WORF E LA VIA DEL GUERRIERO
di Fabio Miele


C'era una volta un klingon. Si chiamava Worf e stava sulla nave ammiraglia della flotta stellare. Nei primi tempi “stava” era il termine giusto, poiché oltre essere un elaborato soprammobile per la plancia non era niente di più. Forse lo si poteva intendere come cane da guardia per quel poco che faceva oltre che ringhiare: al primo alieno che osava intrufolarsi a bordo, Picard sguinzagliava contro il klingon “Attacca Worf! Addosso! Bravo Worf, tieni l'osso Worf! Giù dalla coscia Worf!” Poi un bel giorno due sorellone klingon, Lursa e B'Etor, sfruttando la sfiga universale che pervade da sempre l'ingegnere capo dell'Enterprise, decidono di impiantare una microcamera nel visore di quest'ultimo e rubano così informazioni vitali sulla difesa dell'ammiraglia della flotta. Così l'Enterprise fu abbattuta e Worf si ritrovò senza lavoro. È una triste storia che da sempre si ripete: un ufficiale frustrato poiché privato della sua preziosa nave. Si sa, gli ufficiali della flotta vivono in totale simbiosi con le paratie della propria nave. Si sentono nudi senza; si dice che Kirk ad ogni primo appuntamento volesse che Spock gli restasse parcheggiato in orbita geostazionaria sopra al ristorante, perché non si poteva mai sapere quando avrebbe sentito il bisogno di tornarvi.
E allora Worf se ne va al monastero di Boreth, a cercare se stesso, a prendere a capocciate altri klingon, a fumarsi l'impossibile per avere una visione di Kahless. Tutti oppiomani gli ufficiali della flotta quando si ritrovano senza nave... Kirk si fumava i vapori del Nexus, ma questo è un altro discorso. Ebbene sì, in sette anni di next generation Worf assurge al rango di essere pensante ad una velocità tale che Neelix può solo sognare. Ed è Worf a farci vedere il più possibile di quel mondo klingon prima solo abbozzato (e ho detto abbozzato). In effetti, prima che Worf diventasse un filosofo della guerra, i klingon in Star Trek erano sempre stati visti come i mastini (idrofobi) della guerra, i prodi conquistatori e razziatori delle povere colonie federali (e non) lungo il confine. Ci credo che Kirk non li sopportasse: ogni occasione era buona per un loro sparviero di entrare in spazio federale e fare scorribande dietro il paravento dell'onore, della gloria e della cieca stupidità (di questo elemento non amano vantarsi, i klingon).

Può apparirci un pensiero azzardato, ma Worf è finalmente il lato poetico di questa civiltà aliena: è il primo a parlare di poesia, il primo a mostrarci una così nutrita collezione di rituali che mi stupisco il suo popolo trovi anche il tempo di combattere. Aldilà del facile umorismo, i klingon sono sempre stati la più ritualistica tra le specie aliene prima che comparissero i bajoriani (che francamente non ho mai trovato particolarmente interessanti). Le radici dei klingon sono ben rintracciabili nel passato della nostra storia. Se nella serie classica erano una trasposizione del popolo russo (nonostante fossero truccati da mongoli), in TNG diventano una spugna di ritualità che assorbe da ogni cultura abbia avuto a che fare con la guerra e con l'onore. Metà dei rituali che Worf ci enuncia sono spesso la fedele trasposizione di antichi rituali che richiamano il giappone feudale. La furia conquistatoria della specie richiama alle orde barbare per non parlare della visione dell'aldilà che sembra essere ispirata alle antiche leggende nordiche. Il ruolo del klingon è stato così infarcito di così tanti aspetti culturali e spirituali che a volte vanno in netto contrasto fra loro. Non che tutti i klingon siano un esempio di stereotipo culturale, in effetti; più di una volta è capitato che dovesse essere Worf a fare da coscienza a klingon molto meno ottusi di lui su questioni legate a onore, gloria e la via del guerriero. Questo certamente si evince dal fatto che Worf non è stato allevato nel mondo klingon, dove le regole sociali e morali non si apprendono dallo studio della cultura ma dal viverla in prima persona scoprendone le sfumature pratiche. Worf si presume che abbia appreso tutto dai libri (anche se Q insinuava se li mangiasse...), dallo studio, quindi si ritrova con un preparazione per così dire accademica che risulta quindi aliena ad uno stesso klingon che ha il suo mondo nel sangue e non assimilato solo attraverso teorie idealizzate.

