SPAZIO, ULTIMA FRONTIERA: LA TELEVISIONE INVADE IL CINEMA
Seconda Parte

di Martina Grusovin


2) LA PLANCIA

Vediamo ora come il modo di raccontare una storia influenzi anche il modo di riprendere e usare lo spazio. Per fare questo analizzeremo la plancia dell'Enterprise durante quello che può essere definito un momento drammatico per l'equipaggio.

Nel caso di "Primo Contatto" analizzeremo le due sequenze. Nella prima i membri dell'equipaggio ascoltano impotenti le comunicazioni della Flotta Stellare mentre subisce l'attacco dei Borg, nella seconda l'Enterprise scende in campo e organizza il contrattacco. Nel caso de "L'attacco dei Borg", la sequenza a cui mi riferisco è quella del primo incontro tra l'Enterprise e il cubo, quando la voce del collettivo manifesta il suo interesse per Picard.
Analizziamo ora le due sequenze confrontate dal punto di vista dell'organizzazione spaziale e dei movimenti di macchina, in quella che potremo definire una situazione critica di battaglia. Le differenze appaiono subito rilevanti. Cominciamo con il notare che siamo di fronte a due Enterprise differenti, in quanto la NCC 1701 D e cioè quella apparsa ne "L'attacco dei Borg", viene distrutta nel film Generazioni, mentre l'Enterprise che vediamo in "Primo Contatto" è nuovissima la NCC 1701 E, come viene detto anche nei dialoghi. Tuttavia una caratteristica di Star Trek è stata quella di non modificare troppo il ponte di comando né tra la serie classica e la TNG, né nelle Enterprise che appaiono nei vari film. Il senso di familiarità fondamentale nella serie non vale soltanto per la conoscenza dei personaggi, ma anche per quella della nave. L'Enterprise è un personaggio a tutti gli effetti come lo sono Kirk o Picard e ogni Trekker riuscirebbe a muoversi senza problemi al suo interno.
Quando diciott'anni dopo la fine della serie classica compare una nuova Enterprise, cosa che comunque era accaduta già in precedenza nei film, le cose non sembrano essere molto cambiate nella disposizione spaziale dei personaggi. Il capitano è sempre al suo posto in senso letterale. Ci sono state, certo, delle modifiche, ma vengono presto assimilate. Ci si abitua alle nuove postazioni della plancia, così come al nuovo equipaggio. Tale discorso sull'organizzazione spaziale mi sembra rilevante, proprio perché in qualsiasi episodio, lo spazio dell'Enterprise, risulta rassicurante e familiare esattamente come i personaggi della serie. Così come lo spettatore sa che Riker è coraggioso, che la dottoressa Crusher saprà debellare qualsiasi virus, ecc., sa altrettanto bene che lo studio del capitano si trova accanto alla plancia, conosce la collocazione del turbo-ascensore, ecc. È impossibile perdersi sull'Enterprise per lo spettatore esperto e lo show punta proprio a far diventare la nave spaziale una "casa" dove egli si ritroverà a suo agio ogni giorno, in ogni puntata.
Tale intento è ben visibile anche nella sequenza de "L'attacco dei Borg". La sovreccitazione di cui dovrebbe essere portatrice la battaglia è sacrificata in nome della chiarezza. Ciò che avviene e il modo in cui avviene deve essere esplicito e l'uso delle inquadrature e dei movimenti di macchina della sequenza hanno quest'unico scopo.
Notiamo allora quanto il risultato sia invece diverso nel film. Ciò che esso vuole trasmettere è la paura e la tensione che l'imminente attacco dei Borg provoca sui membri della nave. Lo spettatore ha appena finito di assistere all'incubo allucinante di Picard e i due segmenti sopra analizzati tendono a dare conferma di quanto temuta sia da tutti questa situazione. Anche al tempo de "L'attacco dei Borg" tale paura avrebbe dovuto già essere presente tra i membri dell'equipaggio, poiché già in passato (Chi è Q?) avevano incontrato questa specie aliena.

