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| SPECIALE
STICCON XVIII HERU'UR, AMORE MIO di Emiliano "Rodman" Boga Star Trek, sentirlo nominare
suscita in me interesse, curiosità. Se sono in giro per strada
e sento le paroline magiche mi volto e cerco di capire da dove provengono.
È istintivo. Come a me, immagino succeda a molti di trovarsi
in un negozio, in un bar o in qualsiasi luogo e sentendo star trek,
voltarsi di scatto e aspettare di trovarsi di fronte non so …un
Vulcaniano, un Klingon o magari una persona normale, che parla con amici
o che compra un DVD. Devo innanzi tutto ringraziare
Rossella e Salvatore (i succitati amici) per avermi introdotto al meglio.
Ross mi ha presentato in giro, mi ha coinvolto nelle sue P. R. mi ha
fatto fare un tour per la convention spiegandomi un po’ come funzionava,
fermandoci a parlare con varie persone dello staff e facendomi visitare
le varie sale. Noto subito con piacere che c’è anche un
bel “viavai” di ospiti. Appena entro mi capita a tiro Denise
Crosby. Commentino: prima volta che la vedo dal vivo, ma devo
dire che l’ho trovata davvero bene. Avevo visto foto delle convention
precedenti e ho notato con piacere che è tornata abbastanza in
forma. Brava. Passeggiando al piano di sotto, quello dedicato alle bancarelle,
ai banchetti degli attori e ai nuovi amici del SG1 Fan Club, trovo Michael
Dante e Arlene Martell e li per li purtroppo non li riconosco. Ma con
l’aiuto del fido programma gentilmente donatomi dalle gentilissime
receptionist, capisco chi sono. Vado oltre e vedo una faccia conosciuta
ma non riesco a collocarla in Star Trek. Inizia a serpeggiare in me
l’idea di essere un cialtrone e di non riconoscere gli attori
della serie che amo tanto. Ma ad un certo punto, la folgorazione, si…è
lui….il nome non mi dice nulla (James Horan)…ma il viso
si….impersonava Clay Alden in “Quando si ama”!!!! Vedo anche passeggiare per
la fiera anche un bizzarro personaggio che riconosco subito. Per gli
amanti di Stargate. Il fulminatissimo nonché simpaticissimo Douglas
H. Arthurs alias Heru’ur. La vita alla sticcon continua,
una conferenza di astronomia molto interessante, un meno interessante
incontro con Paramount e Sci-fi Channel, il pranzo, altre chiacchiere
con amici, insomma mi sono reso conto che mi stavo annoiando. Ma come?
Tutta l’eccitazione, la smania, i divertenti aneddoti raccontati
da amici che si divertivano sempre come matti, dove è? Sono qui
da pochissimo è già mi annoio? Ebbene si. Mi stavo rompendo,
non avevo nulla da fare, avevo visto il vedibile e dovevo sottostare
al programma. Ma in maniera veloce e repentina “come cervo che
esce da foresta” [cit. Boskov] ecco che il gran mogol dei cialtroni,
cioè io, si esibisce. Come mai? Cosa è successo vi chiederete?
Un momento che ve lo dico. Succede che la nostra cara Rossella viene
giustamente invitata alla conferenza stampa di Denise Crosby
e Roger Nygard. Ed io vado con lei. Arriviamo nell’area
preposta, la sala stic, e troviamo già la Crosby seduta che parla
con una persona. Dopo qualche minuto è il momento di Rossella.
Non mi dilungo su cosa hanno parlato, anche perché ve lo spiegherà
lei stessa nel suo pezzo. Arrivo direttamente al punto, vengo posseduto
dall’anima del cialtrone e parto. Scavalco il divanetto per sedermi
ed infilarmi nella conferenza stampa, il divano oscilla, sto rischiando
di cadere, ma solo la disperazione di non fare una figura di "M"
mi evita di cadere e riesco a scivolare vigliaccamente sul divanetto
accanto a Ross che esibisce uno dei sui tipici sguardi omicidi come
per dire:”cosa #@!£$ stai facendo”.
Mi siedo, sorrido, e per qualche minuto sprofondo in una vergogna colossale.
Ma niente può fermare il cialtrone. Verso la fine della conferenza
stampa, si avvicina la responsabile e annuncia :”se non ci sono
altre domande...”. Come per incanto il mio ditino si alza e da
li a poco farò la mia domanda. Me la preparo nella mente, la
ripeto, cerco di capire se è fattibile. È il mio turno,
sia Roger sia Denise mi guardano in attesa della domanda. Ok, vado,
parlo…ma non capisco, c’è un problema tecnico, emetto
solo dei suoni gutturali incomprensibili e lo noto soprattutto dai volti
perplessi intorno a me. Dopo una breve ricerca guasti, individuo il
difetto, HO IL CUORE IN GOLA, lo deglutisco facendolo tornare al suo
naturale posto, e procedo con la domanda. E anche qui mi tocca spendere
un altro grazie a Rossella. Mi ha dato un aiutino, ma è stato
molto importante averla di fianco, mi dava la sensazione di non essere
solo. Incredibile, la domanda è seria, il regista risponde seriamente.
