SPECIALE STICCON XVIII
THE NEWBIE'S VISION

di Guillaume "Guglie" Riggio


THE NEWBIE’S VISION

Ovvero il punto di vista meno oggettivo sulla STICCON che avrete modo di leggere in questo speciale, dato che questa è stata la mia Prima Convention in assoluto; non mi propongo quindi di farvi una descrizione dettagliata di come si è svolta la manifestazione, rappresenta più uno sguardo su come ho personalmente vissuto questo raduno.
Non avendo partecipato alle edizioni precedenti, lascio a mani più capaci ed esperte delle mie il compito di tracciarvi una rott.. ehm.. una panoramica degli eventi principali della STICCON o alle differenze tra questa Convention e quelle degli anni passati.
Ricordate come vi siete sentiti la prima volta che siete tornati a casa dopo aver assaporato per la prima volta le sensazioni che vi ha dato rimanere immersi ininterrottamente per quattro giorni nell’atmosfera Trek?
Non so voi, ma a me ha fatto un effetto davvero strano entrare in un centro commerciale e non vedere nessuno in uniforme…
Scherzi a parte, le cose che vorrei raccontarvi su come ho vissuto la mia prima convention sono talmente tante che non saprei proprio da dove iniziare. Tanto per trovare una frase originale. In realtà saprei da dove iniziare ma la Direttrice mi ha caldamente raccomandato di non superare i tre tomi.
Procediamo con ordine, quindi.

LIBRO PRIMO – L’ATTESA


Non ci sono stati conti alla rovescia, non ho segnato sul calendario il giorno della partenza, anche perché sono stato troppo impegnato a portarmi avanti col lavoro in modo da non trovarmi sommerso dalle cose da fare al mio ritorno (leggi: mettere da parte più soldi possibile), ma gli ultimi tre giorni li ho vissuti davvero come se stessi per andare in vacanza su un “isoletta tropicale” (sostituibile a piacere con la vostra meta di viaggio preferita).
Ho cercato di portare il meno possibile, immaginando che al ritorno la mole dei bagagli, causa gadget e ammennicoli vari, sarebbe quantomeno raddoppiata.
In questo sono stato ingenuo, devo ammetterlo.
L’unica cosa utile che mi sarei dovuto portare, ovvero una valigia vuota ove sistemare con religiosa cautela la slavina di preziosi acquisti che ho fatto, è rimasta ovviamente a casa.
Non sto nemmeno a raccontarvi quanto abbia ammorbato tutti quelli che mi circondavano dicendo loro che Andavo Alla Convention Di Star Trek, con la tipica faccia che hanno quelli che in America ti fermano per strada assicurandoti che la fine del mondo avverrà entro il giovedì successivo e che devi pentirti per tutti i tuoi peccati, e devi farlo veloce.
Se siete arrivati fino a qui senza addormentarvi o senza dire “Si, ma tutto questo che c’entra con la STICCON?” siete pronti per il

LIBRO SECONDO – LA CONVENTION

Non so dirvi a quante ore di sonno abbia dovuto rinunciare per partecipare al maggior numero possibile delle attività che gli organizzatori della STICCON hanno approntato per noi fan, ma ne è valsa certamente la pena.
Sicuramente, mai come in questi quattro giorni mi sono sentito tanto simile ad una pallina in un flipper, avendo girovagato in lungo e in largo per tutto il centro congressi almeno un centinaio di volte.
Fortunatamente la tranquillità dei primi due giorni mi ha dato la possibilità di ambientarmi con calma e senza alcun problema, e mi ha permesso inoltre di iniziare a stringere le prime conoscenze che sono andate consolidandosi nei giorni successivi.
Ebbene si, in fondo potrei andare avanti a raccontarvi di quanto fossero interessanti le proiezioni in sala Excelsior, o potrei avventurarmi nella descrizione dei giochi in sala Voyager, nella minuziosa descrizione di tutti gli interventi in sala Enterprise, o di quante cambiali abbia firmato ai banchetti per gli acquisti, ma il fulcro rimane sempre il senso di appartenenza che questa manifestazione mi ha saputo trasmettere.
Ho passato quattro giorni a rivolgermi a dei completi sconosciuti (cosa che nella vita di tutti i giorni raramente mi capita di fare), a ridere e scherzare con loro, a scambiare con loro la mia visione del mondo Trek, e non solo.
Ho incontrato decine, centinaia di appassionati, come me, di Star Trek, circondato da loro, inebriandomi della nostra comune passione per ogni singolo istante che ho passato all’interno del palazzo dei congressi di Bellaria.
Ho avuto la possibilità e la fortuna di conoscere persone meravigliose, di scoprire come i motivi per cui si sono appassionati a Star Trek siano stati a volte simili a volte radicalmente diversi dai miei, e la cosa mi ha riempito gli occhi di meraviglia come un bambino a Natale in entrambe le occasioni.