In "Primo Contatto" non c'è bisogno di alcuna chiarezza spaziale. Se per i Trekker la plancia della nuova nave risulta comunque abbastanza familiare, altrettanto non lo si può dire per lo spettatore occasionale. L'unico campo totale è quello della prima scena (2), ma manca completamente tutto lo spazio sulla sinistra del capitano. In questo modo risulta praticamente impossibile capire dov'è seduta Deanna. Sappiamo che c'è perché la vediamo ripresa in primo piano e dall'angolazione della m.d.p. e dal punto di vista da cui guarda il capitano, intuiamo che si trova alla sua sinistra. Riker viene ripreso in modo esattamente speculare rispetto a lei e conosciamo la sua posizione nello spazio della plancia, dunque possiamo intuire anche dove si trova il consigliere. Il Trekker lo sa, poiché nel telefilm lei è sempre stata alla sinistra del capitano, ma lo spettatore occasionale non può possedere questa informazione. Ma conoscere quale posizione il consigliere occupa nella plancia dell'Enterprise non ha alcuna utilità ai fini della storia. I primi piani del suo volto, mentre ascolta la battaglia che si sta svolgendo, sono più che sufficienti ai fini del film.
L'opposto accade invece ne "L'attacco dei Borg" e per evidenziare meglio tale differenza basta mettere a confronto l'immagine 2, con la stessa di "Primo Contatto".
La m.d.p. è posta perfettamente al centro tra la console di Data e quella di Wesley riprendendo praticamente tutto lo spazio della plancia e soprattutto i personaggi presenti in scena. Si potrebbe sostenere che da una parte abbiamo uno spazio teatrale, chiaro e ben definito, dove gli attori si muovono senza incorrere in alcuna ambiguità, mentre dall'altra c'è uno spazio cinematografico, spezzato come le tessere di un puzzle. È lo spettatore a dover mettere tutti i pezzi al loro posto per avere un quadro completo.
Non può trattarsi allora solo di budget, anche se è ovvio che l'impegno per creare soluzioni nuove e originali, non è da considerarsi lo stesso tra un film ed un telefilm. Nel primo caso, però, il prodotto è rivolto ad un pubblico che frequenta i cinema e che dunque, potenzialmente, ha già visto molti film e che ne conosce almeno le più elementari regole. È per questo che una ripresa cinematografica può permettersi di appoggiarsi maggiormente sulle conoscenze grammaticali dello spettatore. Il fatto che la m.d.p. riprenda Riker spostato leggermente verso destra e Deanna a sinistra porta lo spettatore mediamente esperto a pensare che lei occupi il posto alla sinistra del capitano, anche se nessuna inquadratura l'ha mai reso esplicito. In questo modo, non solo vengono evitate riprese banali, ma lo spazio può essere spezzato dando al film un ritmo più incalzante. Infatti, in "Primo Contatto" la situazione drammatica è data da inquadrature angolate, dagli effetti di "galleggiamento" della m.d.p., dai primi piani dei personaggi, mentre riprendere l'ambiente per dare del semplice nozionismo avrebbe reso il ritmo meno incalzante.
Ne "L'attacco dei Borg" questo bisogno della televisione di rendere tutto estremamente chiaro da un punto di vista visivo fa sì che l'accento non venga puntato tanto sull'emozione, quanto sulla curiosità. È impossibile avere paura per ciò che sta accadendo sull'Enterprise perché, come detto sopra, questo è un ambiente familiare.
Nelle puntate precedenti lo spettatore ha assistito a scontri di ogni tipo con Romulani, Klingon, per non parlare di misteriose entità aliene, eppure la nave ne è sempre uscita vittoriosa. Lo spettatore allora non ha paura che i Borg riescano a distruggere l'Enterprise ma è incuriosito sia dal fatto che questi vogliano rapire Picard, sia su come l'ingegnoso equipaggio riuscirà a sottrarsi anche questa volta all'attacco.
La certezza di una vittoria non è altrettanto presente nello spettatore cinematografico. Il Trekker ha già assistito al cinema alla distruzione di due Enterprise (A e D) e addirittura alla morte di Spock. Nell'ultimo film della serie, Star Trek - Nemesis, persino Data si sacrifica per salvare i suoi compagni. Lo spettatore sa che i Borg non riusciranno ad assimilare la Terra, ma in questa avventura, come in passato, qualcosa potrebbe destabilizzare l'universo familiare di Star Trek, proprio perché non si è più di fronte ad una serie televisiva, dove la preoccupazione maggiore è quella di mantenere tutto stabile per la puntata successiva. Insomma, al cinema tutto può succedere, in Tv no.

