2) LA PLANCIA
Vediamo ora come il modo di raccontare una storia influenzi anche il
modo di riprendere e usare lo spazio. Per fare questo analizzeremo la
plancia dell'Enterprise durante quello che può essere definito un momento
drammatico per l'equipaggio.
Nel caso di "Primo Contatto" analizzeremo le due sequenze. Nella prima
i membri dell'equipaggio ascoltano impotenti le comunicazioni della
Flotta Stellare mentre subisce l'attacco dei Borg, nella seconda l'Enterprise
scende in campo e organizza il contrattacco. Nel caso de "L'attacco
dei Borg", la sequenza a cui mi riferisco è quella del primo incontro
tra l'Enterprise e il cubo, quando la voce del collettivo manifesta
il suo interesse per Picard.
Analizziamo ora le due sequenze confrontate
dal punto di vista dell'organizzazione spaziale e dei movimenti di macchina,
in quella che potremo definire una situazione critica di battaglia.
Le differenze appaiono subito rilevanti. Cominciamo con il notare che
siamo di fronte a due Enterprise differenti, in quanto la NCC 1701 D
e cioè quella apparsa ne "L'attacco dei Borg", viene distrutta
nel film Generazioni, mentre l'Enterprise che vediamo in "Primo
Contatto" è nuovissima la NCC 1701 E, come viene detto anche nei
dialoghi. Tuttavia una caratteristica di Star Trek è stata quella di
non modificare troppo il ponte di comando né tra la serie classica e
la TNG, né nelle Enterprise che appaiono nei vari film. Il senso di
familiarità fondamentale nella serie non vale soltanto per la conoscenza
dei personaggi, ma anche per quella della nave. L'Enterprise è un personaggio
a tutti gli effetti come lo sono Kirk o Picard e ogni Trekker riuscirebbe
a muoversi senza problemi al suo interno.
Quando diciott'anni dopo la fine della serie classica compare una nuova
Enterprise, cosa che comunque era accaduta già in precedenza nei film,
le cose non sembrano essere molto cambiate nella disposizione spaziale
dei personaggi. Il capitano è sempre al suo posto in senso letterale.
Ci sono state, certo, delle modifiche, ma vengono presto assimilate.
Ci si abitua alle nuove postazioni della plancia, così come al nuovo
equipaggio. Tale discorso sull'organizzazione spaziale mi sembra rilevante,
proprio perché in qualsiasi episodio, lo spazio dell'Enterprise, risulta
rassicurante e familiare esattamente come i personaggi della serie.
Così come lo spettatore sa che Riker è coraggioso, che la dottoressa
Crusher saprà debellare qualsiasi virus, ecc., sa altrettanto bene che
lo studio del capitano si trova accanto alla plancia, conosce la collocazione
del turbo-ascensore, ecc. È impossibile perdersi sull'Enterprise per
lo spettatore esperto e lo show punta proprio a far diventare la nave
spaziale una "casa" dove egli si ritroverà a suo agio ogni giorno, in
ogni puntata.
Tale intento è ben visibile anche nella sequenza de "L'attacco dei
Borg". La sovreccitazione di cui dovrebbe essere portatrice la battaglia
è sacrificata in nome della chiarezza. Ciò che avviene e il modo in
cui avviene deve essere esplicito e l'uso delle inquadrature e dei movimenti
di macchina della sequenza hanno quest'unico scopo.
Notiamo allora quanto il risultato sia invece diverso nel film. Ciò
che esso vuole trasmettere è la paura e la tensione che l'imminente
attacco dei Borg provoca sui membri della nave. Lo spettatore ha appena
finito di assistere all'incubo allucinante di Picard e i due segmenti
sopra analizzati tendono a dare conferma di quanto temuta sia da tutti
questa situazione. Anche al tempo de "L'attacco dei Borg" tale
paura avrebbe dovuto già essere presente tra i membri dell'equipaggio,
poiché già in passato (Chi è Q?) avevano incontrato questa specie
aliena.

