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a cura di Paolo "Exidor" Longarini

Sono felice come un verme nel torsolo, felice come gli abitanti superstiti di Cabot Cove dopo aver saputo della chiusura de "La signora in giallo".

Quando un'oscura sera di qualche anno fa mi ritrovai tra capo e collo la conduzione di questa rubrica (agognata in redazione tanto quanto una ceretta al petto), sognavo alte vette, grandi traguardi giornalistici, momenti indimenticabili che avrei fissato sulla pagina. Aridi bit della rete trasformati in sferzanti notizie palpitanti vita (yeah, baby).
La triste realtà mi riportò quasi subito coi piedi per terra: non succedeva un maledettissimo stracatacacchio (ho dovuto penare due ore per farla accettare al correttore di word, beccati questa, inutile correttore di bozze umano, torna a giocare coi dittonghi) nel mondo trek.
Poveri fessi che si credevano attori gigioneggiavano tra loro, nessuno litigava, nessuno faceva secco nessun altro, niente di niente.
Vuoi mettere se eravamo www.robertdowneyjritaliamagazine.it? Anzitutto eravamo riusciti nell'impossibile compito di avere un indirizzo addirittura più lungo del nostro, ma avevamo mesi e mesi di argomenti: sesso, droga, rock'n'roll, droga, incidenti, droga, droga (era un anno bisestile).

Se non la capite ve la faccio spiegare dal correttore di bozze.

Ma questo mese c'ho lo scoop.

Lo ridico: c'ho lo scoop.
Parliamoci chiaro, cosa ci interessa davvero di Star Trek? Le razze strane? Ma per piacere, vista una viste tutte, cambiano solo le orecchie. I combattimenti spaziali? Pfui! Mia zia balenga è una tattica migliore di Sisko. L'ideale universale di pace nella galassia? Ma se tutte le volte che ci fregano il posto al parcheggio, usciamo col cric in mano?
No. Ci interessava sapere se la Janeway ed il mascellone broccolavano, volevamo sapere quanto DAVVERO fosse funzionale e ben programmato Data, vedere quanto c'avrebbero messo Dax e chiunque altro a fare gnoppo gnoppo.

Se arrivati a questo punto pensate "Ma che dice? Io sono un seguace puro e purista della fantascienza, conosco a memoria i settemila volumi di Dune, elenco in dodici secondi netti tutti gli equipaggi della flotta stellare e ho speso 200 carte per il numero zero di Nathan Never". Beh, se siete a questo punto avete tanti di quei problemi che io non ve ne aggiungerò altri.
Se invece siete seguaci del fancazzismo spaziale, convinti che Data abbia sonoramente rotto le palle con quelle smorfie da stipsi intestinale e ricordate più "Non ho tempo per sanguinare" che "Ho visto cose che voi umani manco per il bla, bla, bla", allora seguitemi, che c'ho per voi.
Busso a spade. Lungo.

COMINCIAMO BENE

Ron Moore, produttore esecutivo di Battlestar Galactica (per chi non lo sapesse, in America, maleditt'alloro, hanno ripreso con una nuova serie il vecchio telefilm "Battaglie nella galassia", quello con Apollo e Scorpio. È una serie di successo impressionante), vecchia conoscenza del mondo Trek, ha dichiarato che questa serie sarà quanto di più lontano possibile da Star Trek. "Non ci interessa fare una serie da pianeta della settimana, incontro tra gemelli cattivi, alieni con cosi strani sulle orecchie o viaggi temporali, vogliamo fare una space opera davvero realistica".
Da una parte ha ragione, i dati di ascolto della serie sembrano buonissimi, la nota positiva in tutto questo è che noi abbiamo lo scoop e lui no.

