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STAR TREK V ROTTA VERSO IL TRASH
di Domenico
Ciccone
È opinione comune, con qualche eccezione
che, come dice il proverbio, conferma la regola, che STAR TREK V sia stato
il film più brutto dell'intera produzione sia per quanto riguarda la sceneggiatura
che per la qualità della recitazione (con l'eccezione della danza di Nichelle
Nichols sotto le lune, ovviamente). Quale miglior terreno fertile per
questa rubrica?
Cominciamo parlando di Spice Williams, la Klingon Vixis.
Come
si può facilmente intuire dalla foto a lato , Spice Williams fa parte
di quella schiera di nerborute americane che hanno conosciuto il loro
momento di gloria a metà degli anni '80, quando si proponeva la visione
della donna tutta aerobica, vestiti sbrilluccicanti e cotone nei capelli.
A onor del vero bisogna dire che Spice ha avuto la sua illuminazione salutista
a causa di problemi con l'alcol e la droga, a seguito dei quali si è impegnata
in un'estrema cura del corpo.
Attualmente l'attrice è una celebrità nel campo dei libri sulla nutrizione,
degli integratori e delle palestre, ma per quanto riguarda la sua carriera
cinematografica e televisiva le cose si sono attestate su un livello decisamente
trash.
Scorrendo i titoli presenti nel suo sito ufficiale, si intuisce come la
parte di
Vixis sia stata la cosa più importante fatta finora (pensa te…). Vengono
citate, infatti, partecipazioni a oscuri (almeno per me) film americani
come "Stranded", "Maximum Surge" e "Hard Drive",
dove di volta in volta interpreta la parte dell'amazzone, della guerriera
o della terrorista. Ultima fatica in ordine di tempo il film "Singing
Detective" del 2003, con Mel Gibson e Robert Downey Jr,
nel quale interpreta la parte di una ballerina porno.
Spice ha però una carriera parallela nel mondo del cinema, quella di stunt-girl
in gioventù e attualmente di coordinatrice stunts in molte produzioni
di rilievo (ad esempio "Spiderman" per il cinema e "ER"
per la televisione). Anche in questa veste ha preso parte a ST come controfigura
ufficiale per molte scene di azione in Deep Space Nine.
Passiamo ora all'analisi della carriera del "cattivo" di STAR TREK V,
vale a dire il vulcaniano Sybok .
Fratellastro mistico di Spock, Sybok trascina l'Enterprise al centro della
galassia convinto di trovarvi la fonte della saggezza universale, che
si rivelerà poi essere più banalmente la solita entità malvagia imprigionata
tanti e tanti e tanti anni prima su un pianeta teoricamente irraggiungibile.
L'interprete di Sybok è l'attore americano Laurence Luckinbill
,
il quale avrebbe anche una carriera di tutto rispetto: in ambito televisivo
ha partecipato agli storici serial americani di fine anni '60 inizio anni
'70 "Bonanza", "Barnaby Jones", "City of Angels"
(quando "serial" non era ancora sinonimo di "discarica per attori ospiti
di second'ordine che nessuno vuole più").
In ambito cinematografico, poi, è stato protagonista del film "Boys
in the Band" (1970) ,
da noi poco conosciuto ma negli Stati Uniti produzione di grande interesse
politico-culturale. È la storia di un eterosessuale che il giorno del
suo compleanno viene invitato a un party omosessuale, nel quale un gioco
di finte telefonate scardina molte di quelle che si ritenevano certezze
da una parte e dall'altra.
Dopo una serie di dignitose miniserie per la tv, i primi segni di cedimento
cominciano ad avvertirsi nel 1985 con la prima partecipazione a un episodio
de "La signora in giallo". Sarebbe stata la prima di quattro apparizioni
come "guest-star" nel telefilm della menarogna di Cabot Cove; ora, potrei
capire una partecipazione a singoli episodi con uno stesso personaggio
che ricorre periodicamente (tipo la Kai di DS9 per intenderci), ma apparire
nella stessa serie con quattro personaggi diversi non mi sembra il massimo
della dignità professionale. Tanto per dire, quando altri attori hanno
interpretato personaggi diversi in un serie di Star Trek, perlomeno avevano
diversi tipi di trucco.
La chicca del trash di Luckinbill a cui voglio arrivare è però il film
"Messenger of death" del 1988. Il manifesto del film, che potete
vedere qui a lato, rivela la presenza come protagonista principale della
buonanima di Charles Bronson e
questo, unitamente allo slogan in basso al centro "quello che la polizia
non può fare, lui lo farà", rende un'idea piuttosto chiara della qualità
del film. Vero è che la trama ha un barlume di originalità rispetto ai
soliti plot dei film di Bronson: si parla di un mormone, Orville Beecham,
che viene accusato dell'omicidio delle sue mogli (le sue mogli...) e dei
suoi figli. La polizia crede che il mormone abbia compiuto la strage in
preda a un raptus religioso e decide di arrestarlo. A questo punto entra
in scena Garrett Smith (Bronson), un giornalista che crede nell'innocenza
di Beecham e decide di investigare più a fondo. Smith viene mosso inizialmente
da mere ambizioni di scoop giornalistico e successivamente dalla sete
di giustizia (eccolo là!), quando scopre che dietro questi omicidi ci
sono ragioni di speculazione edilizia sulla vasta tenuta di Beecham. Come
ho detto, è già un qualcosa di diverso rispetto al solito polpettone bronson iano
di mogli-amanti-figlie da vendicare causa droga o violenza, ma gira e
rigira il risultato è sempre quello di un prodotto altamente trash. Luckinbill
interpreta la parte di Homer Foxx, pastore della comunità mormone, figura
di grande carisma e saggezza. Quindi una specie di Sybok ante-litteram,
ma senza le orecchie a punta.
Ulteriore curiosità: l'attore è sposato con Lucie Arnaz, figlia
di Desi Arnaz e Lucille Ball fondatori della casa di produzione
DESILU, quella che ha finanziato la prima stagione della TOS.
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