In "Primo Contatto" non c'è bisogno di alcuna
chiarezza spaziale. Se per i Trekker la plancia della nuova nave risulta
comunque abbastanza familiare, altrettanto non lo si può dire
per lo spettatore occasionale. L'unico campo totale è quello della prima
scena (2), ma manca completamente tutto lo spazio sulla sinistra del
capitano. In questo modo risulta praticamente impossibile capire dov'è
seduta Deanna. Sappiamo che c'è perché la vediamo ripresa in primo piano
e dall'angolazione della m.d.p. e dal punto di vista da cui guarda il
capitano, intuiamo che si trova alla sua sinistra. Riker viene ripreso
in modo esattamente speculare rispetto a lei e conosciamo la sua posizione
nello spazio della plancia, dunque possiamo intuire anche dove si trova
il consigliere. Il Trekker lo sa, poiché nel telefilm lei è sempre stata
alla sinistra del capitano, ma lo spettatore occasionale non può possedere
questa informazione. Ma conoscere quale posizione il consigliere occupa
nella plancia dell'Enterprise non ha alcuna utilità ai fini della storia.
I primi piani del suo volto, mentre ascolta la battaglia che si sta
svolgendo, sono più che sufficienti ai fini del film.
L'opposto accade invece ne "L'attacco dei Borg" e per evidenziare
meglio tale differenza basta mettere a confronto l'immagine 2, con la
stessa di "Primo Contatto".
La m.d.p. è posta perfettamente al centro tra la console di Data e quella
di Wesley riprendendo praticamente tutto lo spazio della plancia e soprattutto
i personaggi presenti in scena. Si potrebbe sostenere che da una parte
abbiamo uno spazio teatrale, chiaro e ben definito, dove gli attori
si muovono senza incorrere in alcuna ambiguità, mentre dall'altra c'è
uno spazio cinematografico, spezzato come le tessere di un puzzle. È
lo spettatore a dover mettere tutti i pezzi al loro posto per avere
un quadro completo.
Non può trattarsi allora solo di budget, anche se è ovvio che l'impegno
per creare soluzioni nuove e originali, non è da considerarsi lo stesso
tra un film ed un telefilm. Nel primo caso, però, il prodotto è rivolto
ad un pubblico che frequenta i cinema e che dunque, potenzialmente,
ha già visto molti film e che ne conosce almeno le più elementari regole.
È per questo che una ripresa cinematografica può permettersi di appoggiarsi
maggiormente sulle conoscenze grammaticali dello spettatore. Il fatto
che la m.d.p. riprenda Riker spostato leggermente verso destra e Deanna
a sinistra porta lo spettatore mediamente esperto a pensare che lei
occupi il posto alla sinistra del capitano, anche se nessuna inquadratura
l'ha mai reso esplicito. In questo modo, non solo vengono evitate riprese
banali, ma lo spazio può essere spezzato dando al film un ritmo più
incalzante. Infatti, in "Primo Contatto" la situazione drammatica
è data da inquadrature angolate, dagli effetti di "galleggiamento" della
m.d.p., dai primi piani dei personaggi, mentre riprendere l'ambiente
per dare del semplice nozionismo avrebbe reso il ritmo meno incalzante.
Ne "L'attacco dei Borg" questo bisogno della televisione di rendere
tutto estremamente chiaro da un punto di vista visivo fa sì che l'accento
non venga puntato tanto sull'emozione, quanto sulla curiosità. È impossibile
avere paura per ciò che sta accadendo sull'Enterprise perché, come detto
sopra, questo è un ambiente familiare.
Nelle puntate precedenti lo spettatore ha assistito a scontri di ogni
tipo con Romulani, Klingon, per non parlare di misteriose entità aliene,
eppure la nave ne è sempre uscita vittoriosa. Lo spettatore allora non
ha paura che i Borg riescano a distruggere l'Enterprise ma è incuriosito
sia dal fatto che questi vogliano rapire Picard, sia su come l'ingegnoso
equipaggio riuscirà a sottrarsi anche questa volta all'attacco.
La certezza di una vittoria non è altrettanto presente nello spettatore
cinematografico. Il Trekker ha già assistito al cinema alla distruzione
di due Enterprise (A e D) e addirittura alla morte di Spock. Nell'ultimo
film della serie, Star Trek - Nemesis, persino Data si sacrifica
per salvare i suoi compagni. Lo spettatore sa che i Borg non riusciranno
ad assimilare la Terra, ma in questa avventura, come in passato, qualcosa
potrebbe destabilizzare l'universo familiare di Star Trek, proprio perché
non si è più di fronte ad una serie televisiva, dove la preoccupazione
maggiore è quella di mantenere tutto stabile per la puntata successiva.
Insomma, al cinema tutto può succedere, in Tv no.
