È strano associare
a due missioni così differenti una uguale aspettativa, strano e forse
anche errato sotto certi punti di vista.
Sì, parliamo proprio delle due missioni che recentemente hanno riportato
la tecnologia umana su Marte, di cui recentemente si è tanto parlato,
e come spesso accade grazie ai mezzi di comunicazione, se ne è parlato
male.
Cosa intendo con "male"?
Partiamo dall'inizio.
È il 2 Giugno 2003, quando dal cosmodromo di Baikonur
in Kazakhistan, viene lanciata una delle più importanti missioni
europee degli ultimi anni, la Mars Express.
Non
è bella, come tutte le sonde, ma è un concentrato di altissima tecnologia
(come tutte le sonde) e porta con sé qualcosa di molto prezioso. Racchiusi
in poco più di mille e cento chilogrammi di peso, sono accuratamente
sistemati numerosissimi strumenti scientifici, il cuore del compito
scientifico della missione, gli occhi che permetteranno alla sonda di
scrutare Marte per tentare di comprenderlo più a fondo.
Gli obiettivi sono molteplici, come spesso accade in missioni di esplorazione
siderale e spaziano dalla mappatura completa della superficie (con una
risoluzione fino a 2 m/pixel) alla determinazione della struttura del
sottosuolo marziano, con il chiaro intento di studiare la possibile
presenza (passata o attuale) di acqua sul pianeta.
Come se tutto questo non bastasse a giustificare una sonda in orbita
attorno ad un pianeta del Sistema Solare, la Mars Express porta con
sé anche un altro prezioso carico, di soli sessanta chilogrammi
circa, per essere precisi, che porta l'evocativo nome di Beagle 2.
Non è certo per nascondere l'ombra del fallimento che ho quasi tralasciato
di nominare il lander, ma è in quest'ordine che andrebbero espresse
le priorità di questa missione, ed è esattamente il contrario di quel
che i mezzi di comunicazione hanno fatto.
Il
20 Dicembre, dopo il positivo inserimento in orbita della Mars Express,
dalla sonda stessa è stato sganciato il lander per un atterraggio sulla
superficie previsto per la notte di Natale, cioè cinque giorni
dopo e dopo un rientro in atmosfera a circa ventimila km/h.
La missione di questa postazione scientifica (si tratta di un lander,
non di un rover, quindi fisso come fosse un vero e proprio laboratorio
geologico e meteorologico sul campo) ha un impatto scientifico decisamente
minore di quella della sonda in orbita, ma il suo fallimento fa comunque
gridare alla disfatta.
Già, perché quello che nessuno dice mai e che solo alcuni hanno il coraggio
di mormorare, è che se è vero che difficilmente si riuscirà mai a contattare
il lander dopo il suo atterraggio (a questo punto decisamente andato
"fuori programma"), è altrettanto vero che tra i non addetti ai lavori
non ci si è affatto preoccupati di marchiare con la "F" di fallimento
una missione che è da considerarsi un successo quasi pieno.
Il "core" scientifico dell'intero sistema è a bordo della sonda madre,
che è stata inserita nell'orbita polare corretta a seguito di rischiose
e delicate manovre, e i cui sistemi stanno già lavorando come dovrebbero,
nonostante il posizionamento non sia ancora completato (gli aggiustamenti
di orbita termineranno il 26 Gennaio).
Certo, fa molto più audience mostrarsi tristi e contriti al telegiornale
nell'annunciare un "triste giorno per l'ESA" che premurarsi di illustrare
come la discesa del Beagle 2 fosse un esperimento, un test. Ovvio, chiunque
avrebbe preferito sentire le note delle canzoni rock scelte come messaggio
di benvenuto del Beagle 2, piuttosto che un vuoto silenzio radio, ma
quello che non va dimenticato è che questa sonda è solo all'inizio del
suo lavoro, ha molta strada da compiere, e considerare la missione un
fallimento è una profonda mancanza di rispetto verso tutti coloro che
hanno lavorato duramente per metterla in piedi, tra cui molti italiani.
Questo falso senso di "buco nell'acqua", è stato decisamente amplificato
dall'arrivo, il 4 Gennaio, della sonda MER-A della NASA.

A differenza della missione
europea, quella americana è profondamente incentrata sull'atterraggio
del lander che porta dentro di sé il rover Spirit. Lanciata il
10 Giugno tramite vettore DELTA II, e seguita da una sonda gemella,
la MER-B il 7 Luglio (dovrebbe sganciare verso Marte il rover
Opportunity il 25 Gennaio, circa), è una missione che si pone
come obiettivo primario la ricerca di acqua sul pianeta (o di segni
della sua esistenza) e lo studio geologico sul campo (tramite analisi
effettuate grazie ad un braccio robotico).
Così
come per il Beagle 2, anche Spirit è dotato di strumenti atti allo studio
della geologia e della meteorologia marziane, ma a differenza del cugino
europeo Spirit è un vero e proprio rover (sulla scia del celeberrimo
Pathfinder) in grado di muoversi sulla superficie del pianeta.
Per Spirit sono in programma fino a quaranta metri al giorno di spostamenti,
per una distanza totale che potrebbe portarlo fino a un chilometro dal
luogo di atterraggio. Il tutto operato con un controllo a distanza e
su un terreno decisamente accidentato, molto, molto affascinante ma
particolarmente ostico per un mezzo di poco più di centoottanta chilogrammi.
Gli occhi di Spirit sono posizionati in modo rialzato e tramite coppie
di telecamere forniranno (hanno in realtà già fornito) una visione a
trecentosessanta gradi del territorio marziano circostante, per la prima
volta a colori e per la prima volta esattamente come un uomo la vedrebbe.
Due
sonde, un destino comune, quindi: lavorare per la scienza umana su Marte,
lontano da chi le ha costruite, progettate e sicuramente amate.
Le specifiche di missione sono diverse, così come diversi sono i fondi
a disposizione o le scelte tecnologiche intraprese, ma il fine è comune:
la conoscenza del pianeta più vicino a noi.
Spesso queste missioni, svolgendosi così lontane da noi e dal mondo
in cui viviamo, sono soggette a quel dannato ed odiosissimo fenomeno
dell'abbandono da parte dell'opinione pubblica o dei mezzi d'informazione.
La scienza dello spazio è pronta ad entusiasmare il mondo con scoperte
rivoluzionarie o anche solo con magnifiche visioni fotografiche, ma
l'essenziale è che si torni a ritenerla anche degna di considerazione
non soltanto quando si stabiliscono dei record o quando tragicamente
non può essere ignorata, ma anche nel suo quotidiano, nella sua giornaliera
sfida con le difficoltà tecnologiche e fisiche.
Io credo che Spirit farà un ottimo lavoro lassù aspettando il suo gemello,
e che la Mars Express potrà svolgere il suo compito egregiamente, con
un orecchio teso verso Beagle 2 ed un occhio attento e pronto a dare
aiuto al piccolo Spirit, per aiutarlo nell'aprirci la strada verso un
altro giorno esaltante come il 20 Luglio 1969.
"Hey... dico a voi attorno a quel sasso rosso lassù, buon lavoro!"
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