IL LATO OSCURO
DELL'ONNIPOTENZA
di Kenneth Lowenberg
Nel
lontano 1995 un fan statunitense, Kenneth Lowenberg, ha scritto un bel
racconto ispirato a Star Trek, dal titolo "The Five Enterprises". Il racconto
apparve sul news group alt.startrek.creative, nel cui archivio tuttora
si trova. Otto anni dopo, un fan italiano, Marco De Meis, avendo letto
e molto apprezzato il racconto del "collega" d'oltremanica, lo ha tradotto
in lingua italiana. A questo punto ce lo ha proposto (a noi dello STIM)
e quindi la sottoscritta (sotto forma di curatrice della rubrica Fuoricampo)
ha scritto all'autore per chiedergli l'autorizzazione alla pubblicazione.
Kenneth (tra fan ci si dà del tu) non mi ha risposto, quindi pubblichiamo
questa traduzione con la speranza di non suscitare le ire di qualcuno,
ma anzi di fare un piacere all'autore (a me farebbe piacere!). Intanto
riportiamo i credits del racconto:
"The author would like to acknowledge the friends and family who
doubled as an editorial board for this story:
Ray Clark, Jason Dzubow, Matt Ferry, Dan Hegarty, Daniel R. Lewis, Marc
Lowenberg, Mike Poaletta and Jerry Smolens.
The author would also like to thank the 600+ America Online readers who
have commented and waited patiently for part two.
The opening segment of Chapter Seventeen is adapted from "The City on
the Edge of Forever" by Harlan Ellison.
All elements of Star Trek are copyrights and trademarks of Paramount Communications
Corporation.
All other elements and content are copyright by Kenneth A. Lowenberg.
The story is dedicated to Stuart William Lowenberg".
La versione integrale ed originale si trova al seguente link:
http://www.tedric.demon.co.uk/q/stories/five-e.htm
e l'indirizzo di Kenneth è: kennethl@mail.erols.com
Noi qui ci limitiamo a pubblicare il prologo e il
primo capitolo. Il resto del racconto lo potete scaricare dal sito. Marco
ci tiene comunque a far sapere che questa è una traduzione libera, non
essendo lui un traduttore professionista.
Titolo originale: "The Five Enterprises"
Storia di Kenneth A. Lowenberg
Anno di produzione: 1995
Traduzione e adattamento di Marco De Meis
Dedicato alla memoria di Stuart William Lowenberg
Prologo
Q rimase scioccato dalla sorpresa. Dopotutto, lui ed i suoi compagni del
Continuum erano stati tutti Onniscenti e Onnivedenti…
Fino ad ora.
La forza dell'energia che stava invadendo (sì, proprio INVADENDO) il Q-Continuum
aveva colto di sorpresa tutti i Q.
Quella forza aveva sondato la loro coscienza a fondo, lasciando altri
Q assolutamente indifesi al loro risveglio.
I Q… indifesi?!
Questo Q, il più importante (ma solo nella propria mente…), all'inizio
aveva trovato qualche soddisfazione nel vedere colti di sorpresa i suoi
compagni. Dopotutto, loro una volta avevano avuto l'audacia di togliergli
i suoi poteri, in quell'occasione in cui aveva fatto qualche piccolo scherzo
a Picard ed ai suoi lacchè.
Era appena ritornato nel Continuum dopo aver rotto con Vash, l'interessante
femmina umana che aveva miracolosamente trovato il modo di ritornare dal
Quadrante Gamma, dove Q l'aveva lasciata, grazie ad un altro gruppo di
servili seguaci della Flotta Stellare di quella stazione spaziale dal
piatto nome di Deep Space Nine.
Al suo arrivo nel Continuum, Q fu sopraffatto da quest'energia. Non più
divertito, subito realizzò che quei poteri predatori erano una minaccia
per lui.
Fu sondato in profondità, alla ricerca di punti deboli, e il nemico si
bloccò dentro la mente di Q, su quel suo pensiero di un momento fa, sugli
Umani.
Q lottò, focalizzando i suoi poteri contro quelli dell'invasore. Senza
nessun risultato… fatta eccezione per un'immagine.
Un'immagine di intenti.
Conquistare… tutto.