Come per la maggior parte degli alieni in Star Trek, Worf appare come l'esempio del suo popolo poiché è il personaggio con più screen time e contemporaneamente non è da lui che dovremmo apprendere qual'è la vera via di un guerriero klingon, come non dovremmo cercare di capire i vulcaniani guardando Spock. Quindi gli alieni che vediamo, alieni come Worf, sono solo un'ombra della cultura che sta dietro di loro e non devono essere presi come esempi infallibili per chi volesse tirare giù un profilo sulle caratteristiche di una razza aliena.

Si sa che in Star Trek l'alieno è proprio l'occhio con il quale si analizza l'umanità'dei nostri giorni, quindi prima o poi ogni alieno della serie finisce per essere umanizzato. Tutti hanno corso questo rischio e tutti sono stati modificati dal contatto prolungato con gli umani diventando solo interpretazioni del loro mondo alieno. In altre serie, abbiamo visto questo umanizzarsi in personaggi come Quark, Odo, Nog, Sette di Nove. È proprio vero che gli esseri umani sono peggio dei Borg, finiscono per assimilare ogni cultura! Dategli tempo e persino gli ologrammi diventano umani (Vic Fontaine docet)! La verità è forse che, anche in Star Trek, ciò che è troppo alieno spaventa? Allora tutto diventa più umano col passare del tempo. Si umanizzerà anche la siliconata T'Pol? Beh, il format della serie sembra essere proprio questo. Non che sia un male, anzi è proprio la regola stilistica di Star Trek: più lattice gli metti addosso e più insegnamenti sull'umanità ti darà.

Tornando a Worf e alla sua carriera, il klingon si ritrova ad essere richiamato su DS9 perché solo un klingon può trattare con altri klingon, come dice bene Sisko. Questa non è una nave, gli dice poi, non è l'Enterprise ma tanto ne costruiranno un'altra. “Smettila di farti le canne su Boreth, Worf, e vieni con noi su Deep Space Nine nel frattempo.” Gli dice Sisko. Beh, qualcosa del genere. Fatto sta che quando DS9 termina, Worf se ne va con Martok su Qo'NoS a fare l'ambasciatore. Incarico che non sappiamo che risultati darà, ma certamente dura poco perché in Nemesis il caro Worf è di nuovo ufficiale della sicurezza sull'Enterprise-E. Cosa vi dicevo? Nessun ufficiale riesce a stare lontano dalla sua nave anche se di mezzo ci sono stati quattro anni di Deep Space Nine. Worf è evoluto, da rottweiler a ufficiale pluridecorato, ha esplorato il lato sentimentale in più occasioni (tralasciando la ridicola parentesi con la Troi, giusto per chiudere TNG con un finale ad effetto), ha avuto modo di regalarci perle di saggezza guerriera generando una sfilza di fan che quando li incontri alle convention ringhiano, ti prendono a testate e ti insultano scusandosi poi con “ma io sono klingon! Prendo le cose di petto!” Ma non sarebbe meglio prendere spunto dai triboli, dico io? Che mondo sarebbe se ad una convention tutti si comportassero come triboli! Immaginatevi a Bellaria, la succursale della flotta stellare per quattro giorni all'anno, tutti sdraiati sui bei divanetti a frrrrrinire come frrrratelli. E invece no, c'è chi vuole prendersi Worf come modello di vita. Perché i klingon hanno grinta, perché puoi insultare la gente e questa deve pure tollerarti perché in fondo sei klingon, sei fatto così. Se alla prossima convention vengo vestito da Hannibal Lecter vieni poi a dirmi che sei klingon! Però scherzi a parte conosco diverse persone che adorano i klingon, si vestono con creste e Bat'Leth ad ogni convention ringhiando nelle pizzerie del litorale e poi sono dei teneroni sotto mentite spoglie. Potrei fare qualche nome, ma non mi sembra il caso! E poi, l'unico nome a cui ci si stava riferendo era quello di Worf.

