BATTLESTAR GALACTICA 2003
di Maurizio "Goldrake" Vescovi


Venticinque anni.
Venticinque anni sono passati dalla prima messa in onda di “Battlestar Galactica”, la serie che prese il via nel lontano 17 settembre 1978 sulla scia di StarWars.

Uscito dalla penna di Glen A. Larson, già produttore di Supercar e di Magnum PI, ha fatto sognare lo spazio a molti appassionati, fino a concludersi prima del tempo per i troppo alti costi di produzione. Due anni dopo venne prodotta una serie più economica chiamata “Battlestar Galactica 80” ma ottenne uno scarso seguito di pubblico, forse proprio per la mancanza dei due più importanti protagonisti: il capitano Apollo (Richard Hatch) e il comandante Scorpion o “Starbuck” (Dirk Benedict).
Proprio in questi giorni SciFi channel ha fatto tremare il mito, riproponendo un remake delle prime tre puntate della vecchia serie denominate “Saga of the Star World".
La storia, per chi non se la ricorda, parla di una flotta di navi spaziali capeggiate dalla astronave da battaglia “Galactica”, alla ricerca di un pianeta leggendario: la Terra.
Scacciati dalle dodici colonie dove vivevano da una razza di macchine senzienti, i Siloni, vivono nella speranza di ritrovare i discendenti di una mitica tredicesima tribù di uomini, perdutasi nella vastità del cosmo.

La trama in questo remake di circa tre ore riprende i giorni dell’attacco dei Siloni alle varie colonie con il quasi totale sterminio della razza umana. Si vedono anche la difficile riorganizzazione dei sopravvissuti e la ricerca di una nuova speranza di vita, di una nuova patria. 
I personaggi principali della serie del 1978 sono: il comandante Adamo (Lorne Greene, ormai deceduto), il colonnello Tigh (Terry Carter), i già citati capitano Apollo, figlio del comandante Adamo, Scorpion e Boomer, un  pilota di origine afroamericana.
Ancora c’è il conte Baltar, interpretato da John Colicos, amato da tanti fan anche di Star Trek da quando ha interpretato il Klingon Kor, amico di vecchia data del casato di Mogh.

In questo remake ci sono molti stravolgimenti dei personaggi, che hanno lasciato una punta di amarezza e stupore nei fan della serie. Il comandante Adama, così si chiama nella versione originale, è interpretato dall’attore di origine ispanica Edward James Olmos, già visto nei panni di Gaff in Blade Runner e del tenente Castillo in Miami Vice. Il capitano Lee Adama, “Apollo”, e’ interpretato dall’attore londinese Jamie Bamber, fin ora presente in parti di secondo piano in varie serie televisive inglesi. Ma il grande stupore e lo sgomento sono stati indotti dai personaggi di Scorpion, Boomer e del colonnello Tigh.
Nella serie originale il vicecomandante del Galactica era un afroamericano ligio al dovere, ferreo ma scherzoso, mentre nel remake di SciFi Channel è diventato un colonnello ubriacone vicino alla pensione, con problemi amorosi e disciplinari con i suoi sottoposti. Boomer ora è una graziosa pilota asiatica, tanto diversa dal vecchio amico di bevute e scorribande di Apollo e Scorpion. Proprio quest’ultimo ha scatenato scalpore quando al posto del tenente Sberla dell'A-Team (Dirk Benedict), si vede una graziosa tenente bionda (Katee Sackhoff) con tanto di sigaro tra i denti come piaceva al vecchio personaggio, forse per imitare l’ormai conosciutissimo colonnello Smith dell’ A-Team.
Il cattivo dei cattivi, colui che rovina il genere umano, colui che vende i suoi simili ai Siloni è Gaius Baltar, qui interpretato da James Callis che passa da “Il diario di Bridget Jones” alla fantascienza.
Ci sono anche personaggi nuovi di una certa importanza, come il presidente delle dodici colonie Laura Roslin, interpretato da Mary McDonnell (Indipendence Day, ER) e il modello numero 6 interpretato dalla bella Tricia Helfer. Fin qui tutto bene, può sembrare una buona serie.
Ma Galactica 2003 è molto di più.

Senza esagerare, ho trovato queste tre ore meravigliose, incalzanti e piene di suspense nonostante conoscessi bene la vecchia serie. Ma cosa rende così bella una miniserie di fantascienza che riprende una vecchia storia?
Innanzi tutto la produzione è davvero di alto livello, gli effetti speciali sono mozzafiato e la colonna sonora sostiene il ritmo degli eventi.
Glen Larson è ovviamente al timone del progetto, affiancato da grandi nomi quali Ronald D. Moore, che tanti di noi magari ricorderanno per le sue collaborazioni per Star Trek TNG, per Generazioni, per Primo Contatto, per Deep Space Nine, a lui si deve l’inserimento della Defiant.
Ma veniamo a quelli che di una serie di fantascienza sono il cardine portante: gli effetti visivi. Li ho trovati bellissimi, per niente artificiosi, quasi reali. I combattimenti nello spazio sono a mio parere eccezionali, il design dei nuovi caccia siloni è a dir poco incredibile. Non a caso a capo del  settore effetti visivi c’è Gary Hutzel. Chi è quest’uomo? Il nome non dice niente ma parla per lui quello che ha fatto: Star Trek The Next Generation  e poi Star Trek Deep Space Nine. E scusate se è poco.
Altri nomi importanti sono Lee Stringer (Star Trek Voyager) e Chris Jones (Buffy, Angel, Firefly).
Battlestar Galactica 2003 è un fenomeno esploso senza preavviso, tanto da far pensare ad una immediata serie successiva alle puntate già andate in onda.

Non entrerò nei meandri della storia per non togliere i numerosi colpi di scena che potrete incontrare, ma vi dirò questo: niente è quello che sembra.
I Cylons, o Siloni come vennero tradotti venticinque anni fa, hanno un nuovo design, più moderno e molto accattivante, tanto da valere il modellino, insieme al nuovo caccia da attacco che a differenza di quello della serie del ’78 non ha equipaggio ed è lui stesso un Silone.
Le basi sono completamente ridisegnate, come d'altronde il Galactica stesso: questo modello addirittura ritrae le gondole laterali.
I Viper sono invece molto simili, e c’è una ragione che non vi anticiperò.
Ma la novità importante è che in questo remake ci sono Siloni dall’aspetto umano, del tutto uguali a noi e difficili da individuare e da distruggere.
Riuscirà la razza umana a fuggire dal nemico sterminatore? Riusciranno gli abitanti delle dodici colonie a raggiungere il pianeta promesso? ‘So save we all...'


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