Aprite le finestre al nuovo sole, è
primav... ETCI'!!!!!!
Cari lettori, un buon mese a voi, un buon mese a me.
Almeno spero, visto che con i primi soli e i primi scioglimenti dei
ghiacci arriva anche il mio consueto periodo di allergia a tutto ciò
che fiorisce, sboccia, si propaga e si riproduce (vegetalmente parlando,
non sono allergica alla stagione degli amori umani. A quelle feline
sì. Anche a quella delle mucche, ma questa è un'altra
storia).
Mentre Marina Sirtis in una intervista afferma che l'avventura del team
TNG nelle sale cinematografiche è finita, ci apprestiamo ad aspettare
(rinforzo il concetto) che la nuova linfa (etcì!) vitale accorsa
in salvataggio di Enterprise dia qualche frutto (etcì!).
Mentre aspettiamo, noi dello STIM proseguiamo nel tentativo di tenervi
impegnati nella lettura di qualcosa degno di essere letto, e voi potreste
ingannare l'attesa leggendo il prodotto dei nostri sudati tasti e magari
continuando a scriverci con la stessa assiduità.
Continua e (spero per le mie poche facoltà cerebrali rimaste)
si conclude su questo numero della rivista il tentativo più spettacolare
per far vendere aspirine® contro il mal di testa, il che significa
semplicemente che Marco De Meis ha scritto l'epilogo di quello che è
il suo trattato del paradosso. Come ho potuto notare dalle molte mail
che sono state mandate all'attenzione della webzine su questo argomento,
molti dei lettori sono stati favorevolmente coinvolti dai suoi ragionamenti
e dalle sue elucubrazioni in merito: quanto a me, ho rinunciato a capirci
qualcosa a metà del primo articolo. Immaginatevi a revisionarlo.
Ospitiamo un nuovo articolista di passaggio, Emiliano, ed un gradito
ritorno, Dario, in due speciali dedicati a due diversi argomenti, sperando
di interessare i lettori a proporci i loro commenti e a inoltrarci le
loro richieste in merito ad argomenti che vorrebbero vedere pubblicati
sulla rivista.
In questo numero voglio fare i miei complimenti a Davide Galati: forse
i suoi articoli non saranno ricchi di sentimenti, di emozioni e di sensazioni,
ma permettetemi di dire che fa un dannatissimo lavoro di ricerca e di
presentazione di opere che, per la loro durata e per la loro complessità,
sono difficilissime da concentrare nell'arco di un solo articolo. Questo
mese vi presenta Lanterna Verde, uno degli eroi più discussi
del mondo dei fumetti.
Tanto per variare un po', Fabiano ci parla di un personaggio reale la
cui grandezza è riuscita a travalicare i limiti di spazio e di
tempo, sino ad arrivare sul ponte ologrammi della Voyager, mentre Susanna
parla della puntata di questa ultima stagione di Enterprise che ha fatto
più discutere... da parte mia posso solo ricordare al pubblico
che all'interno ci sono pesanti spoiler sull'episodio, e che, come diceva
Oscar Wilde, state attenti a quel che desiderate, potreste ottenerlo!
Come al solito mi raccomando a tutti voi per la completa lettura di
tutto il numero, ma nel frattempo mi si permetta un appello personale.
AVETE VISTO QUESTO UOMO?
Primo
di dodici figli, Francesco Spadaro detto "Ciccio",
"Attìa", e anche "Il
Navarca", manca dalla redazione da due mesi, quando è
uscito dalla sede disse semplicemente che andava al cinema a Cuneo.
Non portò via nulla tranne il reggiseno di Susanna Ricci e in
tasca aveva il denaro deputato alla fornitura della carta igienica della
Rivista dove lavorava.
Il fratello Francesco (ha undici fratelli che si chiamano tutti Francesco,
lo ricordiamo) scoprì che aveva fatto tappa a Bellaria, forse
pensando che fosse già la fine di maggio.
Dopo qualche giorno, il dottor Lewis Rose disse che aveva ricevuto una
telefonata in cui Spadaro tentava di articolare la parola "feldspato"
probabilmente mangiando una fetta di torta margherita spalmata di Nutella,
e che successivamente chiedeva al N.O.E. di rimpiazzarlo ad interim,
poichè il Presidente del Consiglio era già impegnato a
rimpiazzare ad interim tutto il resto della popolazione italiana
che l'aveva votato.
Chiunque possa fornire notizie su quest'uomo è pregato di contattare
la redazione di questa rivista, siamo molto preoccupati poichè
tende ad affezionarsi a chiunque gli faccia credere di essere un uomo
magro.