IL RITORNO DEL RE
di Maurizio "Zeno" Corò



Quando esattamente dodici mesi fa recensimmo "Le due torri", grosse polemiche nacquero dalle critiche mosse al lavoro di Peter Jackson. Sebbene i veri puristi abbiano criticato la trilogia puntando il dito non solo verso le modifiche rispetto al libro, ma anche e soprattutto verso le molte sciocchezze della sceneggiatura, la stragrande maggioranza del pubblico è rimasta entusiasta da questo incredibile progetto.
Molte sono le cose da dire, abbastanza per un intero anno di articoli... tuttavia è forse meglio mettere da parte tutto ciò che non riguarda "Il ritorno del re" e tuffarci nel capitolo conclusivo della saga.
Approfittiamo di questo occhiello esteso anche per comunicare a tutti i lettori che da quasi tre anni seguono la "nostra" conduzione di Fantastique, che questo numero sarà l'ultimo a contenere una "scheda del film", che verrà sostituita da una nuova sottorubrica contenente citazioni estratte dalle principali e più autorevoli fonti cinefile

Se Le due Torri fu una delusione, la causa va imputata principalmente al troppo tempo dedicato alla battaglia del fosso di Helm a discapito di scene fondamentali quali quelle legate agli Ent; così come alla mostruosa chiave di lettura applicata a Faramir, trasformato in un personaggio completamente diverso rispetto a quello scritto da Tolkien.
Fortunatamente la versione estesa in DVD ha ridato parzialmente lustro al progetto.
Dopo un anno l'amaro in bocca non era del tutto sparito, e l'attesa per il terzo capitolo è stata minata dal terrore di una nuova delusione. A poco servono le interviste ai protagonisti che, per contratto, devono dichiarare sempre che il film in uscita è il migliore in assoluto... il giudizio resta insindacabilmente legato al pubblico.
Ad ogni modo, già conosciamo le reazioni del pubblico americano ed europeo e sappiamo che Il ritorno del re è stato ovunque un trionfo... ma è veramente così?


LA TRAMA

Dedichiamo solo un paio di righe ad un tema noto a tutti:
Frodo e Sam cercano di raggiungere Monte Fato, dietro la guida di Gollum.
Saruman ha perso ogni potere e viene consegnato alla custodia degli Ent.
Aragorn, Gimli e Legolas si preparano alla battaglia finale, affiancati da re Theoden ed i suoi Rohirrim.
Gandalf recupera Merry e Pipino da Barbalbero e si unisce ad Aragorn.
La battaglia finale sta per avere luogo e Minas Tirith ne sarà lo scenario: la capitale di Gondor è governata dal Sovrintendente Denethor, padre di Faramir e Boromir, che non ha alcuna intenzione di cedere il trono all'erede di Isildur, un ramingo di cui nessuno aveva udito fino a pochi mesi prima.

FRODO

La battaglia più grande, per il portatore dell'Anello, è quella che si svolge nel proprio animo.
Con la mente avvelenata dal diabolico artefatto, Frodo cerca ancora di giungere a destinazione, ma è la disperazione a farlo muovere, così come quella di Sam ad aiutarlo a resistere. L'Anello, però, è più forte di lui: già in passato ha accecato gli occhi del saggio Isildur, condannandolo a morte, ed ha contorto i pensieri di Smeagol, trasformandolo in Gollum. Come possiamo credere che Frodo, un hobbit giovane ed impreparato al compito affidatogli, possa resistere al potere di Sauron?
Tolkien sapeva bene, mentre ne scriveva le gesta, che Frodo aveva perso in partenza e che mai sarebbe riuscito a vincere la volontà dell'Anello. Non è in questo, infatti che consiste la grandezza dello hobbit, ma nella scelta di fronte alla possibilità di redenzione concessa a chiunque.
La stessa redenzione colta da Boromir, che sacrificandosi era riuscito a guadagnarsi con onore un posto tra i morti; la stessa possibilità di redenzione che viene concessa a Sam, che sebbene entri in possesso dell'Anello a fin di bene e solo per breve tempo viene a sua volta colpito dal fascino mortale del manufatto; la stessa redenzione colta da Galadriel e da Gandalf che, tentati da Frodo, rinunciano al potere offertogli; la stessa redenzione che avrebbe potuto raggiungere anche Gollum, se la sua mente non fosse stata troppo avvelenata.
Ma se Sam, Boromir, Galadriel e Gandalf sono riusciti a superare la malìa dell'Unico, ci riuscirà anche Frodo?

