TREKS NOT TAKEN
Steven R. Boyett
Sneaker Press (1996)
$ 12,95
di Susanna Ricci


Perché fare la recensione di un libro che potete facilmente trovare in qualsiasi libreria? Che potete comprare e leggere e giudicare da voi?
No, penso sia molto più indicato parlarvi di libri un po' fuori dall'ordinario, libri "mai visti" (come direbbe l'amico Ghezzi), ma per la ricerca dei quali vale la pena impazzire un tantino....
Se poi si vuole organizzare una petizione trek affinché il buon Fanucci corra ai ripari ed alla traduzione.... Iniziamo dunque il nostro viaggio nel magico mondo della carta stampata con un libro ad episodi, ben 21, che conta tra i suoi autori alcuni tra gli scrittori più rinomati ed improbabili della letteratura mondiale.

A clockwork Data (Data meccanico; Anthony Burgess)
Someone beamed onto the cuckoo's nest (Qualcuno si teletrasportò sul nido del cuculo; Ken Kesey)
Jurassic Trek (inutile tradurre; Michael Crichton)
The Vampire La Forge (Il Vampiro La Forge; Anne Rice)
The Trekking (inutile tradurre; Stephen King)
On the Bridge (Sul Ponte; Jack Kerouac)

....solo per citare qualche esempio...

Ora, io non so quanti di voi siano trekker da più di 20 anni; quanto abbiano dovuto, per tanto tempo, fare affidamento sulle pochissime pubblicazioni, quasi mai in italiano. Per parte mia, se oggi conosco l'inglese lo devo solo a Star Trek ed al fatto che, non esistendo altro, mi sono buttata sugli originali.
"Treks not taken" (letteralmente "Trek mai realizzati") rappresenta una bella sfida da questo punto di vista, gli episodi non sono certo di facile lettura, ognuno di essi essendo stato scritto esattamente secondo lo stile dello scrittore di provenienza.
Così per esempio in A clockwork Data si respira l'aria folle dei drughi ed il nostro bravo androide (meccanico appunto) ostenta uno slang al di là di ogni invenzione linguistica.
Un altro esempio é Il Vampiro La Forge, che acquista un fascino tenebroso ed ottenebrante nel raccontare come e perché ha acquistato i suoi strani poteri (nota: se mai vi dovesse capitare di vedere un pipistrello con un cerchietto per capelli di traverso sugli occhi, attenzione al collo....).
Per non parlare della maniacale precisione matematica con cui viene presentato Jurassic Trek, con tanto di tabelle, grafici e proiezioni probabilistiche del tutto fedeli alla teoria del caos descritta nell'"originale".
Infine, per chi avesse voglia di qualcosa di più piccante, ci sono anche un paio di raccontini a luci rosse, sullo stile di Jackie Collins per intenderci, nei quali potrete apprezzare un modo alternativo di fare carriera nella flotta (soprattutto se si possiede il fisico di Deanna Troi….).

L'abilità di Boyett nell'imitare gli stili di altri scrittori è davvero impressionante e, sebbene molti dei riferimenti bibliografici siano ad uso e beneficio di un pubblico esclusivamente americano, il risultato finale è un insieme di racconti molto piacevoli e stimolanti.
In definitiva vi consiglio di andare alla ricerca di questo libriccino, che in copertina, almeno nella mia edizione, porta nientemeno che il ritratto di Sheakespeare, oppure, come dicevo in apertura, di fare pressione sul Sig. Fanucci per una buona traduzione (tra parentesi, potrei offrirmi volontaria anche per quelle e stavolta arrotondare un po' il mio stipendio....).
Fate voi...



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