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a cura di Paolo "Exidor" Longarini

Un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per l'umanità.

Ho voluto creare questa frase a effetto per uno scopo preciso (so che non mi è venuta molto bene, troppo enfatica, potrebbe pronunciarla solo una persona che non ha i piedi ben piantati per terra), è ora che anche io scenda in campo.
Due cose: devo ancora capire perché diamine da un po' di tempo chiunque voglia fare una cosa qualsiasi debba "scendere in campo" (se voglio entrare in politica, se decido che dieci anni di estenuante corteggiamento alla Bombazzi per rimediare solo un bacetto lo scorso capodanno, in cui il corroborante nocino della nonna l'aveva finalmente piegata, salvo piegarla troppo e farle rimettere anche la cistifellea, se quindi decido che l'universo femminile può considerarmi sua possibile preda, se ammetto che mi mettevano in porta non perché fossi agile come una pantera ma perché coi piedi era già un miracolo che riuscivo a camminarci senza ferire nessuno) e, seconda cosa ma non meno importante, la seconda cosa me la sono scordata. Quindi ne facciamo a meno, così mi imparo a ripensare alla Bombazzi.
Brutta maiala.
Ecco.
Ho intenzione di tentare l'impossibile, di provare l'improbabile, di arrivare lì dove nessun commesso di intimo è arrivato finora. La missione che mi prefiggo è dura e difficile, ardua e incommensurabile, tosta e non commestibile.
Bombazzi, usami, non te ne pentirai

Dicevo, seriamente stavolta, vi sarete forse accorti che da qualche tempo combatto una sotterranea battaglia per la riabilitazione di un personaggino di ST che finora è stato trattato decisamente molto male. Considerato alla stregua di un foruncolo sul sedere, Wesley Crusher, e Wil Wheaton in particolare, meritano molto ma molto di più.
Per questo ho mandato una mail al suo sito in cui, con un inglese più simile all'ittita che a qualcosa di comprensibile per un americano, gli spiegavo le mie intenzioni e di come stia combattendo perché il suo nome sia riabilitato e di come i fan italiani vogliano che Wil Wheaton sia invitato alla Sticcon.
Per questo vi invito a scrivere al suo sito, così ve lo leggete pure che è troppo carino, la seguente frase "WIL, WE WANT YOU IN ITALY, VIEN HERE". Tranquilli, lui capisce, e mandate anche una mail allo Stic dicendo "WE WANT WIL IN ITALY, SCENDETELO HERE".
Aiutatemi a costruire un mondo migliore.


TARANTINO NE SA TROPPO.

Il prossimo film del regista più sovrumanamente sopravvalutato (autore di perle rare come Jackie Brown e di un film in cui chiunque avesse una battuta schiattava tra atroci tormenti, autore di film in cui "vaffanculo" era la massima espressione di dialogo impegnato) che tra parentesi sarà spezzato in due parti per evitare che una visione intera provocasse risse alla cassa rimborso biglietti, si aprirà con la seguente battuta "la vendetta è un piatto che va gustato freddo". Nulla di male. Il problema è che il povero fesso ha costruito un dialogo in cui si afferma che questa frase è un famoso proverbio Klingon.
Per Tarantino è una gag esilarante.
Andatelo pure a vedere, poi mi farete sapere.


QUELLA SUA MAGLIETTA FINA.

Enterprise non va affatto bene.
Gli indici d'ascolto americani sostengono che le puntate della terza serie hanno lo stesso share della replica di un'operazione alla prostata.
Cosa si fa quando le cose vanno male?
Sesso, sesso, sesso, carnazza, tette, bocce e compagnia viaggiante.
Ora, considerando che Archer lo vediamo in mutande più spesso di quanto non vediamo noi stessi, che la giapponesina ha lo stesso sex appeal di una confezione di smacchiante per ceramiche, gli autori non avevano tanto margine di manovra.
Aumentare ancora la misura del reggiseno di T'Pol non sarebbe stato possibile (l'istituto pesi e misure non poteva omologarlo) allora che fanno i garruli scrittori dell'ultima serie Trek (e se continua così, ultima in senso letterale)?
Le cambiamo la tutina in un arrapantissimo rosso fuoco Londra che brucia, le facciamo gli occhioni da Bambi e le tiriamo giù di qualche centimetro la scollatura sul davanti.
Per carità, siamo uomini di mondo che hanno fatto il CAR a Macomer e sappiamo benissimo come vanno queste cose, non ci scandalizziamo di fronte a queste piccolezze. L'unica cosa che magari ci fa girare un tantino le scatole è il leggere le dichiarazioni di uno zozzone di nome Blockman, che di mestiere fa il costumista per Enterprise, il quale ha il coraggio di affermare che il cambiamento di costume non è dovuto a motivi morbosi (fetenti, puzzoni e vigliacchi, pensate solo a quello, "ecco, è arrivata la tettona", "T'Pol, sgancia le bombe", dimenticando che ha anche un bel sedere) ma solo a "una naturale evoluzione del personaggio che può seguire i cambiamenti della moda su Vulcano e sperimentare contaminazioni coi terrestri".
Ma mi faccia il piacere, mi faccia.