SAM

Il vero protagonista dell storia non è Aragorn, non è Frodo... è Sam, vero alter ego di Tolkien, che, incaricato di raccontare la storia, è colui che l'ha tramandata di generazione in generazione lungo tutta la Quarta Era (la nostra, quella degli uomini) fino ad arrivare all'autore inglese che non ha fatto altro che perseguire il suo compito (nel migliore dei modi) e ci ha raccontato questi incredibili avvenimenti.
Sam è un vero eroe: man mano che le vicende si sviluppano il suo personaggio cresce e si modifica, maturando sensibilmente, dimostrando di saper prendere decisioni difficili ed estreme che nemmeno la devozione totale per Frodo riescono ad annebbiare.

ARAGORN

Il ritorno del re.
Aragorn non è più il ramingo che avevamo conosciuto ad inizio trilogia: è cambiato nell'aspetto e (come Arwen nota) il suo volto è segnato dagli affanni e dalle preoccupazioni del ruolo che dovrà assumere.
Nessuno lo obbliga e Denethor sarebbe ben lieto di conservare il ruolo di sovrintendente... ma il destino è quello di riprendere le redini del regno e guidare nuovamente gli uomini all'avvento della Quarta Era.

GANDALF

Lo stregone bianco sta per concludere la sua opera.
Ombromanto è sempre al suo fianco, ed è maestoso vederlo correre contro i Nazgul e metterli in fuga armato "solo" della sua Luce.
Sempre fonte di saggezza, torna a mostrare quella dolcezza a cui ci aveva abituato quando era "il grigio".

PIPINO

Uno dei personaggi preferiti tra migliaia di lettori: l'unico essere al mondo in grado di risvegliare gli orchi di Moria oltre all'orribile Balrog; l'unico che per curiosità si mette a spiare dentro un Palantir e che decide di inchinarsi a Denethor offrendogli i propri servigi, prima di buttarsi a capofitto nella battaglia armato di spada.

MERRY

Forse l'ombra di Pipino, certamente uno dei più grandi fumatori della saga... ma chi può resistere ad una deliziosa presa di Erba Pipa?
Anche Merry ha la sua occasione di riscatto, nel momento in cui tira fuori un coraggio mai visto ed affronta niente meno che Gothmog, il re dei Nazgul.
Aveva ragione Gandalf: puoi imparare tutto sulle usanze degli hobbit in un mese, ma dopo secoli non smetteranno mai di stupirti.

GIMLI

Di certo non è il nano descritto da Tolkien, ma di sicuro è il nano più esilarante e spettacolare della storia del cinema: superiore, anche se non in statura, a centinaia e centinaia di altri caratteri mai apparsi sul grande schermo: burbero, sagace, brontolone... ma infinitamente buono ed affettuoso (a modo suo).
Fa ridere a crepapelle (lo immaginate seduto a fumare sul trono del Sovrintendente?), ed incute terrore quando estrae la sua ascia.
Semplicemente meraviglioso.

LEGOLAS

Ahinoi...
L'elfo è decisamente un puro: la rigidità mentale data dalla propria razza è mediata dall'esperienza e dall'affetto per i suoi amici, purtroppo però è la su leggendaria agilità dà modo agli sceneggiatori di sfruttarlo in scene alla Matrix di cui non vi è reale bisogno.
Anche il suo personaggio cresce e si evolve: divenendo un elfo più unico che raro… un amico di un nano, di Gimli.

DENETHOR

Magistralmente interpretato da John Noble, è il simbolo della disperazione e dell'orgoglio ferito degli uomini.
La sua generazione ha governato su Gondor per secoli e non può accettare il ritorno dell'erede di Isildur che troppo a lungo si è fatto aspettare... lasciando sulle loro spalle tutto l'onere di regnare.
Il dolore per la morte di Boromir lo ha distrutto, portandolo sulla soglia della follia: soglia che viene del tutto superata quando crede di aver mandato a morte anche il suo secondo figlio, Faramir, al punto da non riuscire nemmeno a vedere la vita che scorre ancora in lui.