So che siete curiosi di sapere cosa ho chiesto e ora ve o dico: “Roger,
Trekkies 2 è un film-documentario, hai preso spunto anche dai
film di Michael Moore?" Evviva. Ho la mia risposta. Dice di
aver visionato parecchi film-documentari tra cui i celeberrimi “Roger
& me” e “Bowling for Columbine” e poi abbiamo
disquisito brevemente di Moore. Lanciato e senza piu freni inibitori,
rivolgo un’altra domandina. Chiedo se gli andrebbe di buttarsi
nel MOSH PIT (Saltare da un palco su un mare di folla con le braccia
alzate). Roger sorride leggermente, e penso che sia il massimo della
sua espressività, mentre la solare Denise, si fa una cosiddetta
grassa risata e risponde :”per me il tempo per il mosh pit
è passato”. Però sapeva cos’era!!!!!! Un altro momento topico è
stato la “tempesta ionica”. Consisteva in questo: dalla
“promenade superiore” sono state buttate delle cartonate
di palline da ping pong. Alcune di queste erano numerate e chi le catturava
aveva diritto ad un premio. Subito si è intuito che a nessuno
fregava molto dei premi, comunque la partecipazione è stata buona
e particolarmente festante. Pronti, via. Il dopocena si svolge all’insegna
della proiezione in anteprima mondiale o europea (non ricordo) di Trekkies
2, che evito di commentare, lascio il compito a persone più competenti.
Solo un pensiero: considerando la risposta che mi ha dato Roger durante
la conferenza stampa, mi domando:” Mai sei sicuro di aver
visto quello che hai detto o ti sei sbagliato e hai visto dei documentari
sul rito d’accoppiamento delle locuste del Madagascar?”
(Considerazione assolutamente personale). Ecco, è mezzanotte passata, sono stanco morto, parzialmente deluso, ma mi dico :”domani sarà meglio”. E con questa convinzione, prendiamo armi e bagagli e andiamo ad assaltare un pub in compagni dei bizzarri personaggi della sticcon. Una piccola nota: nel locale dove eravamo c’erano due ragazzi che cantavano. Fa abbastanza specie sentire un cantante che dedica una canzone ad un Klingon!!
La mattina scorre abbastanza
bene, e rapidamente arriviamo alla pausa pranzo. Fagocitiamo del cibo
a caso e subito torniamo al Centro Congressi per l’atteso intervento
di Nana. Prendiamo posto, le luci si abbassano, l’inossidabile
Raffaello riempie la sala con i tipici suoni del fischietto federale
in onore al Maggiore Kira Nerys. Ed eccola che entra: ovazione, applausi,
di tutto. Ci si ricompone ed inizia a parlare. È una persona
simpatica, gioca un po’ con il suo “traduttore” che
non funziona e si stupisce di riuscire a capire l’italiano. Racconta
cosa serie, aneddoti, risponde gentilmente a domande, schivando abilmente
quella su Terry Farrell, si sganascia dal ridere quando l'onnipresente
Borg della Sticcon le chiede :”Posso assimilarla?” Un mito.
È finito, il momento
tanto anelato è finito, ma ancora c’è la sessione
autografi. Un’occasione migliore per vederla a distanza ravvicinata.
Attendiamo il nostro turno e ci mettiamo in coda di fianco al palco.
Quando l’addetto ci dice di passare, entriamo, scendiamo delle
scale e ci mettiamo in un ulteriore coda. Subito ci pervade la sensazione
di essere a Gardaland, in coda per entrare nel tempio egizio. Da un
momento all’altro ci attendiamo di girare l’angolo e trovarci
davanti il cartello con scritto :”Da qui mancano circa 45 minuti”.
E invece no, è andata un filo meglio. Serpenteggiamo per il sotterraneo,
tutti belli in fila indiana. Facciamo l’ultima curva e…
eccola. È lì seduta al banchetto che firma, firma e firma.
Facendo due rapidi conti, fino a quel momento avrà firmato circa
500 autografi però resiste stoica. Piano piano ci si avvicina,
è quasi una tortura, lenta per poi sfociare in un brevissimo
momento. È finita, per me la
Sticcon è finita e sono soddisfatto. Come in tutte le cose, alla
fine tendenzialmente si fa un resoconto e tra baci, Goa’uld palpati
e domande bizzarre… è meglio non farlo il resoconto. Stanco
e felice, torno a casa, felice di aver partecipato ad un bel evento,
felice di sapere che l’anno prossimo ci sarà William Shatner
(Viliam Satner in romagnolo), felice per aver passato 2 giorni in compagnia
di amici e soprattutto di essermene fatti altri. |
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