HARRY POTTER E L'ORDINE DELLA FENICE
di Rossella "DrBev" Marchiselli



Per questo mese Paolo passa la tastiera alla sottoscritta la quale ha preteso di recensire ogni singolo libro che narra della storia del maghetto più famoso del mondo... quindi ecco a voi il mio personale pensiero su


Harry Potter e l'Ordine della Fenice
Autore: J. K. Rowling
Salani Editore
Pagine: 804
Prezzo: 24 Euro (che poco non è)



Ho finalmente letto in italiano il quinto libro di Harry Potter, dopo avere avuto il piacere di leggerlo a due giorni dalla sua uscita in lingua inglese.
Prima di tutto un plauso ai traduttori, che han saputo rendere in italiano, fantasioso e scorrevole, i nomi di fantasia delle creature magiche e le diverse storpiature linguistiche dei protagonisti.
Secondo plauso ben più importante del primo, all'autrice. Procedendo con la lettura dal primo a questo ultimo libro, sia l'evoluzione linguistica che lo stile della Rowling appaiono quantomeno impressionanti: si passa dall'infantile esposizione del primo capitolo della storia di Harry a questo ultimo, piccolo capolavoro che, a mio parere, ha ormai poco a che fare con una lettura dedicata unicamente ai ragazzi.
Al di là della moda che sta impazzando in tutto il mondo, al di là dei film, al di là delle varie iniziative che sono sorte attorno a questo personaggio e alla sua autrice (ad esempio il libro viene stampato nel segno della carta riciclata), resta incontrovertibile che quel che regge le fila del successo di questo filone sia la trama. E che trama! Fin dal primo libro viene delineato un mondo in cui pian piano compaiono personaggi che prendono caratteristiche sempre più definite e se ne aggiungono sempre di nuovi per completare un quadro a tutto tondo del misterioso e affascinante mondo dei Maghi.
Che però, in questo libro, scopriamo essere purtroppo sempre più simile al meno affascinante mondo in cui tutti noi Babbani viviamo.
Ma andiamo per ordine: ecco in un rapidissimo riassunto quello che è il plot di Harry Potter e l'Ordine della Fenice.

Reduce dallo scontro con Voldemort nel quale è morto Cedric Diggory, Harry passa l'estate dai Dursley temendo nuovi omicidi da parte di Lord Voldemort e dei Mangiamorte a lui fedeli. In compagnia del cugino subisce, poi, un'inspiegabile aggressione da parte dei Dissennatori alla quale i due riescono però a scampare. Viene quindi portato da alcuni membri dell'Ordine della Fenice (una lega nata per combattere Colui-che-non-deve-essere-nominato già 14 anni prima) nella sede della loro organizzazione, che altro non è che la casa del suo padrino, Sirius Black.

Perseguitato dalle visioni oniriche e frustrato dal fatto che Silente lo tenga all'oscuro dei progetti che coinvolgono tutti nella lotta contro Voldemort e i suoi accoliti, Harry passa l'anno a Hogwarts fondando con i suoi fedeli amici, Ron e Hermione ai quali si aggiungono Ginny, Neville e Luna Lovegood, un gruppo che segretamente impara la Difesa contro le Arti Oscure, materia che viene penalizzata dalla nuova insegnante, Dolores Umbridge, bigotta componente del ministero della Magia.
Fra diversi colpi di scena e altrettanti battibecchi con insegnanti e compagni di corso, sboccia la prima storia d'amore della vicenda: Harry finalmente riesce a dare il suo primo bacio a una ragazza.
Ma ovviamente il male è in agguato.
Un frenetico e sanguinoso finale porta a un ennesimo scontro con l'Oscuro Signore e con i Mangiamorte, scontro nel quale parteciperà finalmente anche Silente e che purtroppo segnerà la fine dell'esistenza di una persona cara a Harry.
Si scopre così che Voldemort era alla ricerca di una profezia, della quale riporto l'enigmatico testo che verrà commentato da Silente stesso alla fine del libro:

"Il solo in grado di sconfiggere il Signore Oscuro si sta avvicinando; nato da coloro che per tre volte l'hanno sfidato, quando il settimo mese muore... e il Signore Oscuro lo marchierà come suo pari, ma lui possiederà un potere che il Signore Oscuro non conosce... uno dei due dovrà morire per mano dell'altro perché nessuno dei due potrà vivere se l'altro sopravvive... colui che ha il potere di sconfiggere l'Oscuro Signore nascerà quando il settimo mese muore."

Il libro è comunque interamente improntato alla descrizione degli stati d'animo di Harry, in piena ribellione adolescenziale, il quale mal reagisce alla tenera e affettuosa protezione che gli viene imbastita intorno, protezione che, se lo mette in condizione di non essere toccato dai suoi nemici, lo priva però del diritto di scegliere di compiere il passo di crescita che gli spetta, data non solo la sua età ma anche le sue passate, tristi e impegnative esperienze.
Harry e i suoi compagni sono cresciuti, sono adolescenti che si trovano ad affrontare scelte complicate e a volte sofferte, nell'età delle contraddizioni, della ribellione e della frustrazione per non avere le stesse prerogative degli adulti.
Già una volta alla sottoscritta è capitato di parteggiare così emotivamente alle sensazioni condivise da un gruppo di ragazzi in lotta contro qualcosa più grande di loro, ed è stato leggendo una storia che parlava di pagliacci e palloncini... voliamo tutti quassù.

Harry e i suoi amici scoprono anche quanto simile sia il mondo dei maghi alla realtà dei Babbani: anche nel mondo magico esistono persone che mantengono ed esasperano le caratteristiche di quelle del nostro mondo, che mentono, rubano, imbrogliano e fanno del male convinti di imprimere un segno nelle generazioni future, nel tentativo di renderle simili a loro e continuare così una società fatta di formalismi, bigottismo, razzismo e intolleranza.
La narrazione incalza con un ritmo degno delle fiabe di una volta, quelle buone, non edulcorate dalle varie political correctness che tanto piacciono ai censori che hanno diluito il piacere di far battere il cuore ai bambini scrivendo o approvando favole nelle quali il cattivo non è mai così cattivo come dovrebbe essere, pensando che a spaventare i bambini sia la consapevolezza che il male esiste ed invece non realizzando che quel che spaventa è il non trovare un modo per combatterlo.
Decisamente quindi la Rowling porta chi legge in un ambiente favolistico dai contorni indubbiamente noir, al punto che questi libri potrebbero essere tranquillamente definiti thriller. Questo libro è, credetemi, il più thriller di tutti, non solo perchè la morte è spesso presente nelle pagine della narrazione, ma anche perché mette pesanti ipoteche su quelli che saranno (speriamo) gli entusiasmanti seguiti di queste vicende.



Se volete commentare questo articolo scrivete a
Warp Mail