FUORI CAMPO
a cura di Rossella "DrBev" Marchiselli


Cari amici, nel presentarvi questa storia, vorrei farvi sapere che essa è dedicata al mio grande amico Giovanni Colloca. Un nome che a voi, probabilmente, non dirà niente, ma chi l'ha conosciuto sa di chi sto parlando. Era una grande persona, e un amico così generoso che sentivo che dovevo dedicargli qualcosa. E questo è quello che ne è venuto fuori. C'è anche da dire che mi ha "indirettamente" aiutato a scrivere questa storia. prima di morire. In un letto d'ospedale, divorato da un orribile cancro alle ossa. Come avrete capito, non potevo certo dimenticarlo e basta. Un dettaglio: ricordate la scena finale di "Deja Q"? Quella con i musicisti messicani?. Era la sua preferita. E leggendo attentamente questa storia, capirete perché vi ho detto questa cosa. "IL CORAGGIO DEGLI EROI", inoltre, è collegato alla storia successiva, che si chiamerà BIG WHITE STAR, scritta da Alessandro Ciccoli (l'autore di UN ARRIVO INASPETTATO). E questa volta, il contributo di Giovanni Colloca (qui indicato col nome del personaggio Ferengi "Rock Hunter") è stato davvero decisivo, specie per certe frasi di sua invenzione rivolte all'indirizzo del personaggio di Hansen Van Der Geer. Non vi dico altro!. Un ultima annotazione: le storie chiamate "PUNTO DI CONTATTO", "FALCO NERO", "IL CORAGGIO DEGLI EROI" e in seguito, "BIG WHITE STAR" e "IL RITORNO DEL DOMINIO" sono le cinque storie legate tra loro che compongono la mini-saga che ho chiamato "STAR TREK: EXPLORER" in onore alla nave a cui sono fiero di appartenere. Resta solo da dire al riguardo che queste sono storie e personaggi parzialmente ispirati a persone e fatti realmente accaduti. Una curiosità: dovete sapere che, nello stesso momento in cui io stavo scrivendo "PUNTO DI CONTATTO", avevo chiesto ad Alessandro Ciccoli di scrivere "BIG WHITE STAR", per il quale Giovanni ha dato un sacco di consigli. Purtroppo, quando arrivò il momento di scrivere "IL CORAGGIO DEGLI EROI", Giovanni nel frattempo era morto. Questo è il motivo per cui ho deciso di scrivere questa storia in suo onore; mi auguro veramente che possa averla apprezzata anche lui!. Bene, grazie mille per l'attenzione, e Buona lettura!

IL CORAGGIO DEGLI EROI
Soggetto e sceneggiatura di Marco De Meis
dedicato alla memoria di Giovanni Colloca