Vediamo, infine, quanto sia più ripetitivo il linguaggio televisivo
rispetto a quello cinematografico. La prima cosa da notare è che i punti
di vista di ripresa non variano molto nel telefilm e dunque, nella sequenza
analizzata, molte inquadrature ritornano pressoché identiche. La m.d.p.
si limita, il più delle volte, a rimanere ferma, solo in rare occasioni
la vediamo muoversi e se lo fa è perché segue un personaggio. Nei segmenti
analizzati del film, al contrario, questa si muove anche se i personaggi
rimangono fermi, non solo, ma utilizzando l'effetto di "galleggiamento"
durante l'ascolto dell'attacco dei Borg alla flotta, crea l'impressione
di voler rappresentare visivamente questi suoni. È come fosse una presenza
invisibile e fluttuante che si insinua e circonda i membri della nave.
Notiamo inoltre quanto siano semplificati gli angoli di ripresa nel
telefilm. In 2 viene mostrata l'intera plancia, poi la m.d.p. si muove
ponendosi leggermente sotto la console di Wesley, dunque riprendendo
da sinistra verso destra. Questo angolo di ripresa verrà mantenuto invariato
fino a 4, tranne per i primi piani frontali, ponendosi poi in modo speculare
rispetto a quello precedente e cioè dalla parte di Shelby. È infatti
proprio lei a capire come fare a liberare l'Enterprise dal raggio traente
dei Borg e dunque cambiando punto di vista, cambia anche la situazione
nella storia.
Tale chiarezza di intenti nel telefilm si nota anche
dall'inserimento attraverso il montaggio parallelo di altri due ambienti,
ossia lo spazio e la sala macchine. Nel primo caso, il film ha sostituito
in parte questa visione esterna del narratore con l'attivazione dello
schermo e la soggettiva e la falsa soggettiva di Picard che guarda lo
svolgimento della battaglia nello spazio. In questo modo non solo lo
spettatore rimane chiuso nello stesso spazio durante lo scontro e dunque
non ha la possibilità di evadere da quella situazione neppure per un
secondo, ma non gli è concessa neppure una visione oggettiva dei fatti
(narratore onnisciente) e dunque si sente ancora più coinvolto nella
vicenda. Tale spiegazione è valida anche per il motivo per cui non assistiamo
alla visione di nessun altro ambiente.
Come abbiamo già visto invece nel telefilm tutto deve essere spiegato.
Oltre a ricordare che il cubo Borg ha agganciato l'Enterprise con il
suo raggio traente, bisogna anche farlo vedere dallo spazio e dimostrare
quanto distruttivi siano gli effetti delle armi della nave aliena, con
l'evacuazione della sala macchine e con i resoconti tecnici di Worf
e Geordi.
Ultima osservazione e probabilmente la più banale, i frammenti analizzati
in "Primo Contatto" durano in totale due minuti e trenta secondi
per un totale di quarantadue inquadrature, mentre la sequenza de "L'attacco
dei Borg" dura tre minuti e cinquantadue secondi per un totale di
quarantanove inquadrature. Basta tale semplice osservazione per capire
quanto il tempo del film risulti, attraverso un maggior numero di riprese,
più incalzante e accelerato, considerando che una porzione di tempo
inferiore rispetto quello del telefilm ha un numero di inquadrature
praticamente uguale.
3) CI SONO BORG E BORG
Vediamo, in ultima analisi, quanto siano cambiati i Borg dalla Tv al
cinema. Come vedremo non si tratta solo di un diverso modo di descriverli,
come è accaduto nel caso della plancia dell'Enterprise, ma il cambiamento
è molto più profondo.
La sequenza scelta per tale analisi in "Primo Contatto" è relativa
al primo tentativo del capitano Picard di distruggere il Borg, i quali
hanno organizzato il loro centro operativo nella sala macchine. L'analisi
de "L'attacco dei Borg" prende come esempio la sequenza in cui
la squadra di Shelby si fa teletrasportare sulla nave nemica per cercare
di salvare Picard.
In questi due segmenti risultano esserci molte analogie. Lo schema è
praticamente lo stesso: una squadra che tenta una data missione e che
si ferma ad osservare il particolare sistema di vita dei Borg, mostrandoli,
di conseguenza, anche allo spettatore, fino a quando la collettività
non viene disturbata dagli intrusi. I Borg allora diventano una minaccia
terribile e lo scontro diretto si rivela sempre un fallimento per i
membri dell'Enterprise e dunque la missione viene abbandonata.
