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FUORI
CAMPO
a cura di Rossella "DrBev"
Marchiselli
L'ORIGINE DEI BORG
Titolo originale: "Origin of the Species"
Liberamente tratto dalla sceneggiatura di Gary Whitta
Traduzione e adattamento romanzato di Marco De Meis
PROLOGO
La Voyager stava viaggiando a tutta velocità verso il Quadrante Alfa.
Negli alloggi del capitano Janeway, lei e Chakotay stavano seduti, giocando
a scacchi.
Una partita a scacchi di quelli terrestri, tradizionali.
I suoi “pezzi” bianchi sembravano essere in posizione migliore di quelli
neri del suo primo ufficiale.
E, a quanto pare, c’erano state numerose perdite da entrambe le parti.
Tuttavia, l’intensa espressione del capitano rivelava giusto un indizio
di un malizioso e confidente sorriso…
Sicura di sé, a un certo punto, lei gli disse:
- Sei in trappola. -
Chakotay non si scompose: la sua espressione non era molto diversa da
quella della Janeway. Inoltre, anche lui aveva una strana, silenziosa
confidenza in sé stesso…
Per cui, rispose:
- Non ne sarei così sicuro… -
- Ammettilo. Non puoi andare da nessuna parte. Sei mio. Pronto per essere
preso. -
- Beh… questo lo vedremo. -
Chakotay mosse il suo ultimo Cavaliere… ed improvvisamente, l’intero aspetto
del gioco cambiò in un modo che la stessa Janeway non avrebbe mai potuto
anticipare.
Fu così che, con un sorriso soddisfatto, lui disse a lei:
- Scacco… credo. -
Janeway si spinse in avanti, ed osservò la scacchiera. Sbalordita…
Chakotay le disse:
- Ammettilo. Sei rimasta impressionata.
Il capitano, con voce allegra, gli rispose:
- Non ammetto niente. Tranne il fatto che questa sta diventando una partita
molto più interessante… -
- Tu hai giocato troppo a lungo con gli scacchi tridimensionali, Kathryn.
E’ inutilmente complesso, e non ti fa vedere l’elegante semplicità del
gioco classico. -
Sorride, poi aggiunge:
- Come la Difesa di Roarke. -
Janeway lo ignorò, continuando ad osservare la scacchiera. Il suo immediato
futuro sembrava grigio….
Poi, provocatoriamente, disse:
- Questa partita è ancora lontana dalla fine. -
Chakotay replicò:
- Al contrario. Scacco matto in quattro mosse. -
Lei lo guardò, con lo sguardo torvo. Il sorriso di Chakotay si allargò.
Dopo un attimo, Janeway sospirò, ed allungò una mano per rovesciare il
suo Re e rinunciare al gioco…
In quel momento, arrivò la voce del guardiamarina Harry Kim dall’interfono,
che disse:
- Ponte al capitano. -
Il dito di Janeway si fermò sopra il suo Re.
Il commento sarcastico di Chakotay fu:
- Salvata dalla campana? -
Janeway sorrise, ed allontanò la mano dal Re.
Poi, rispondendo all’interfono, disse:
- Dica, Harry. -
Dall’interfono si sentì:
- I sensori indicano un piccolo vascello dritto di prua, apparentemente
alla deriva. Designazione sconosciuta. -
- Segni di vita? -
- Deboli ed intermittenti. Ma distinguibili, capitano. -
- Ci porti fuori dalla curvatura. Sto arrivando. -
Janeway e Chakotay si alzarono in piedi e si diressero verso la porta
. Mentre uscivano, il capitano disse:
- Questa la finiremo più tardi. -
E Chakotay replicò:
- Non dovrebbe volerci molto. Come ho detto, quattro mosse. -
L’ultima parola spettò a Janeway:
- Non si faccia troppe illusioni… -
E si incamminarono per il corridoio, verso la plancia.
(Continua...)
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