SPECIALE STICCON XVIII
HERU'UR, AMORE MIO

di Emiliano "Rodman" Boga

Star Trek, sentirlo nominare suscita in me interesse, curiosità. Se sono in giro per strada e sento le paroline magiche mi volto e cerco di capire da dove provengono. È istintivo. Come a me, immagino succeda a molti di trovarsi in un negozio, in un bar o in qualsiasi luogo e sentendo star trek, voltarsi di scatto e aspettare di trovarsi di fronte non so …un Vulcaniano, un Klingon o magari una persona normale, che parla con amici o che compra un DVD.

C’è un posto in Italia che una volta l’anno si trasforma. Gigi il barista muta inconsapevolmente e diventa Quark, il tabaccaio un mercante Bajoriano…e tutto questo succede per quattro giorni ogni anno. Ma sì che avete capito, non fate finta di nulla, cialtroni! Sto parlando della STICCON.
Ebbene si. Ci sono stato. È stata la mia prima volta e devo dire che in linea di massima non mi è dispiaciuta. Ma andiamo per gradi. Torniamo indietro nel tempo (a noi trekker piace!) fino al giorno in cui ho detto :”Vado” e dopo cinque minuti ho esclamato :”quarantaquattroeuroooo”. Allora, con calma, ragioniamo.
Non vi tedio elencando il listino prezzi della sticcon, ma non vi nascondo che la cosa mi ha lasciato piuttosto scosso. Nei mesi successivi ho dedicato molto tempo a sedute di zen e training autogeno ripetendomi:” Ne vale la pena, Massimo Romani è buono, ne vale la pena, Massimo Romani è buono…” e…ragazzi! Ce l’ho fatta. Mi sono convinto, ma con moderazione, giusto per non fare la figura del cialtrone con me stesso. Vado il venerdì ed il sabato. Una giusta via di mezzo. Bene.
Una volta presa la decisione e convinto del tutto, l’attesa è stata davvero spasmodica, ero emozionato e non vedevo l’ora di andare alla mitica STICCON.
È venerdì mattina, preparo i bagagli, carico la fida moto e parto in direzione Bellaria. Ometto i tempi e le distanze per evitare di incorrere in bizzarre situazioni con le forze dell’ordine.
In ogni modo arrivo diciamo agevolmente a destinazione, fibrillante, eccitato.
Fuori dal centro congressi trovo gli amici DrBev e Triky. Li abbraccio come se fossero anni che non li vedo. Lego la moto, ripongo il casco ed il giubbotto, sbroglio le formalità burocratico-monetarie alla cassa e finalmente, inizia la mia prima sticcon.

Devo innanzi tutto ringraziare Rossella e Salvatore (i succitati amici) per avermi introdotto al meglio. Ross mi ha presentato in giro, mi ha coinvolto nelle sue P. R. mi ha fatto fare un tour per la convention spiegandomi un po’ come funzionava, fermandoci a parlare con varie persone dello staff e facendomi visitare le varie sale. Noto subito con piacere che c’è anche un bel “viavai” di ospiti. Appena entro mi capita a tiro Denise Crosby. Commentino: prima volta che la vedo dal vivo, ma devo dire che l’ho trovata davvero bene. Avevo visto foto delle convention precedenti e ho notato con piacere che è tornata abbastanza in forma. Brava. Passeggiando al piano di sotto, quello dedicato alle bancarelle, ai banchetti degli attori e ai nuovi amici del SG1 Fan Club, trovo Michael Dante e Arlene Martell e li per li purtroppo non li riconosco. Ma con l’aiuto del fido programma gentilmente donatomi dalle gentilissime receptionist, capisco chi sono. Vado oltre e vedo una faccia conosciuta ma non riesco a collocarla in Star Trek. Inizia a serpeggiare in me l’idea di essere un cialtrone e di non riconoscere gli attori della serie che amo tanto. Ma ad un certo punto, la folgorazione, si…è lui….il nome non mi dice nulla (James Horan)…ma il viso si….impersonava Clay Alden in “Quando si ama”!!!!
La mia telenovela preferita…non ci posso credere [cit.].
Il silenzio permea la sala, forse perché era semivuota, Rossella mi guarda con il tipico sguardo di chi pensa:”gliel'ho sempre detto di non fumarsi le brioche dell’autogrill, ma lui insiste…”
Ma anche lei, dopo un breve attimo di smarrimento, ricorda. Grazie ancora per avermi anche edotto su chi fosse James Horan ed a che episodi/serie avesse partecipato (tutte tranne la TOS).