Il cambiamento non sta nel comportamento dei Borg, ciò che cambia è
la loro natura. Forse è davvero qui che si nota la vera differenza tra
i due media anche da un punto di vista produttivo. Quando assistiamo
al teletrasporto nel cubo Borg dei membri della squadra di recupero
di Picard, sembra quasi che questi si siano materializzati in una specie
di capannone industriale. Quant'è diverso l'ambiente che abbiamo visto
nel primo sogno di Picard! E quanto è diverso il corridoio dell'Enterprise
trasformato dai Borg! Rimane certamente l'idea di base e cioè le nicchie
di riposo, ma anche queste hanno subito delle notevoli trasformazioni.
Ne "L'attacco dei Borg" tutto appare più
freddo e schematizzato. Viene data un'idea di che cosa siano i Borg,
ma i mezzi per farlo sono francamente troppo limitati. Passi il make-up
e i costumi, in cui la pelle bianca e gli innesti tecnologici sono abbastanza
ben definiti, ma l'ambiente della nave risulta decisamente troppo ospitale.
Le luci sono prevalentemente chiare, anche se un effetto drammatico
dovrebbe essere provocato dalla luce proveniente dal basso. Le nicchie
Borg visibili sono pochissime e non hanno nulla di repellente.
Tutto cambia nel film. Non solo la tensione dei protagonisti nell'avvicinarsi
alla sala macchine rende l'atmosfera carica di tensione, ma anche il
modo in cui la nave è stata modificata fa pensare ai Borg, ancor prima
di essere visti, come a delle creature mostruose. Le lisce pareti sono
ricoperte da tubi neri, che sembrano aver trasformato la nave in un
organismo vivente. I Borg sono i microbi che la infestano e che l'assimilano,
sono una specie di cancro che si espande. Le loro nicchie sono poste
in qualsiasi luogo utile, come incrostazioni aliene, senza un ordine
ben preciso, senza un disegno razionale. L'unico progetto è quello dell'assimilazione.
Le nicchie viste ne "L'attacco dei Borg" sono decisamente molto
diverse. Lì si poteva intuire una progettazione umana, qui invece c'è
solo la logica dell'insetto.
D'altronde, la stessa novità dell'inserimento di
una Regina Borg, rientra in questo quadro. La sua creazione si
ripercuote in senso negativo ai fini della storia, questo anche a causa
del cambiamento esterno subito dai Borg. L'idea della regina è legata
a quella di una colonia di insetti, di un alveare o termitaio. La regina
controlla le api operaie che non hanno una loro volontà propria, agiscono
per il bene della colonia non per il loro e non possiedono alcun tipo
di individualismo.
L'apparizione della Regina Borg distrugge l'invenzione di The Next Generation
di un nemico davvero originale, che non ha desideri propri, che non
ha scopo, il cui fine è solo assimilare le altre razze, ma non prova
né piacere né soddisfazione in questo. Quando ne "L'attacco dei Borg"
questi parlavano all'Enterprise, sullo schermo della nave compariva
una parte dell'astronave dei Borg, cioè ciò che si mostrava era il collettivo
mai un singolo individuo. La creazione della Regina risulta all'ora,
per dirla con le parole di Franco La Polla "come un passo
in dietro poiché attribuire ai Borg le più seduttive caratteristiche
umane significa minare alla base la formidabile originalità che aveva
presieduto alla loro invenzione, significa umanizzare ciò che era finalmente
riuscito a liberarsi di una categorizzazione frusta e ricevuta²".
Diverso era stato il caso di Tug (Io, Borg), la cui umanizzazione
era stata il pretesto per tutta una serie di problematiche etiche, qui
invece questo cambiamento della visione che si aveva dei Borg non ha
una giustificazione e per di più lo fa con quelli che sono i modi dello
stereotipo.
La Regina Borg è un'autentica dark lady. Dice di aver già incontrato
Picard, ma questo il pubblico non lo sa, visto che nel telefilm non
la si vede. Chiede persino al capitano: "Ascolti ancora la nostra
canzone?" (durante la sua assimilazione al collettivo, Picard ascoltava
canzoni insieme alla Regina Borg!?) e per di più sembra avere un debole
per un po' troppi membri dell'equipaggio, prima Picard, poi Data. Forse
si è fermata solo a due perché ha incontrato solo loro?