Torniamo a questo klingon tra gli umani e umano tra i klingon! Utilizzato spesso come diversivo comico involontario. I suoi grugniti hanno sottolineato molte gag di Next Generation. Senza un personaggio come Worf certamente TNG sarebbe risultata meno incisiva, e non sono ironico (vi sto distraendo con tutti questi sbalzi di stile? N.d.R.). Se anche non può essere ritenuto un klingon purosangue, se non in teoria, come già detto, ci ha permesso di vedere storie spettacolari incentrate sulla sua razza. Posso quasi dire che molti dei migliori episodi di TNG erano quelli incentrati sulle interazioni con i klingon, mai visti come un cultura ricca di tradizioni prima di TNG. Usando Worf come strumento di mediazione tra le due culture si è potuto collocare uno dei migliori tasselli dello show. Se i klingon hanno assunto spessore e sono ormai praticamente dotati di vita propria, nella nostra memoria, lo si deve comunque a Worf che ha potuto fare da anello di congiunzione per una nutrita serie di storie sulla civiltà più guerriera della galassia. Lo stesso non si può dire dei romulani che sono stati sempre un po' relegati al ruolo macchietta di doppiogiochisti e infidi cospiratori, senza mai approfondire più di tanto la loro cultura. Anche Nemesis, che avrebbe potuto gettare più luce su questo popolo, ha preferito provare la via dell'originalità introducendo i remani. Io credo che anche se Star Trek è in declino, a giudicare da quanto poco gradimento riscuote Enterprise, i romulani restano sempre un aspetto di Star Trek che si può sfruttare per dare spessore ad una razza meritevole di attenzione come quella dei klingon. Worf si sa non approverebbe, ma voi non gli direte niente, vero? E poi, a dire la verità, anche Worf sta forse cominciando ad apprezzare i romulani.

Uno degli aspetti migliori di Nemesis è stato proprio questo suo simbolico fare pace con i romulani quando ha detto "hanno combattuto con onore". Se è vero che Nemesis è l'ultimo film di TNG, almeno Worf ha completato la sua carriera dando un riconoscimento ai nemici di sempre. C'è da dire che anche se Worf ha fatto il figliol prodigo, tornando all'Enterprise, non è detto che non possa ritornare in una nuova incarnazione Trek. Nemesis può essere la fine di TNG, ma non è detto che il suo cast in parte non possa essere "riciclato". È accaduto altre volte e perché non potrebbe succedere ancora? Sì, è vero che Michael Dorn aveva detto che non sopportava il rivestimento in lattice, ma lo aveva detto anche alla fine di TNG e sappiamo poi cosa ha fatto per gli anni successivi. Vedere una ipotetica nuova serie, miniserie o film con un Worf finalmente in una posizione di comando non sarebbe affatto da scartare. Secondo me un capitano finalmente alieno, cosa mai affrontata in nessuna delle altre serie, sarebbe qualcosa di interessante. Ma il tutto, come sempre, non dipende dall'idea in sè ma da come se la giocano gli scrittori e gli sceneggiatori. In fondo sono loro che possono rilanciare o affondare definitivamente il franchise di Star Trek. Sempre secondo me Michael Dorn potrebbe essere disponibile a ritornare in futuro e anche se auspico non lo facciano adesso, perché sarebbe un po' come saturare il mercato, spero possano riutilizzare Worf in qualche altro modo. In fondo è un personaggio che è stato un po' un jolly, comparendo in tutti i film della serie ed è ormai un personaggio rilevante in ben due incarnazioni dello show. Ha detto tanto e dato tanto e può dare ancora molto di più. Paradossalmente trovo Worf un vasetto di ispirazione ancora pieno per metà rispetto a Data che ha ormai finito da un bel po' il suo vasetto e va a rubare da quello degli altri. E se ho chiuso con questa metafora non domandatemi perché.



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