IO UCCIDO + CONSIDERAZIONI ESTIVE
di Paolo "Exidor" Longarini



Ben ritrovati. L'esperimento di inizio anno (la richiesta d'invio di quello che, secondo voi, era il peggior libro di fantascienza sulla piazza) ha dato degli ottimi risultati, per questo insisterei chiedendovi di mandarmi al mio indirizzo exidor@tiscalinet.it i vostri commenti su quello che è il MIGLIOR libro di fantascienza che avete letto, con le solite due righe sul perché della scelta.

Come potete vedere, questo mese il libro, o meglio, il tema in esame non c'entra minimamente nulla con la fantascienza.
C'è un'ottima ragione.
Caspita se c'è.
Ella peppa se c'è.
Due addirittura.
La prima: l'estate.
La seconda: la fantascienza mi ha rotto.
Sono tre anni che la percentuale dei libri che leggo è all'80% di fantascienza e, francamente, non ne potevo più. Oltretutto l'estate è il momento migliore dell'anno per leggere cavolate che impegnano il cervello quel tanto che basta solo a ricordargli che, di tanto in tanto, bisogna cambiare pagina.
E allora nel periodo in cui lo STIM era in ferie per me è iniziato il periodo delle varie Cornwell, di King, di Deaver e di chiunque avesse scelto per la propria opera una copertina accattivante, ho letto pure un paio di sonore vaccate come "Insomnia" e "La furia", due gialletti che dovrebbero essere immessi sul mercato con l'avvertenza "nuoce alla salute", come le sigarette. L'estate è il momento in cui puoi farti travolgere dalla imperante idiozia e leggere un libro in cui un agente segreto si mangia un pezzo di chiappa perché è disperso sopra un iceberg prima di finire nel deserto del Sahara dove abbatterà un gruppo di carri armati ed un esercito di centinaia di persone solo con l'aiuto di sette taniche di gasolio che, si sa, è più infiammabile del combustibile per missili e letale come gas nervino (I libri in questione sono "Iceberg" e "Sahara" di Clive Cussler in cui vengono narrate le avventure di Dirk Pitt, un incrocio tra Capitan America, 007 e Ridge di Beautiful), puoi leggere un libro in cui viene descritta per filo e per segno tutta la regolamentazione del traffico aereo in America, come si costruisce un aereo, come si guida un aereo, come si ripara un aereo e come si fa da mangiare in un aereo, la trama del libro è: c'era una volta un aereo, precipita, oddio, come avrà mai fatto? Fine. (Punto Critico del sempre valido Crichton).
Durante l'estate puoi tranquillamente smettere di mettere la sopraccoperta di "Delitto e castigo" all'ultimo libro di Busi tanto il tuo vicino d'ombrellone starà sicuramente leggendo qualcosa di più stupido del tuo.
Ma sto divagando e non ho ancora detto una parola sul libro di Faletti.
Facciamo così: io adesso inizio come tutte le volte, poi il resto del discorso lo butto in mezzo.

GIORGIO FALETTI
Io Uccido
Baldini e Castoldi
Euro 17,20
Voto: 7-


Mettiamola giù dura del primo momento: leggere un libro di Faletti? Stiamo scherzando? Di quello che vestiva come un cretino urlando "mattomattomatto" e "giumbotto" al Drive In (trasmissione in cui era raccolto tutto quello che di peggio c'era negli anni 80, dalle risate finte ai vestiti ultrapagliettati a Piersilvio Berlusconi)?
Una certa diffidenza di fondo resisteva anche dopo l'ascolto di "Signor tenente" (o minchia signor tenente, come la chiamano tutti), canzone indubbiamente bella ma che poteva essere il frutto di una operazione di pulizia operata dallo stesso Faletti per poi tornare a fare le fesserie che faceva prima (come sta facendo Abatantuono o come, in maniera sempre più patetica, sta facendo Villaggio).
Per non parlare poi del devastante successo di vendite ottenuto da questo libro, da che mondo è mondo se un esordiente vende un buculione di copie puoi star certo che il libro è una vaccata (Brizzi, Tamaro).
Per quanto mi riguarda la spinta finale alla lettura l'ha data l'ascolto delle canzoni che Faletti ha scritto con Angelo Branduardi, molto belle.
Oltretutto, se uno come Branduardi si è fidato di lui, perché non dovrei farlo io?

