IL RE È TORNATO... MA HA LASCIATO QUALCOSA INDIETRO
di Fabio Miele



Ce l'abbiamo fatta.
Siamo arrivati alla fine della trilogia di Peter Jackson e immagino che molti saranno soddisfatti di quanto hanno visto. Ci sono voluti due anni tondi per arrivarci, un po' di più di quanto ci sia voluto a Frodo per ultimare il viaggio, cioè circa tredici mesi. Da un punto di vista puramente soggettivo il Ritorno del Re è un bellissimo film visivo. Ricordo a quelli che non mi conoscono che adoro il Tolkien letterario, in tutte le forme su carta a noi note, e che per anni ho portato dentro di me il sogno e l'immaginazione di una mia personale Minas Tirith, di una mia personalissima ombra su Mordor, ma Jackson è riuscito a farmi vedere cose che ancora non avevo visto leggendo il libro.
Ha reso visibile ciò che lui, e gli artisti che per lui lavorano, hanno immaginato. Immagini impacchettate per il grande pubblico in una sorta di cementificazione dell'immaginazione che, come tutte le standardizzazioni, ha qualcosa che alla fine piace e attecchisce. E la Minas Tirith di Jackson mi ha lasciato senza fiato, bellissima, solida, un posto che mi appare reale e vivo quasi quanto quella immaginata. Il cortile della fontana e la prua di roccia tesa verso Mordor, verso il Nemico, sono qualcosa di veramente splendido. Questa volta, senza fronzoli, Tolkien lo ha descritto e loro lo hanno realizzato. Ottimo risultato. E che dire degli Olifanti? Spettacolosi.

Ho aperto questo articolo con un rapido sunto delle mie impressioni perché mi pareva doveroso, ma il vero scopo di questo mio scritto non è una recensione del film e neanche una collezione di impressioni.
Lo scopo di questo articolo è parlare di ciò che non si è visto.
Sì, parche chi ha letto il libro e ne porta un ricordo anche approssimativo si sarà accorto che manca qualcosa. Il film, pur durando tre ore e ventuno minuti, risulta al conoscitore troppo corto e spesso tagliato in modo brutale nel passaggio da una scena ad un'altra. L'impressione tecnica che io ho avuto è stata quella di un Jackson ormai alle strette, con più girato di quanto ce ne potesse stare in un'unica pellicola e che quindi ha dovuto scegliere di approssimare (chi non ha letto il libro non mi crederà!) e accorciare per raggiungere un risultato almeno apprezzabile dal punto di vista della continuity.
Apro una parentesi per far notare, a favore della mia tesi sulla fretta, che anche alcuni effetti visivi e digitali sono questa volta, a mio avviso, più imperfetti rispetto a quelli visti nelle Due Torri o nella Compagnia (ma al tempo stesso ce ne sono alcuni favolosi come tutto quello che è stato ricreato sui Campi del Pelennor).
L'inizio con Deagol trascinato dal pesce o l'arrivo delle navi corsare con i morti di Dunclivio sono stati poco curati, spesso permettendo di capire chiaramente che è stato usato un blue screen o rendendo palese il fatto che la scena è stata girata su uno stage set e non realmente all'aperto. Sono solo dettagli tecnici, certo, ma questa volta si notano, o almeno io, anche se inebriato da ciò che stavo vedendo, l'ho notato.

È stato tagliato molto, dicevamo, e Jackson ha pure commesso l'errore di tenere da parte Shelob (che doveva comparire nel film precedente) per il Ritorno del Re. Lui stesso deve essersene accorto parche Shelob assorbe parecchio del tempo a disposizione del terzo film costringendolo a tenere in disparte delle chicche non trascurabili (che dopo elencherò), o portandolo a tagliare interamente Saruman (che certamente vedremo nella extendend edition del DVD).
In una intervista per l'edizione in DVD delle Due Torri Jackson disse che Shelob era stata tolta dal secondo film parche non ci stava: avrebbe dovuto alternare Shelob alla battaglia al fosso di Helm e secondo lui non si poteva fare.
Ma cosa fa nel Ritorno del Re? Alterna Shelob all'assedio di Minas Tirith... sempre di una battaglia si tratta, quindi la sua motivazione originale viene un po' a cadere ma è anche vero che da qualche parte doveva pur mettercela questa benedetta figlia di Ungoliant (questa la capisce solo chi ha letto il Silmarillion... temo che chi ha visto solo i film senza mai leggere Tolkien stia cominciando a perdersi!).
E per fare posto a Shelob, ci siamo arrivati finalmente, cosa è stato tolto? O cosa è stato omesso? Ora ve lo dico e profetizzo che sarà tutto materiale che comunque devono avere girato (è troppo importante per averlo trascurato) e che vedremo nell'edizione speciale in DVD che uscirà purtroppo a parecchi mesi da ora, temo.

