NEMESIS E DOPO
di Fabio Miele


B4. Affondato.
No, non sto giocando a battaglia navale e, nonostante le feste nelle quali ha imperversato una tombola spietata che ho evitato come la peste, non sono qui per giocare. Bè, sì, giocherei anche... ma non è questo il punto. Siamo qui per parlare di Star Trek e del suo futuro. Il futuro più prossimo sembra essere appunto B4. Se avete visto Nemesis sapete di cosa sto parlando, se non l'avete visto allora inutile parlarne. Correte a noleggiarvelo e riprendete in mano questo articolo a fine visione.

B4, dicevamo.
Una scelta che ha fatto colare a picco l'originalità di Star Trek. Perché riportare in gioco un nuovo androide Soong dopo la ormai sfruttata e conclusa parentesi Lore?
Ricordo le eterne esternazioni di Brent Spiner riguardo il suo non più sentirsi adatto nel ruolo dell'androide Data. Sia per questioni di fossilizzazione professionale e sia perché giustificare un androide con le borse sotto agli occhi e due menti (non alludo ad un duplice cervello positronico ma ad un più prosaico doppio mento) comincia ad essere poco credibile.
Con queste premesse la morte di Data ben ci stava: non è condivisibile da chi vi scrive ma ben ci stava se proprio doveva esserci. Data moriva, magari si salvavano i suoi dati e le sue memorie, e in nuove evoluzioni di Next Generation un nuovo attore avrebbe potuto prendere le redini. Nemesis, ovviamente, poteva essere la buona occasione per fare quello che Spiner va dicendo da anni. Ma così non è stato. O, certo, Data muore ma il problema resta lo stesso. B4, con tutte le memorie di Data, è sempre... Brent Spiner. Nel prossimo film il nostro caro e bravo attore potrà nuovamente concedersi ad interviste ed esternazioni su quanto probabilmente quello sarà il suo ultimo film... punto e a capo nonostante la morte di Data.

Data è morto con uno scopo? Apparentemente sì, ha salvato Picard. Ma da un punto di vista della reale esigenza di trama non vi è parsa una morte gratuita? Intendiamoci, a me Nemesis non è che sia dispiaciuto. Un bel film di Star Trek con in aggiunta diversi esperimenti non Trek che ne hanno arricchito la struttura, ma ciononostante la morte di Data è stata un tantinello gratuita. Non per la morte in sé, che ha contribuito ad attivare un meccanismo dei cambiamenti tale da stravolgere la famiglia TNG alla fine del film (e questo è per me un bene), ma il fatto di avere ora un androide identico a Data che sminuisce, in fin dei conti, quella perdita (e questo è un male).
Certo, come mi ha fatto notare qualcuno, B4 non è comunque Data. È il nostro Androide preferito a spiegarcelo quando discute con Picard di quanto di simile ci sia tra il capitano stesso e Shinzon e che questo comunque non li rende necessariamente la stessa persona. Tutte le esperienze di Data non fanno di B4 un altro Data ma, nonostante le belle parole per prepararci e appesantire il momento finale, da un punto di vista di sviluppo dei personaggi non mi pare ci sia poi differenza. L'evoluzione di Data, che si pensava snaturata con l'introduzione del chip emozionale (poi misteriosamente sparito), è stata rimandata all'età della pietra con un Androide sostituto che è forse più incapace di comprendere l'umanità di quanto Data lo sia mai stato. Ma alla fine Spiner sarà un B4 che progressivamente, ci scommetto, finirà per somigliare sempre più a Data. Un po' il processo dello Spock rinato dalle sue ceneri. Una morte quindi effimera, quella di Data. Nulla che possa realmente sconvolgere.

In Star Trek XI certamente sarebbe interessante vedere un B4 molto più simile al primissimo Data, ma si continuerebbe a non vedere niente di nuovo. Sarebbe una eventuale sottotrama per accontentare solo i nostalgici a cui piace vedere i nostri eroi in tutte le salse. Ancora, ancora e ancora. C'è stata una forte involuzione del personaggio ma fondamentalmente non è cambiato niente. Disquisizioni filosofiche a parte su cloni, doppioni, anima ed essenza, da un punto di vista pratico non è certamente cambiato niente. Spiner è lì e probabilmente nulla gli vieta di esserci anche nel prossimo film, sacrificio di Data o no. Ha chiuso la porta su Star Trek tenendosi in tasca le chiavi. Quindi non piangete la morte di Data.

