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A ME PIACE di Riccardo "Summer" Palazzani Questo
mese, mese di Sticcon, ho chiesto alla mia collega redattrice Susanna
Ricci di fare uno scambio di rubriche. Sentivo il desiderio di scrivere
la mia su Enterprise, la serie di cui non si fa che discutere
da mesi purtroppo non certo per tesserne le lodi. Come altri prima di
me qui sullo Stim hanno più volte sottolineato, questo ultimo parto della
fabbrica B&B (Brannon & Braga) è sicuramente poco riuscita e male
s'incastra nell'immensa linea degli eventi costituiti dalla più grande
saga narrativa/televisiva di tutti i tempi che è Star Trek.In più, se anche volessimo chiudere un occhio o forse tutti e due sulle notevoli incongruenze narrative con quanto raccontato nei quaranta anni precedenti, le storie che animano i personaggi di Enterprise sembrano uscite da un impianto di riciclaggio di sceneggiature trek in cui, per errore o dolo sono finiti rifiuti provenienti da discariche esterne alla saga. Altri poi si soffermano sul fatto che gli interpreti, a partire da Bakula ma soprattutto concentrandosi sulla Jolene Blalock nel contestatissimo ruolo della vulcaniana T'Pol, non sono all'altezza di Patrick Stewart o di Avery Brooks, star di TNG e DS9. Sì, vero, tutto drammaticamente vero. Mai come oggi possiamo dire apertamente che Star Trek ha toccato un livello così basso; anch'io, dopo un'accoglienza entusiastica all'idea di una serie pre-Kirk, sono rimasto sostanzialmente deluso per la realizzazione approssimativa. Però... Però
Enterprise a me piace. E piace molto. Più di quanto non mi sia piaciuta
Deep Space Nine o Voyager (che in realtà mi è piaciuta con un segno meno
davanti...). Sì, lo vedo. Non c'è verso di inserirla in modo coerente
con quanto narrato precedentemente, ma onestamente mi importa veramente
molto? L'ormai mitico Marco De Meis proprio dalle pagine di questa
webzine ha potuto rendere nota una sua possibile, interessante teoria
basata sul paradosso temporale che, stringendo i denti, potrebbe giustificare
qualsiasi idiosincrasia con la Tos e serie successive e fare contenti
i trekker più fondamentalisti, per i quali la continuità narrativa dell'universo
Trek è più importante di qualsiasi altro fattore. Ho creduto di essere
in fondo anch'io un fondamentalista trek, una specie di talebano del trek
e all'inizio, sbirciando i primi episodi di Enterprise, recuperati dalla
Rete, sono inorridito, ho scalpitato furioso, mi sono sentito offeso,
preso in giro da autori senza rispetto, mercenari soggetti al profitto,
ferengi dell'industria televisiva che stavano facendo a pezzi un'opera
ciclopica quale è Star Trek, moderna Odissea. Poi Enterprise è arrivato su La7 e con tutti i pregiudizi di cui mi potevo fare carico mi sono accinto, naturalmente spinto dall'umana curiosità, a seguire gli incriminati episodi con un'Enterprise che non poteva essere tale perché quella di Kirk era stato detto che sarebbe stata la prima, con un klingon che non poteva essere dove era e Qo'NoS ad un tiro di schioppo dalla Terra. Episodio dopo episodio non ho fatto che rilevare, chissà come quanti altri, come una specie di scanner umano, tutte le incongruenze possibili, coglibili alla prima visione. In alcuni casi mi sono quasi appisolato per la lentezza di certi episodi nonché adirato per la profonda stupidità intrinseca di certi personaggi come il duo Tucker-Malcom o l'impossibilità umana per chiunque di imparare una lingua in due giorni come invece sembra riuscire a fare la Sato o il fatto che "quello di colore" (sfido a ricordarvi il nome) praticamente conta come il due di picche. Ma... A
me Enterprise piace. O meglio, ha cominciato a piacermi ed ad intrigarmi,
proprio quando poi La7 ha interrotto la trasmissione degli episodi per
un malaugurato sciopero dei doppiatori. Si riprenderà in autunno, si mormora
e visto il successo di ascolti che ha avuto non dispero in una replicuccia