Vedo anche passeggiare per la fiera anche un bizzarro personaggio che riconosco subito. Per gli amanti di Stargate. Il fulminatissimo nonché simpaticissimo Douglas H. Arthurs alias Heru’ur.
Beh ragazzi…lo facevo più grosso. Nel telefilm sembra grosso, possente e parecchio incazzoso, di persona è... un bell' uomo prima di tutto. Rispetto alle sue apparizioni in Stargate SG1, non ha il pizzetto, il sorriso non manca mai sul suo volto, le mani sempre alla ricerca di sederi femminili e…beh, pelato è pelato. Uguale. A parte gli scherzi, colgo l’occasione per ringraziare la neo-amica Giovanella, presidentessa del SG1 Fan Club, per aver dato la possibilità a molti di poter finalmente incontrare un attore di Stargate. Un piccolo messaggio per te, visto che hai fatto felici le Gaters Italiane con il bel Heru’ur, vedi di far felici anche i maschietti e portaci Samantha Carter (Amanda Tapping), capito!!!

La vita alla sticcon continua, una conferenza di astronomia molto interessante, un meno interessante incontro con Paramount e Sci-fi Channel, il pranzo, altre chiacchiere con amici, insomma mi sono reso conto che mi stavo annoiando. Ma come? Tutta l’eccitazione, la smania, i divertenti aneddoti raccontati da amici che si divertivano sempre come matti, dove è? Sono qui da pochissimo è già mi annoio? Ebbene si. Mi stavo rompendo, non avevo nulla da fare, avevo visto il vedibile e dovevo sottostare al programma. Ma in maniera veloce e repentina “come cervo che esce da foresta” [cit. Boskov] ecco che il gran mogol dei cialtroni, cioè io, si esibisce. Come mai? Cosa è successo vi chiederete? Un momento che ve lo dico. Succede che la nostra cara Rossella viene giustamente invitata alla conferenza stampa di Denise Crosby e Roger Nygard. Ed io vado con lei. Arriviamo nell’area preposta, la sala stic, e troviamo già la Crosby seduta che parla con una persona. Dopo qualche minuto è il momento di Rossella. Non mi dilungo su cosa hanno parlato, anche perché ve lo spiegherà lei stessa nel suo pezzo. Arrivo direttamente al punto, vengo posseduto dall’anima del cialtrone e parto. Scavalco il divanetto per sedermi ed infilarmi nella conferenza stampa, il divano oscilla, sto rischiando di cadere, ma solo la disperazione di non fare una figura di "M" mi evita di cadere e riesco a scivolare vigliaccamente sul divanetto accanto a Ross che esibisce uno dei sui tipici sguardi omicidi come per dire:”cosa #@!£$ stai facendo”. Mi siedo, sorrido, e per qualche minuto sprofondo in una vergogna colossale. Ma niente può fermare il cialtrone. Verso la fine della conferenza stampa, si avvicina la responsabile e annuncia :”se non ci sono altre domande...”. Come per incanto il mio ditino si alza e da li a poco farò la mia domanda. Me la preparo nella mente, la ripeto, cerco di capire se è fattibile. È il mio turno, sia Roger sia Denise mi guardano in attesa della domanda. Ok, vado, parlo…ma non capisco, c’è un problema tecnico, emetto solo dei suoni gutturali incomprensibili e lo noto soprattutto dai volti perplessi intorno a me. Dopo una breve ricerca guasti, individuo il difetto, HO IL CUORE IN GOLA, lo deglutisco facendolo tornare al suo naturale posto, e procedo con la domanda. E anche qui mi tocca spendere un altro grazie a Rossella. Mi ha dato un aiutino, ma è stato molto importante averla di fianco, mi dava la sensazione di non essere solo. Incredibile, la domanda è seria, il regista risponde seriamente. So che siete curiosi di sapere cosa ho chiesto e ora ve o dico: “Roger, Trekkies 2 è un film-documentario, hai preso spunto anche dai film di Michael Moore?" Evviva. Ho la mia risposta. Dice di aver visionato parecchi film-documentari tra cui i celeberrimi “Roger & me” e “Bowling for Columbine” e poi abbiamo disquisito brevemente di Moore. Lanciato e senza piu freni inibitori, rivolgo un’altra domandina. Chiedo se gli andrebbe di buttarsi nel MOSH PIT (Saltare da un palco su un mare di folla con le braccia alzate). Roger sorride leggermente, e penso che sia il massimo della sua espressività, mentre la solare Denise, si fa una cosiddetta grassa risata e risponde :”per me il tempo per il mosh pit è passato”. Però sapeva cos’era!!!!!!
Sono soddisfatto e visibilmente emozionato. E in questo stato, posiamo per le foto di rito, che appariranno sul sito ufficiale di Trekkies 2. Bella esperienza, divertente. Ovviamente appena il tutto è finito Rossella mi ha dato del Cialtrone e … come darle torto, ma mi è venuta così, che ci devo fare.