Vediamo, infine, quanto sia più ripetitivo il linguaggio televisivo rispetto a quello cinematografico. La prima cosa da notare è che i punti di vista di ripresa non variano molto nel telefilm e dunque, nella sequenza analizzata, molte inquadrature ritornano pressoché identiche. La m.d.p. si limita, il più delle volte, a rimanere ferma, solo in rare occasioni la vediamo muoversi e se lo fa è perché segue un personaggio. Nei segmenti analizzati del film, al contrario, questa si muove anche se i personaggi rimangono fermi, non solo, ma utilizzando l'effetto di "galleggiamento" durante l'ascolto dell'attacco dei Borg alla flotta, crea l'impressione di voler rappresentare visivamente questi suoni. È come fosse una presenza invisibile e fluttuante che si insinua e circonda i membri della nave.
Notiamo inoltre quanto siano semplificati gli angoli di ripresa nel telefilm. In 2 viene mostrata l'intera plancia, poi la m.d.p. si muove ponendosi leggermente sotto la console di Wesley, dunque riprendendo da sinistra verso destra. Questo angolo di ripresa verrà mantenuto invariato fino a 4, tranne per i primi piani frontali, ponendosi poi in modo speculare rispetto a quello precedente e cioè dalla parte di Shelby. È infatti proprio lei a capire come fare a liberare l'Enterprise dal raggio traente dei Borg e dunque cambiando punto di vista, cambia anche la situazione nella storia.

Tale chiarezza di intenti nel telefilm si nota anche dall'inserimento attraverso il montaggio parallelo di altri due ambienti, ossia lo spazio e la sala macchine. Nel primo caso, il film ha sostituito in parte questa visione esterna del narratore con l'attivazione dello schermo e la soggettiva e la falsa soggettiva di Picard che guarda lo svolgimento della battaglia nello spazio. In questo modo non solo lo spettatore rimane chiuso nello stesso spazio durante lo scontro e dunque non ha la possibilità di evadere da quella situazione neppure per un secondo, ma non gli è concessa neppure una visione oggettiva dei fatti (narratore onnisciente) e dunque si sente ancora più coinvolto nella vicenda. Tale spiegazione è valida anche per il motivo per cui non assistiamo alla visione di nessun altro ambiente.
Come abbiamo già visto invece nel telefilm tutto deve essere spiegato. Oltre a ricordare che il cubo Borg ha agganciato l'Enterprise con il suo raggio traente, bisogna anche farlo vedere dallo spazio e dimostrare quanto distruttivi siano gli effetti delle armi della nave aliena, con l'evacuazione della sala macchine e con i resoconti tecnici di Worf e Geordi.

Ultima osservazione e probabilmente la più banale, i frammenti analizzati in "Primo Contatto" durano in totale due minuti e trenta secondi per un totale di quarantadue inquadrature, mentre la sequenza de "L'attacco dei Borg" dura tre minuti e cinquantadue secondi per un totale di quarantanove inquadrature. Basta tale semplice osservazione per capire quanto il tempo del film risulti, attraverso un maggior numero di riprese, più incalzante e accelerato, considerando che una porzione di tempo inferiore rispetto quello del telefilm ha un numero di inquadrature praticamente uguale.

3) CI SONO BORG E BORG

Vediamo, in ultima analisi, quanto siano cambiati i Borg dalla Tv al cinema. Come vedremo non si tratta solo di un diverso modo di descriverli, come è accaduto nel caso della plancia dell'Enterprise, ma il cambiamento è molto più profondo.
La sequenza scelta per tale analisi in "Primo Contatto" è relativa al primo tentativo del capitano Picard di distruggere il Borg, i quali hanno organizzato il loro centro operativo nella sala macchine. L'analisi de "L'attacco dei Borg" prende come esempio la sequenza in cui la squadra di Shelby si fa teletrasportare sulla nave nemica per cercare di salvare Picard.

