"We came to this planet
a group of strangers. And now we head out, still strangers, but united
toward a single purpose, braving this new land. Four days ago, aliens
landed on a distant planet, and we are them. Now, we struggle across
an unknown planet, an uncharted world, looking all the while for that
moment when we must fulfill our promise, and wondering what will stand
in our way."
Devon Adair
The Pilot, First Contact
Noi
Trekker dovremmo sapere come vanno certe cose: ci sono serie che riescono
ad arrivare fino alla nona stagione quando forse sarebbe stato più opportuno
stilisticamente, anche se forse non economicamente, fermarsi in bellezza
molto prima senza sfruttare fino in fondo le risorse della suddetta
(vedi un esempio fra tutti: X-Files), ci sono invece serie, potenzialmente
altrettanto valide, a cui al contrario sono state tagliate le gambe
troppo presto, impedendoci di godere a fondo di quello che esse volevano
e avrebbero potuto esprimere.
Alla fine che decide è sempre il tornaconto economico più che artistico.
Se il più delle volte, per fortuna, i due fattori coincidono (vedi Buffy
o The Next Generation in senso positivo o, in negativo, si pensi per
esempio a serie come Roswell che sono riuscite a mala pena ad arrivare
alla terza stagione prima di essere cancellate), altre volto questo
non avviene. Mi sento di sostenere che uno degli esempi più sfortunati
di questo sbilanciamento sia stata proprio Earth 2 (da noi Progetto
Eden), serie altamente interessante e tutt'altro che stupida e banale,
ma che per motivi di costi eccessivi e incassi non alla pari delle aspettative
(anche se non del tutto deludenti, visto l'enorme seguito che sembra
aver poi riscontrato) è stata cancellata alla fine della prima stagione.
Motivi
legittimi o meno la serie è durata per volontà della NBC (sì…sì…sempre
lei!) solo 21 episodi. Una manciata di episodi che però è bastata
a farmi apprezzare fortemente questa serie, lasciandomi un'immensa amarezza,
quando ho appreso che non avrei mai potuto vedere come la serie sarebbe
proseguita (per giunta la stagione si chiude con un episodio cliffhanger,
cioè non autoconclusivo!)
Per chi non conoscesse la storia, Earth 2 è la storia di un gruppo
di coloni che decide di lasciare le stazioni orbitanti terrestri (la
Terra è ormai divenuta inabitabile per motivi che non mi dilungo a spiegare
ma che sono penso ormai scontati per tutti) per colonizzare un nuovo
pianeta disabitato. Sulle stazioni orbitanti si stava infatti espandendo
tra i bambini mai stati sulla Terra una forma di malattia legata all'ambiente
settico in cui erano costretti a vivere. Il Governo, pur di tenere sotto
banco l'intera questione, decide quindi di inviare queste famiglie su
un pianeta lontano, con lo scopo di colonizzarlo e dove poter crescere
in salute.
Una nave più veloce con a bordo Devon Adair, a capo del progetto
definito appunto Eden, e il piccolo figlioletto Uly, affetto
dalla suddetta malattia, affiancati ed accompagnati da un gruppo di
coloni e membri dell'equipaggio (che quindi non sarebbero dovuti restare
sul nuovo pianeta) parte per prima e più velocemente accumulando due
anni di anticipo per installarsi sul pianeta creando la colonia New
Pacifica prima dell'arrivo di altre mille famiglie in stasi su una
nave più grande e lenta.
Ovviamente
nulla va come previsto e tutti i membri della prima nave spaziale precipitano
sul pianeta, costretti a rimanervici. Li attende quindi la colonizzazione
del pianeta e l'impegno di una sorta di esodo alla volta di New Pacifica,
dove, in due anni, sarebbe giunta l'altra nave per installarsi definitivamente.
Oltre a Devon e Uly, tra i nuovi coloni troviamo diversi nuovi interessanti
personaggi: Yale, ex criminale "rieducato" dal governo ed ora
tutore di Uly, John e True Danziger, il padre capo ingegnere
a bordo della nave con rispettiva figlia, la controversa ed affascinante
dottoressa Julia Heller, il pilota Alonso, unico vero
contatto, come vedremo in seguito, col pianeta, nonché la coppia Martin,
Morgan e Bess, in cui lui originariamente svolgeva il compito
di contatto tra il Progetto e il Governo.
Il gruppo è poi composto da una serie di comprimari di cui conosciamo
poco ma vediamo regolarmente.
Purtroppo anche il pianeta non si rivela essere come previsto: infatti,
tanto per cominciare non è disabitato come era stato loro promesso…
Ed ecco che nel tentativo di raggiungere New Pacifica sotto forma di
un vero e proprio viaggio, inizia l'intenso lavoro di colonizzazione
di un pianeta.
Volenti o nolenti, i nostri amici non hanno scelta se non quella di
vivere su questa nuovo pianeta, nel tentativo di colonizzarlo. Questo
li porterà ad una serie di esperienze nuove e totalmente inaspettate,
fino alla lenta consapevolezza di appartenere ad un nuovo gruppo, ad
una nuova piccola società.