CAPITOLO 1

Era passato circa un anno dalla terribile vicenda del Falco Nero.
A causa di quel fatto, destinato a cambiare la storia, il trattato di Algeron era saltato, ed al suo posto era stato stipulato un accordo di pace, siglato dalle autorità Romulane con molta riluttanza. Ma, a differenza della pace con i Klingon, quella pace non era stata sancita da nessuna storica conferenza. Gli stessi promotori della pace con i Romulani avevano molti dubbi che quella pace potesse durare, ma, a causa di alcune curiose circostanze che si verificarono negli anni a venire, quella pace che sembrava ancora tanto fragile era destinata in seguito a rinforzarsi sempre più in maniera definitiva. Ma, al momento nessuno ci avrebbe scommesso un soldo. Era davvero troppo precaria...
Erano anche passati sei mesi da quando il capitano John Conrad era stato assegnato al comando della stazione spaziale DS-99 Alpha; aveva passato un anno e mezzo come primo ufficiale a bordo della nave prototipo U.S.S. Viking, poi il capitano Corigan lo aveva suggerito al comando di Flotta perché occupasse di nuovo una posizione da comandante. E lo aveva proposto per il comando di quella base, anche se lo stesso Conrad non è che ci tenesse in maniera particolare. Ma Corigan aveva insistito così tanto, che alla fine non c'era stata altra scelta che accettare le generosa offerta che veniva proposta all'ex-primo ufficiale della Viking. In quel momento, si disse John, gli sarebbe andato a genio anche essere un semplice guardiamarina; il posto di capitano non faceva decisamente per lui...
Conrad si stava recando al Quartier Generale della Flotta Stellare, dove lo stava aspettando l'Ammiraglio Rock Hunter. L'Ammiraglio lo aveva mandato a chiamare per un motivo imprecisato, di cui non voleva parlare, nemmeno sui canali protetti; la qual cosa aveva incuriosito Conrad, specialmente dopo che l'Ammiraglio gli aveva detto che non si fidava più di "un certo clima che si era venuto a creare nella Flotta Stellare". Per cui, più che "recarsi", si era praticamente precipitato al Quartier Generale, perché, su certe questioni, Hunter non era tipo da scherzare. In particolare, se usava quel tono: il tono veramente arrabbiato e sospettoso che aveva usato nella sua ultima comunicazione...
Una volta arrivato, Conrad andò direttamente nell'ufficio di Hunter, ma non lo trovò. Informatosi, John venne a sapere che l'Ammiraglio era nell'ufficio di un suo pari grado, l'ammiraglio Hansen Van der Geer, che era stato definito dalla signorina che gli aveva dato l'informazione, come "l'ammiraglio che sta antipatico a tutti"...
Quando arrivò, già da lontano Conrad vide che la porta dell'ufficio di Van der Geer era aperta: tipico di Van Der Geer. Era così arrogante che teneva sempre la porta aperta, per far capire a chiunque passasse di lì che "nessuno avrebbe potuto fargli niente", tanto lo avrebbe protetto il suo paparino...
Come Conrad si avvicinò sentì chiaramente la voce dell'Ammiraglio Hunter che gridava:
- Sei un lurido bastardo egocentrico, Hansen!!! -
E Hansen che rispondeva tranquillamente:
- Davvero? Non sono sorpreso dalla tua affermazione; vedi, non è la prima volta che mi insultano. Anzi, a dire il vero, ci ho fatto l'abitudine...-
- Ma dico, sei diventato completamente pazzo? Un progetto del genere non potrà mai andare in porto! -
- Oh, stai tranquillo, ci andrà, ci andrà. Ho molti buoni agganci in alto loco... -
- Non mi riferivo ai tuoi lerci agganci, razza d'idiota!! Mi riferivo al fatto che, se fai costruire un affare del genere, questa cosa avrà la stessa resistenza di un cristallo sotto una pressa molecolare! -
- Ti sbagli. La Big White Star sarà la nave più sicura che sia mai stata costruita. - replicò con sicurezza Hansen.
" Big White Star?" pensò Conrad " Che razza di nave può essere la Big White Star?"
Hunter continuò:
- Fammi vedere di nuovo il progetto. Ti faccio vedere io cosa c'è che non va. -
Su un monitor della parete comparvero le specifiche della Big White Star.