In questi due segmenti risultano esserci molte analogie. Lo schema è praticamente lo stesso: una squadra che tenta una data missione e che si ferma ad osservare il particolare sistema di vita dei Borg, mostrandoli, di conseguenza, anche allo spettatore, fino a quando la collettività non viene disturbata dagli intrusi. I Borg allora diventano una minaccia terribile e lo scontro diretto si rivela sempre un fallimento per i membri dell'Enterprise e dunque la missione viene abbandonata.
Il cambiamento non sta nel comportamento dei Borg, ciò che cambia è la loro natura. Forse è davvero qui che si nota la vera differenza tra i due media anche da un punto di vista produttivo. Quando assistiamo al teletrasporto nel cubo Borg dei membri della squadra di recupero di Picard, sembra quasi che questi si siano materializzati in una specie di capannone industriale. Quant'è diverso l'ambiente che abbiamo visto nel primo sogno di Picard! E quanto è diverso il corridoio dell'Enterprise trasformato dai Borg! Rimane certamente l'idea di base e cioè le nicchie di riposo, ma anche queste hanno subito delle notevoli trasformazioni.

Ne "L'attacco dei Borg" tutto appare più freddo e schematizzato. Viene data un'idea di che cosa siano i Borg, ma i mezzi per farlo sono francamente troppo limitati. Passi il make-up e i costumi, in cui la pelle bianca e gli innesti tecnologici sono abbastanza ben definiti, ma l'ambiente della nave risulta decisamente troppo ospitale. Le luci sono prevalentemente chiare, anche se un effetto drammatico dovrebbe essere provocato dalla luce proveniente dal basso. Le nicchie Borg visibili sono pochissime e non hanno nulla di repellente.
Tutto cambia nel film. Non solo la tensione dei protagonisti nell'avvicinarsi alla sala macchine rende l'atmosfera carica di tensione, ma anche il modo in cui la nave è stata modificata fa pensare ai Borg, ancor prima di essere visti, come a delle creature mostruose. Le lisce pareti sono ricoperte da tubi neri, che sembrano aver trasformato la nave in un organismo vivente. I Borg sono i microbi che la infestano e che l'assimilano, sono una specie di cancro che si espande. Le loro nicchie sono poste in qualsiasi luogo utile, come incrostazioni aliene, senza un ordine ben preciso, senza un disegno razionale. L'unico progetto è quello dell'assimilazione. Le nicchie viste ne "L'attacco dei Borg" sono decisamente molto diverse. Lì si poteva intuire una progettazione umana, qui invece c'è solo la logica dell'insetto.

D'altronde, la stessa novità dell'inserimento di una Regina Borg, rientra in questo quadro. La sua creazione si ripercuote in senso negativo ai fini della storia, questo anche a causa del cambiamento esterno subito dai Borg. L'idea della regina è legata a quella di una colonia di insetti, di un alveare o termitaio. La regina controlla le api operaie che non hanno una loro volontà propria, agiscono per il bene della colonia non per il loro e non possiedono alcun tipo di individualismo.
L'apparizione della Regina Borg distrugge l'invenzione di The Next Generation di un nemico davvero originale, che non ha desideri propri, che non ha scopo, il cui fine è solo assimilare le altre razze, ma non prova né piacere né soddisfazione in questo. Quando ne "L'attacco dei Borg" questi parlavano all'Enterprise, sullo schermo della nave compariva una parte dell'astronave dei Borg, cioè ciò che si mostrava era il collettivo mai un singolo individuo. La creazione della Regina risulta all'ora, per dirla con le parole di Franco La Polla "come un passo in dietro poiché attribuire ai Borg le più seduttive caratteristiche umane significa minare alla base la formidabile originalità che aveva presieduto alla loro invenzione, significa umanizzare ciò che era finalmente riuscito a liberarsi di una categorizzazione frusta e ricevuta²".

