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SALTO
ALL'INDIETRO
di Riccardo
"Summer" Palazzani
Quando uscirà questo pezzo saremo all'inizio del mese di febbraio e se
i miei calcoli sono esatti, gli episodi inediti di Enterprise, la nuova
serie trek trasmessa dall'emittente La7 l'estate scorsa, non saranno più
tali e potremo abbeverarci alla fonte del sapere trek con nuove avventure
dello smagliante capitano Archer e del suo equipaggio. Tutto questo che
c'entra con la Serie Classica, che è distante quasi quaranta anni da quest'ultima
creazione, vi domanderete voi? Ha forse sbagliato rubrica questo redattore
un po' squinternato? Ma certo che no, rispondo io, questo mese vi proporrò
una mia riflessione, condita da un'analisi da povero Trekker di quarta
mano quale sono, sul passaggio dalla TOS ad ENT, che può essere
visto in due direzioni, ovvero in avanti nel tempo quale quinta serie
mondiale nella storia di Star Trek e all'indietro nella timeline (per
i non anglofoni, semplicemente linea del tempo) della saga.
Tutti,
almeno i Trekker italiani più sfegatati, hanno seguito la nuova serie,
quelli di serie A, quelli indomiti e assetati addirittura si sono procurati
gli episodi in lingua originale. Meglio un episodio trek inedito incomprensibile
che l'ennesima replica. E a molti la serie è piaciuta. Pare sia piaciuta,
visti i dati di ascolto, anche ad una buona fetta di infedeli, ovvero
telespettatori di massa, proprio come accadde alla Serie Classica alla
fine degli anni settanta, inizi ottanta, nonostante quando arrivò in Italia
fosse un prodotto tecnicamente già datato, soprattutto confrontato con
gli effetti speciali alla Star Wars che avevano stabilito nuovi livelli
di eccellenza.
Archer destinato, almeno da noi, ad essere ricordato tanto quanto Kirk?
Dubito, anche perché pochi ricordano Kirk, mentre tutti ricordano "Il
tizio con le orecchie a punta" ovvero Spock, però devo dire che facendo
dei sondaggi presso la massa non-trek Enterprise è stata vista almeno
una volta più o meno da tutti, nonostante La7 non sia un canale molto
seguito. Merito credo anche della prima serata e del fatto che il peggior
episodio di Star Trek è quasi sempre meglio del miglior programma di produzione
italiana e che altri telefilm giovanilistici, quali Smalville o Streghe,
per esempio, con l'ormai consunto filone "alla Dawson Creek" : ovvero
pochi fatti, molte lagne amorose sempre più improbabili e personaggi che
nessuno vorrebbe come amici perché "pesanti" come macigni cominciano un
poco a stancare. Superman che si fa delle seghe mentali da sedicenne dovrebbe
averci fatto suonare il campanello d'allarme no?
Enterprise quindi serie della rinascita trek dopo Voyager e DS9, che hanno
raccolto molti meno consensi della Serie Classica e Next Generation?
Purtroppo no, semplicemente il prodotto trek ha definitivamente lasciato
la via che lo aveva guidato per tanti anni ed ha imboccato una nuova strada,
che sta raccogliendo nuovi fan da una parte e perdendo una parte dello
zoccolo duro dall'altra.
Che
tipo è il fan di Enterprise? È ancora presto per dirlo. Ci vorrà
del tempo, così come ci è voluto del tempo affinché molti promuovessero
Deep Space Nine al ruolo di miglior serie trek e altri diventassero
fan sfegatati della rigida Janeway. In fondo qualcosa del genere accadde
quando The Next Generation approdò sugli schermi, i fan duri e puri di
Kirk & Co. dichiararono che Star Trek, l'unico ed il vero era solo il
loro, salvo poi ricredersi di fronte a storie meravigliose ed un universo
fantastico che cresceva sempre più seguendo la linea tracciata in passato.
Il punto forse è proprio questo. Quella linea partita dal nulla nel 1966
e che aveva una precisa direzione, una direzione nuova per quel tempo
puntava verso un futuro lontano e pieno di ideali da far sognare ad occhi
aperti. TNG ripartì la dove il solco si era arrestato, il tratto era diverso,
il solco più profondo e preciso, più solido e dettagliato; era sostanzialmente
diverso ma puntava nella stessa direzione, a costituire una linea retta
verso quel futuro ora di cento anni più lontano, ma sempre ricco di meraviglie
e di ideali. DS9 e Voyager nel tentativo di rinnovare la saga non si limitarono
a rinnovare il solco, ma ne mutarono la direzione abbandonando la rotta
che da venticinque anni aveva sancito il successo. Non è stata un'inversione
ad U, ma una variazione di una manciata di gradi sufficiente però per
allontanarsi da certi orizzonti, forse perdere consensi ma recuperandone
altri là dove prima Star Trek non aveva fatto breccia.
L'impressione mia personale è che Enterprise abbia tentato il salto all'indietro,
quasi un'inversione di marcia, oppure il tentativo di dare tre dimensioni
allo spazio narrativo e fantastico illudendoci che la linea infinita ci
ha riportato nel passato, al fine di congiungersi con la Serie Classica,
a formare un anello non soltanto nell'universo della saga, ma anche nella
nostra realtà. Un anello però che ogni giorno di più si dimostra una spirale,
in cui i due estremi non si incontrano mai.
