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HULK
di Maurizio "Zeno"
Corò
Già
a partire dal 2000, col bellissimo X-Men, la macchina di produzione
Hollywoodiana ha solleticato i nostri palati di fumetto-dipendenti con
bellissime (anche se non sempre ben riuscite) trasposizioni in celluloide
dei nostri eroi Marvel. Ecco dunque che, dopo i citati X-Men, dopo
Spiderman, dopo DareDevil... ecco giungere il più irrequieto degli anti-eroi
moderni.
Innanzi tutto un po' di storia sul personaggio.
Quando la fervida mente di Stan Lee (per per onor di cronaca compare
in un cameo all'interno di DareDevil e di Spiderman) si trovò di fronte
la grande depressione americana, decise di dare un colpo di spugna agli
ideali canonici di "eroe mascherato". Era il tempo in cui anche colossi
come Batman e Superman, targati DC Comics, iniziavano a perdere il loro
eterno fascino: gli americani perbenisti e bigotti vedevano nei fumetti
qualcosa di sempre più lontano dall'arte ma sempre più vicino alla perdizione
per i loro figli, e quindi l'intera industria dei fumetti americana stava
vivendo il suo peggior periodo.
Stan Lee, affiancato dal grandissimo Jack Kirby, decise di dare
vita ad un personaggio che assai poco aveva di eroico.
La storia di Bruce Banner è nota: Bruce è uno scienziato che, a
causa di un esperimento andato male, viene sottoposto all'azione micidiale
dei raggi Gamma. Il risultato è la totale incapacità di controllare le
proprie emozioni e la successiva trasformazione in quell'orribile essere
chiamato Hulk. Quel che però in pochi sanno sono le particolarità
di questo personaggio. Innanzi tutto è bene ricordarsi che la prima avventura
nasce in piena guerra fredda. Bruce sta preparando degli esperimenti bellici:
la creazione di nuove potenti armi (appunto basate sui raggi Gamma), per
difendersi dai Russi... e l'incidente sopra citato è stato causato, guarda
un po', proprio da una spia "rossa".
Altra caratteristica è che originariamente Bruce si trasforma non in seguito
alla sua rabbia, ma inesorabilmente ogni volta che tramonta il sole.
Ecco che il professore diventa una bestia stupida ed incontrollabile:
una forza immane che uno dei militari terrorizzati battezza per la prima
volta "The Hulk".
Col
passare del tempo, Hulk assume nuove forme e caratteristiche. Prima diventa
verde e stupido, nell'accezione classica nota a tutti (anche grazie al
telefilm con Lou Ferrigno); poi subisce nuove trasformazioni, in
un crescendo che fa del gigante verde uno dei fumetti più intriganti.
Il giro di boa lo si ha con "La psicanalisi di Hulk", una bellissima
avventura nella quale Bruce Banner viene costretto a confrontarsi con
la propria psiche. In breve gli sceneggiatori hanno fatto evolvere il
personaggio di Banner fino ad una condizione di personalità multiple:
in seguito ad un trauma infantile (la brutale uccisione della madre da
parte del padre), la mente di Banner viene spaccata di tre diversi personalità:
il professore e altre due, entrambe graficamente impersonate da Hulk:
la prima è il mostro buono e stupido, l'altra è una creatura ugualmente
forte ma profondamente intelligente e malvagio.
La conclusione dell'avventura è la porta per un bellissimo ciclo nel quale
Bruce ha raggiunto un equilibro tra le personalità: rimanendo sempre in
forma di Hulk, ma con tutta la sua intelligenza e cinismo.
Hulk in conclusione è un vero antieroe, molto più di quanto non sia Devil.
Infatti Hulk non è solo incarognito nei confronti del mondo, ma segue
anche una sua condotta morale che lo porta anche a vendicarsi in modo
crudele dei suoi avversari. Allo stesso modo si rifiuta di aiutare un
proprio amico curandolo con una trasfusione e non riesce a salvare la
moglie dalla contaminazione dei raggi Gamma emanati dal suo corpo. Di
certo se Hulk fosse un fumetto autoconclusivo non potrebbe terminare con
la sua morte.
Nel film, ovviamente, non vi è nulla di tutto ciò.
Vediamo una storia decisamente riadattata al gusto moderno, dove la trasformazione
è dovuta non tanto ai raggi Gamma, quanto ad una mutazione genetica (tema
tanto caro ai contemporanei) inflittagli per errore dal padre, che vistosi
rifiutare il permesso della sperimentazione umana usa se stesso come cavia.
Nel film la morte della madre è puramente accidentale, così come l'esposizione
di Banner ai Gamma (effetto scatenante della latente mutazione). Tuttavia
chi conosce bene il personaggio sa cogliere i tratti che del film si ispirano
alle lunghe introspezioni su carta.
