PREDATOR
di Dario "r3m" Lanzafame



Nel panorama dei film di fantascienza degli ultimi 20 anni l'opera del 1987 del regista John McTiernan (Caccia a ottobre rosso, Die Hard 3, Il tredicesimo guerriero) viene spesso considerata marginale e in alcuni casi relegata nella poco lusinghiera categoria dei B-movie; nonostante questo Predator è un film che dalla sua vanta una trama, che pur rielaborando molti dei topoi classici della fantascienza di tutti i tempi risulta originale ed estremamente lineare. La trama è supportata da dialoghi che pur apparendo a tratti "fumettistici" rimangono decisamente coinvolgenti e mai banali, e da una colonna sonora capace di enfatizzare il crescendo di tensione che permea tutta la pellicola.
Il tema che viene trattato in tutto il film è uno dei più ricorrenti nel filone della fantascienza/horror, tema che negli stessi anni aveva dato vita a due capolavori assoluti come Alien (1979) e il suo seguito Aliens (1986), "la paura dell'ignoto"; paura che in quest'opera si materializza in uno dei personaggi più mitizzati nella storia del cinema con la conseguente nascita di un vero e proprio universo narrativo alle sue spalle (che negli anni ha dato vita a serie di fumetti, racconti, videogame di successo): parliamo del "predator" o come viene poi definito negli anni successivi lo "yautja", esponente di una misteriosa e antichissima razza aliena amante della vita all'aria aperta e della caccia di prede pericolose ed aggressive da trasformare in trofei.
Se il cardine di tutto è questa misteriosa presenza, il vero protagonista è il riflesso che essa crea sui personaggi, tutti evidenti caricature di vari aspetti dell'animo umano con i suoi vari modi di reagire alla paura.

La trama è estremamente semplice e si sviluppa in modo lineare catapultando lo spettatore direttamente in uno scenario del quale non gli viene fornita alcuna spiegazione dettagliata e del quale conosce poco più dei personaggi stessi.
La storia si svolge durante la prima metà degli anni '80 in un non meglio specificato staterello centroamericano scosso da una probabile guerra civile, dove guerriglieri e spie sovietiche fanno da contraltare a truppe americane e agenti della CIA mandati lì segretamente per proteggere gli interessi americani.
In questo scenario, per altro decisamente plausibile anche se assolutamente inventato, fa la sua apparizione un commando di truppe speciali di salvataggio richiamate con lo scopo di salvare un fantomatico ministro con al seguito alcuni agenti della CIA stati catturati dai guerriglieri e portati in un covo nel fitto della giungla.
Interessante la scelta di far precedere l'inizio del film da un'introduzione brevissima e priva di commento di qualsiasi tipo, in cui si vede sfrecciare su uno sfondo stellato una piccola e difficilmente distinguibile navetta dalle evidenti fattezze aliene, che una volta allontanatasi sgancia un oggetto che precipita come una meteora sulla terra.
La creatura, assolutamente unica nel suo genere tra quelle che hanno popolato l'immaginario cinematografico fino ad oggi, è un essere antropomorfo alto più di due metri, agile come un giaguaro e molto più forte di un uomo, con una pelle simile a quella di un rettile e il volto coperto da una maschera metallica, il tutto completato da un look da aborigeno hi-tech che se osservato attentamente lascia intendere che il nostro amico abbia già fatto il giro della galassia durante le sue rilassanti battute di caccia.
Fra le sue più interessanti caratteristiche sono i suoi svariati "gadget", tra i quali si annoverano lame affilate, sofisticati kit medici in caso di ferite, un cannone al plasma montato sulla spalla e comandato da un mirino laser integrato nella maschera/visore e per ultimo, ma più caratterizzante ai fini della trama, il sofisticato sistema di occultamento ottico capace di renderlo quasi del tutto invisibile.
Questo personaggio, che grazie a queste caratteristiche si trasforma nell'incarnazione di tutte le paure ancestrali dell'uomo, non appare per buona parte del film, limitandosi solo a brevi momenti in cui si osserva la scena attraverso il suo insolito punto di vista, che consiste in una termografia a colori falsati e da un sonoro distorto.
Questo espediente, che ha come effetto quello di amplificare e supportare il crescendo di tensione che segue lo sviluppo della trama, dà la possibilità allo spettatore di concentrarsi sul nucleo del film, cioè le reazioni dei vari personaggi alla paura causata da un nemico misterioso e invisibile, reazioni che variano dal rifiuto dell'agente speciale Dillon (Carl Wethers), all'aggressività del sergente Mac (Bill Duke), alla rassegnazione dell'intuitivo Billy (Sonny Landham), fino alla razionalità del capo del gruppo il maggiore Dutch (Arnold Schwarzenegger).
Grazie quindi a una trama dotata di linearità e di grande coerenza narrativa e a un argomento che pur non essendo originale viene affrontato in modo non banale con dialoghi brillanti e ben riusciti, e grazie a tecniche di ripresa di grande impatto e a una recitazione di buon livello, il primo capitolo di quella che successivamente diverrà la trilogia di Predator è da considerarsi un film estremamente valido e per moltissimi aspetti addirittura un cult.

