L'anno scorso Domenico Ciccone
ed io eravamo riusciti ad intervistare Roger Nygard, regista di Trekkies,
il quale era presente con la troupe alla Sticcon XVII per girare materiale
che sarebbe poi apparso in Trekkies 2. Per motivi di spazio, l'intervista
non fu pubblicata, ma di quella chiacchierata di mezz'ora e passa emersero
diversi elementi e diverse considerazioni.
La troupe era alla ricerca di storie e personaggi interessanti non solo
dal punto di vista trek, ma anche da punto di vista umano, e mentre
giravano metri e metri di filmati i membri della produzione sono stati
spesso bersagliati dalle più disparate domande sui loro beniamini,
specialmente sulla nuova produzione in casa Paramount, Enterprise.
Ne venne fuori, parlando con Roger, che l'ultima serie non ci faceva
una gran bella figura, e che il mondo trek era concorde sul volere lapidare
sia Berman che Braga, e che tutti avrebbero preferito sicuramente una
pausa di riflessione piuttosto che la produzione a scopi meramente economici
di Enterprise.
Scoprimmo
poi che ogni nazione visitata (e da visitare) sarebbe stara caratterizzata
in Trekkies2 da una diversa connotazione, derivante dall'atteggiamento
con il quale il fandom autoctono si comportava durante la Sticcon, sia
verso gli attori che nel corso di tutta la manifestazione.
L'anno scorso assistemmo a diversi ciak con molti intervenuti alla convention,
parecchi dei quali sono poi stati inseriti all'interno del documentario.
Ma andiamo per ordine.
Quest'anno Roger e Denise sono tornati alla Sticcon per presentare il
frutto delle loro fatiche e gentilmente hanno di nuovo acconsentito
a scambiare quattro chiacchiere con noi.
La
prima domanda ovviamente è stata: "Come mai avete scelto
l'Italia per la presentazione in anteprima mondiale di Trekkies 2?"
Gli italiani sono stati più belli? Più simpatici? Più
meritevoli?
Nulla di tutto questo.
Come diceva la mia mamma, "non serve correre, l'importante è
arrivarci in tempo".
Giusto un paio di settimane prima che aprisse la Convention Italiana,
la produzione ha completato il documentario, e quale migliore occasione
quindi di fare la prima uscita ad una convention europea?
Per
di più, Denise ha precisato che la nostra Sticcon è di
gran lunga la più divertente, la più rilassante e la più
familiare, soprattutto grazie al fatto che in Italia c'è il clima
più caldo, il sole ed il buon cibo.
A proposito di clima, mentre stiamo intervistando
Denise e Roger ci sono 15 gradi e piove che dio la manda. (sic)
Trekkies 2 verrà proiettato tre volte durante la Sticcon, io
ho assistito alla prima visione.
Se in Trekkies la presentazione del fandom americano era stata criticata
come dimostrazione di un fanatismo a volte esagerato, il suo seguito
ha ampiamente cercato di smitizzare la figura del trekker come stereotipo
della persona monomaniacale e non integrata nel suo tempo. Specialmente
per quanto riguarda l'Europa, la produzione è riuscita a mostrare
come le convention siano a carattere amichevole, quasi familiare per
certi versi in alcuni dei paesi visitati, e che il rapporto con l'attore
o gli attori ospiti alle riunioni non sia quello fan - divo.
Nel
dettaglio, a mio parere, l'Italia risulta un po' penalizzata nella sua
descrizione: se la visione di Venezia (Cosa c'entra Venezia? Provate
un po' a spiegare agli americani che in Italia ci sono altre città
oltre a Venezia, Roma, Firenze, Napoli e Milano) in apertura capitolo
è una voluta chiave romantica, risulta molto gradevole la panoramica
di Bellaria e delle sue spiagge. Purtroppo ancora una volta il nostro
bel paese si arena sui tre principali stereotipi: il clima, il cibo,
e il papa. Con tutto il bene che ho imparato a volere a Padre Bernard
Carman (che praticamente domina il tempo dedicato alla Con italiana),
e nonostante sia stato piacevole riconoscere molti dei partecipanti
abituali alla Sticcon, sono rimasta decisamente delusa dal fatto che,
per l'ennesima volta, l'idea di presentare l'Italia come un paese nel
quale la religione si intrufola in ogni parte l'ha fatta da padrona.
Avrei preferito che si puntasse di più sulla disponibilità
del paese, che praticamente apre la sua stagione grazie a questa convention,
sulla gentilezza degli accompagnatori e sulla non invasività
dei fan italiani nei confronti delle star ospiti, sulla cortesia che
circonda chiunque intervenga alla Con, ospitato e coccolato per tutta
la durata della manifestazione, in modo sempre discreto e non aggressivo.
Ho
invece molto apprezzato il tempo dedicato alla Con della ex-Yugoslavia,
paese che punta alla risalita anche psicologica con tutti i mezzi a
sua disposizione. Roger Nygard ha trovato molto bello il fatto che il
fandom trek di Belgrado e l'organizzazione della PRIMA manifestazione
trek in assoluto dia ai partecipanti l'impressione di "essere entrati
a fare finalmente parte della normalità", parte di una comunità
in cui tutte le persone possono dare libero sfogo alle loro passioni
senza dovere sottostare ai diktat del governo nazionale.
Purtroppo
il documentario fa "calare la palpebra" in parecchie occasioni,
specialmente quelle sul "dieci anni dopo" dei fan americani,
mentre invece risultano gradevoli alcuni bloopers, fuori scena e scene
tagliate, presentati in esclusiva alla Sticcon.
Giudizio finale? Penso che sia stato un lavoro difficile cercare di
trovare disperatamente qualcosa di originale che spiccasse in mezzo
ad un panorama di persone gią di per sč originali per i normali canoni. Per un trekker il film risulta
abbastanza tedioso, mentre ritengo che possa essere di maggiore interesse
per coloro i quali non si immergono nella realtà delle convention
trek per una o più volte l'anno.
Per coloro che non lo sapessero, nel documentario è presente
anche il nostro Francesco Spadaro, il quale so per certo che ha già
prenotato 120 copie del DVD da distribuire, autografato, agli amici
ed ai parenti tutti.

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