REGIA
Ang
Lee (autore del superlativo "La tigre e il dragone")
fa un buon lavoro.
Mai, per nemmeno un istante, ci dimentichiamo che stiamo "leggendo" un
fumetto.
Le inquadrature sono spesso spaccate nel classico modo dei comics, così
come i cambi di scena e le sovrapposizioni.
Tecnica di sicuro impatto ma che è stata impiegata con troppa generosità
e che alla lunga dà un leggero disorientamento. Si tratta comunque
di un impegno notevole e ottima è la scelta di mostrare il mostro verde
solo dopo oltre quaranta minuti di film.
La prima parte infatti è incentrata più sui personaggi che sull'azione,
mentre la seconda metà è ovviamente ad uso del moderno gusto per gli effetti
speciali.
EFFETTI
La
realizzazione del mostro è stata curata in quasi ogni minimo particolare.
Il volto, le mani, i muscoli disegnati... tutto è perfetto, anche se si
vede che il mostro è finto dall'inizio alla fine.
C'è però una gravissima nota da segnalare, che fa perdere credibilità
al tutto: il mostro non ha peso.
Quando Hulk salta da una parte all'altra, corre, oppure quando si scaglia
contro un muro... si vede che non ha alcuna interazione col terreno. Col
passare dei minuti l'attenzione a questo particolare è stata curata e
resa quasi ottimale, ma abbiamo intere sequenze (ad es. il combattimento
con i cani mutanti) in cui sequoie o no, se un colosso come Hulk salta
su un ramo dovrà ben farlo oscillare!
ATTORI
Come
per Spiderman anche in questo caso è stato scelto un volto giovane per
il protagonista.
L'impatto è piuttosto disarmante soprattutto per chi conosce il fumetto,
tuttavia non disturba più di tanto, e col passare dei minuti ci si fa
l'abitudine. Trattasi comunque di impressione, perché Eric Bana,
il protagonista, ha già trentacinque anni e conta un buon numero di film
e di esperienze come sceneggiatore.
Quasi coetanea anche Jennifer Connelly, l'attrice scelta per la
parte di Betty Ross. Un nome che non dice molto, forse, ma è impossibile
dimenticarsi dello stupendo Labyrinth e dell'appena trascorso A
beautiful mind. In Hulk viene impegnata in una parte discretamente
insipida, con poche sfaccettature e poche introspezioni, dedicate tutte
ai Banner, specialmente al padre.
Due parole anche su Josh Lucas. Attore di sicuro talento (Tutta
colpa dell'amore - Sweet home Alabama; A beautiful mind;
American Psycho), incastrato nella particina del cattivo, tanto
crudele e cinico quanto fesso.
Bellissima la scena della sua (non abbastanza) repentina dipartita.
Nick
Nolte. I problemi di alcol lo hanno segnato e il suo volto mostra
ancora molti strascichi. Resta però un grandissimo attore, e anche se
non ha una parte troppo estesa, fa comunque la sua porca figura. Splendida
la scena dell'invettiva contro i soldati.
Sam Elliott. Rende molto bene il Generale Ross. I tratti sono
quelli, il carattere e la personalità anche... Inoltre si tratta di un
grande attore, con ruoli in We were soldiers e Il grande Lebowski.
Certo aveva una particina anche in Scappatella con il morto, ma
per fortuna nessuno se ne ricorda.
SCENA MIGLIORE
Impossibile sbagliarsi: la scena migliore è il confronto tra Bruce Banner
e Hulk, uno scontro faccia a faccia tra le due personalità, così diverse
eppure unite in qualche modo… in un significato assai più profondo della
mera mutazione genetica.
LA PERLA
Come in DareDevil, anche questo film regala un piccolo cameo del grande
Stan Lee. È una delle due guardie che si vedono all'uscita
del laboratorio, la prima volta che Banner vi entra.
L'altra guardia... è Lou Ferrigno.
CONCLUSIONE
In conclusione Hulk non è un film negativo, e rende molto bene la sensazione
drammatica del fumetto, così come Spiderman ricordava l'ironia del personaggio
su carta.
Si tratta comunque, a nostro avviso, di un opera ricercata e studiata
nei dettagli, più adatta ad un pubblico raffinato che alla grande massa.
Il botteghino ovviamente smentisce ogni forma d'arte e questo, come ormai
quasi tutte le grandi produzioni, è stato l'ennesimo trionfo commerciale.
Per quanto riguarda Hulk è tutto: ci rivedremo per I fantastici quattro
(2004) e Iron Man (2005)… e poi ovviamente, per SpiderMan 2, Hulk
2, ecc. ecc.
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