LA MISURA È COLM (ma come mi vengono).


Posso affermare, senza timore di smentita, che gli attori delle serie Trek hanno una carriera cinematografica paragonabile a quella del tizio a cui crescono i capezzoli dopo aver mangiato una gomma (ciccio, non so quanto ti hanno dato, ma non era abbastanza per fare una figura del genere).
Stewart ogni tanto ci prova, ha fatto X-Men 1 e 2, ma la sua parte si sta velocemente riducendo in favore di Wolverine. Gli altri fanno quelle che possiamo tranquillamente definire fregnacce.
Tranne Colm Meaney, il buon vecchio capo O'Brien, che non ne sbaglia una.
Non solo fa un sacco di particine in grandi produzioni ma si permette anche di essere un bravissimo attore in piccoli film indipendenti (Come "Harry divenne un albero" che è un film bellissimo).
Notizia di questi giorni è che Colm abbia terminato le riprese di "Blueberry", un film western francese tratto dall'omonimo fumetto di Jean Michel Charlier e di Moebius.
Io lo andrò a vedere nonostante il protagonista sia Vincent Cassel che è bravo, ma lui si fa la Bellucci e io neanche la Bombazzi, permettete che mi stia un po' sulle scatole?


GLI AMERICANI SONO PEGGIO DEI DRAGHI.

Questa notizia rimbalza da qualche settimana su parecchi siti: pare che un gruppo di fan di ST abbia chiesto alla Paramount di cambiare il nome di Picard in John Luke Pickerd e di eliminare completamente le origini francesi del capitano dell'Enterprise.
Questo per "punire" la Francia del mancato appoggio agli USA durante la guerra all'Iraq.
Tutto potrebbe anche andare bene, sono americani, ci hanno abituati a tutto, se non fossi riuscito a scoprire la fonte di questa idiozia.
Il Weekly World News.
Però. Il nome sembra serio.
Peccato che sia un infimo giornalaccio di quelli descritti come "agenzie di stampa" in MIB, un assurda accozzaglia di fogli stampati e distribuiti nei supermercati americani. Giusto per darvi un idea, gli altri articoli all'interno del giornale erano la foto del gatto più grasso del mondo (un orrido lavoro fatto col Photoshop da una persona tanto esperta di computer da credere che il carrello del cd-rom sia un poggia bicchiere) e, giuro, giuro giuro giuro, l'intervista a un dottore convinto che gli alieni vengano sulla terra perché HANNO BISOGNO DI DENTIFRICIO.


WE WANT YOU IN ITALY, VENG HERE.


Tornando al discorso di apertura, se vogliamo farlo venire bisogna pure che ci sbrighiamo.
Il ragazzo mi sta diventando importante.
Su molti siti e su molte fonti avevo trovato grandi complimenti e apprezzamenti sul sito wilwheaton.net e su come quello che sembrava un piccolo diario in linea abbia contribuito in maniera determinante alla diffusione dei blog.
Wil mi va a fare una conferenza. Non da ospite ma da oratore.
Nella Silicon Valley, mica a Frosinone. I signori che prendono soldi dall'utilizzo dei computer hanno chiesto a un ragazzino (ex-ragazzino) se per favore andava da loro e gli spiegava come aveva fatto a mettere su un sito visitato da un buculione di gente al giorno scrivendo solo dei fatti suoi.
Mi commuovo.

Niente rubrica del mese, stavolta.
Non deludetemi, fate che il mio sogno si avveri.
Scendetelo here.



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