- Dunque - disse Hunter - Se ho capito bene, di queste sette gondole di curvatura, ne funzionano effettivamente solo quattro, e cioè quelle disposte a croce, vero? Perché le due laterali e quella centrale sotto la chiglia, sono lì per, come dire, per estetica, giusto? Perché in realtà non funzionano un cappero! -
- No - disse deciso Hansen - Non per estetica. Attualmente, sono a riposo. Ma sono lì per un motivo ben preciso: quella nave sarà predisposta per la transcurvatura. Non subito, naturalmente. Diciamo, entro i prossimi quattro o cinque anni. -
- Senti!! - disse Hunter, alzando la voce - Tu devi essere completamente scemo! Ma è proprio questo il punto, caspita!
Conrad ha passato più di un anno e mezzo a testare il prototipo della Viking, per vedere se può reggere la transcurvatura, i test non sono ancora finiti, e tu ti prepari a varare una nave fragile come un uovo marcio, predisponendola per un tipo di curvatura superiore a quella che può sopportare??!! Ma cosa sei, cretino???!! -
Il tono dell'Ammiraglio Hunter, in genere, era sempre piuttosto alto; ma quella volta era così alto che probabilmente aveva sentito tutto il Comando di Flotta...
Hansen replicò tranquillamente, col suo solito tono paternale e arrogante:
- A parte il fatto che non me ne importa assolutamente niente di quello che stai dicendo... Sai cosa penso? Io penso che non dovresti arrabbiarti così. Dovresti saperlo che ti fa male... - Hansen sapeva molto bene di cosa stava parlando. Il tono della sua voce era chiaramente offensivo...
Carogna. Questa era davvero una mossa molto sleale. E Conrad non immaginava nemmeno quanto.
Hansen non avrebbe mai dovuto dire una cosa del genere...
Hunter andò su tutte le furie. Col tono di voce più alto che aveva, urlò:
- Sei una bestia, Hansen!!! Ma che dico? Neanche i vermi sono tanto infami!! Non meriti nessun rispetto!! Nessuno!!!
Hai capito? Bastardo che non sei altro!!! Bastardo!!! -
- Forse sarò anche un bastardo, ma di certo non sono stato così politicamente ingenuo da dare supporto e addirittura proteggere e diventare amico di quell'imbecille di Conrad. -
Conrad rimase a bocca aperta. Come poteva essere così arrogante, quel tipo?
Hunter rispose gridando:
- La carriera politica la lascio ai vermi come te!!! quelli che, una volta giunti al potere, non fanno altro che trattare le persone come esseri insignificanti!!! Come pedine sacrificabili! E vienimi a dire che ho torto!!! -
Grattandosi con indifferenza la testa, Hansen replicò:
- Beh, devo ammetterlo: su quest'ultimo punto hai proprio ragione... -
Poi, accorgendosi per la prima volta della presenza del capitano che aveva appena insultato, disse:
- Oh, salve, capitano Conrad. Non le dispiace, se le ho dato dell'imbecille, vero? -
John non disse niente. Ma lo guardò come se fosse la cosa più spregevole dell'Universo. E infatti lo era...
In compenso, Hunter urlò:
- Io ti fermerò, lurida carogna! Ti fermerò, te lo prometto!! Dovesse essere l'ultima cosa che faccio! Hai capito, maledetto, schifoso, lurido verme???!!-
Hansen rispose senza scomporsi:
- Già... l'ultima cosa che farà. Sa che cosa le dico? Forse ha ragione. Credo proprio che questa sarà l'ultima cosa che riuscirà a fare, semmai ci riuscirà. Dopo tutto, non le rimane molto tempo... non crede? -
Hunter si bloccò di colpo. Era chiaramente stato preso in contropiede.
Il perché, purtroppo, Conrad l'avrebbe capito più tardi...
Hunter, vedendo Conrad, si diresse con passo deciso verso la porta, e rivolgendosi a lui, disse:
- Vieni, Conrad! C'è puzza di sterco in questo posto schifoso... -
Il primo ufficiale della Viking fece una smorfia come per dire:
"Mai stato più d'accordo..."
Prima di andarmene, però, John ebbe la spiacevole visione dell'ammiraglio Van der Geer mentre contraeva il suo volto in un sorriso sgradevolmente arrogante...
Come se volesse dirci che eravamo tutti insignificanti... in confronto a lui.
Conrad gli fece una smorfia che espresse totalmente i suoi pensieri, e che poteva significare soltanto:
"Pagherai, Hansen. Un giorno pagherai per tutta la tua schifosa arroganza. E il prezzo da pagare sarà molto alto..."

Potete leggere il resto dell'episodio scaricandolo QUI
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