Diverso era stato il caso di Tug (Io, Borg), la cui umanizzazione era stata il pretesto per tutta una serie di problematiche etiche, qui invece questo cambiamento della visione che si aveva dei Borg non ha una giustificazione e per di più lo fa con quelli che sono i modi dello stereotipo.
La Regina Borg è un'autentica dark lady. Dice di aver già incontrato Picard, ma questo il pubblico non lo sa, visto che nel telefilm non la si vede. Chiede persino al capitano: "Ascolti ancora la nostra canzone?" (durante la sua assimilazione al collettivo, Picard ascoltava canzoni insieme alla Regina Borg!?) e per di più sembra avere un debole per un po' troppi membri dell'equipaggio, prima Picard, poi Data. Forse si è fermata solo a due perché ha incontrato solo loro?
Gli stessi Borg non sono più rappresentati semplicemente come uomini alla cui parte organica è stata aggiunta una parte meccanica, ma sono brutti. Si ha così lo stereotipo più classico e cioè l'equazione brutti uguale cattivi.
Anche il personaggio di Zefram Cochrane non rientra affatto in quelli che sono i canoni della serie. Egli era già apparso in un episodio della serie classica "Guarigione da forza cosmica" dove era rappresentato come un uomo solitario che era rimasto imprigionato su un pianeta da una misteriosa creatura nebulosa, che non lo aveva fatto invecchiare e si prendeva cura di lui. In Star Trek è fondamentale la coerenza, sia che si tratti di serie televisiva, sia che si tratti di film, di fumetti o di che altro. Allora perché cambiare il personaggio di Cochrane? La motivazione è la stessa, per esempio, per cui viene fatta gratuitamente ubriacare Deanna: divertire il pubblico. Inoltre, a parte la snaturazione del personaggio, anche se i Trekker non l'avessero conosciuto in precedenza, lo scienziato ubriacone e interessato solo ai soldi, risulta francamente irreale. Non è detto che uno scienziato debba per forza essere rappresentato con il camice bianco o con gli occhiali, ma dovrebbe essere visto almeno in modo realistico, così come è sempre stato nella serie.
La scena finale dell'incontro tra Cochrane e i vulcaniani è in questo senso significativa. Nessuno ha mai assistito al primo contatto con una razza aliena, ma di sicuro i nuovi arrivati non sarebbero fatti accomodare in un bar, a bere whisky e a sentire musica rock a tutto volume!

Fondamentale è poi il modo in cui avviene l'assimilazione. Com'è stato già detto, ne "L'attacco dei Borg", non vediamo la trasformazione di Picard. Gli sceneggiatori hanno preferito giocare sull'effetto sorpresa, mostrando il capitano già quasi del tutto assimilato. Solo più tardi lo vediamo steso su una specie di tavolo operatorio, dove gli viene semplicemente infilato ad un braccio un dispositivo meccanico. Si intuisce, in questo modo, che l'assimilazione avviene tramite un'operazione chirurgica, cioè un procedimento del tutto umano, anche se il risultato è la disumanizzazione. Un'operazione richiede del tempo e ciò viene confermato dal fatto che Picard subisce interventi in diversi momenti del telefilm.
"Primo Contatto" cambia completamente il modo dei Borg di assimilare le altre razze. Essi iniettano, attraverso degli artigli retrattili, una specie di "veleno". Non ci sono operazioni e tutto avviene nel giro di pochi secondi.
Ritorna l'idea che i Borg appartengano più al mondo animale che non a quello umano. Gli artigli con cui vediamo pungere il povero mal capitato di turno (4) sembrano i denti di un cobra. C'è un sistema organico e non meccanico, che permette ai Borg di assimilare altre specie. È ancora l'idea del virus a tornare. Non solo essi sono il male che attacca l'Enterprise, ma hanno anche il potere di attaccare il corpo umano, iniettando in esso una malattia terribile. Come abbiamo già visto nel secondo sogno di Picard, e come vediamo sul povero tenente assalito, qualcosa inizia a muoversi sotto la pelle ed a modificare l'organismo. È qualcosa di meccanico e pure alla stesso tempo di organico. Un virus che ha entrambe queste caratteristiche.

Ma perché tale cambiamento? I fattori sono indubbiamente diversi, primo fra i quali il budget. Una cosa è truccare un paio di comparse con della cipria bianca e con delle tute in plastica nera, appoggiando sulla pelle del viso dei meccanismi in modo che sembrino innesti, un'altra è fare in modo che al cinema, e cioè sul grande schermo, tutto sembri il più reale possibile. Si potrebbe usare proprio la figura dei Borg per notare come e perché un prodotto televisivo cambi dalla Tv al cinema. Nel primo caso essi servono solo come pretesto per mostrare allo spettatore quanto sia importante l'individualità e l'autodeterminazione e a cosa forse, una tecnologia troppo cannibale (ricordiamoci che siamo nei primi anni novanta) possa portare l'uomo. In questo caso non è importante quanto il make-up sia perfetto. "Primo Contatto" è invece un film interessato di più all'intrattenimento puro e semplice della space opera e dunque a un forte coinvolgimento emotivo del pubblico.