Gli stessi Borg non sono più rappresentati semplicemente come uomini
alla cui parte organica è stata aggiunta una parte meccanica, ma sono
brutti. Si ha così lo stereotipo più classico e cioè l'equazione brutti
uguale cattivi.
Anche il personaggio di Zefram Cochrane non rientra affatto in
quelli che sono i canoni della serie. Egli era già apparso in un episodio
della serie classica "Guarigione da forza cosmica" dove era rappresentato
come un uomo solitario che era rimasto imprigionato su un pianeta da
una misteriosa creatura nebulosa, che non lo aveva fatto invecchiare
e si prendeva cura di lui. In Star Trek è fondamentale la coerenza,
sia che si tratti di serie televisiva, sia che si tratti di film, di
fumetti o di che altro. Allora perché cambiare il personaggio di Cochrane?
La motivazione è la stessa, per esempio, per cui viene fatta gratuitamente
ubriacare Deanna: divertire il pubblico. Inoltre, a parte la snaturazione
del personaggio, anche se i Trekker non l'avessero conosciuto in precedenza,
lo scienziato ubriacone e interessato solo ai soldi, risulta francamente
irreale. Non è detto che uno scienziato debba per forza essere rappresentato
con il camice bianco o con gli occhiali, ma dovrebbe essere visto almeno
in modo realistico, così come è sempre stato nella serie.
La scena finale dell'incontro tra Cochrane e i vulcaniani è in questo
senso significativa. Nessuno ha mai assistito al primo contatto con
una razza aliena, ma di sicuro i nuovi arrivati non sarebbero fatti
accomodare in un bar, a bere whisky e a sentire musica rock a tutto
volume!
Fondamentale è poi il modo in cui avviene l'assimilazione. Com'è stato
già detto, ne "L'attacco dei Borg", non vediamo la trasformazione
di Picard. Gli sceneggiatori hanno preferito giocare sull'effetto sorpresa,
mostrando il capitano già quasi del tutto assimilato. Solo più tardi
lo vediamo steso su una specie di tavolo operatorio, dove gli viene
semplicemente infilato ad un braccio un dispositivo meccanico. Si intuisce,
in questo modo, che l'assimilazione avviene tramite un'operazione chirurgica,
cioè un procedimento del tutto umano, anche se il risultato è la disumanizzazione.
Un'operazione richiede del tempo e ciò viene confermato dal fatto che
Picard subisce interventi in diversi momenti del telefilm.
"Primo Contatto" cambia completamente il modo dei Borg di assimilare
le altre razze. Essi iniettano, attraverso degli artigli retrattili,
una specie di "veleno". Non ci sono operazioni e tutto avviene
nel giro di pochi secondi.
Ritorna l'idea che i Borg appartengano più al mondo animale che non
a quello umano. Gli artigli con cui vediamo pungere il povero mal capitato
di turno (4) sembrano i denti di un cobra. C'è un sistema organico e
non meccanico, che permette ai Borg di assimilare altre specie. È ancora
l'idea del virus a tornare. Non solo essi sono il male che attacca l'Enterprise,
ma hanno anche il potere di attaccare il corpo umano, iniettando in
esso una malattia terribile. Come abbiamo già visto nel secondo sogno
di Picard, e come vediamo sul povero tenente assalito, qualcosa inizia
a muoversi sotto la pelle ed a modificare l'organismo. È qualcosa di
meccanico e pure alla stesso tempo di organico. Un virus che ha entrambe
queste caratteristiche.
Ma perché tale cambiamento? I fattori sono indubbiamente
diversi, primo fra i quali il budget. Una cosa è truccare un paio di
comparse con della cipria bianca e con delle tute in plastica nera,
appoggiando sulla pelle del viso dei meccanismi in modo che sembrino
innesti, un'altra è fare in modo che al cinema, e cioè sul grande
schermo, tutto sembri il più reale possibile. Si potrebbe usare proprio
la figura dei Borg per notare come e perché un prodotto televisivo cambi
dalla Tv al cinema. Nel primo caso essi servono solo come pretesto per
mostrare allo spettatore quanto sia importante l'individualità e l'autodeterminazione
e a cosa forse, una tecnologia troppo cannibale (ricordiamoci che siamo
nei primi anni novanta) possa portare l'uomo. In questo caso non è importante
quanto il make-up sia perfetto. "Primo Contatto" è invece un
film interessato di più all'intrattenimento puro e semplice della space
opera e dunque a un forte coinvolgimento emotivo del pubblico.
