CHOSEN REALM
di Susanna Ricci

Come dicevo nell'articolo del numero scorso, la pausa natalizia di Enterprise è durata meno del previsto e la messa in onda di nuovi telefilm è stata anticipata. C'è chi dice che la nuova puntata sia stata vista da ben 647 persone in tutto il territorio americano, toccando il minimo storico di share… peccato.
Perché, come nel caso di Similitude, Chosen Realm racconta una storia contemporanea, ambientata nel futuro. Uno dei modi tipici di Star Trek di toccare il cuore delle persone.
Ma è veramente così?
Al contrario di quanto accadeva negli anni passati infatti, con questa storia non viene offerta una visione delle cose da un punto di vista inaspettato per invitare le persone alla riflessione. Non si induce lo spettatore a guardare le cose dal punto di vista dell' "altro" per cercare di capire anche le motivazioni di chi è diverso da noi.
In questa storia si offre solo ed unicamente il punto di vista Americano.
Avete letto bene. Americano. Non terrestre, né tanto meno della Flotta Astrale o della futura Federazione Unita dei Pianeti.
Mi spiego meglio.

L'Enterprise si trova ancora all'interno della zona di spazio chiamata Expanse (la Distesa Delfica), in prossimità di una delle misteriose sfere che sembrano essere responsabili delle anomalie spaziali ricorrenti.
Il capitano Archer viene contattato da una piccola nave in difficoltà tecnica, e accetta di accogliere a bordo gli alieni che la occupano, i Triannons, trovandosi ben presto a dover fronteggiare il caos più totale.
Gli alieni sono infatti un gruppo di integralisti religiosi, che ritengono che le sfere siano state create dai creatori (the "makers"): esse sono oggetto di culto e non possono essere studiate, né tantomeno vi si può atterrare sopra, come hanno fatto i terrestri in più di una occasione.
Il capo dei terroristi, perché di questo si tratta, prende possesso dell'Enterprise dimostrando di poterla distruggere in un battito di ciglia: semplicemente ordinando ai suoi seguaci di farsi saltare in aria (grazie ad un composto bio-organico, che ognuno di loro si è fatto iniettare).
L'Enterprise serve ai Triannons per tornare sul loro pianeta natale, e, sfruttando la superiorità di fuoco dell'astronave dei terrestri, annientare i loro nemici religiosi. Esistono infatti due fazioni: una crede che i makers abbiano impiegato 9 giorni per creare l'universo; l'altra crede che ce ne abbiano messi 10…
Gli integralisti religiosi sono presenti in entrambe le fazioni e hanno un unico modo per risolvere le loro divergenze: quello di usare la violenza, indiscriminatamente, senza considerare affatto se nel loro cammino stanno distruggendo anche la vita di altri esseri viventi, che non hanno niente a che vedere con la loro religione. E comunque, chi non crede, è per definizione infedele ed in quanto tale è comunque colpevole.
La storia ricorda abbastanza una di quelle della serie classica (Let that be your last battlefield), quella di Bele e Lokai e la loro guerra perpetrata per motivi razziali: gli abitanti del pianeta erano di due colori, metà bianchi e metà neri, ma a seconda che la metà bianca fosse a destra del corpo o a sinistra, si apparteneva ad una razza superiore oppure no. E anche in quel caso l'unica risposta era l'annientamento del diverso.
Però c'è una bella differenza tra come sono state affrontate le due storie, quella razziale del 1968 e quella religiosa del 2004.
Se da una parte mi sento di sostenere completamente il fatto che la pigmentazione epidermica non abbia e non debba avere nulla a che vedere con lo status sociale delle persone, dall'altra cercherei di essere più cauta quando si sta parlando di filosofia e di credo religiosi, che spesso sono alla base della cultura di intere popolazioni.
Io non sono religiosa, non professo alcuna dottrina. Cionondimeno non mi sento a mio agio nel pensare che una religione possa essere "migliore" di un'altra. Il cristianesimo è meglio del buddhismo? Allah è meglio di Visnù?
Perché?
Dal telefilm traspare un genereale senso di disapprovazione per l'idea di religiosità in sé. T'Pol è scandalizzata dai discorsi di D'Jamat, il quale viene peraltro dipinto come un perfetto idiota: oltre ad essere un fanatico religioso egli è anche un retrogrado, che ha un totale rifiuto della conoscenza scientifica (perché un dato scientifico può essere in contrasto con i dogmi cui egli crede) e che alla fine viene infinocchiato proprio a causa della sua ignoranza.
Inoltre la differenza tra le due posizioni religiose viene volutamente ridicolizzata, accennando a quella stupidaggine di credere che l'universo sia stato creato in 9 o 10 giorni….
Come se il fatto di avere un tipo di fede "seria" (seria secondo i parametri di chi?) sia fondamentale per fregiarsi del diritto di poterla professare: io posso anche credere che l'universo sia fatto di cioccolata e che le stelle siano di zucchero e i miei riti religiosi possono comportare il fatto che ogni mattina devo mangiare un bombolone alla nutella. Fintanto che questa è la mia "fede", che diritto ha chicchessia di metterla alla berlina o di ridicolizzarla? È la mia filosofia di vita, è il mio pensiero, è il mio credo.
La libertà di religione penso sia ancora uno dei diritti fondamentali dell'umanità, come il diritto alla salute: o siamo improvvisamente regrediti a livello trogloditico?
La divergenza in seno ai Triannons porta comunque all'annientamento del pianeta originario degli alieni: quando finalmente vi fanno ritorno, non trovano che rovine fumanti. Ma questo è un altro discorso. Interamente.
Il terrorismo è da condannare, sempre, da qualsiasi motivazione esso venga spinto: sia che si facciano scoppiare bombe per dire quanto Allah è meglio di Cristo, sia che si facciano scoppiare bombe per dire quanto la Juve è meglio dell'Inter.
Era dunque necessario fare un telefilm in cui sono rappresentati solamente e senza mezzi termini i moderni demoni americani? Cosa si è voluto dimostrare? Che Osama Bin Laden è un cretino e che le guerre fatte in nome della religione sono inutili e stupidi genocidi? Ma solo quelle fatte in nome della religione però! Perché se lo scopo che spinge alla guerra è il dominio del territorio altrui per avere una supremazia economica allora tutto è lecito e permesso.
Sinceramente non capisco.
Ho sempre pensato che nei telefilm di Star Trek ci fosse un insegnamento non banale e molto profondo, che la maggior parte delle volte ha precorso i tempi e ha rivoluzionato modi di pensare e di vedere la realtà. Mi aspettavo, nel tempo, una storia che parlasse anche del problema terrorismo, ma sono rimasta delusa ed amareggiata nel vedere non un telefilm che apre una porta sul dialogo, ma una storia che offre solo una banale propaganda fitta di luoghi comuni e ristrettezza di idee.
Come la barzelletta che da un po' gira su internet: alla domanda perché in Star Trek non ci sono musulmani, Bush risponde: perché sono storie ambientate nel futuro.
Istruttivo e confortante…
Se questa deve essere l'evoluzione di Star Trek, allora mi associo a quanto spesso sento dire da tanti miei amici: meglio darci un taglio, meglio che gli autori si riposino per un po' e la smettano di spremere la gallina dalle uova d'oro, perché ormai di oro ne è rimasto ben poco.
Una riflessione: per far parte della Federazione Unita dei Pianeti è obbligatorio essere americani? A quanto pare ultimamente sembra proprio di sì… per buona pace di Checkov, Picard, Sulu, Uhura, Chackotay, Spock…



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