I DRAYAN
di Riccardo "Summer" Palazzani

I Drayan sono una razza umanoide incontrata dalla Uss Voyager nel Quadrante Delta nel corso dell'episodio Il ciclo della Vita (Innocence) della seconda stagione, che non meriterebbero di essere nemmeno ricordati vista la assoluta somiglianza con gli esseri umani se si esclude un bozzo cartilagineo sulla fronte che varia da individuo ad individuo, se non fosse per una curiosa quanto improbabile caratteristica: man mano che invecchiano tornano bambini o meglio, ed è qui l'assurdità completa, nascono vecchi e man mano ringiovaniscono.
Io non amo la serie Voyager e razze talmente di fantasia come queste, che non stanno né in cielo né in terra, senza nemmanco un pizzico di plausibilità scientifica e che solitamente mi fanno venire la mosca al naso.
Forse per questo ho voluto presentarveli.
La Voyager cercando come sempre di tornare a casuccia incontra i Drayan e si ferma in orbita al loro pianeta per negoziare un po' di minerali di cui normalmente non c'è mai bisogno tranne quando si parla di Uss Voyager, che pare abbia motori alimentati a carbonella.
Tuvok, il vulcaniano più depresso della storia perché patisce l'assoluta illogicità della maggior parte degli episodi della serie di cui è involontariamente co-protagonista ma allo stesso tempo prigioniero in essi, precipita con la milionesima navetta di cui è dotata la Voyager (oltre agli infiniti siluri) e che magicamente si ricreano negli hangar la notte, su una luna del pianeta natale dei Drayan, chiamata dagli autoctoni Crysata, luogo immensamente sacro per tutto il pianeta e meta di pellegrinaggio.
Su tale pianeta i drayani prossimi alla morte vengono accompagnati per andare incontro al Morrok, una figura mitologica locale che dovrebbe in pratica accompagnare le anime dei morti verso l'aldilà.
In questo caso anziché di anima parliamo di energia, di cui i Drayan sono composti e che si libera solo al momento della morte per raggiungere l'Energia Infinita, equivalente del nostro Adamitico Paradiso. Insomma questa luna funge da enorme caricabatterie planetario!
Dicevamo di Tuvok: precipita sulla luna ed è l'unico superstite. Il classico ufficiale sfigato, tale Bennet, crepa senza poter dire ciao alla mamma, così come accadrà a metà dell'equipaggio della Voyager nell'arco delle sette stagioni.
Tuvok scopre ben presto di non essere solo. Un'altra navetta è precipitata nel frattempo. A bordo si trovavano dei bambini drayani, Tressa, Corin ed Elani, unici superstiti all'impatto. Come un pulmino della casa di riposo che si schianta contro un muro e muore solo l'obiettore di coscienza. Bella sfiga eh?
Tuvok per tutto l'episodio si prodigherà per difendere questi infanti, all'incirca sugli otto-nove anni, dai drayani che secondo quanto affermano i bambini, li hanno forzatamente strappati alle loro famiglie per condurli sulla luna e soprattutto da questo benedetto Morrok, che nella notte apparirà per ucciderli.
Gli anziani drayani, mentre diventano bambini (mio dio che controsenso...) vengono colpiti dal nostro equivalente del morbo di Alzheimer e perdono i loro ricordi, diventano infantili e quindi non possono nemmeno volendo informare Tuvok delle usanze locali.
Il povero vulcan, ignaro, si danna come un pazzo per far sì che le squadre di ricerca non li rintraccino, ma la mattina ben due bambini gli sono scomparsi sotto gli occhi! Svaniti, volatilizzati.
E la sua logica mente s'interroga su come sia stato possibile fare fesso un vulcaniano, la migliore razza della galassia, a sentire loro.
Tuvok rinviene i vestiti dei bambini proprio all'ingresso della caverna dove si nasconderebbe questo mitico Morrok.
Ha fallito.
Se mai esiste tale creatura è riuscita a fargliela sotto il naso. Decide quindi che l'unico modo per salvare la bambina superstite, Tressa, è tentare di riparare la navetta e raggiungere la Voyager.
Lo abbattono nuovamente ma finalmente i drayan svelano il loro segreto.
Che poi segreto non è.
A Tuvok, che ormai si era davvero preso a cuore le sorti di Tressa, non resta che accettare la verità e si offre di accompagnare l'anziana bimba verso la conclusione della sua esistenza.
I Drayan si commuovono e danno alla Voyager il supporto e i rifornimenti di cui ha bisogno.

Lieto fine direste. Insomma, potevano ucciderli tutti e Voyager sarebbe finito li...
Scherzavo, su!
È inutile che sottolinei quanto questa fantomatica razza sia assolutamente priva di un qualsiasi fondamento scientifico, genetico ecc. ecc. La giustifico solo quale espediente narrativo per creare una situazione emotiva decisamente forte in cui invischiare il freddo e logico vulcaniano di colore.
Certo, non ci voleva un genio per dare un pizzico in più di credibilità alla razza dei Drayan, che pone dei quesiti circa la plausibilità di determinate situazioni.
Ancora adesso mi chiedo come sia possibile partorire un essere adulto.
Però chi lo sa, magari nascono tutti in un baccello come i J'Nai (e lì si che i bambini poi li trovano poi sotto un cavolo. O nel minestrone, se non stanno più che attenti).
Li definirei Umanoidi a cui si è rovesciato il DNA.
Anche il fatto che i bambini vengano portati su di una luna, in una precisa caverna, è abbastanza illogico, visto che occorre una bella tecnologia per arrivare fin lassù dal pianeta natale, oltre ai costi. Supponendo che tale tradizione sia in vigore da secoli e secoli e che il livello tecnologico dei drayan sia di alto livello da un tempo altrettanto lungo, mi viene da chiedermi di quanti milioni o miliardi di individui sia costituita la popolazione locale se in due giorni solo tre bambini hanno raggiunto il tempo di morire! Immaginate che sulla Terra si vada tutti a morire nello stesso luogo: migliaia di persone al giorno.
Moriremmo tutti ancora in coda.
Un po' come accade nei nostri uffici postali.


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