Poi percepì qualcos'altro, qualcosa di familiare, qualcosa che gli diede
speranza e confidenza.
Erano i Q, i suoi fratelli e sorelle!
Gli stessi che avevano sottilmente trovato un modo per canalizzare i loro
poteri su di lui. Tutti i poteri dei Q ora risiedevano in lui.
L'invasore esitò un momento, colto di sorpresa da questa nuova difesa.
Allora Q ne approfittò per scagliarsi contro di esso, sondandolo, cercando
possibili punti vulnerabili… e non ne trovò nessuno, tranne qualcosa…
che era lì un momento prima e subito dopo non c'era più.
Mentre lottava contro Q, il nemico si concentrò su ciò che aveva imparato
da lui. Percepì qualcosa che apparentemente sembrava essere una debolezza…
gli Umani.
Gli Umani e il loro pianeta natìo, la Terra.
Questo significava qualcosa per Q: distruggili e lo stesso Q sarà facile
da fermare.
"Ridicolo", pensò Q verso il suo avversario. "Gli Umani non significano
niente…"
Ma fu troppo tardi. Il nemico aveva trovato la Terra; Q vide l'immagine
del piccolo mondo blu, non soltanto ora, ma in tutti i momenti della Storia.
Il pianeta Terra attraverso il tempo. All'improvviso Q riconobbe le intenzioni
del suo nemico, ed in quel millisecondo in cui il suo avversario era occupato,
Q concentrò tutti i suoi nuovi poteri, tutti i poteri dei Q su una sola
parola, una sola immagine, una sola astronave. "Enterprise."
Nel successivo millisecondo, il nemico cancellò il pianeta Terra da tutte
le Ere Temporali.
CAPITOLO 1
- Scacco matto. -
Worf guardò la scacchiera tridimensionale, e poi il Consigliere Troi,
seduta dall'altra parte del tavolo. Dietro di lei, la finestra mostrava
le striscie colorate di stelle dell'Enterprise mentre attraversava lo
spazio a velocità curvatura. La guardò di traverso: - Ammetto la sua vittoria,
Deanna. -
La Betazoide sorrise e raccolse i pezzi del gioco, cominciando a preparare
nuovamente la scacchiera.
-Vediamo. E con questa sono tre. Vogliamo provarci ancora? -
Worf si alzò in piedi.
- Forse un'altra volta, Consigliere. E' ovvio che non è un buon giorno
per me. -
Deanna si alzò anche lei:
- Oh, non te la prendere, Worf. Ero la campionessa assoluta di scacchi
al liceo. -
- Sì, così mi ha detto… molte volte. -
Lei mostrò la sua sorpresa alzando un sopracciglio:
- Strano, non ricordavo. Andiamo a mangiare un boccone, sono affamata.
-
Uscirono dal suo alloggio. Deanna era lieta di avere tempo da spendere
con Worf, perfino quando i loro turni erano gli stessi; cosicchè erano
spesso fuori servizio insieme. Worf aveva passato dei brutti momenti ultimamente,
riguardanti il suo patrigno. Era stato piuttosto riservato. Geordi e Data
le avevano chiesto di occuparsi del loro amico. Lei non aveva bisogno
di farselo chiedere…
Appena arrivati al Bar di Prora, trovarono un piccolo gruppo di ufficiali
e civili accalcati vicino al bar. Al centro della calca c'era Beverly
Crusher che stava aiutando Guinan a stare in piedi. Worf e Troi si precipitarono
dentro, facendosi strada attraverso la folla.
- State indietro! - ruggì Worf, mentre la folla si faceva automaticamente
da parte.
- Beverly! - disse Troi. - Mio Dio, ma che è accaduto? -
- Beh, mi sono sentita un po'… molle. - disse Guinan mentre Crusher l'aiutava
a sedersi sopra un seggiolino del bar.
- Guinan era decisamente svenuta. - chiarì Beverly. - Uno dei suoi assistenti
ha chiamato l'infermeria, ed era ancora per terra quando sono arrivata
qui. Francamente, Guinan, sono preocupata. Dovremmo portarla in infermeria.
-
- Sciocchezze. - disse la barista. - Ora sto meglio. -
La dottoressa estrasse un sensore da un Tricorder medico, e lo mosse su
e giù per tutta la lunghezza del corpo di Guinan.