Più avanza Enterprise, più si ha l'impressione che non incontrerà mai
ciò che fu l'inizio.
Quando Enterprise era solo un rumor (pettegolezzo, sempre per chi non
mastica l'inglese) speravo che non fosse come la sto vedendo, credevo
seriamente che l'idea fosse fantastica, pensavo che la chiusura del cerchio
fosse possibile e che avrebbe dato origine a dozzine di storie splendide,
con la possibilità di fare luce su tante vicende che riguardano il nostro
ipotetico futuro che erano state appena accennate nei trent'anni precedenti.
Purtroppo
fin dal primo episodio fu evidente che la nota fabbrica B&B non aveva
alcuna intenzione di continuare il filone di Star Trek alla ricerca di
una continuità narrativa che si estendesse alle altre quattro serie. L'assenza
del marchio "Star Trek" davanti al nome della serie fu solo il primo segnale.
Il resto lo abbiamo visto sotto i nostri occhi e tutti gli interrogativi
che sono spontaneamente nati in coloro che ricercavano come il sottoscritto
il punto di giunzione che chiudesse la catena con il passato sono stati
ampiamente dibattuti e l'unica soluzione a cui si è arrivati è accettare
il fatto che siamo stati fin troppo fortunati a goderci uno spettacolo
quasi perfettamente coerente con se stesso per quasi quarant'anni e che
forse oggi è arrivato il momento di pagare il tributo al Tempo che incurante
passa e ci allontana sempre più dall'idea primordiale che fu di Roddenberry
e Coon, nonostante qualcuno insista a tentare, tramite arzigogolati salti
pindarici filosofico-tecnico-temporali, a cercare una spiegazione credibile
che possa chiudere l'anello, come il famigerato De Meis fece proprio dalle
pagine di questa Webzine qualche numero fa, con un articolo davvero interessante
quanto dai contenuti capaci di far venire la nausea da sballottamento
da viaggio nel tempo, con un incrocio di linee temporale così caotico
da somigliare alla tangenziale di Milano.
Le incongruenze sono purtroppo tante, troppe per essere ignorate, dall'astronave
chiamata Enterprise quando in realtà pare che prima di Kirk non ve ne
fossero state altre, al fatto che il design della stessa non è per nulla
originale in quanto identico alla classe Akira vista in Primo Contatto
e che riesca difficile pensare ad una evoluzione del design che abbia
portato poi alla Ncc 1701; al fatto che sin dal primo episodio gli umani
vengano in contatto con i Klingon, quando era stato specificamente
detto che il primo incontro era avvenuto in un altro momento. Imprecisioni
che non sono tali. Semplicemente Enterprise va vista come un nuovo prodotto
ispirato a Star Trek, tra l'altro, almeno per il sottoscritto, un prodotto
molto godibile, che per quanto visto fino ad ora non posso dire che mi
abbia entusiasmato come fece Tos o Tng, ma che mi fa trepidare in attesa
della domenica sera.
La
linea impostata da Roddenberry negli anni sessanta è col tempo divenuta
una fascio di linee, ognuna portatrice di nuove informazioni sull'universo
Trek, che però non hanno viaggiato sempre parallele, spesso scontrandosi,
annullandosi a vicenda od unendosi a formare una linea di maggior spessore
o semplicemente incrociandosi, a formare alla fine una specie di rete
di informazioni, trame, personaggi, il tutto spalmato in un arco temporale
vasto, che era evidente avrebbe reso una bella sfida il creare una serie
ambientata temporalmente in un periodo precedente che si abbeverasse a
questa fonte ricchissima rispettandone la trama complessiva. B&B hanno
preferito usare le forbici con mano pesante, muoversi molto più liberamente,
anche se questo ha dovuto scontrarsi con il pubblico di Trekker appassionati
che sono affezionati a questa trama fitta, come Linus alla sua coperta.
Pensare ad un passaggio di consegne da Archer a Kirk è difficile. Circa
cento anni li separano, ma sono molti meno se pensiamo ad un Archer morto
probabilmente (sempre se sopravviverà ai continui pestaggi!) intorno agli
ultimi anni del XXII secolo e Kirk nato nei primi trenta del XXIII secolo.
Cento anni sufficienti a trasformare la fragile flotta terrestre nella
grande Flotta Stellare di Kirk? Sufficienti a dare grande risalto alla
Federazione Unita dei Pianeti, che ai tempi di Archer era ancora la da
venire? Il cerchio non si chiude e a volte mi duole un po' il cuore, riflettendo
sul fatto che guardando il fenomeno Star Trek con distacco pare invece
essere la Tos ad essere l'elemento di disturbo, con i suoi set di cartone
e gli effetti speciali poco speciali. In fondo tempo fa un nostro redattore,
Davide Galati, avanzò provocatoriamente l'idea che fosse proprio
la Serie Classica a non poter più essere considerata canon (Stim N° 43)
raccogliendo molte critiche ma anche qualche consenso.
Per ora non ci resta che sederci sulla nostra poltrona e sintonizzarci
su La7 per seguire gli episodi restanti della prima stagione e la seconda
di Enterprise. Pare che La7 abbia dichiarato che andrà avanti anche con
la terza. Ma visto come è sempre stata trattata la fantascienza in Italia
non ci farei troppo conto.
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