Un altro momento topico è stato la “tempesta ionica”. Consisteva in questo: dalla “promenade superiore” sono state buttate delle cartonate di palline da ping pong. Alcune di queste erano numerate e chi le catturava aveva diritto ad un premio. Subito si è intuito che a nessuno fregava molto dei premi, comunque la partecipazione è stata buona e particolarmente festante. Pronti, via.
Parte la bolgia umana alla raccolte della palline e mentre si era intenti in ciò, da una “balconata” chi ti si affaccia…..il sor Romani. In men che non si dica la tempesta ionica si trasforma in un tiro al bersaglio. Donne, uomini, alieni, tutti raccolgono le palline senza più curarsi del numerino vincente e iniziano a scagliarle con più o meno violenza contro il bersaglio. Si nota una buona preparazione atletica del Romani che ribatte prontamente ogni attacco. Altri personaggi del ponte di comando dello Stic corrono in soccorso del bersaglio umano, aizzando ulteriormente la folla, che si allea e crea delle tattiche subdole per colpire. Esempio: lancio di palline lente ed arcuate da destra per distrarre Romani & Co. mentre da sinistra venivano lanciati dei veri e propri missili. Le nostre manovre evasive hanno un breve successo, infatti i nostri nemici ruotano le armoniche degli scudi e si adattano. E via così per un buon 10/15 minuti. Devo dire dei bei momenti!

Il dopocena si svolge all’insegna della proiezione in anteprima mondiale o europea (non ricordo) di Trekkies 2, che evito di commentare, lascio il compito a persone più competenti. Solo un pensiero: considerando la risposta che mi ha dato Roger durante la conferenza stampa, mi domando:” Mai sei sicuro di aver visto quello che hai detto o ti sei sbagliato e hai visto dei documentari sul rito d’accoppiamento delle locuste del Madagascar?” (Considerazione assolutamente personale).
Meno male che poi ci si è “ripresi” per merito degli amici del FS.I.C (FarScape Italian Club) che ci hanno offerto la visione di un episodio, e un succulento filmato con il profilo del protagonista.

Ecco, è mezzanotte passata, sono stanco morto, parzialmente deluso, ma mi dico :”domani sarà meglio”. E con questa convinzione, prendiamo armi e bagagli e andiamo ad assaltare un pub in compagni dei bizzarri personaggi della sticcon. Una piccola nota: nel locale dove eravamo c’erano due ragazzi che cantavano. Fa abbastanza specie sentire un cantante che dedica una canzone ad un Klingon!!

È Sabato, ci siamo, è il giorno della verità, il centro nodale di tutto, l’inizio e la fine. Oggi vedrò “live” Nana Visitor. Ma non bruciamo le tappe. La mattina è stata caratterizzata da un evento oltremodo bizzarro. Sono andato al piano di sotto, a trovare gli amici del club di Stargate e al banchetto c’era Douglas Arthur (Heru’ur). Saluto, ciao ciao e mi lancio chiedendo molto gentilmente se poteva farmi l'autografo sul poster del sito dei Cial’troni del sistema (www.hypersg1.org un po’ di spam ci vuole). Nessun problema, firma, scambio di battute. È simpatico e sta al gioco, allora lo prendo per mano, sì… per mano (teneroooo) e lo conduco ai piedi della splendida riproduzione dello Stargate.
La situazione è concitata, lui mi mette un braccio sulle spalle, io a lui…sta al gioco, bene….Lo abbraccio e ci mettiamo guancia a guancia, mentre ci sganasciamo dalle risate… intanto qualche curioso si avvicina e inizia a fare foto di questo improvvisato spettacolino Omo.
Ma non finisce qui, i freni inibitori sono andati, mi discosto leggermente, ci guardiamo intensamente e ..tac….gli afferro una tetta e…..Flash….partono svariati flash. A distanza di giorni mi chiedo se ero contento o eccitato, ma è meglio non farsi certe domande. In ogni modo è un bel ricordo di un momento bizzarro. E direi che il buon Douglas si sia divertito, infatti, durante l’intervento che ha fatto poi nel pomeriggio, ad un certo punto, mi dice di fronte alla platea…:” Hey, voglio una domanda dall’uomo pelato che mi ha toccato le tette”. Che brighella il sor Arthur.