- Niente letture inusuali. Beh, non posso certo costringerti a venire
con me. Cerca solo di non fare sforzi. -
- Certamente. - disse Guinan. - Forse finirò il mio turno un po' prima.
-
La folla si era ritirata, e gli altri le avevano fatto spazio intorno.
Guinan si alzò in piedi e andò dentro il suo ufficio dietro il bar. Una
volta dentro, si lasciò cadere dentro l'immensa poltrona che guardava
sulla finestra.
Sbattè le palpebre, mentre cercava di decifrare le immagini e le sensazioni
che le avevano temporaneamente rubato la sua coscienza.
- Q è stato qui!… Credo proprio che sia stato stupido pensare che saremmo
mai scappati dalle grinfie di quel clown! - disse Miles O'Brien mentre
affondava i suoi denti in un gustoso pezzo di carne.
- Ora se n'è andato. -
Keiko sedeva davanti a lui nell'area da pranzo dei loro alloggi sulla
stazione spaziale Bajorana Deep Space Nine. Poi domandò:
- Bè, com'è? -
- E' assolutamente delizioso. Come hai fatto a replicarlo con quei dannati
replicatori Cardassiani? -
- Non l'ho replicato. Ho comprato la carne da Quark. -
- Che cosa?! -
- Mi ha detto di conoscere un fornitore di delicatezze terrestri e voleva
vendercelo con uno sconto. Ha detto qualcosa riguardo ad un favore che
ti deve, per averlo aiutato al suo bar. -
Miles scosse la testa:
- Tesoro, dovresti sapere che di Quark non c'è da fidarsi. -
- Di solito no, credo. Ma quando ho scoperto che avevo la possibilità
di cucinarti il tuo piatto preferito, non ho saputo dire di no. -
- Ahh, sei stata davvero gentile, amore. - Diede un altro morso al suo
pranzo. - E siccome Quark ha bisogno di me per riparare i suoi computer,
probabilmente non mi avvelenerà. -
Miles rise allo sguardo di shock che attraversò la faccia di sua moglie.
L'allarme perimetrale risuonò attraverso l'Ops. Il maggiore Kira Nerys,
l'ufficiale di servizio, ordinò di attivare i sensori.
- Sta arrivando una nave attraverso il wormhole? -
- Negativo. - disse l'ufficiale della Flotta Stellare seduto alla postazione
di Dax.
- Le letture di neutrini sono normali. -
- Allora che c'è? - disse Kira frustrata. Il fatto che l'allarme perimetrale
suonasse significava che qualcosa si stava avvicinando alla stazione.
- Non lo sappiamo. - disse l'uomo.
- Alzare gli scudi! Scandagliate la zona circostante alla ricerca di tracce
di navi in occultamento, e passatemi il Comandante Sisko! -
Kira fece un passo avanti verso il visore sopra le loro teste, che era
normalmente sintonizzato sull'immagine del wormhole. Tutto sembrava tranquillo,
ma quel dannato allarme le stava ancora risuonando nelle orecchie. Il
familiare suono idraulico del turbolift fece cessare gli allarmi, e Kira
si girò per vedere Sisko, Dax e O'Brien che uscivano dall'elevatore sul
ponte.
- Rapporto, Maggiore. - ordinò la profonda voce di Sisko.
Perfino quando il suo tono era duro, aveva un sorprendente effetto calmante
su Kira.
- Non riesco a spiegarmelo, signore. Ovviamente i sensori hanno individuato
qualcosa là fuori, ma non possono dirci cosa sia. -
Sisko camminò davanti a Dax, che aveva preso il suo posto alla stazione
scientifica.
- Cosa può dirmi, Tenente? -
Dax scosse lentamente la testa:
- Kira ha ragione. Le letture dei sensori sono confuse. Ma posso dirle
che c'è più di un oggetto che si sta avvicinando a noi. -
- Avvicinando a noi da dove? - chiese Sisko. In quel momento l'immagine
sul visore cambiò, e improvvisamente cinque navi della Federazione apparvero
attorno a Deep Space Nine.
Clicca qui
per scaricare l'intero racconto
Se volete commentare questo articolo scrivete a
Warp
Mail