: oltre che trasudante entusiasmo e ingenuità d’animo tipici dei bambini della sua età, Naomi è affascinata da cosa possa significare far parte del collettivo Borg e non mancano le occasioni in cui si metterà a seguire attentamente le mosse di Seven per studiarla, in un gioco emulativo tipicamente bambinesco; la piccola Wildman ammira molto Seven e usa sia lei sia il Capitano come modello a cui aspirare. Il Capitano è per Naomi, però, una figura più distante e più irraggiungibile di quanto sia Seven, che invece passa molto più tempo con lei. Seven, di contro, vuole passare a Naomi solo i vantaggi dell’essere stata un drone: la conoscenza e la razionalità di ragionamento. Una mutua contaminazione: culturale da Seven verso Naomi, ed emotiva da Naomi verso Seven. Classiche le loro partite a Koruscat, una specie di damone semi-verticale, in cui Seven e Naomi si misureranno di continuo: un gioco di strategia, logica e ragionamento; un concedersi ad attività ludiche per Seven e il divertimento durante l’apprendimento per Naomi. Cosa chiedere di meglio che giocare e fare lezione con Seven?! The best of both worlds ( Il meglio di entrambi i mondi). Naomi doveva dirsi fortunata.

Poi è arrivato Icheb, che insieme agli altri bambini Borg, unici superstiti trovati con lui su un cubo abbandonato(ep. “Collettivo”, sesta Stagione), è diventato compagno di classe di Naomi e pupillo di Seven. Altro sistema per fare trapelare l’istinto materno della bella Borg, benché in maniera diversa. Se ho sempre visto in Naomi Wildman una sorta di ipotetica figlia per Seven, in Icheb ho più che altro sempre visto un fratello minore per lei. Sarà per il suo essere stato Borg come lei, e avere quindi passato simili esperienze nella loro vita “familiare” precedente. Che Seven e Icheb siano identificabili come due “superstiti” a vite familiari travagliate, dalle quali sono stati strappati da “Janeway assistente sociale” ? Sì, è un po’ così, se vogliamo, e questo li ha sempre resi più fratelli che madre e figlio, ai miei occhi.
Icheb è intelligentissimo, molto portato per le scienze astronomiche, e ansioso di avere una guida che lo faccia imparare. Fino a che non deciderà di cominciare i suoi studi per l’Accademia della Flotta stellare, come “privatista” (cioè sulla Voyager, sotto la guida di Seven), durante la settima stagione (stagione in cui iniziano i contatti a scadenza fissa fra la nave e la Federazione.

I gemellini e la piccola Masati, bimbi Borg arrivati a bordo insieme a Icheb, diventeranno compagni di giochi di Naomi, togliendola dalla solitudine di essere l’unica piccola a bordo, ma poi faranno la loro dipartita perché riportati alle famiglie sui rispettivi pianeti natali. Una permanenza fugace per questi piccoli ospiti e un destino che stava correndo anche Icheb, se non fosse stato per il provvidenziale e bieco opportunismo mostrato dai suoi genitori e smascherato da Seven e Janeway: in realtà Icheb era nato solo per debellare la minaccia dei Borg sul suo pianeta, perché tramite manipolazione genetica era portatore congenito di un agente patogeno letale per il collettivo (agente che Janeway userà per sconfiggere la Regina nel finale della serie). Ecco spiegato perché il cubo su sui era stato trovato lui e gli altri bambini era abbandonato e semidistrutto, e loro gli unici superstiti, perché in camere di maturazione che li avevano isolati. La provvidenziale, cinica strumentalizzazione dei genitori di Icheb, a discapito del figlio, ha permesso che lui restasse a bordo, una volta scoperto il tutto (Child’s Play, sesta stagione) e continuasse nel suo viaggio verso l’Accademia della Flotta e verso il futuro che lui deciderà per se, e non che gli altri imporranno lui.


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