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IL PREZZO
DELLA FENICE
Sondra Marshak - Myrna Culbreath
di
Riccardo "Summer"
Palazzani
Vi
è mai capitato di sentir parlare di fan-fiction?
Beh, per chi non lo sapesse si tratta di racconti inventati dai fan, che
andavano molto di moda quando la gente leggeva e scriveva molto di più
di ora e la sete di Star Trek non poteva che disperatamente tentare di
placarsi con l'ennesima replica degli episodi della Serie Classica.
Niente di particolare : tutt'oggi, con minore intensità rispetto a qualche
anno fa, i fan scrivono autonomamente romanzi, storie, racconti ispirati
alla grande Saga, ricordo l'esperienza StDreams (www.stdreams.net),
purtroppo ormai praticamente esaurita, ma vi posso assicurare dell'esistenza
di un filone, abbastanza in voga in passato, in cui il rapporto estremamente
intenso fra Spock e Kirk sfiorava a volte il limite sottile dell'omosessualità,
fino a racconti erotici fin troppi espliciti, sempre con tema l'omosessualità
immaginata da alcuni fan, fra i due compagni d'avventura.
Beh, ho letto poco di tali racconti per curiosità e li avevo trovati delle
"originali" divagazioni sul mondo trek comunque degni di rispetto, seppur
un pizzico comici per i miei gusti: leggendo Il Prezzo della Fenice,
libro o meglio racconto lungo del 1978, ho avuto l'impressione di trovarmi
di fronte ad una creazione letteraria che in qualche modo mi ha riportato
a pensare a quel genere di cui parlavo prima a causa di sospetti passaggi
narrativi a contenuto pruriginoso, nonché a motivo di un atteggiamento
generale relativamente alla sfera emotiva dei protagonisti che non mi
era mai capitato di riscontrare se non appunto in un certo tipo di opere.
Il fatto che l'autore sia in realtà un'autrice, anzi due, ovvero Sondra
Marshak (http://isfdb.tamu.edu/cgi-bin/ea.cgi?Sondra_Marshak)
e Myrna Culbreath (http://www-users.cs.york.ac.uk/~susan/sf/books/c/myrnclbr.htm)
già autrici de "Il Triangolo" (di cui ho già parlato nello Stim
n°50 e del quale appunto segnalavo un'eccessiva melenseria tipicamente
femminile), può in qualche modo giustificarmi certi passaggi in cui i
nostri eroi paiono scambiarsi carezze eccessive per due amici soprattutto
quando entrambi sono completamente senza vestiti...
Comunque sia, la storia narrata è semplice: Federazione e Romulani vengono
invitati da Black Omne, una specie di super briccone spaziale con
tanto di pianeta a disposizione per discutere di commercio, ma in realtà
i suoi intenti sono ben altri, ovvero dimostrare di essere in possesso
di una macchina che gli permette di creare un duplicato perfetto di ogni
essere, ricordi e carattere compreso: ben più della clonazione.
E chi se non Kirk egli desidera copiare?
Kirk sbarca sul pianeta per partecipare ai lavori ma rimane ucciso mentre
tenta di salvare una donna da un incendio.
Spock sbarca a sua volta e Omne gli presenta il duplicato salvo dichiararlo
sua proprietà e metterlo all'asta, alla quale partecipa anche una vecchia
conoscenza di Star Trek: la Comandante romulana dell'episodio Incidente
all'Enterprise, che al tempo si innamorò di Spock salvo venire poi
tradita dal vulcaniano per permettere a Kirk di recuperare il prezioso
dispositivo dell'occultamento.
Il romanzo è un susseguirsi di descrizioni abbastanza noiose degli stati
d'animo dei protagonisti, conditi da davvero pesanti dialoghi semifilosofici
e improbabili legami mentali e oserei dire anche vagamente sentimentali,
ma di un sentimento che non definirei amicizia, fra Spock e Kirk, Spock
e il duplicato, fra la Comandante e il duplicato, con la figura di Omne,
il cui unico desiderio pare essere quello di piegare la tempra di Kirk
al fine di ottenere la sua obbedienza, a che scopo poi non si comprende.
Insomma, forse il peggiore romanzo trek mai letto, lento, inquietante
sotto certi aspetti , con descrizioni pedanti, poca azione ed abbastanza
improbabile in molti punti. L'intera ambientazione sul pianeta di Omne,
dove tutti girano vestiti da cowboy con vere pistole al posto di moderni
phaser è abbastanza ridicola. Interi passaggi andranno riletti più volte
perché sarà faticoso trovarne il senso logico, forse chissà, per colpa
di una pessima traduzione. Comunque sia il finale è assai scontato e lo
potete ben immaginare.
Non mi dilungo oltre, ho fretta di leggere altro e di dimenticare quest'obbrobrio.
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