GOLLUM

Mai pensato di candidare all'Oscar una creatura digitale?
Non ci riferiamo al pur bravo Serkis (che lo interpreta anche nel breve ruolo di Smeagol), ma ci riferiamo proprio a Gollum...

GLI ALTRI

Bisognerebbe parlare a lungo di tutti i personaggi: non solo Theoden ed Eowin, ma anche di Arwen, Elrond, Galadriel e tutti quelli che scorrono sotto i nostri occhi a formare questo puzzle infinito...
Non è possibile, né giusto farlo: la cosa migliore è gustare ed assaporare sequenza dopo sequenza questa pellicola.

REGIA

Forse è vero che Jackson non ha reinventato nulla: certo nessuno pretendeva un lavoro alla Tarantino e le libertà che si è preso sono spesso più fastidiose (per i puristi) che esplorative o indice di una nuova chiave di lettura.
Il lavoro nel complesso è positivo, ma l'impronta del regista non è così presente come ci si sarebbe aspettato: se gli dessimo in mano una telecamera e libertà di azione (levando effetti speciali, visivi e scenografici), sarebbe in grado di mostrarci il SUO stile, la SUA impronta?
È presto per dirlo e attenderemo di vedere i suoi lavori futuri; di certo la sua è stata un'impresa titanica ed estremamente rischiosa: ha avuto successo, ma non è degna di un Oscar.

SCENE

Come altro dirlo?
È la materializzazione di un sogno: l'immagine reale di migliaia di appassionati fantasy che hanno sempre costruito con la mente gli scenari delle loro avventure.
Minas Tirith è semplicemente incredibile: lascia a bocca aperta.
Ma non è la sola cosa: il sentiero dei morti è eccezionale, così come l'arrivo del suo esercito.
Il lavoro di scenografia ed effetti visivi è straordinario… la cura dei particolari sfiora il maniacale; ma con tutti il rispetto per questo esercito di artisti, il migliore effetto speciale è lo stesso di tutti e tre i film: la Nuova Zelanda.

CURIOSITÀ’

Ce ne sarebbe abbastanza per scriverne un articolo intero.
Ci limitiamo qui a riportare le più "gustose".
Peter Jackson soffre di aracnofobia. I tecnici degli effetti digitali gli hanno mostrato oltre 200 ragni per l'immagine di Shelob e alla fine hanno scelta quella che lo terrorizzava di più.
La canzone che canta Pipino a Denethor mentre pranza nella scena forse più bella dal punto di vista della regia porta le parole di Tolkien, ma è stata composta e cantata da Billy Boyd (l'attore che interpreta Pipino).
Vi sono due illustri cameo: Royod Tolkien, nipote di J.R.R. (che interpreta una guardia di Gondor) e Peter Jackson (che interpreta uno dei mercenari sulle navi dirette a Minas Tirith).
Verso la fine delle riprese, molte delle scene sono state girare più e più volte: non per migliorarle, ma per fingere che questa incredibile avventura non fosse davvero conclusa.
Quasi tutti gli attori protagonisti della trilogia sono già impegnati in nuove produzioni.
Durante la trilogia sono state usate: 48.000 tra spade, asce, scudi e altre armi; 15.000 costumi;10.000 tifosi di cricket Neozelandesi che hanno prestato la loro voce per i versi dell'esercito degli orchi; 1.600 paia di piedi hobbit; 250 cavalli usati in una sola scena; 180 modellatori 3D; 100 locations in Nuova Zelanda; 30 attori addestrati a parlare lingue e dialetti fittizi; 7 anni totali per la realizzazione dei tre film.

