L’invenzione
della lampada ad incandescenza (la lampadina per capirci) nel 1879 da
parte di Thomas Alva Edison, il salvataggio americano
di Werner Von Braun, colui che costruì il primo
vero razzovettore dell'astronautica, cavalcare fianco a fianco di Lawrence
d’Arabia, l’inevitabile attacco a Pearl
Harbour, viaggiare sul Titanic. Cosa accomuna
questi e molti altri avvenimenti storici?
Voyagers!!! No, non state sognando e se state pensando
che la nave di Kathryn Janeway si sia moltiplicata, state tranquilli,
non è così.
Si chiama “Voyagers” e la possiamo considerare
una meteora nel mondo delle serie televisive di fantascienza.
Fu trasmesso negli Stati Uniti per la prima volta il 3 Ottobre 1982,
ma in Italia arriverà ovviamente qualche anno dopo con il titolo
“I Viaggiatori del tempo”.
Phineas Bogg (Jon-Erik Hexum) e Jeffrey Jones
(Meeno Peluce) sono i protagonisiti di
questa
serie cultural-fantascientifico, serie… serie è una parola
eccessiva. Purtroppo sono stati prodotti solamente ventuno episodi e
questo non perché ci fossero problemi di budget o altro, ma purtroppo
perché durante le riprese il giovane Jon-Erik Hexum
si uccise accidentalmente con una pistola di scena. E questo mise fine
alla breve corsa di questa serie.
Ma andiamo per gradi: Phineas Bogg è un viaggiatore
del tempo ed utilizza un apparecchio tanto sofisticato quanto piccolo
che si chiama Omni per muoversi all’interno delle
varie epoche storiche per fare il suo “lavoro”, che consiste
nel far sì che la storia corra nei suoi giusti binari. Le regole
dei viaggiatori sono ferree, ognuno ha il suo range storico ed ognuno
ha un manuale, per sapere nei minimi dettagli come dovrebbe andare la
“storia” ed intervenire nel caso non andasse come dovesse.
Ma accade ovviamente qualcosa nella prima puntata: l’Omni non
funziona correttamente e spedisce il giovane viaggiatore al di fuori
del suo limite di competenze, lo spedisce nel 1982, nella camera di
un ragazzino orfano, Jeffrey Jones; lo
stupore
è tanto, la concitazione per l’apparizione di questo bizzarro
tizio crea confusione, il cane di Jeffrey tenta di sbranarsi il manuale
del viaggiatore, mettete in una pentola, accendete il gas e lasciate
rosolare a fuoco lento.
Insomma, non vi sto a raccontare il tutto, ma sta di fatto che per salvare
il bambino il viaggiatore decide di portarlo con sè. Questo è
l’inizio di un’amicizia profonda, scandita dalle mirabolanti
avventure dei due viaggiatori del tempo.
Tra l’altro ho notato una cosa: nella seconda metà degli
anni ’60 il grande Irwin Allen creò, tra
le tante, una serie dal nome Kronos (titolo orginale:
Time tunnel), che diciamo ha fatto da precursore alla
più recente “I Viaggiatori del tempo”.
La cosa bizzarra, oltre ovviamente alla similitudine molto marcata della
trama, è che, visto il successo di Kronos, nel 1976 Allen cercò
di riproporre l’idea che stava alla base di Kronos con un’altra
serie dedicata ai viaggi nel tempo dal titolo Time Traveller,
ma il progetto non vide mai la luce, difatti si fermò all’episodio
pilota.
Caso vuole che pochi anni dopo, nel 1982, venne trasmessa la prima puntata
de “I Viaggiatori del Tempo”. Bizzarrie delle produzioni
di fantascienza.
Ho
da subito trovato estremamente affascinante questa serie, era uno splendido
e divertente espediente per imparare qualcosa in più della nostra
storia.