Le premesse del libro non sono bellissime: in sostanza non si tratta altro che di una caccia al solito serial killer, il fatto che l'ambientazione sia addirittura Monte Carlo non fa altro che peggiorare le cose (nessuno mai che non cada nella tentazione di descrivere luoghi bellissimi, lusso sfrenato, donne da panico, tutti espedienti buoni per far sognare il lettore, l'effetto Beautiful, insomma), il primo delitto del killer che, molto fantasiosamente, si fa chiamare Nessuno, inizialmente mi stava facendo chiudere il libro: non vi rivelo nulla che non sia scontato e che non sia nelle prime 20 pagine, tranquilli, il killer sceglie come vittime un bicampione di Formula 1 e la sua ragazza, astro nascente degli scacchi. Anche le modalità dell'omicidio sono discutibili, loro ormeggiati a largo a fare gnoppo gnoppo, lui che arriva dalla spiaggia a nuoto con un bombolino da 5 litri.
Comunque, non mi lascio scoraggiare e continuo.
Sopporto anche l'eccessiva enfasi in cui pare voler sguazzare di tanto in tanto il Faletti, un esempio, il nostro killer ha appena fatto secchi i due piccioncini ormeggiati a due chilometri dalla riva e lui, dopo aver nuotato andata e ritorno non ha neanche avuto bisogno di una doccia, si trova nel suo nascondiglio segreto con pareti di metallo e lancia rabbiosamente un oggetto proprio contro una delle pareti e leggiamo: "La parete risuona come un diapason accordato ai rintocchi di morte che l'uomo sente dentro".
Ellamiseria.
Henry James è un potatore di alberi da frutto al confronto.
Il protagonista del libro è uno stereotipo che cammina. Non solo si chiama assurdamente Frank Ottobre (nella prima stesura del libro era previsto Salvatore Opperhmaier) ma è il classico, solito, assurdamente scontato agente italoamericano dell'FBI che è considerato da tutti un genio ma troppo cane sciolto per fare carriera, con un passato tribolato alle spalle. Capitato, grazie all'aiuto del Dio delle botte di culo, al posto giusto nel momento giusto. Vedovo, prima della fine del libro troverà il modo di farsi una che prima è descritta come tipa normale ma poi si scopre gnocca assurda e, chiaramente, porta una sfiga tremenda, sono tentatissimo di dirvi perché ma non cedo, ricordate solo che come esistono le regole d'oro per il cinema horror, ne esistono anche per i libri ed i film thriller e d'azione e Faletti lo sa bene.
I più attenti di voi avranno notato che ho dato al libro un voto anche abbastanza alto ma che fino ad ora l'ho più criticato che lodato, e allora perché lo consiglio?
Bella domanda.
Le ragioni sono semplici, pur se la trama non è certo Hemingway tiene benissimo la lettura neanche fossero le farfalle Barilla, poi si legge tra le pagine un onestà di fondo che non ritrovo spesso. Se vado a leggere un Crichton attuale, gli ultimi Grisham, la Cornwell o tizi del genere, una volta finito il libro mi sento preso per i fondelli, loro non hanno scritto un libro perché io ci leggessi una storia, ma lo hanno fatto perché io leggessi una storia scritta da Grisham, Cornwell o Crichton, quindi loro non hanno fatto altro che prendermi in giro scrivendo un libro non che loro volevano, ma che loro pensavano noi avremmo voluto.
Se non sono stato chiaro o se non mi avete capito sono pronto a trovare almeno 20 scuse sul perché non mi sono saputo spiegare, se poi, anche solo per un attimo, mi dite una cosa tipo "no, forse io non ho capito", allora addenterò le vostre gole scaricandovi tutta la colpa.
Dicevo, Faletti ha scritto questo libro seguendo tutte le regole d'oro del genere ma ha anche rischiato qualcosina, sapeva benissimo che la sua era un operazione rischiosa, passare dal fesso di Passerano Marmorito ad uno che si permette di ringraziare Jeffery Deaver (il suo amico Jeffery Deaver, c'ha mangiato la polenta insieme, mica cacchi) in ultima pagina non era certo facile. Per questo mi immagino che abbia potuto osare più di altri perché non aveva pubblico e sapeva che, molto probabilmente, non lo avrebbe avuto.
Insomma, è stato pubblicato da Baldini e Castoldi che, con tutto il rispetto, non sono certo Mondadori, Einaudi o Feltrinelli, case editrici cui si sarà anche rivolto e si sarà sentito rispondere il classico "le faremo sapere", chissà se ha ricevuto anche uno Snoopyano "Caro collaboratore, le rimandiamo il suo stupido racconto", vabbè, sto divagando.
Sapete da dove leggo l'onestà di fondo?
Non c'è una descrizione sanguinolenta semplicemente fine a se stessa così come non ha inserito la classica scena di sesso gratuita, in questo e in mille altre piccole cose che mi hanno fatto apprezzare questo libro, oltre al fatto che non è un qualcosa che "ti incolla alla sedia", ma ti fa comunque ritardare di quei due minuti al lavoro, che ti fa portare nella borsa o nello zaino un affare di 682 pagine che pesa poco meno di un chilo quando di solito ti danno fastidio pure le chiavi di casa.
Una buona trama, personaggi troppo classici ma corretti, scorrevolissimo, onesto, con un ottimo ritmo. La cosa che mi ha fatto davvero piacere è che il lettore scopre l'identità dell'assassino ad un duecento pagine dalla fine eppure il libro non ha cadute di suspance o ritmo, e non è facile. Di solito o si assiste alla classica scena del salotto nelle ultime pagine o l'identità viene svelata due pagine prima della terza di copertina.
Questi sono i motivi per leggerlo.

Ricordatevi di scrivermi quale è, secondo voi, il miglior libro di fantascienza.



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