Il fatto che i Borg siano stati trasformati in insetti
alieni, non solo ha reso il loro look molto più cinematografico, ma
ha anche fatto aumentare il disgusto da parte dello spettatore. D'altronde
gli insetti sono stati da sempre usati dal cinema di fantascienza come
invasori mostruosi. Lo stesso Alien di Ridley Scott prende
spunto dagli insetti.
² Franco La Polla, Star Trek al cinema, cit.,
p.77
Conclusioni
Per fare un discorso più generale, lo spirito di Star Trek di cui si
parlava all'inizio, non è completamente assente il tutti i film della
serie, ma è certo che viene molto sacrificato per dare spazio alla spettacolarità
e agli effetti speciali. E questo credo sia una conseguenza inevitabile
se si porta un prodotto televisivo (basso budget) al cinema dove la
spettacolarità, specialmente nella fantascienza da Guerre Stellari
in poi, l'ha sempre fatta da padrona. Sembra che non si possa fare un
film di fantascienza senza esplosioni spaziali, o come avviene nel primo
film tratto dalla serie, senza sacrificare la prima mezz'ora nel mostrare
un dispiegarsi di astronavi in perfetto stile lucasiano. È come voler
dimostrare che la versione cinematografica di Star Trek è al passo con
i tempi, ma è già un primo errore poiché l'entusiasmo suscitato dallo
show originale si fondava su altre basi. Oppure sembra quasi un obbligo
mostrare un bar in cui stazionino alieni dalle varie forme e colori
più strani, come in Star Trek III - Alla ricerca di Spock, anche
questo "copiato" dal bar lucasiano in cui si incontrano Ben Kenobi e
Han Solo.
Dunque torniamo al problema posto all'inizio: è possibile portare al
cinema un serial mantenendo lo spirito originario, ma producendo uno
scarto rispetto alla serie televisiva, tale da motivarne il trasferimento
sul grande schermo? La risposta sembrerebbe no. Un telefilm, portato
al cinema non solo subirà cambiamenti strutturali, come abbiamo visto
nel caso dell'analisi del prologo e nei modi del racconto, come per
la plancia dell'Enterprise. Le modificazioni saranno molto più profonde
e coinvolgeranno la vera e propria essenza, o spirito, della serie da
cui il film sarà tratto. I Borg cinematografici non sono i Borg televisivi,
non solo perché vengono raccontati, o inquadrati, in modo diverso, ma
perché la loro natura è diversa.
Il discorso sopra fatto non vale ovviamente solo per i Borg, ma si estende
a tutti i personaggi della serie. Come ha osservato giustamente Franco
La Polla, "davvero saremo così ingenui da credere che basta mettere
su uno schermo, piccolo o grande, il capitano Kirk perché si tratti
sempre della stessa persona?"³ Si capisce allora che il capitano
Kirk della serie televisiva non è altro che un'astrazione, e che Star
Trek è un enorme magazzino dove è possibile inventarsi un proprio testo
personale che non comprende solo quelli tradizionali come la televisione,
il cinema, i fumetti, ecc.. ma anche, ad esempio, giochi di ruolo. Per
tutte le ragioni sopra dette risulta allora inevitabile che avvengano
cambiamenti di tale portata dal passaggio da un medium all'altro, sia
per le loro diversità tecniche, sia per il fatto di appartenere a due
universi, per dirla alla maniera di Star Trek, simili ma paralleli.
³Franco La Polla, "Star Trek al cinema"
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Martina Grusovin
Sono
nata a Gorizia il 14 ottobre 1977. Mi sono diplomata all'Istituto d'Arte
con il punteggio di cinquantadue sessantesimi, voto grazie al quale
ho potuto realizzare il mio sogno e cioè andare in Egitto, il
paese più bello del mondo, con una vacanza premio.
Mi sono laureata all'università di Trieste in lettere moderne
con una tesi, in filmologia, dal titolo: Declinazioni della serialità
cinematografica e televisiva: il caso Star Trek, ottenendo il punteggio
di cento e nove.
Attualmente collaboro con il Messaggero Veneto di Gorizia e tra poco
terrò una mia rubrica di cinema su un'emittente televisiva locale.
Sono appassionata di cinema, adoro leggere libri e fumetti, e naturalmente
amo tutto ciò che appartiene al mondo della fantascienza e del
fantasy.
Il mio uomo ideale? Orlando Bloom, versione Legolas!
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