HARRY POTTER E IL PRIGIONIERO DI AZKABAN
di
Rossella "DrBev" Marchiselli



Chi è il criminale che ha deciso di tradurre "Something wicked this way come"?
Considerando che l'opera di John Williams nel musicare i versi del Macbeth (Atto IV, scena I) ha dato come risultato uno splendido siparietto (con gracidio di rospo finale), la traduzione dell'opera di Shakespeare in italiano trasforma la fatica dei due geni (l'uno poetico, l'altro musicale) in burletta.

Per chi non sapesse a cosa mi sto riferendo, i versi incriminati sono (liberamente adattati per la musica):

Double, double, toil and trouble
Fire burn and cauldron bubble
Double, double, toil and trouble
Something wicked this way comes

Eye of newt, and toe of frog,
Wool of bat, and tongue of dog,
Adder's fork, and blind-worm's sting,
Lizard's leg and howlet's wing

Double, double, toil and trouble
Fire burn and cauldron bubble
Double, double, toil and trouble
Fire burn and cauldron bubble

Something wicked this way comes

La traduzione italiana ha trasformato gli ironici versi di Shakespeare in una canzoncina per bambini, alla quale fortunatamente resta da sfondo la splendida musica di John Williams.
Parlando di colonna sonora originale, Williams ha scelto per questo film musiche decisamente diverse dai due precedenti: ne è l'esempio l'accompagnamento alla scena in cui il Nottetempo raccoglie un Harry sperduto per strada.

Ma andiamo con ordine.

Innanzitutto, a grandi linee, la trama.

Il maghetto tredicenne Harry Potter sta trascorrendo un'altra tristissima estate dai Dursley, cercando di comportarsi come un normale ragazzo della sua età,
ma il giorno in cui la prepotente zia Marge, da sempre sgradevole con Harry, si spinge troppo in là durante una critica ai genitori del ragazzo, i nervi del maghetto saltano e la zia viene gonfiata come un mostruoso pallone, fino al punto di svolazzare per i cieli inglesi urlando.
Temendo ripercussioni da parte degli zii che lo ospitano (e da parte del Ministero della Magia che proibisce agli studenti di esercitare pratiche magiche fuori da Hogwarts), Harry se ne va di casa durante la notte. Prontamente raccolto dal Nottetempo, un fantastico autobus a tre piani che lo porta direttamente al Paiolo Magico.
Al suo arrivo incontra il ministro della magia, che stranamente non lo punisce per quello che ha fatto a sua zia, ma che invece insiste perchè passi la notte al pub prima di ripartire per suo terzo anno di studi a Hogwarts.
Si viene presto a sapere che un mago pericoloso ed enigmatico, Sirius Black, è scappato dalla prigione di Azkaban, e si crede che stia cercando Harry. Sirius è ritenuto responsabile di aver aiutato Voldemort ad uccidere i genitori di Harry, e che voglia quindi uccidere anche lui.
Come se non bastasse, Hogwarts ospita i Dissennatori, i terrificanti guardiani di Azkaban, che pattugliano la scuola nel tentativo di proteggere degli studenti dall'evaso. I Dissennatori risucchiano l'anima dalle loro vittime e, sfortunatamente per Harry, sembrano di avere più effetto su di lui che sul resto dei suoi compagni: la loro terribile presenza terrorizza il giovane mago, rendendolo virtualmente inerme, fino a quando il professor Lupin, il nuovo insegnante di difesa contro le arti oscure, addestra Harry nell'uso dell'Incanto Patronus, un incantesimo scudo contro gli effetti paralizzanti dei Dissennatori.
Nel frattempo, l'anno scolastico è pieno di nuove fatate creature come Fierobecco, un mitico incrocio mezzo cavallo mezza aquila chiamato Ippogrifo; si aggiungono alle sorprese gli strani incontri con la professoressa Cooman, insegnante di Divinazioni, e il nefasto presagio della morte, sotto forma del "Gramo"; Harry intraprenderà entusiasmanti avventure, che includono visite clandestine al villaggio di Hogsmeade, la decifrazione dei segreti nascosti dell'incantata mappa del malandrino, ed una gita terrificante alla Stamberga Strillante.
Nel frattempo, Harry e Ron cercheranno di fare luce sulle inquietanti sparizioni e riapparizioni di Hermione.
Un confronto tra il piccolo Potter e Sirius Black sembra inevitabile... ma qual è esattamente la relazione fra il professor Lupin e Black?
Harry avrà bisogno di tutto il coraggio, di tutta la magia e del supporto che può trovare per rispondere a tutte le domande e scoprire la verità che si nasconde dietro a Black e ai suoi legami con il suo misterioso passato.


È curioso notare che finora, fra i tre film tratti dai libri di J.K.Rowling, quello con il maggior numero di pagine è diventato il più breve portato sugli schermi.
Se questa può essere una buona cosa perché significa che i realizzatori della pellicola sono diventati meno letterali e più cinematografici nei loro adattamenti, concretizzandosi a mio parere in quello che è il migliore dei tre film su Harry Potter, significa anche purtroppo che la decisione di rinunciare a portare ogni sfumatura del film all'interno della sceneggiatura avrebbe fatto storcere il naso ai puristi e ai lettori dei libri.