La mattina scorre abbastanza bene, e rapidamente arriviamo alla pausa pranzo. Fagocitiamo del cibo a caso e subito torniamo al Centro Congressi per l’atteso intervento di Nana. Prendiamo posto, le luci si abbassano, l’inossidabile Raffaello riempie la sala con i tipici suoni del fischietto federale in onore al Maggiore Kira Nerys. Ed eccola che entra: ovazione, applausi, di tutto. Ci si ricompone ed inizia a parlare. È una persona simpatica, gioca un po’ con il suo “traduttore” che non funziona e si stupisce di riuscire a capire l’italiano. Racconta cosa serie, aneddoti, risponde gentilmente a domande, schivando abilmente quella su Terry Farrell, si sganascia dal ridere quando l'onnipresente Borg della Sticcon le chiede :”Posso assimilarla?” Un mito.
Insomma una gioviale oretta, ma c’è qualcosa che non va. Ammetto che il mio inglese non sia perfetto ma..hey…sto ascoltando da un po’ e lei ripete sempre una frase che mi lascia “perplerrimo”. “I LOVE THAT”. Non esagero, più di una cinquantina di volte. Qualsiasi cosa le si chiedesse, I Love That. Ma perché? Forse l’entusiasmo d’essere li, forse la gratitudine verso i produttori per non averla lasciata a casa quando era incinta. Sta di fatto che lei amava tutto. Alla fine facevamo il toto scommesse su quando l’avrebbe detto ancora e in più di un’occasione abbiamo indovinato. Potevamo quasi fare il coro. Mi domando, ci sarà qualcosa che le sarà piaciuta meno o per nulla?. Forse l’unica momento che non si è lanciata nel “ILT” è stato quando raccontava dei cigolii sinistri che emetteva quando indossava il vestito di gomma dell’intendente. Ah ecco, in questo caso ha detto solo “I like that”.
Il tempo è passato velocemente, ha tenuto bene il palco ed è stata molto simpatica. Brava. Una nota positiva: che fisico, l’abbiamo trovata tutti dimagrita ed in splendida forma. Proprio bella. Hey Nana, I LOVE ….YOU!

È finito, il momento tanto anelato è finito, ma ancora c’è la sessione autografi. Un’occasione migliore per vederla a distanza ravvicinata. Attendiamo il nostro turno e ci mettiamo in coda di fianco al palco. Quando l’addetto ci dice di passare, entriamo, scendiamo delle scale e ci mettiamo in un ulteriore coda. Subito ci pervade la sensazione di essere a Gardaland, in coda per entrare nel tempio egizio. Da un momento all’altro ci attendiamo di girare l’angolo e trovarci davanti il cartello con scritto :”Da qui mancano circa 45 minuti”. E invece no, è andata un filo meglio. Serpenteggiamo per il sotterraneo, tutti belli in fila indiana. Facciamo l’ultima curva e… eccola. È lì seduta al banchetto che firma, firma e firma. Facendo due rapidi conti, fino a quel momento avrà firmato circa 500 autografi però resiste stoica. Piano piano ci si avvicina, è quasi una tortura, lenta per poi sfociare in un brevissimo momento. È un tortura in piena regola. Ma tocca a me, mi avvicino, ho le ginocchia che mi fanno “James James” (vabbè, Giacomo Giacomo). Mi presento davanti a lei, alza gli occhi, mi guarda e mi chiede il nome. Che posso fare se non esercitare la mia cialtronaggine? Mi giro di spalle e le indico il nome scritto sulla canotta da basket che portavo (Rodman), mi rigiro e vedo che mi sorride divertita. Scrive l’agognata dedica… la firma…. e mi porge la reliquia (e svengo). Alza gli occhi e mi guarda (e non sviene), allora mi avvicino e le chiedo un bacio, lei non risponde e si avvicina e “smack”. L’ho baciata. Ho baciato Kira. Io, un umile cialtrone, ho baciato Kira Nerys. Visibilmente scosso, e un po’ eccitato, me ne vado fiero rimirando la dedica. Ero in estasi. A questo punto deambulo via, con grande difficoltà, e rimango inebetito e con degli evidenti problemi psico-motori. Ma anche questa è fatta e sono soddisfatto. Tutto ciò che mi aveva fatto annoiare fino a quel momento era scomparso con un bacio. Incredibile. Solo lei poteva, non credo che se Romani m’avesse baciato fosse stato o stesso, ma magari l’anno prossimo mi rifaccio e quindi Massimo, ritieniti avvisato, del resto, “Uomo avvisato, mezzo baciato” e Luigi “Gentle Lips” Rosa ne sa qualcosa.

È finita, per me la Sticcon è finita e sono soddisfatto. Come in tutte le cose, alla fine tendenzialmente si fa un resoconto e tra baci, Goa’uld palpati e domande bizzarre… è meglio non farlo il resoconto. Stanco e felice, torno a casa, felice di aver partecipato ad un bel evento, felice di sapere che l’anno prossimo ci sarà William Shatner (Viliam Satner in romagnolo), felice per aver passato 2 giorni in compagnia di amici e soprattutto di essermene fatti altri.
Felice perché, nonostante la diciamo “consistenza” del biglietto d’ingresso, vi posso dire sinceramente che ne è valsa la pena.



Se volete commentare questo articolo scrivete a
Warp Mail