estiva.Personaggio preferito? Direi due, T'Pol e il capitano Archer, o meglio adoro il loro duettare, adoro la tipicamente americana ingenuità dell'inesperto capitano (ma nessuno li è realmente esperto di viaggi stellari a curvatura cinque) nonché l'atipicità della vulcaniana, che spesso contraddice le tradizioni acquisite del suo popolo, ma che me la fa somigliare ad un pesce fuor d'acqua, lontana da casa e da ormai troppo tempo a stretto contatto con gli umani. In quei due ritrovo molto del rapporto fra Kirk e Spock con la differenza che non sono realmente preparati, addestrati ad affrontare le avventure che li attendono. Archer, per quanto addestramento abbia ricevuto non è lontanamente paragonabile ad un Kirk appena uscito dall'Accademia e T'Pol è sostanzialmente una diplomatica, una burocrate sacrificata a seguire gli umani in qualità di osservatrice per conto dei suoi superiori. Sono due pesci fuor d'acqua che si appoggiano l'un l'altro per cavarsela, commettendo spesso gravi errori. Personaggio detestato? Indeciso fra la Sato e il duetto Tucker-Malcom quando quest'ultimo eccede nella ridicolaggine, come in uno degli ultimissimi episodi trasmessi, fatti fessi da due alieni camuffati su Risa. La Sato è un personaggio che sulla carta poteva essere buono, ma stare sull'Enterprise solo per fare delle traduzioni volanti (o meglio mirabolanti!) mi pare un po' poco, nonché la sua mancanza assoluta di addestramento che fa sì che spesso piagnucoli di fronte ad ogni situazione potenzialmente pericolosa. Onestamente quando riprendo in mano le Vhs della Tos per rivedermi magari un episodio per scrivere un articolo per lo Stim non posso non notare ogni volta quanto Kirk&Co. facciano ormai sorridere, con i pianeti di cartapesta e le tutine raffazzonate e multicolore. Eppure
per me quello è Star Trek. Insieme a TNG il meglio di Star Trek. Parimenti
sono costretto a fare un notevole sforzo di "fede" per accettare l'evidente
vetustà della Tos che, come accade per i fan più recenti, fa ridere a
crepapelle mentre calcinacci cadono dal soffitto dell'Enterprise, manco
fosse stata decorata con stucco veneziano. Perché della Serie Classica
quello che realmente e profondamente ancora mi affascina sono le storie
ed i personaggi. La scenografia adatta poi ce la metto io con la fantasia,
sovrascrivendo ciò che a causa dell'incessante trascorrere del tempo non
può essere modificato. E con Enterprise sta accadendo più o meno lo stesso.
Una parte del mio cervello, in maniera automatica, ignora le incongruenze
e si focalizza esclusivamente sulle storie per la verità non sempre eccelse
e sui personaggi alla ricerca di un po' di Star Trek. Me ne basta poco
per rendermi felice in questo deserto di proposte televisive, dove il
l'"unreality show" la fa da padrone e il massimo dell'approfondimento
lo dobbiamo alla famiglia Angela. Quindi,
direte voi, ti sei preso la briga di scrivere di Enterprise soltanto per
dirci che ti piace? Sì, lo so, la mia opinione non sposta di una
virgola la generale pessima considerazione che si è guadagnata l'ultima
nata in casa Paramount, però sono onestamente un po' stanco di leggere
solamente feroci critiche e rari, rarissimi tentativi di apprezzare in
fondo cosa ha di buono da darci la serie, che personalmente, ritengo superiore
sotto certi aspetti a DS9 e VOY, soprattutto per quel che riguarda lo
"Spirito Trek". Certo forse è presto per una valutazione serena, a noi italiani manca tutta la terza stagione che, come anticipato il mese scorso, si presenta anche molto piccante con una T'Pol che eccede in un comportamento poco vulcaniano ma molto umano. Ma in fondo, da due anni, con chi sta esclusivamente avendo a che fare la poveretta? L'unico vulcaniano che abbia Non l'ho ancora visto ma le anticipazioni mi bastano per desiderare che l'autunno arrivi presto! Se volete commentare questo articolo scrivete a Warp Mail |
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