SPECIALE STICCON XVIII
IL TEMPISMO È TUTTO NELLA VITA

di Rossella "DrBev" Marchiselli


L'anno scorso Domenico Ciccone ed io eravamo riusciti ad intervistare Roger Nygard, regista di Trekkies, il quale era presente con la troupe alla Sticcon XVII per girare materiale che sarebbe poi apparso in Trekkies 2. Per motivi di spazio, l'intervista non fu pubblicata, ma di quella chiacchierata di mezz'ora e passa emersero diversi elementi e diverse considerazioni.
La troupe era alla ricerca di storie e personaggi interessanti non solo dal punto di vista trek, ma anche da punto di vista umano, e mentre giravano metri e metri di filmati i membri della produzione sono stati spesso bersagliati dalle più disparate domande sui loro beniamini, specialmente sulla nuova produzione in casa Paramount, Enterprise.
Ne venne fuori, parlando con Roger, che l'ultima serie non ci faceva una gran bella figura, e che il mondo trek era concorde sul volere lapidare sia Berman che Braga, e che tutti avrebbero preferito sicuramente una pausa di riflessione piuttosto che la produzione a scopi meramente economici di Enterprise.
Scoprimmo poi che ogni nazione visitata (e da visitare) sarebbe stara caratterizzata in Trekkies2 da una diversa connotazione, derivante dall'atteggiamento con il quale il fandom autoctono si comportava durante la Sticcon, sia verso gli attori che nel corso di tutta la manifestazione.
L'anno scorso assistemmo a diversi ciak con molti intervenuti alla convention, parecchi dei quali sono poi stati inseriti all'interno del documentario.
Ma andiamo per ordine.
Quest'anno Roger e Denise sono tornati alla Sticcon per presentare il frutto delle loro fatiche e gentilmente hanno di nuovo acconsentito a scambiare quattro chiacchiere con noi.
La prima domanda ovviamente è stata: "Come mai avete scelto l'Italia per la presentazione in anteprima mondiale di Trekkies 2?"
Gli italiani sono stati più belli? Più simpatici? Più meritevoli?
Nulla di tutto questo.
Come diceva la mia mamma, "non serve correre, l'importante è arrivarci in tempo".
Giusto un paio di settimane prima che aprisse la Convention Italiana, la produzione ha completato il documentario, e quale migliore occasione quindi di fare la prima uscita ad una convention europea?
Per di più, Denise ha precisato che la nostra Sticcon è di gran lunga la più divertente, la più rilassante e la più familiare, soprattutto grazie al fatto che in Italia c'è il clima più caldo, il sole ed il buon cibo.

A proposito di clima, mentre stiamo intervistando Denise e Roger ci sono 15 gradi e piove che dio la manda. (sic)

Trekkies 2 verrà proiettato tre volte durante la Sticcon, io ho assistito alla prima visione.
Se in Trekkies la presentazione del fandom americano era stata criticata come dimostrazione di un fanatismo a volte esagerato, il suo seguito ha ampiamente cercato di smitizzare la figura del trekker come stereotipo della persona monomaniacale e non integrata nel suo tempo. Specialmente per quanto riguarda l'Europa, la produzione è riuscita a mostrare come le convention siano a carattere amichevole, quasi familiare per certi versi in alcuni dei paesi visitati, e che il rapporto con l'attore o gli attori ospiti alle riunioni non sia quello fan - divo.
Nel dettaglio, a mio parere, l'Italia risulta un po' penalizzata nella sua descrizione: se la visione di Venezia (Cosa c'entra Venezia? Provate un po' a spiegare agli americani che in Italia ci sono altre città oltre a Venezia, Roma, Firenze, Napoli e Milano) in apertura capitolo è una voluta chiave romantica, risulta molto gradevole la panoramica di Bellaria e delle sue spiagge. Purtroppo ancora una volta il nostro bel paese si arena sui tre principali stereotipi: il clima, il cibo, e il papa. Con tutto il bene che ho imparato a volere a Padre Bernard Carman (che praticamente domina il tempo dedicato alla Con italiana), e nonostante sia stato piacevole riconoscere molti dei partecipanti abituali alla Sticcon, sono rimasta decisamente delusa dal fatto che, per l'ennesima volta, l'idea di presentare l'Italia come un paese nel quale la religione si intrufola in ogni parte l'ha fatta da padrona. Avrei preferito che si puntasse di più sulla disponibilità del paese, che praticamente apre la sua stagione grazie a questa convention, sulla gentilezza degli accompagnatori e sulla non invasività dei fan italiani nei confronti delle star ospiti, sulla cortesia che circonda chiunque intervenga alla Con, ospitato e coccolato per tutta la durata della manifestazione, in modo sempre discreto e non aggressivo.

Ho invece molto apprezzato il tempo dedicato alla Con della ex-Yugoslavia, paese che punta alla risalita anche psicologica con tutti i mezzi a sua disposizione. Roger Nygard ha trovato molto bello il fatto che il fandom trek di Belgrado e l'organizzazione della PRIMA manifestazione trek in assoluto dia ai partecipanti l'impressione di "essere entrati a fare finalmente parte della normalità", parte di una comunità in cui tutte le persone possono dare libero sfogo alle loro passioni senza dovere sottostare ai diktat del governo nazionale.

Purtroppo il documentario fa "calare la palpebra" in parecchie occasioni, specialmente quelle sul "dieci anni dopo" dei fan americani, mentre invece risultano gradevoli alcuni bloopers, fuori scena e scene tagliate, presentati in esclusiva alla Sticcon.

Giudizio finale? Penso che sia stato un lavoro difficile cercare di trovare disperatamente qualcosa di originale che spiccasse in mezzo ad un panorama di persone gią di per sč originali per i normali canoni. Per un trekker il film risulta abbastanza tedioso, mentre ritengo che possa essere di maggiore interesse per coloro i quali non si immergono nella realtà delle convention trek per una o più volte l'anno.

Per coloro che non lo sapessero, nel documentario è presente anche il nostro Francesco Spadaro, il quale so per certo che ha già prenotato 120 copie del DVD da distribuire, autografato, agli amici ed ai parenti tutti.


Se volete commentare questo articolo scrivete a
Warp Mail