Innanzi tutto manca Saruman, lo capiamo subito.
Pipino vede la luce del Palantir, lo raccoglie; Gandalf dice a Barbalbero di sorvegliare Saruman e così si chiude con estrema rapidità ciò che per i primi due film era stato considerato il cattivo da contrapporre alla Compagnia, parche al cinema un cattivo da sconfiggere bisogna poterlo vedere bene.
Nel Ritorno del Re, però, non abbiamo potuto sentire Gandalf che intimava a Saruman di restare sulla balconata ad ascoltarlo, e neanche abbiamo avuto modo di vedere una delle scene per me più suggestive del libro: "Il tuo bastone è rotto!" e chi ha letto il libro sa di cosa parlo (so di martellare troppo sul fatto del "chi ha letto il libro sa di cosa parlo" ma purtroppo se devo indicare cosa manca devo ovviamente rifarmi a ciò che su carta è presente).
So che queste scene sono state girate, so anche che sono state girate due versioni diverse di questa scena e che Jackson deve solo decidere quale montare per il DVD. Staremo a vedere. Certamente immagino che qualcosa verrà tagliato dalla versione cinematografica per fare spazio al nuovo materiale. Infatti se Pipino si accorge del lucore del Palantir sotto il pelo dell'acqua, immagino che quella parte verrà sostituita facendo vedere chiaramente come il Palantir arrivi fin lì.

Che dire poi del Re Stregone di Angmar?
Alla notizia che a Minas Tirith c'è Gandalf lui risponde che lo spezzerà, ma i due non si incontrano mai! Ma nel libro sì, nel libro succede ed è un'altra delle scene più grandi riservate a Gandalf. Paragonabile quasi al suo fronteggiare il Balrog sul ponte di Khazad-Dum. Di tale scena se ne ha un rapidissimo assaggio nei provini che ancora ora girano in TV.
Gandalf, a cavallo, sale le scale delle mura di Minas Tirith per arrivare di fronte ad una bestia alata dalle ali spalancate. Immagino che questa sia una rivisitazione di Jackson della famosa scena "non puoi passare". Nei provini c'è in pochi rapidi fotogrammi, al cinema no. Quindi credo finirà anche questo tutto su DVD. Questa scena, nel libro, avviene davanti alle porte di Minas Tirith: il grande ariete Grond, che è così grande e minaccioso da avere persino un nome! E un nome non da poco, parche è lo stesso nome che aveva la mazza di Morgoth, padrone di Sauron (sto ancora attingendo al Silmarillion)... il grande ariete Grond, dicevamo, fracassa le porte e il Re Stregone, che nel libro è a cavallo, cerca di passare ma viene fermato da Gandalf. In seguito a questo il Re Stregone decide di tornare in battaglia, ma stavolta cavalcando una bestia alata. Nel film, ancora una volta, e anche comprensibilmente, è stato tutto semplificato. Il Nazgul è fin da subito sulla sua fida bestia alata.

Sempre attraverso i provini ho notato la presenza di una scena, certamente girata, in cui Merry si inginocchia davanti a re Theoden offrendo i sui servigi al re (un po' come Pipino fa a Minas Tirith davanti a Denethor). Tale scena è poi sparita dal film e probabilmente vi sarà reinserita il prossimo novembre (già, il solito benedetto DVD).

Andando oltre mi domando: il luogotenente deforme, l'orco che più cattivo non si può, chi è?
Nel libro sappiamo che il luogotenente sul campo di battaglia è un certo Gothmog, un troll (un olog-hai, ad essere precisi: sono dei Troll ancora più grossi e cattivi, tipiche creature progettate da Sauron). Si parla poco di lui nel libro, viene vagamente accennata la sua presenza, poi si perde nelle pagine della battaglia finale. Qui Jackson ha deciso di dare il comando a questo orco che, non saprei, potrebbe essere la sua rivisitazione di Gothmog. Fatto sta che non si vede alla fine che fine faccia! Arrivano i cavalieri di Rohan, che cavalcano spade al vento contro la barriera orchesca, c'è un primo piano dell'orco deforme che trasale alla vista di cotanta grinta rohanesca e... e che fine fa? Lo uccidono? Non si vede. Certamente il suo destino sarà un'altra chicca che verrà poi inclusa nel DVD.
L'impressione, andando avanti con questo elenco sulle cose che mancano, è che Jackson stavolta non ci sia andato tanto per il sottile con i tagli. Stavolta ha voluto davvero farci capire chiaramente cosa è stato dirottato verso il mercato home video, mentre per i primi due film l'aveva fatto a mio avviso con più eleganza. Certamente chi non ha l'abitudine (parche ormai è un'abitudine) di comprare la versione estesa dei suoi film si sarà trovato un po' spiazzato in sala.