Piccola curiosità riguardo questa pellicola il fatto che sia diventato da poco il solo film al mondo ad avere nel cast ben due governatori di stati americani in carica e due candidati alla sedia: Schwarzenegger per lo stato della California e l'ex lottatore di wrestling (che nel film imbraccia un colossale mitragliatore minigun) Jesse Ventura già governatore del Minnesota; se tutto va bene, presto Carl Weathers (Dillon) diverrà governatore della Louisiana, mentre l'ex attore porno degli anni '70 Sonny Landham è candidato con buone possibilità al governatorato del Kentucky... che dire... God bless America.

Giudizio opposto merita il primo seguito Predator 2 (1990), che ha il solo pregio di rafforzare definitivamente il mito del predatore mostrandoci nuovi misteriosi aspetti della sua figura, quali nuove armi e nuove funzioni della sua maschera capace di fornire non solo una visione termografica ma anche visioni basate su sistemi alternativi (ultravioletti, raggi-x o Dio solo sa cos'altro) e soprattutto ci svela qualcosa che poi viene ampiamente approfondita in una serie di fumetti, e che sfocia anche in due famosi videogiochi: il rapporto tra i predator e gli alien dell'omonimo film.
Infatti in una delle inquadrature finali dentro l'astronave predator si nota una parete agghindata di teschi provenienti da tutte le parti della galassia, e tra crani umani e crani dalle fogge più strane spicca il tipico testone a banana di un malcapitato xenomorfo frutto del genio visivo di HR Giger. Per il resto il film è di una pochezza assoluta e pur vantando un cast tutto sommato decente (il protagonista è Danny Glover) risulta essere poco lineare, frammentario e dotato di un'ambientazione che nulla ha a che vedere con la claustrofobica foresta pluviale del primo film, e che oltre a essere poco plausibile risulta spesso ridicola.

Dal lontano 1990 il Predator ha letteralmente spopolato nella cultura popolare giovanile americana con un successo paragonabile agli xenomorfi di Alien; sull'onda di questo successo la Fox, detentrice dei diritti di quello che potrebbe essere uno dei migliori crossover della storia della fantascienza, AlienVsPredator (diritti sfruttati bene finora grazie a due bellissimi videogiochi di successo), ha deciso di accantonare il progetto di un attesissimo Alien V in favore di una pellicola basata su questa geniale intuizione, riuscendo a trasformare quello che poteva essere un capolavoro, degno seguito del primo film come lo fu Aliens di James Cameron per il primo capolavoro del 79, in un sicuro flop ancora più orrendo del primo seguito del 90; questo a causa della sconsiderata scelta di affidare il progetto a un mediocre regista come Paul W.S. Anderson, padre di alcuni dei peggiori film degli ultimi dieci anni e per completare lo scempio, affidando il ruolo di protagonista al nostro Raul Bova, attore che definire mediocre sarebbe un pallido eufemismo.
Probabilmente questo non appannerà il mito che circonda questo personaggio, ma di sicuro si tratta di un'opportunità come non se ne vedevano da anni (a parte quella bruciata con il seguito di Matrix) per dare alla luce un film di fantascienza degno di nota, opportunità che si può definire fin da ora sprecata viste le tristissime premesse, anche se la speranza è sempre l'ultima a morire.



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