Il fatto che i Borg siano stati trasformati in insetti alieni, non solo ha reso il loro look molto più cinematografico, ma ha anche fatto aumentare il disgusto da parte dello spettatore. D'altronde gli insetti sono stati da sempre usati dal cinema di fantascienza come invasori mostruosi. Lo stesso Alien di Ridley Scott prende spunto dagli insetti.


² Franco La Polla, Star Trek al cinema, cit., p.77


Conclusioni

Per fare un discorso più generale, lo spirito di Star Trek di cui si parlava all'inizio, non è completamente assente il tutti i film della serie, ma è certo che viene molto sacrificato per dare spazio alla spettacolarità e agli effetti speciali. E questo credo sia una conseguenza inevitabile se si porta un prodotto televisivo (basso budget) al cinema dove la spettacolarità, specialmente nella fantascienza da Guerre Stellari in poi, l'ha sempre fatta da padrona. Sembra che non si possa fare un film di fantascienza senza esplosioni spaziali, o come avviene nel primo film tratto dalla serie, senza sacrificare la prima mezz'ora nel mostrare un dispiegarsi di astronavi in perfetto stile lucasiano. È come voler dimostrare che la versione cinematografica di Star Trek è al passo con i tempi, ma è già un primo errore poiché l'entusiasmo suscitato dallo show originale si fondava su altre basi. Oppure sembra quasi un obbligo mostrare un bar in cui stazionino alieni dalle varie forme e colori più strani, come in Star Trek III - Alla ricerca di Spock, anche questo "copiato" dal bar lucasiano in cui si incontrano Ben Kenobi e Han Solo.
Dunque torniamo al problema posto all'inizio: è possibile portare al cinema un serial mantenendo lo spirito originario, ma producendo uno scarto rispetto alla serie televisiva, tale da motivarne il trasferimento sul grande schermo? La risposta sembrerebbe no. Un telefilm, portato al cinema non solo subirà cambiamenti strutturali, come abbiamo visto nel caso dell'analisi del prologo e nei modi del racconto, come per la plancia dell'Enterprise. Le modificazioni saranno molto più profonde e coinvolgeranno la vera e propria essenza, o spirito, della serie da cui il film sarà tratto. I Borg cinematografici non sono i Borg televisivi, non solo perché vengono raccontati, o inquadrati, in modo diverso, ma perché la loro natura è diversa.
Il discorso sopra fatto non vale ovviamente solo per i Borg, ma si estende a tutti i personaggi della serie. Come ha osservato giustamente Franco La Polla, "davvero saremo così ingenui da credere che basta mettere su uno schermo, piccolo o grande, il capitano Kirk perché si tratti sempre della stessa persona?"³ Si capisce allora che il capitano Kirk della serie televisiva non è altro che un'astrazione, e che Star Trek è un enorme magazzino dove è possibile inventarsi un proprio testo personale che non comprende solo quelli tradizionali come la televisione, il cinema, i fumetti, ecc.. ma anche, ad esempio, giochi di ruolo. Per tutte le ragioni sopra dette risulta allora inevitabile che avvengano cambiamenti di tale portata dal passaggio da un medium all'altro, sia per le loro diversità tecniche, sia per il fatto di appartenere a due universi, per dirla alla maniera di Star Trek, simili ma paralleli.


³Franco La Polla, "Star Trek al cinema"

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Martina Grusovin

Sono nata a Gorizia il 14 ottobre 1977. Mi sono diplomata all'Istituto d'Arte con il punteggio di cinquantadue sessantesimi, voto grazie al quale ho potuto realizzare il mio sogno e cioè andare in Egitto, il paese più bello del mondo, con una vacanza premio.
Mi sono laureata all'università di Trieste in lettere moderne con una tesi, in filmologia, dal titolo: Declinazioni della serialità cinematografica e televisiva: il caso Star Trek, ottenendo il punteggio di cento e nove.
Attualmente collaboro con il Messaggero Veneto di Gorizia e tra poco terrò una mia rubrica di cinema su un'emittente televisiva locale.
Sono appassionata di cinema, adoro leggere libri e fumetti, e naturalmente amo tutto ciò che appartiene al mondo della fantascienza e del fantasy.
Il mio uomo ideale? Orlando Bloom, versione Legolas!



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