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban ha il sapore di un film di transito, senza fine nè principio. Poche cose vengono risolte all'interno della storia, manca la figura del terribile Voldemort; indubbiamente però aleggia per tutta la durata del film quella sensazione di malignità (wicked) , come un piccolo campanello che suona in lontananza.
Il film decisamente risente della regia di Cuaron: l'ambiente zuccherino di Columbus è rimpiazzato da toni più cupi, da atmosfere più claustrofobiche, tutto il film in generale ha perso quella sognante atmosfera dorata che caratterizzava le precedenti avventure del maghetto, introducendo un sapiente uso del colore ed un diverso tipo di inquadratura: tutta la scuola di Hogwarts è rivoluzionata, presentata in modo meno amichevole delle due precedenti volte, sicuramente meno "sicuro rifugio" dal male.
Anche il guardaroba dei ragazzi è cambiato: sono state infatti abbandonate le uniformi scolastiche marchio di fabbrica della pietra filosofale e della camera dei segreti, rimpiazzate da felpe, jeans e scarpe da ginnastica, che hanno però il risultato di trasformare la scuola dei maghi in una "normale" scuola.
Gli angoli della macchina da presa sono meno smussati, e anche le splendide inquadrature della foresta sono la cornice ideale sia per l'apparizione dei Dissennatori che per il solare volo dell'Ippogrifo.

La capanna di Hagrid, come i più attenti avranno notato, non si trova più nelle immediate vicinanze della scuola e soprattutto non è più al centro di quello che sembrava un curatissimo green: nell'orto del gigante si coltivano disordinatamente enormi zucche, mentre l'interno della casetta in pietra sembra deputato ad ospitare un intero zoo di animali bizzarri, prontamente nascosti all'arrivo delle autorità.

Anche l'albero più peculiare di tutta la scuola ha cambiato di posizione: il platano picchiatore (momenti di puro divertimento sono il volo dell'uccellino azzurro nelle sue vicinanze e la caduta massiva delle foglie) non si trova più antistante all'entrata di Hogwarts, ma su una collina lontana dalla scuola, a guardia dell'imboccatura del tunnel che conduce alla Stamberga.

I soliti ben riusciti effetti speciali (lupo mannaro a parte, purtroppo non ben riuscito) fanno la loro porca figura e sono sicuramente il motore portante della magia contenuta all'interno dei film di Harry Potter: se la scena del volo dell'Ippogrifo è commovente ed esaltante nel suo realismo, che dire dei Dissennatori, perfettamente credibili?
La bravura di tutti gli attori che partecipano alla realizzazione della pellicola rende questo episodio della saga diverso dai due antecedenti. Harry, Hermione e Ron sono cresciuti: pare che finalmente siano entrati in circolo gli ormoni adolescenziali, ed in diverse scene del film si nota quando questi raggiungono un determinato picco.
Harry comincia a controllare sempre meno la rabbia e i sentimenti causati dalle complicazioni e dai colpi di scena che si susseguono nella sua esistenza, Hermione comincia a prestare attenzione al suo aspetto fisico, Ron rappresenta alla perfezione la frase "a me le ragazze non interessano, sono solo una seccatura", mentre sono bellissimi i suoi sguardi imbarazzati quando si trova a contatto fisico con Hermione.
Gary Oldman si trova perfettamente a suo agio nell'interpretare la sua consueta parte dello psicopatico, anche se per sua stessa ammissione ha accettato di interpretare questo film perché era troppo tempo che non lavorava; Emma Thompson si diverte moltissimo a fare la veggente svampita e si vede; David Thewlis incarna alla perfezione la compassione, la gentilezza, la stanchezza di Lupin, un uomo dal destino segnato dalle fasi lunari; una inaspettata Julie Christie si produce in un inatteso cammeo nei panni di Madame Rosmerta; Michael Gambon, che sostituisce il compianto Richard Harris, manca purtroppo della grazia, sincerità, saggezza che lo scomparso attore aveva saputo imprimere nel personaggio di Albus Silente.
Alan Rickman è Piton.

La pecca del film (a detta degli irriducibili, e parzialmente anche a mia detta) risiede nel fatto che, per coloro che non hanno letto il libro, ci sono diverse cose inesplicabili: cosa sono quei tagli nel dipinto della donna grassa (la porta che conduce agli alloggi di Grifondoro)?
Come ha fatto Sirius Black a scappare da Azkaban?
Perché all'improvviso tutti si trasformano in animali (non viene spiegato cosa sia un animagus)?
Perché non vengono spiegate le origini della mappa del malandrino, dell'amicizia fra i genitori di Harry e la loro decisione di diventare animaghi (vedi sopra), della creazione del platano picchiatore?
Perché non viene spiegata l'origine del Patronus di Harry in forma di cervo?
Perchè non vengono introdotti i personaggi di Cedric Diggory e Cho Chang?
Perchè non si spiega come mai si trovino tutti nella Stamberga Strillante?

Ci rileggiamo dopo la visione di Harry Potter e il Calice di Fuoco.

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