Per il futuro dell'Enterprise-E trovo molto più interessanti invece gli sviluppi che riguardano Picard: vederlo nuovamente sulla sua nave che è però simile ad una casa vuota senza più i suoi figli, come non proprio letteralmente l'aveva già definita Kirk prendendo come spunto la morte di Spock in Star Trek II (e cosa non è Nemesis se non lo Star Trek II della Next Generation). Questo sì che sarebbe qualcosa di nuovo, una nuova frontiera emozionale. Niente Riker, niente Troi, niente Crusher (questa la capiranno forse solo coloro che hanno l'edizione speciale di Nemesis in DVD) e un Data (B4, scusate...) da primo anno di asilo nido (Geordi gli cambierà i pannolini positronici e lo aiuterà nella lallazione? Stay tuned). Questa sarebbe la vera avventura di Star Trek XI se mai decidessero di farlo. Probabilmente sarà un film anomalo che non si soffermerà troppo su questi aspetti ma prenderà forse in considerazione anche le altre serie di Star Trek. Il sogno mai realizzato di un film ad equipaggi misti potrebbe concretizzarsi ora che molte poltrone sull'Enterprise sono vuote. In fondo la scena dell'arrivo del nuovo primo ufficiale di Picard è stata tagliata da Nemesis probabilmente per questo (cercatela nella solita edizione in DVD). Io ipotizzo volessero lasciare la porta aperta ad ogni eventualità, evitandosi poi problemi secondari quando, al momento di dare un primo ufficiale a Picard in Star Trek XI, si accorgessero di potergli affiancare un ex-membro di DS9 o Voyager. Una possibilità non totalmente da escludere, insomma. Allora meglio tagliare la scena del nuovo primo ufficiale sconosciuto.

Chi affiancare a Picard? Eh, una bella domanda. Se in giardino avessi un mio Guardiano del Tempo questo sarebbe l'interrogativo numero 1083 che andrei a soddisfare. Speculando adesso su due neuroni potrei dire che se non fosse da processare in quanto maquis, Chakotay potrebbe andare bene come scelta più logica (non come mia scelta preferita). Altri come Paris o gli ufficiali federali di DS9 non sarebbe possibile giustificarli in una posizione così alta... ma se Janeway è ammiraglio, perché no?
Un ufficiale forse più adatto, preso però direttamente in casa TNG (ma adottato anche da DS9), potrebbe certamente essere Worf. In fondo di esperienza ne ha fatta abbastanza da venderne (e ancora non mi è chiaro cosa ci facesse sull'Enterprise-E in Nemesis dopo essere andato su Qo'NoS a fare l'ambasciatore federale! Probabilmente un nuovo, giustificabile e improvviso ripensamento di carriera. Leggasi: la solita esigenza di trama per includerlo nel film).
Aldilà di Data, delle poltrone vuote accanto a quella di Picard, la domanda principale che dobbiamo porci è se è proprio necessario un nuovo film di Star Trek a tempi brevi. Insomma, anche James Bond per quanto possibile, quando il franchise si indeboliva, si prendeva una pausa. Forse anche Star Trek dovrebbe. Poter giustificare un film davanti ai fan della saga è facile, ma un film deve soddisfare canoni molto più alti, per attirare a sé spettatori molto più esigenti e spettatori occasionali. Insomma, un film dovrebbe produrre qualcosa di più che una finestra di intrattenimento per una nicchia ristretta di appassionati. Se per fare questo servissero anche cinque anni di preparazione io sarei d'accordo. Meglio questo piuttosto che assistere ad un raschiamento frenetico di un barile ormai vuoto. Sono certamente duro nei confronti di Star Trek, ma vi assicuro che lo amo e dico questo per evitare di dover un giorno avere una crisi di rigetto (rischio che mi sento quasi di correre ora). Non voglio vederlo rovinarsi, ma vorrei si preservasse come la serie classica ha saputo fare fino ad oggi. Adesso, in questi tempi, in Star Trek sembra più contare la quantità che la qualità e questo non gli fa certo bene, perché seppur sia considerato space opera non è comunque una soap.
Nemesis aveva questo obiettivo e queste premesse: rendere Star Trek un pizzico più originale e più aperto al grande pubblico e devo dire alcune promesse le ha mantenute, ma alla fine non è facile poter mantenere questo standard. Non è facile perché gli stessi fan gridano al tradimento se cambi una virgola o se cambi la chiave di lettura di Star Trek, al tempo stesso devi farlo se vuoi rendere un film di Star Trek anche un film di fantascienza generale aperto a tutti, anche a chi non ha guardato molti episodi o a chi non sa come si chiama il gatto di Data (a proposito, ora chi si occuperà di Spot? B4? Hmmm, affondato anche il gatto, direi).
Insomma, soddisfare il pubblico, fan o non fan, diventa sempre più difficile per i filmmakers della Paramount. Un lustro sabbatico potrebbe essere una soluzione efficace, secondo me. Magari fino alla fine di Star Trek Enterprise (se non lo cancellano prima). Questo ultimo show mi vede nel ruolo di uno dei suoi rari estimatori, ma io stesso riconosco che forse non era il caso di buttarcisi proprio adesso. Avrebbe fatto un buon effetto magari tra qualche anno, dove si sarebbe sentita forse una vera crisi di astinenza da Trek. Ora il tutto è solo una specie di overdose, per continuare la metafora. Io stesso, vi assicuro a livello inconscio, mi sto auto rallentando nella visione di Enterprise. Show che avrei la possibilità di seguire in lingua originale ma che non riesco a guardare in modo continuativo. Mi sono involontariamente fermato a poco prima della fine della prima stagione. Quando lo riprenderò certamente me lo godrò molto meglio di come forse potrei fare ora.
Insomma, il futuro di Star Trek è difficile sia dal punto di vista di chi deve continuarne la leggenda e sia dal punto di vista di chi se lo deve vedere da spettatore: attirare nuovi adepti e al tempo stesso non causare crisi di rigetto in chi già lo ama, ma rischia di farne indigestione, è arduo.
Riusciranno i nostri eroi?



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