Passando a Frodo e Sam, manca la logica nel travestirsi da orchetti se di questi a Mordor non ne resta neanche traccia. Li vediamo indossare le armature, mettersi in marcia, e poco dopo sono di nuovo con i loro vestiti di sempre. Non hanno incontrato nessuno. Certo, loro non potevano sapere di non incontrare altri orchetti, ma da un punto di vista di utilità della scena il risultato è pari a zero. Nel libro invece incontrano degli orchi, diretti al Nero Cancello, e si confondono tra le loro fila obbligati ad arrivare alle porte di Mordor per poi riuscire a riprendere la loro strada verso il Monte Fato, allungando quindi il giro di parecchio. Questo non mi è chiaro se potrebbe essere materiale per il DVD. Non è in effetti cinematograficamente rilevantissimo ed è probabile che Jackson abbia semplicemente semplificato il viaggio nella Terra Nera, scelta che devo dire condivido. Se fossi stato al suo posto probabilmente, dovendo prendere delle decisioni, avrei tagliato parte del viaggio.
Magari avrei messo un piccolo drappello di orchi che incontra gli hobbit per giustificare almeno l'idea di travestirli. E forse, chissà, ci sarà proprio questo. Staremo a vedere.
Prima di continuare con le cose che mancano, mi volevo soffermare sull'Occhio di Sauron.
Il ridurlo ad un occhio di bue che scruta nella notte come una guardiola da penitenziario devo dire che non mi è piaciuto granché. In fondo Tolkien, sì, parla di Sauron dicendo che il suo occhio senza palpebra è in cerca dell'Anello, ma doveva proprio diventare un faro? E se fosse stata una metafora? Vabbè, comunque ormai è fatta e come già ho sempre sostenuto certe scelte per il cinema possono essere giustificabili. Nel libro la forza dei nostri eroi stava nel fatto che Sauron non aveva la benché minima idea di dove si trovasse l'Anello e l'Oscuro Signore non poteva minimamente concepire che qualcuno avesse intenzione distruggerlo. Per lui era più logico che un oggetto tanto potente venisse usato contro di lui. Ecco parche non mette guardie a Monte Fato, ecco parche il piano quasi suicida di mandarci qualcuno a gettarlo nel fuoco viene deciso e concepito: per spiazzare Sauron. Infatti, sempre nel libro, Sauron non sospetta che ci sia qualcuno a passeggio per Mordor con il suo Anello in tasca. E solo quando finalmente l'Anello finisce nel fuoco della montagna, solo allora Sauron si volge verso il vulcano e drammaticamente realizza cosa sia accaduto e quale fosse il piano dei Popoli Liberi della Terra di Mezzo. Ma ormai è tardi... addio Sauron.
Qui nel film, invece, ci appare un Sauron un po' più informato che quindi non ha nessuna giustificazione nel mandare tutti i suoi orchi al cancello per fare fuori le esigue forze comandate da Aragorn. Ma come! Non lasci nessuno a guardia del Monte del Fato? Eh, Sauron, mi stai perdendo colpi...

Dopo la parentesi torniamo al cosa manca. All'arrivo a Minas Tirith vediamo l'albero bianco morente, durante l'incoronazione lo vediamo più bianco che mai, luminoso e lucente. Probabilmente la ricerca del nuovo albero sarà inclusa nel DVD. Ma è anche vero che potrebbe essere un particolare che Jackson ha pensato di non filmare per non dilatare troppo la storia, allontanando lo spettatore dall'attenzione principale: la battaglia.
E a proposito della battaglia, ora che mi sovviene, che fine hanno fatto gli esterling? Quei tipi simpatici che quasi catturano Sam e Frodo davanti al Nero Cancello ne Le Due Torri? Sui campi del Pelennor non ce n'è traccia. Ma è anche vero che in mezzo a quel carnaio ci potevano essere anche un centinaio di cavalieri Jedi senza che nessuno potesse accorgersene!

