Venticinque
anni.
Venticinque anni sono passati dalla prima messa in onda di “Battlestar
Galactica”, la serie che prese il via nel lontano 17 settembre
1978 sulla scia di StarWars.
Uscito dalla penna di Glen A. Larson, già produttore di Supercar
e di Magnum PI, ha fatto sognare lo spazio a molti appassionati,
fino a concludersi prima del tempo per i troppo alti costi di produzione.
Due anni dopo venne prodotta una serie più economica chiamata “Battlestar
Galactica 80” ma ottenne uno scarso seguito di pubblico, forse proprio
per la mancanza dei due più importanti protagonisti: il capitano Apollo
(Richard Hatch) e il comandante Scorpion o “Starbuck”
(Dirk Benedict).
Proprio in questi giorni SciFi channel ha fatto tremare il mito,
riproponendo un remake delle prime tre puntate della vecchia serie denominate
“Saga of the Star World".
La storia, per chi non se la ricorda, parla di una flotta di navi spaziali
capeggiate dalla astronave da battaglia “Galactica”, alla ricerca
di un pianeta leggendario: la Terra.
Scacciati dalle dodici colonie dove vivevano da una razza di macchine
senzienti, i Siloni, vivono nella speranza di ritrovare i discendenti
di una mitica tredicesima tribù di uomini, perdutasi nella vastità
del cosmo.
La
trama in questo remake di circa tre ore riprende i giorni dell’attacco
dei Siloni alle varie colonie con il quasi totale sterminio della razza
umana. Si vedono anche la difficile riorganizzazione dei sopravvissuti
e la ricerca di una nuova speranza di vita, di una nuova patria.
I personaggi principali della serie del 1978 sono: il comandante Adamo
(Lorne Greene, ormai deceduto), il colonnello Tigh (Terry
Carter), i già citati capitano Apollo, figlio del comandante
Adamo, Scorpion e Boomer, un pilota di origine afroamericana.
Ancora c’è il conte Baltar, interpretato da John Colicos,
amato da tanti fan anche di Star Trek da quando ha interpretato il Klingon
Kor, amico di vecchia data del casato di Mogh.
In
questo remake ci sono molti stravolgimenti dei personaggi, che hanno
lasciato una punta di amarezza e stupore nei fan della serie. Il comandante
Adama, così si chiama nella versione originale, è interpretato
dall’attore di origine ispanica Edward James Olmos, già
visto nei panni di Gaff in Blade Runner e del tenente
Castillo in Miami Vice. Il capitano Lee Adama, “Apollo”, e’ interpretato
dall’attore londinese Jamie Bamber, fin ora presente in parti
di secondo piano in varie serie televisive inglesi. Ma il grande stupore
e lo sgomento sono stati indotti dai personaggi di Scorpion, Boomer
e del colonnello Tigh.
Nella serie originale il vicecomandante del Galactica era un afroamericano
ligio al dovere, ferreo ma scherzoso, mentre nel remake di SciFi Channel
è diventato un colonnello ubriacone vicino alla pensione, con
problemi amorosi e disciplinari con i suoi sottoposti. Boomer
ora è una graziosa pilota asiatica, tanto diversa dal vecchio
amico di bevute e scorribande di Apollo e Scorpion. Proprio quest’ultimo
ha scatenato scalpore quando al posto del tenente Sberla dell'A-Team
(Dirk Benedict), si vede una graziosa tenente bionda (Katee
Sackhoff) con tanto di sigaro tra i denti come piaceva al vecchio
personaggio, forse per imitare l’ormai conosciutissimo colonnello Smith
dell’ A-Team.
Il cattivo dei cattivi, colui che rovina il genere umano, colui che
vende i suoi simili ai Siloni è Gaius Baltar, qui interpretato
da James Callis che passa da “Il diario di Bridget Jones”
alla fantascienza.
Ci sono anche personaggi nuovi di una certa importanza, come il presidente
delle dodici colonie Laura Roslin, interpretato da Mary McDonnell
(Indipendence Day, ER) e il modello numero 6 interpretato dalla
bella Tricia Helfer. Fin qui tutto bene, può sembrare
una buona serie.
Ma Galactica 2003 è molto di più.
Senza esagerare, ho trovato queste tre ore meravigliose, incalzanti
e piene di suspense nonostante conoscessi bene la vecchia serie. Ma
cosa rende così bella una miniserie di fantascienza che riprende
una vecchia storia?
Innanzi tutto la produzione è davvero di alto livello, gli effetti
speciali sono mozzafiato e la colonna sonora sostiene il ritmo degli
eventi.
Glen
Larson è ovviamente al timone del progetto, affiancato da
grandi nomi quali Ronald D. Moore, che tanti di noi magari ricorderanno
per le sue collaborazioni per Star Trek TNG, per Generazioni, per Primo
Contatto, per Deep Space Nine, a lui si deve l’inserimento della Defiant.
Ma veniamo a quelli che di una serie di fantascienza sono il cardine
portante: gli effetti visivi. Li ho trovati bellissimi, per niente artificiosi,
quasi reali. I combattimenti nello spazio sono a mio parere eccezionali,
il design dei nuovi caccia siloni è a dir poco incredibile. Non
a caso a capo del settore effetti visivi c’è Gary Hutzel.
Chi è quest’uomo? Il nome non dice niente ma parla per lui quello
che ha fatto: Star Trek The Next Generation e poi Star Trek Deep Space
Nine. E scusate se è poco.
Altri nomi importanti sono Lee Stringer (Star Trek Voyager) e
Chris Jones (Buffy, Angel, Firefly).
Battlestar Galactica 2003 è un fenomeno esploso senza preavviso,
tanto da far pensare ad una immediata serie successiva alle puntate
già andate in onda.
Non entrerò nei meandri della storia per non togliere i numerosi
colpi di scena che potrete incontrare, ma vi dirò questo: niente
è quello che sembra.
I Cylons, o Siloni come vennero tradotti venticinque anni fa,
hanno un nuovo design, più moderno e molto accattivante, tanto da valere
il modellino, insieme al nuovo caccia da attacco che a differenza di
quello della serie del ’78 non ha equipaggio ed è lui stesso
un Silone.
Le basi sono completamente ridisegnate, come d'altronde il Galactica
stesso: questo modello addirittura ritrae le gondole laterali.
I Viper sono invece molto simili, e c’è una ragione che non vi
anticiperò.
Ma la novità importante è che in questo remake ci sono
Siloni dall’aspetto umano, del tutto uguali a noi e difficili da individuare
e da distruggere.
Riuscirà la razza umana a fuggire dal nemico sterminatore? Riusciranno
gli abitanti delle dodici colonie a raggiungere il pianeta promesso?
‘So save we all...'

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