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LA
NEVE SE NE FREGA
Luciano Ligabue
Collana: I Canguri
Pagine: 234
Prezzo: € 14
di Rossella
"DrBev" Marchiselli
Quanti
di voi che hanno letto il libro ed hanno pensato la frase "se
non si fosse chiamato Luciano Ligabue col cavolo che gli pubblicavano
il libro", alzino la mano, per favore.
Quanti di voi vorrebbero avere la stessa sopracitata possibilità,
smettano di nascondersi e ammettano l'invidia (sgrunt).
Prima di continuare, preciso che adoro le canzoni
di Ligabue, almeno, la maggior parte di esse.
Ma facciamo il punto della situazione.
Il titolo del libro è presto spiegato:
la neve cade su tutti, belli e brutti, buoni e cattivi, fregandosene allegramente
di quel che succede sotto a quello che ricopre.
Descrizione (quarta di copertina) : "Il mondo è
pulito. Le risorse rispettate. I bisogni soddisfatti. Un soffice rigore governa
l'esistenza. Tutto secondo i diritti e i doveri del Piano Vidor. Siamo in un
altrove temporale e nel migliore dei mondi possibili, sia pur a fronte di un
controllo totale. Il Piano Vidor ha a cuore il benessere e la felicità
delle coppie e infatti DiFo e Natura sono felici, secondo programma. Lavorano,
fanno l'amore, frequentano amici, si lasciano intrattenere dalle forme di spettacolo
consentite. Spendono insomma il tempo che è stato dato loro in sorte,
con appassionata diligenza. Ma quel tempo, apparentemente così simile
al nostro, è segnato da una profonda alterazione socio-biologica che
ha a che fare con il mistero del nascere, del venire al mondo. DiFo e Natura
sono destinati a imbattersi in quel mistero e ad aprire una fatale contraddizione
nel paradiso del Piano Vidor.."
Ambientazione: è il 2179, quindi un ipotetico futuro
(che come ricordo spesso, non è più quello di una volta, e qui
meno che dalle altre parti); si nasce vecchi e si invecchia ringiovanendo.
Regole di vita: rileggetevi Orwell ("1984").
Storia d'amore: c'è, c'è, purtroppo c'è.
Ribellione al sistema: ovvio che c'è.
Trama: rileggetevi Dick ("In senso inverso").
A questo punto se fossi in voi già
avrei comprato il libro per metterlo fra i papabili in caso di un nuovo Fahrenheit
451.
Al contrario del riuscito esperimento di
Faletti, Luciano Ligabue cerca di costruire una storia che poco entusiasma,
a tratti diverte e minimamente insegna.
Poco importa se il libro, alla sua uscita, è stato presentato dall'autore
precisando che non è uno scritto di fantascienza, anzi, "Dribbla
la fantascienza e inventa un mondo che finisce per dar forma a un’innamorata
nostalgia per l’uomo così com’è, per il mondo come
noi lo soffriamo, lo conosciamo e non sappiamo cambiarlo."
Più che tutto dribbla l'originalità, entra in gamba tesa sui sentimenti,
segna di rigore sulla prevedibilità e fa venir voglia di abbandonare
la lettura prima del fischio finale.
Ammetto, il libro fila abbastanza, è
scritto discretamente (io non amo molto le frasi brevi, a mio parere fanno inciampare
nella lettura, ogni tanto poi dovevo rileggere e chiedermi "che accidenti
vuol dire?", starò invecchiando), ci sono splendide frasi ad effetto
("Hai diritto al numero e al tipo di adulteri previsti dalla programmazione
del Piano caso per caso.") che però a mio parere ricordano
troppo Stefano Benni, il tutto trasuda amore e dolcezza e progetti per il futuro
di una umanità non ingabbiata dai suoi stessi sogni e progetti di miglioramenti,
e sono perplessa che nell'ipotetico futuro ipotizzato/sperato/solamente
usato come sottofondo da Luciano si salvino il calcio e le canne (Perchè
non la Nutella? Io avrei salvato anche la Nutella. E la Coca Cola. Come fa ad
essere "il migliore dei mondi possibili" senza Nutella e Coca Cola?
Ah, già, lo si impara dal libro, che non lo è, se si sapesse dall'inizio
del libro che nel futuro non c'è la Nutella si capirebbe subito).
Riassumendo, chi mastica di fantascienza lo odierà, essendo un saccheggio
globale di diversi spunti e storie di autori che hanno fatto la storia di questa
branca della letteratura (dicono che copiare da uno è plagio, copiare
da molti è ricerca), mentre coloro che sono pressochè digiuni
di questo argomento lo troveranno interessante, appassionante, commovente, originale
e gradevole, per non parlare dei fan sfegatati di Ligabue che ne faranno un
pamphlet.
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