Possiamo trovare avventure storiche come la nascità di Mosè,
oppure aiutare il generale MacArthur a scappare da Pearl Harbour per
evitare che venga ucciso, indicare la direzione giusta ai famosi esploratori
Lewis e Clark o provare esperienze emozionanti come aiutare a riprendere
il progetto del primo aereo dei Fratelli Wright oppure evitare che il
futuro presidente Theodore Roosevelt venga ucciso da Billy the Kid.
E non finisce qui, possiamo contare anche su alcune apparizioni celebri
legate ad altrettanti importanti avvenimenti. “Nientepopodimeno”
che il signor Robert O’Reilly (alias Cancelliere
Gowron di DS9, ma sono certo che lo sapevate) interpreta uno dei collaboratori
dello scienziato Werner Von Braun, che con l’aiuto degli americani
riesce a scappare negli U.S.A. e così continuare e portare a
termine i suoi studi sui razzi-vettore. Ce ne sono tante di apparizioni
trek e non trek, ma volevo segnalarvene una su tutte, so che non rimarrete
delusi, ma rullo di tamburi: abbiamo un giovane Jonathan Frakes
(William Riker, TNG) nel ruolo di Charles Lindbergh che per primo compì
la transvolta oceanica da New York a Parigi nel 1927 a bordo del celeberrimo
Spirit of St.Louis.
Sono
avventure molto belle, eccitanti e ben fatte, tranne che per qualche
piccolo neo o meglio, qualche interpretazione della storia nel classico
“american-style” che tradotto letteralmente è “noi
siamo er mejo”. Mi riferisco ad un episodio in particolare, 1x19
per usare terminologia chiara, intitolato “Le barriere
del suono”( Barriers of Sound, 1983)
dove viene descritto come nel 1875 Alexander Graham Bell inventò
il telefono. Allora mi sono domandato, ma un certo signor Meucci?
Se vogliamo andare a scavare nel passato il nostro caro Meucci inventò
il primo apparecchio telefonico nel 1856, se vogliamo andare a scavare
ancora di più troveremo che Meucci fece causa alla Bell Company
per infrazione di brevetto, causa che si concluse 1887 dando ragione
a Bell con una motivazione che pare un po’ bizzarra: “Meucci
aveva ottenuto qualche risultato pratico a parte quello di convogliare
la parola meccanicamente mediante cavo”. In pratica, Meucci
veniva ri
conosciuto
come inventore del telefono, ma non dell’apparecchio elettrico.
Il nostro connazionale ha trovato il suo riscatto il 28 maggio 2002,
durante la celebrazione del Meucci Day. Alla presenza
del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il ministro Gasparri
ha voluto sottolineare che "riconoscere il primato di Antonio
Meucci non vuole essere una contesa internazionale tra Stati, ma solo
onorare un grande italiano e un grande protagonista della vita americana".
Scusate la divagazione che esula dalla serie, ma ho trovato corretto
segnalarvi questa modalità oltremodo partigiana di interpretare
la storia da parte dei nostri cari alleati.
È
davvero un peccato che una così bella idea possa essere finita
nel nulla, senza lasciare che un vago ricordo; purtroppo credo che pochi
ricordino questa serie televisiva. Si parla di vent'anni fa ormai e
a parte brevi e sporadiche repliche su tv private, Voyagers ha potuto
godere di u
n
solo passaggio su un network “rilevante”, il vecchio Telemontecarlo.
Anche per quanto riguarda VHS e DVD siamo piuttosto messi male, infatti
la serie sul mercato attualmente può vantare un bello 0
nelle uscite. A ragione credo, visto che si tratta di un’incompiuta
quanto breve produzione televisiva, probabilmente se fosse stata prodotta
in tempi recenti ne sarebbe sicuramente scaturito un cofanetto versione
deluxe limited edition con contenuti speciali dall’oltretomba.
L’unica alternativa che abbiamo è quella di utilizzare
un bel motore di ricerca e sperare di trovare qualche sito internet
che contenga un minimo di informazioni.
Ah, vi avviso, di materiale in italiano ovviamente non v’è
traccia alcuna, quindi armatevi di santa pazienza, eventualmente di
un bel vocabolario e lanciatevi alla scoperta!!!
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