DE MARTIA EXPLORATIONE
di Federico "curson" Colnago


È strano associare a due missioni così differenti una uguale aspettativa, strano e forse anche errato sotto certi punti di vista.
Sì, parliamo proprio delle due missioni che recentemente hanno riportato la tecnologia umana su Marte, di cui recentemente si è tanto parlato, e come spesso accade grazie ai mezzi di comunicazione, se ne è parlato male.
Cosa intendo con "male"?
Partiamo dall'inizio.
È il 2 Giugno 2003, quando dal cosmodromo di Baikonur in Kazakhistan, viene lanciata una delle più importanti missioni europee degli ultimi anni, la Mars Express.

Non è bella, come tutte le sonde, ma è un concentrato di altissima tecnologia (come tutte le sonde) e porta con sé qualcosa di molto prezioso. Racchiusi in poco più di mille e cento chilogrammi di peso, sono accuratamente sistemati numerosissimi strumenti scientifici, il cuore del compito scientifico della missione, gli occhi che permetteranno alla sonda di scrutare Marte per tentare di comprenderlo più a fondo.
Gli obiettivi sono molteplici, come spesso accade in missioni di esplorazione siderale e spaziano dalla mappatura completa della superficie (con una risoluzione fino a 2 m/pixel) alla determinazione della struttura del sottosuolo marziano, con il chiaro intento di studiare la possibile presenza (passata o attuale) di acqua sul pianeta.
Come se tutto questo non bastasse a giustificare una sonda in orbita attorno ad un pianeta del Sistema Solare, la Mars Express porta con sé anche un altro prezioso carico, di soli sessanta chilogrammi circa, per essere precisi, che porta l'evocativo nome di Beagle 2.
Non è certo per nascondere l'ombra del fallimento che ho quasi tralasciato di nominare il lander, ma è in quest'ordine che andrebbero espresse le priorità di questa missione, ed è esattamente il contrario di quel che i mezzi di comunicazione hanno fatto.

Il 20 Dicembre, dopo il positivo inserimento in orbita della Mars Express, dalla sonda stessa è stato sganciato il lander per un atterraggio sulla superficie previsto per la notte di Natale, cioè cinque giorni dopo e dopo un rientro in atmosfera a circa ventimila km/h.
La missione di questa postazione scientifica (si tratta di un lander, non di un rover, quindi fisso come fosse un vero e proprio laboratorio geologico e meteorologico sul campo) ha un impatto scientifico decisamente minore di quella della sonda in orbita, ma il suo fallimento fa comunque gridare alla disfatta.
Già, perché quello che nessuno dice mai e che solo alcuni hanno il coraggio di mormorare, è che se è vero che difficilmente si riuscirà mai a contattare il lander dopo il suo atterraggio (a questo punto decisamente andato "fuori programma"), è altrettanto vero che tra i non addetti ai lavori non ci si è affatto preoccupati di marchiare con la "F" di fallimento una missione che è da considerarsi un successo quasi pieno.
Il "core" scientifico dell'intero sistema è a bordo della sonda madre, che è stata inserita nell'orbita polare corretta a seguito di rischiose e delicate manovre, e i cui sistemi stanno già lavorando come dovrebbero, nonostante il posizionamento non sia ancora completato (gli aggiustamenti di orbita termineranno il 26 Gennaio).
Certo, fa molto più audience mostrarsi tristi e contriti al telegiornale nell'annunciare un "triste giorno per l'ESA" che premurarsi di illustrare come la discesa del Beagle 2 fosse un esperimento, un test. Ovvio, chiunque avrebbe preferito sentire le note delle canzoni rock scelte come messaggio di benvenuto del Beagle 2, piuttosto che un vuoto silenzio radio, ma quello che non va dimenticato è che questa sonda è solo all'inizio del suo lavoro, ha molta strada da compiere, e considerare la missione un fallimento è una profonda mancanza di rispetto verso tutti coloro che hanno lavorato duramente per metterla in piedi, tra cui molti italiani.
Questo falso senso di "buco nell'acqua", è stato decisamente amplificato dall'arrivo, il 4 Gennaio, della sonda MER-A della NASA.

A differenza della missione europea, quella americana è profondamente incentrata sull'atterraggio del lander che porta dentro di sé il rover Spirit. Lanciata il 10 Giugno tramite vettore DELTA II, e seguita da una sonda gemella, la MER-B il 7 Luglio (dovrebbe sganciare verso Marte il rover Opportunity il 25 Gennaio, circa), è una missione che si pone come obiettivo primario la ricerca di acqua sul pianeta (o di segni della sua esistenza) e lo studio geologico sul campo (tramite analisi effettuate grazie ad un braccio robotico).

Così come per il Beagle 2, anche Spirit è dotato di strumenti atti allo studio della geologia e della meteorologia marziane, ma a differenza del cugino europeo Spirit è un vero e proprio rover (sulla scia del celeberrimo Pathfinder) in grado di muoversi sulla superficie del pianeta.
Per Spirit sono in programma fino a quaranta metri al giorno di spostamenti, per una distanza totale che potrebbe portarlo fino a un chilometro dal luogo di atterraggio. Il tutto operato con un controllo a distanza e su un terreno decisamente accidentato, molto, molto affascinante ma particolarmente ostico per un mezzo di poco più di centoottanta chilogrammi.
Gli occhi di Spirit sono posizionati in modo rialzato e tramite coppie di telecamere forniranno (hanno in realtà già fornito) una visione a trecentosessanta gradi del territorio marziano circostante, per la prima volta a colori e per la prima volta esattamente come un uomo la vedrebbe.

Due sonde, un destino comune, quindi: lavorare per la scienza umana su Marte, lontano da chi le ha costruite, progettate e sicuramente amate.
Le specifiche di missione sono diverse, così come diversi sono i fondi a disposizione o le scelte tecnologiche intraprese, ma il fine è comune: la conoscenza del pianeta più vicino a noi.
Spesso queste missioni, svolgendosi così lontane da noi e dal mondo in cui viviamo, sono soggette a quel dannato ed odiosissimo fenomeno dell'abbandono da parte dell'opinione pubblica o dei mezzi d'informazione.
La scienza dello spazio è pronta ad entusiasmare il mondo con scoperte rivoluzionarie o anche solo con magnifiche visioni fotografiche, ma l'essenziale è che si torni a ritenerla anche degna di considerazione non soltanto quando si stabiliscono dei record o quando tragicamente non può essere ignorata, ma anche nel suo quotidiano, nella sua giornaliera sfida con le difficoltà tecnologiche e fisiche.
Io credo che Spirit farà un ottimo lavoro lassù aspettando il suo gemello, e che la Mars Express potrà svolgere il suo compito egregiamente, con un orecchio teso verso Beagle 2 ed un occhio attento e pronto a dare aiuto al piccolo Spirit, per aiutarlo nell'aprirci la strada verso un altro giorno esaltante come il 20 Luglio 1969.

"Hey... dico a voi attorno a quel sasso rosso lassù, buon lavoro!"



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