PERLE

Sappiamo che dovrebbe essere una sola, ma stavolta non è proprio possibile: un ulteriore strappo alla regola per questa già "particolare" recensione.
Di perle, insomma, ce ne sono parecchie:
- Minas Tirith: già accennata, è qualcosa di assolutamente incredibile... soprattutto durante la scena dell'arrivo di Gandalf, in sella ad Ombromanto.
- La carica di Rhoan: l'esercito che arriva e spazza via gli orchi è una scarica di adrenalina... una manifestazione della determinazione, della volontà, della forza di reagire e combattere contro il male.
- La descrizione che Gandalf fa del paradiso: parla a Pipino, lui è un hobbit e alla sua morte vi è l'oblio ad attenderlo... o il paradiso... ma Gandalf è uno Stregone e per lui vi è Valinor, la terra dei Valar (gli dei) e degli Elfi.
- L'albero bianco di Gondor.
- Shelob: ce l'hanno fatta sudare, ma è... vera. Mostruosamente vera.
- Cirith Ungol: un incubo materializzato.
- L'esercito dei morti: i fantasmi più "credibili" mai visti al cinema.
- Quando Frodo scrive il libro, in una nota ad inizio pagina si legge che Sam è stato eletto sindaco di Hobbiville.
- L'ultima scena: Sam torna alla sua famiglia e dice: "bene, sono a casa". Chi ha letto il libro sa cosa vuol dire... chi non lo ha fatto, è bene che lo faccia. Sam è il testimone: Frodo ha completato il libro rosso di Bilbo, ma ne ha lasciato qualche pagina libera per lui. Il testimone è passato... la storia continua.

PECCATO CHE...

... è stata tagliata la scena di Frodo e Sam che si mescolano agli orchi (nel DVD esteso?)
... viene reso subito noto che è Eowyn a portare Merry fino a Minas Tirith
... non viene detto chi vince la gara tra Legolas e Gimli (va bene, lo sappiamo tutti in realtà)
… Elijah Wood batte ogni record e mantiene per oltre 9 ore la stessa identica espressione. Nemmeno Clint Eastwood è riuscito a fare tanto.

IL VERO DIFETTO

Chi non la letto il libro si sente spesso escluso: ci sono molte, troppe cose lasciate ad intendere.
Jackson aveva affermato che non sarebbe stata opera per "puristi", e diceva il vero... ma leggere il libro faceva di certo apprezzare le incredibilmente numerose sfumature.
Tuttavia è innegabile che per vedere un film non è obbligatorio dover aver prima letto il libro da cui è tratto… per questo a voi la prossima sezione.

LA GIUSTA CHIAVE DI LETTURA


Il punto è questo, cari lettori, il libro è il libro ed il film è il film.
Le due cose sono (per quanto incredibile a dirsi) scollegate: sappiamo tutti che un film non sarà mai uguale ad un libro... ed Il Signore degli Anelli è uno dei più bei libri della storia.
Il film (nella sua trilogia) è di certo uno dei più belli mai realizzati: non solo come film fantasy (non ha paragoni), ma anche come pellicola nella sua globalità. Tuttavia è un errore madornale e grossolano fare un paragone tra libro e film. Se vogliamo farlo è di sicuro meglio pensare ai singoli fotogrammi e rapportarsi a loro come alle splendide illustrazioni dei maestri del disegno... Alan Lee e John Howe certo, ma anche il grandissimo TED NASHMIT (autore, ad esempio dell'illustrazione raffigurante Beren che affronta Morghot): ovvero ad un dipinto in carne ed ossa del sogno generato da Tolkien, o, se preferite, una sua interpretazione.
Se paragoniamo la trilogia al libro potremmo solo valutare questa opera cinematografica come un fiasco colossale ed una orribile macchietta, ma se invece pensiamo alla pellicola come film a sé stante ed escludiamo i vezzi dedicati a chi ama e conosce il libro, allora il nostro giudizio non può che essere uno solo…

SCHEDA

Arriva il momento della scheda, l'ultima, come annunciato.
Metteremo solo il voto, le altre voci vengono annullate dalla possanza di questo capolavoro.
Approfittiamo di questa ultima ricorrenza anche per svelare una piccola curiosità sul meccanismo del voto: ci siamo posti un limite (1000) come punteggio ideale che nessun film in realtà potrebbe mai raggiungere. Per questa ragione non daremo voti come 1100 o simili, che ricordano solo le vecchie zie bigotte e zitelle che pongono ai bambini domande idiote del tipo: "quanto mi vuoi bene, da 1 a 10?" offendendosi se non si sentono rispondere almeno 14; o ancora: "vuoi più bene a mamma o a papà?", "ti piace più la cioccolata o la nocciola?", "sei di destra o di sinistra?"…
Il motivo del voto assegnato (chi ci ha seguito per questi due anni sa che non è mai stato spiegato per nessun altro film prima d'ora) è dovuto solo al fatto che se dessimo il massimo, poi questo non potrebbe essere superato dal voto della versione estesa in DVD.

VOTO GLOBALE:

999/1000



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