Per quanto riguarda il discorso ‘Ospiti d’Onore’, ho cercato di non farmi influenzare dalla mia ammirazione nei confronti delle emozioni che il loro lavoro ha saputo far nascere in me… fallendo miseramente. Non era tanto l’idea di trovarsi di fronte ad attori famosi, quanto il fatto che ero li, a pochi metri da loro, che mi avevano fatto piangere, ridere, appassionare. Ero di fronte a persone che erano state in grado di regalarmi emozioni così intense che non sapevo come comportarmi, come avrei potuto condensare in poche parole i concetti di gratitudine e di riconoscenza che provavo nei confronti di quel che mi (ci) avevano fatto.
Mani sudate, cuore in gola, respiro affannato e bocca impastata sono stati piccoli indizi che mi hanno fatto render conto che non sarei MAI riuscito a sentirmi completamente a mio agio nei loro confronti. Invece con la loro spontaneità ed i modi (almeno apparentemente ma sono pronto a scommettere essere genuini) disponibili e affabili nei confronti dei fan mi hanno permesso di rilassarmi un minimo.
Visto che quando si tratta di comunicare le mie sensazioni il solo modo che sembra funzionare è scrivere (almeno a sentire le opinioni di chi mi sta attorno) decisi che avrei scritto due piccole poesie, una per Nana e una per Denise.
Trascorsi la notte successiva in bianco, cercando di rendere al meglio i concetti che volevo esprimere e la mattina dopo erano lì, pronte. Aspettavano solo che io trovassi il coraggio di stamparle e che le consegnassi. Che cosa ci sarebbe mai voluto, dopotutto?
Vergognandomi come un ladro, aspettando che la mia mente consolidasse l’illusione che non mi avrebbe visto nessuno, subito dopo aver narcotizzato la mia timidezza, le consegnai entrambe.
Avevo trovato il mio personalissimo modo per ringraziarle di tutto quello che con il loro lavoro avevano fatto per me. Ovviamente sono stato orgoglioso di sapere che hanno apprezzato quel che ho scritto loro, ma la cosa più importante è l’aver avuto la possibilità di comunicarglielo.
Più o meno è questa la riflessione che ho fatto, uscendo l’ultima volta dal palazzo dei congressi di Bellaria… ho avuto l’opportunità di conoscere tante persone meravigliose, di vivere momenti indimenticabili. Ora sono qui, solo, un nuovo giorno che mi aspetta, meravigliosi ricordi nel cuore… ed il cielo come limite.

LIBRO TERZO – RITORNO A CASA

In un certo senso ho invidiato chi ha ricominciato la propria routine quotidiana tornando subito a casa, al proprio lavoro, alle cose di sempre. Io, avendo un amico che abita a San Marino, ho deciso di trattenermi ancora per un paio di giorni e l’esser rimasto in zona mi ha fatto un impressione strana. Lunedì mattina mi sono svegliato e la prima cosa che ho pensato, nel dormiveglia è stata “Chissà che programma c’è oggi” realizzando pochi picosecondi dopo che… non c’era nessun programma. Almeno nessuno che riguardasse Star Trek. Sigh. Come nota mentale decisi che quella sera mi sarei rivisto Primo Contatto, giusto per non andare in crisi d’astinenza.
Aver avuto l’opportunità di conoscere così tante persone che condividono la mia stessa passione, sapere che con alcune di loro continuerò a mantenere un contatto nel tempo è sicuramente il motivo principale per cui sono contento di essere venuto a questa convention, e per cui non perderò la prossima, che spero sappia regalarmi emozioni uniche come quelle che ho provato quest’anno, anche se la Prima Volta.. beh, quella non si scorda mai.

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