CRISI DI IDENTITA'
di Susanna Ricci

La confusione cinematografica continua a imperare sul set di Enterprise.
Prima il caos derivante dalla scritta "Star Trek",che compare in anteprima sul sito ufficiale (www.startrek.com), che viene poi smentita dalle alte sfere della Paramount e che sembra infine prendere possesso permanente della sigla della nuova stagione…
Poi la somiglianza sempre più smaccata con Star Wars, con buona pace di tutti i trekkers del mondo, ai quali solitamente esce il fumo dal naso quando i comuni mortali confondono i due show. Già è difficile far capire che non sono la stessa cosa, anche se per entrambi il titolo inizia con la parola "Star": se poi anche gli autori cominciano a produrre delle storie "liberamente ispirate" alla saga di Lucas, allora non avremo più speranze!
Adesso addirittura il Capitano Archer non è più sé stesso, ma vive la vita di un alieno che cerca di ritornare alle proprie origini!!! Oh, mamma!
Va bene, basta scherzare.

In realtà la storia proposta in questo telefilm è molto bella e la performance offerta dagli attori è veramente notevole.
Gli Xindi per il momento sfuggono ancora alle indagini svolte dall'Enterprise: ogni tanto qualche nuovo indizio mette la nave su una rotta particolare, in viaggio verso un pianeta che forse potrebbe fornire informazioni utili. È il caso che si presenta in questa occasione, solo che, una volta giunta sul pianeta, la squadra di sbarco trova una brutta sorpresa: nell'atmosfera esiste un virus in grado di modificare il DNA di chi lo respira e, nel giro di pochi minuti, Archer, Reed e Sato vengono letteralmente trasformati in una nuova razza con corpo, abilità, pensieri e linguaggio completamente diversi da quella umana.
Solo T'Pol rimane inalterata e, tramite il dispositivo di traduzione di Sato, riesce a instaurare un colloquio con questi "nuovi" esseri.
Gli attori sono stati veramente straordinari, perché, aldilà del trucco facciale e dei capelli disordinati, hanno agito moltissimo sulla fisicità e sull'intonazione delle voci.
Questi alieni hanno qualcosa in comune con i rettili, mangiano vermi, sono in grado di arrampicarsi molto velocemente sugli alberi quasi come lucertole e hanno un forte condizionamento gerarchico/sociale. Ovviamente Archer, sia egli umano che alieno, continua a mantenere il suo carisma e diventa il capo del "branco" guidando i compagni verso una città perduta che per loro rappresenta casa. Un posto che sentono di dover assolutamente raggiungere e che sanno essere lì, da qualche parte sul pianeta. movimenti degli alieni sono molto animaleschi, l'interazione con T'Pol è inizialmente basata sull'olfatto e sul tatto: Archer la annusa a lungo e la tocca in più punti per verificarne la consistenza e la diversità.
Il modo in cui hanno poi modulato le proprie voci è eccezionale.

Tutti e tre gli attori paiono veramente diventati qualcos'altro, lontani anni luce dagli esseri umani che erano.

Sembrano esseri evoluti e allo stesso tempo bloccati a un livello primordiale, come i nostri Neanderthaliani. Eppure la città che stanno cercando, e che Archer sogna, è molto bella: una metropoli che pone in evidenza un grado di civiltà avanzato.
Forse è per questo motivo che Archer non uccide T'Pol, nonostante gli altri due non si fidino di lei e lo esortino a non ascoltarla e addirittura a sbarazzarsene. Oppure forse all'interno dell'alieno rimane qualche scintilla dell'uomo? Del capitano?
A queste domande, che sorgono spontanee, non viene data risposta nemmeno durante il finale del telefilm.
Ovviamente, prima dell'epilogo, la trama si complica e alcuni misteri si dipanano.
Si scopre, per esempio, che T'Pol è immune al virus, perché il suo fisico ha reagito prontamente all'attacco creando un anticorpo che potrà essere sintetizzato dal Dottore ed essere utilizzato per riportare tutti quanti alla condizione iniziale.
Inoltre, la civiltà degli alieni è da tempo estinta per cause naturali: sapendo che erano destinati all'estinzione, gli alieni hanno creato artificialmente il virus che ha il compito di trasformare letteralmente ogni essere vivente che incontra in un rappresentante della loro razza, ma non solo: fornisce anche le informazioni di base per ritrovare la maggiore città che avevano costruito e con esse un forte senso di appartenenza, in maniera tale che in qualche modo, un giorno, tutta la loro civiltà possa essere ricreata.
Le persone provenienti dai più sperduti angoli della galassia, quindi, grazie al virus, diverranno sempre e comunque autoctoni.
Un piano folle ma molto ben congegnato: non fosse per la fibra fortissima dei vulcaniani (e chi li ammazza quelli!) e per la mente brillante del Dottore, nemmeno i nostri eroi sarebbero sopravvissuti.
Dicevamo però che non tutti i nodi vengono al pettine…. Infatti non è chiaro se, una volta tornati loro stessi, Capitano e compagni mantengano memoria di quanto è loro successo, o se, mentre erano trasformati, avevano ancora qualche conoscenza dell'Enterprise.
Non vi è alcun colloquio chiarificatore tra Archer e T'Pol: la vulcaniana mette ancora una volta a repentaglio la propria vita per aiutare il suo capitano (come tante volte ha fatto un altro famosissimo vulcaniano che faceva anche lui il primo ufficiale!), mentre il rapporto tra i due sta assumendo sempre più i contorni di una intimità che lascia presagire degli sviluppi interessanti.
Per buona pace del terzo incomodo, Trip, che seguita ad avere bisogno dei massaggi di T'Pol per poter prendere sonno e che continua a presentarsi nella cabina di lei mezzo nudo per farsi manipolare….

Un'ultima considerazione: molti appassionati di Star Trek non amano le avventure di DS9, le definiscono da "telenovela" in quanto molte puntate sono legate tra loro e sono l'una il seguito dell'altra. Ciò costituisce, invece, uno dei punti di forza dell'intera serie, secondo me, e sono rimasta favorevolmente colpita dal vedere che anche per Enterprise si sta delineando una scelta di questo tipo. Storie collegate tra loro, magari per il momento solo da piccoli particolari, che potranno diventare veri e propri filoni portanti di trame più complesse da sviluppare in futuro.
Insomma: attendiamo con trepidazione i prossimi episodi e speriamo che le promesse appena accennate vengano mantenute.



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