Questo è, al di là del lato avventuroso della serie, uno degli aspetti
più interessanti della serie. Il viaggio compiuto dai nostri protagonisti
nel corso delle puntate è in realtà una metafora del viaggio introspettivo
che compie ognuno di loro.
In effetti una serie che si svolge su un unico pianeta disabitato (o
almeno in parte) non può che giocare tutte le sue migliori carte che
nello sviluppo dei personaggi, dei loro conflitti interiori ed esteriori
(cioè con gli altri membri del gruppo) e della loro crescita personale,
compresa l'accettazione di questa loro nuova condizione. E il corredo
di personaggi è davvero impressionante per diversità ed intensità: ognuno
di loro cresce episodio dopo episodio proprio tramite lo svolgersi delle
storie e delle loro avventure. Nuovi legami si creano, altre tensioni
salgono in superficie: tutti hanno qualcosa da dire, si sviluppano e
crescono nel corso delle puntate. Questo avviene tramite colpi di scena
inaspettati, storie divertenti o altre molto commoventi. A volte anche
attraverso la semplice avventura o un più complesso dramma sociale.
Stile X Files, anche qui il Governo fa un po' da nemico invisibile dei
nostri amici (con annesso colpo di scena finale di cui mai sapremo lo
sviluppo).
Come dicevamo, il pianeta è tutt'altro che disabitato: i Grendlers
sono dei tozzi alieni un po' ladroni e non dotati di un'intelligenza
impressionante, ma quanto basta per rompere le scatole ai nostri più
di una volta. Inoltre il pianeta si scopre essere una prigione dove
venivano mandati dei terrestri criminali: non esattamente un'ottima
compagnia per i nostri amici come avranno modo più volte di constatare.
Ma l'aspetto più affascinante delle serie e che la rende ancora un altro
scalino superiore a tutti i prodotti di fantascienza del giorni d'oggi
sono i veri alieni protagonisti della serie nonché veri e propri abitanti
del pianeta: i Terrani.
I Terrani sono una razza aliena, nel vero senso della parola e come
poche se ne vedono ancora nella quotidianità dell'attuale fantascienza
televisiva. Infatti la loro diversità culturale rispetto agli umani
è talmente vasta che buona parte della serie è dedicata proprio al tentativo
degli umani di comunicare con i Terrani e viceversa. I Terrani non sono
assolutamente cattivi, ma ci vengono presentati come la razza nativa
del posto che si vede arrivare sul proprio pianeta una razza sconosciuta
ed incomprensibile (da qui il sottotitolo: "questa volta gli alieni
siamo noi"). Inutile dire quindi che incomprensioni e disguidi tra
le due razze saranno alla base e al centro di molte vicende che riguardano
il gruppo. Inoltre il pianeta che gli umani vogliono come nuova casa
sembra essere vivo e parte integrante del sistema Terrano; lo definiscono
la loro madre, vivono al suo interno come un feto nel grembo materno
e sembrano potersi spostare con naturalezza attraverso di esso.
I legami e i contrasti tra Terrani e Umani non sono dettati quindi da
banali motivazioni quali la cattiveria, ma sono dovuti alla semplice
incomprensione. Progressi ne vengono fatti: Uly verrà infatti curato
dalla Sindrome grazie ai Terrani e Alonso diverrà l'unico sul pianeta
e a poter comunicare con loro in sogno.
Se nell'impostazione del concetto di alieno e nel suo approccio da parte
nostra questa serie gioca le sue carte migliori, dimostrando una maturità
e una profondità squisita, tipica e non poi tanto dissimile solo a Star
Trek dei tempi d'oro, ne è stata forse anche la debolezza: che il grande
pubblico si annoiasse nel vedere sempre i soliti sette personaggi o
poco più alle prese coi loro crucci personali e coi soliti alieni? Io
no di certo.
Altro aspetto assolutamente estetico ma altamente apprezzabile è nella
realizzazione della serie. La cosa che più mi ha colpito sono state
le locations dove la serie è stata girata: finalmente immensi spazi
aperti, montagne, vallate, deserti, mari e oceani, boschi…ogni avventura
ha come sfondo un paesaggio naturalistico dalle bellezza imparagonabile
alle solite asettiche ambientazioni dei prodotti di fantascienza comuni.
Insomma, tutto quanto detto finora, e il titolo della serie ne sarebbe
un'ennesima prova, dimostra che il pianeta, dallo sterile nome di G-889,
è in realtà il vero e proprio protagonista della serie: un organismo
vivo per i Terrani, una nuova casa per gli Umani.
Ho letto un tempo un articolo che riassumeva la serie parlando di rinascita.
Il tema di base di tutta la serie si può riassumere dicendo che Earth
2 ha cercato, puntata dopo puntata, di far rinascere ognuno dei suoi
personaggi: una rinascita ad una nuova vita, con nuovi compagni, in
una nuova casa. Erano venuti per colonizzare un pianeta e hanno trovato,
a 22 anni luce da casa, loro stessi.
"It's an extraordinary new world, and survival is simply a question
of whether we can reach deep enough to find the extraordinary in ourselves."
Morgan Martin,
"Better Living Through Morganite," part 2
Se volete commentare questo articolo scrivete a
Warp
Mail