Tornando all'incoronazione, avrete notato che ad Eowyn è passata la passione. Avrete anche notato che viene inquadrata accanto a Faramir. Infatti, nel libro, mentre Faramir è nelle case di guarigione a riprendersi dalle brutte ferite subite in battaglia, ad occuparsi di lui abbiamo Eowyn. Sulle balconate di Minas Tirith, presso un giardino, sboccerà l'amore tra Eowyn e Faramir. Ebbene sì. Nel film questa parentesi non c'è, ma credo che Jackson l'abbia messa in preventivo per il... sì, tutti in coro: DVD.
In fondo nel libro era uno dei pochissimi accenni ad una reale storia d'amore e visto che il cinema vive di storie d'amore (guardate come è stato ingigantito il ruolo di Arwen!) certamente mi rifiuto di pensare che Jackson l'abbia volutamente trascurata. Certamente è stata tagliata per poi essere reinserita più avanti. Spazio per la scena ce n'è. In effetti Eowyn non va al Nero Cancello con l'esercito, quindi ipotizzo che lì ci starebbe bene la scena tagliata di Eowyn che accudisce Faramir e da lì la scintilla...

Sempre in concomitanza al Nero Cancello abbiamo perduto la Bocca di Sauron. Tranquilli, per chi non sa di cosa parlo non mi riferisco ad un altro particolare anatomico dell'Oscuro Signore, ma di un portavoce a cavallo, un numenoreano nero, conosciuto come la Bocca di Sauron. Del suo arrivo e del suo discorso con Aragorn e compagni non ce n'è traccia ma certamente ne vedremo qualcosa in DVD. Infatti in quel punto la scena ha dei tagli strani. Io non me ne ero accorto, ma un amico mi ha fatto notare che dopo essere arrivati tutti a cavallo, così di punto in bianco i cavalli spariscono e sono tutti a piedi. Forse è un dettaglio trascurabile, o forse c'è effettivamente qualcosa che ulteriormente è stato tagliato tra la scena con il portavoce di Sauron e la battaglia vera e propria. Comunque questa è una piccola inezia e non è che aggiungerebbe nulla alla storia. Però la Bocca di Sauron voglio vederla! Un altro pezzo suggestivo ed eliminato dal film.

Molto è stato poi tagliato dal finale. Interessanti i falsi fade out inseriti da Jackson a più riprese facendo pensare che il film fosse finito. Questo era davvero necessario per far capire che la storia ha bisogno di diverse chiusure prima di arrivare a quella vera e definitiva. Io ho contato due dissolvenze in nero e una in bianco prima di arrivare al vero finale. Ci stavano bene tutte.
Hanno tagliato la parte di Sharkey. Comprensibile, sarebbe stata infatti un'estensione difficile da farci stare in una ritmica da sala cinematografica che impone una conclusione dopo lo showdown. Non so se Jackson la metterà nell'edizione estesa. Probabilmente sarà una parte interamente tagliata come fu per Tom Bombadil.
Tutta roba che potrà rigirare da zero per includerla nell'edizione speciale per il 10° anniversario della trilogia. Parche, pensate che non avverrà? Fidatevi, Jackson ormai sfrutterà fino alla fine la miniera d'oro, anzi, di Mithril, che ha per le mani. E come biasimarlo? In fondo non fa nulla di illegale e nulla che noi al suo posto non faremmo. Poi, visto che lo fa con un occhio di riguardo alla valorizzazione del prodotto che realizza e al rispetto per l'opera scritta entro certi limiti comprensibili, tanto di guadagnato anche per noi. Noi appassionati saremo un po' più poveri ma un po' più soddisfatti.
Anche quando scorrono i titoli di coda chi ha letto il libro sa che la storia continua, manca qualcosa, e io con questa sensazione sono uscito dal cinema. Infatti nel libro ci sono le preziosi appendici, che contengono tantissime informazioni su cosa è accaduto dopo la terribile guerra dell'Anello. Ho sentito la mancanza di tutte quelle informazioni relative agli eroi della guerra nella loro vita nella quarta era della Terra di Mezzo e per me, la vera fine, sarebbe stata vedere Legolas che, morto il suo amico Gimli, sale sulla sua barca e attraverso il grande fiume giunge al mare per navigare verso l'orizzonte ed essere infine l'ultimo membro della Compagnia dell'Anello a lasciare la Terra di Mezzo...

Alla fine, nonostante la storia si sia conclusa, resta sempre un motivo valido di leggere il libro anche a coloro che non l'hanno mai fatto: avrete così l'opportunità di vedere cose che su pellicola non ci sono e vedere tanti altri aspetti della Terra di Mezzo e dei suoi personaggi che mai avremo occasione di vedere neanche nella più fedele delle extended edition.
Beati comunque quelli della vecchia guardia, che lo hanno letto quando ancora il film non esisteva e che hanno potuto così crearsi una propria Terra di Mezzo immaginaria prima ancora che Frodo acquisisse per sempre le fattezze di Elijah Wood.
Ma grazie tantissime anche a Peter Jackson che mi ha fatto letteralmente sognare, con il suo stile apprezzabile e la sua visione eccellente.



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