AVANTI UN'ALTRA

Qualche mese fa portai alla vostra attenzione una tipa americana incacchiata per la scarsa amicizia che regnava tra le ragazze-trek.
Dato che l'America è un grande grande paese, non potevamo rimanere un mese senza qualche deficiente che se la prende con Star Trek per un motivo stupido: una certa Phillis Schalffy (o una roba del genere) ha scoperto una cosa che considera immorale.
All'università dell'Indiana c'è un corso chiamato Star Trek e le religioni. Io trovo immorale e vergognoso che per frequentarlo mi dovrei fare dodici ore di aereo; sarebbe decisamente più interessante di Scienza delle costruzioni o Storia della critica architettonica.

AVANTI UN ALTRO

Il regista di Star Trek The Motion Picture (potevo anche Scrivere Star Trek I, ma vuoi mettere l'effettone), Robert Wise, ha lanciato la proposta di far uscire di nuovo nelle sale il suo film, nella nuova versione Director's cut.
Se lo hanno fatto con Guerre Stellari, perché non con me, si sarà chiesto l'arzillo vecchietto.
Perché hai chiesto un bubbulione di dollari per la rimasterizzazione e li chiederai per i diritti sulle nuove copie, ecco perché no.

CI STIAMO AVVICINANDO

Sempre a proposito di Guerre Stellari, è confermata la notizia che a settembre uscirà in dvd la prima trilogia della saga.
A sorpresa (dapprima si credeva che i tre dvd avrebbero visto la luce solo dopo la realizzazione di Episodio III) Lucas ha deciso di far gioire i milioni di fan della saga.
Tranne uno, io. L'edizione riguarderà le "nuove" versioni della trilogia, ripulite da tutti gli spicchietti intorno agli x-wing e con l'aggiunta di quelle assurde scene computerizzate. Problema mio, ma mi tengo caro caro il cofanetto con le tre vhs della VERA trilogia.

QUESTO È UN INDIZIO ENORME

Patrick Stewart presterà la voce al prossimo spot della GoodYear.

ECCO LO SCOOP!

Alla GoodYear presta solo la voce perché tutto il resto l'ha già prestato a qualcun'altra!
Quel porco maiale del pelatissimo Picard (l'unico che non potrà mai dire, pagato, "perché voi valete"), ha lasciato la moglie Wendy Neuss, conosciuta durante le riprese di TNG, per la giovane e guizzante Lisa Sillon della verde età di 24 anni!
Buu! Buu!
Non si fa così, Conte di Montecristo! Una bimba nel pieno fiore degli anni, innocente come la rugiada su un petalo di rosa, circuita e ammaliata con chissà quali promesse da un vecchio satiro che potrebbe essere un amico della bocciofila del nonno.
Nella foto, vediamo i due svergognati colti nell'attimo prima di congiungersi bocca a bocca. Certo, dall'espressione e dal diametro di apertura della bocca, lei sembra tutt'altro che innocente, ma (perché c'è sempre un ma) sono certo che stava per pronunciare la frase "Oo ma che te dice la capoccia, so' una ragazzetta costumata de sani principi, chettecredi sa?".
Wendy, siamo con te. Levagli pure le mutande. Non fate battutacce tipo "a quello ci pensa l'altra", diamine, vi dovete sempre far riconoscere.

STICCON

Hanno pubblicato la lista degli ospiti.
La buona notizia è che finalmente hanno smesso di invitare il ciccione dalle imbarazzanti camice hawaiane, hanno chiamato al suo posto il vice di Khan, uno che portava il caffè in una puntata della TOS, un'altra che chiedeva dove fosse via Piccolomini su DS9 e Nana Visitor.
No.
LUI non è previsto.
Manca ancora un periodo di tempo abbastanza lungo per permettere alla macchina organizzativa di muoversi ed invitare Wil Wheaton in quel paese da poco ammesso alla CEE che è Bellaria.
Insisto, mandate mail allo Stic, mandate mail al sito del nostro eroe in cui chiedete la sua discesa in Italia.
Ci si sente tra trenta giorni.

Anche per questo mese è tutto, ci vediamo quando fa meno freschetto.



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