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VOLETE STARE FRESCHI? ANDATE ALL'INFERNO!
di Susanna
Ricci
L'altro
giorno ho sentito una notizia sconcertante: pare che Satana si stia lamentando
del fatto che all'Inferno la temperatura stia scendendo a livelli polari.
Non solo, ma pare che l'Angelo reietto incolpi di tale incresciosa situazione
proprio i fan di Star Trek, memore del fatto che molti di loro più di
una volta sono andati dicendo: "è più probabile che geli l'Inferno, piuttosto
che venga trasmesso Star Trek in prima serata"….
La 7 è riuscita ad arrivare là dove nessun palinsesto era mai
giunto prima, e con un battage pubblicitario di tutto rispetto, ha proposto
per tutto il corso di questa caldissima estate ben due episodi a settimana
dell'ultimo prodotto della Paramount: "Enterprise".
Ogni domenica, a partire dalle 20,40.
La cosa più assurda di tutto ciò è che, considerato che si tratta di periodo
estivo, quindi meno propenso ad avere grandi ascolti, lo share è stato
molto buono, segno che i telefilm sono piaciuti e continuano a piacere.
A
voler essere precisi, nel titolo non compaiono le parole Star e Trek il
che potrebbe avere un significato cabalistico particolare per chi crede
in queste cose: come dire, ogni volta che si parla di Star Trek, ai responsabili
delle reti televisive italiane vengono irrefrenabili conati di vomito;
eliminare tale dicitura e far passare il prodotto per un qualsiasi telefilm
di fantascienza può aver aiutato notevolmente.
D'altra parte più di un fan del panorama italiano (ma anche americano)
ha preso le distanze da questa serie, fino ad ora considerata la meno
trek in assoluto mai prodotta. La vecchia diatriba di cosa è trek e cosa
non lo è torna più forte che mai, per una serie che racconta le avventure
della "flotta astrale" prima della missione quinquennale di Kirk e che
sembra non essere a conoscenza della futura evoluzione dell'universo Roddenberryano.
Già
in altri precedenti articoli avevamo affrontato il problema di riuscire
a trovare quelle caratteristiche intrinseche che portino alla definizione
della quintessenza di Star Trek senza peraltro ottenere molti risultati.
Se vogliamo tenere buona la definizione di Rodolfo Ciottoni (vedi
STIM n. 33 - rubrica DSP), allora la trekkaggine è inversamente proporzionale
al numero di "i" presenti nel titolo, pertanto "Enterpraaaaise" (con la
"a" molto aperta) è candidata ad essere una delle serie più trek in assoluto.
Personalmente ritengo che l'idea di base sia molto buona: io ho adorato
il film Primo Contatto, proprio perché ci ha offerto una fetta di 'passato'
e ci ha fatto vedere un momento storico dell'umanità. Quindi
una intera serie dedicata a ricucire tutti i fili che sono rimasti appena
accennati durante le storie raccontate da Kirk e soci non può che portare
cose interessanti. Almeno questa era la speranza iniziale.
Per chi è un fanatico della continuity, come sono io, consiglio vivamente
il meraviglioso libro "Star Trek Cronology", curato dai coniugi
Okuda, che dovrebbe essere una sorta di bibbia per chiunque voglia affrontare
l'arduo compito di scrivere delle nuove storie ambientate nel nostro universo
preferito. Il guaio è che il magico duo Berman e Braga probabilmente non
sa nemmeno che tale libro esiste…
È
un vero peccato perché sono convinta che questa nuova serie, con un po'
più di cura, avrebbe potuto diventare un vero fenomeno di culto per tutti
gli appassionati. Invece le incongruenze sono abbondanti e alle volte
talmente tanto smaccate da infastidire anche i più disattenti. Non era
noto a tutti infatti che l'Enterprise di Kirk era la prima astronave ad
essere stata chiamata in questo modo? Difficile, ai tempi della missione
quinquennale, dimenticarsi di un pioniere come Archer e della sua nave
in grado di affrontare curvatura 5!
Potremmo giustificarlo dicendo che in fondo quella di Archer è un prototipo,
che ancora non ha nemmeno un numero di serie ben definito (quel NX01),
ma insomma…
E
non era stato Picard il primo terrestre ad entrare nella camera del consiglio
Klingon, su Qo'noS? Vogliamo giustificare anche questo dicendo che Archer
non è che sia proprio entrato ma è rimasto discretamente sulla porta?
E che cosa dire del design? È ovvio che al giorno d'oggi non avrebbe retto
creare un'astronave di polistirolo e utilizzare effetti speciali da cartone
animato per giustificare il fatto che la nuova serie è ambientata un paio
di secoli prima di Kirk, ma forse si poteva studiare un qualcosa di maggiormente
retrò: la Phoenix era poco più di un razzo con le alette, l'Enterprise
NCC 1701 sembra una pizza montata su un siluro con due salsicce di qua
e di là; forse tra le due si poteva pensare a qualcosa di un po' meno
futuristico di questa bellissima Enterprise NX01. Lo
stesso dicasi per i Tricorder ed i Dipad, troppo simili ai nostri palmari
e assolutamente anacronistici rispetto ai registratori a cassetta che
Spock si portava a tracolla…
Ma facciamo finta che queste siano cose secondarie: molto probabilmente
qualcosa di troppo arcaico sarebbe stato ancora meno credibile, soprattutto
per le nuove generazioni di telespettatori che ritengono Kirk un vecchio
fossile.
La nuova serie parte molto bene, con un ottimo pilot e dei personaggi
tagliati
forse un po' troppo con l'accetta, ma interessanti e sicuramente sviluppabili.
Inoltre esiste anche un nuovo nemico, formidabile e subdolo, che lascia
intendere intriganti sviluppi: i Suliban.
È molto interessante notare quanto Star Trek sia calato nel sociale, anzi
è una delle cose che mi ha sempre attratto di più. Negli anni '60 c'era
Kennedy, con la sua guerra fredda contro i Russi, ed ecco allora un battagliero
e fierissimo Kirk che tiene testa a dei Klingon di fattezze vagamente
mongole.
Al giorno d'oggi non si fa altro che parlare di ingegneria genetica e
di quanto la pecora Dolly abbia portato scompiglio e sconcerto nel mondo
scientifico internazionale, ed ecco comparire questi stranissimi alieni,
progettati geneticamente per adattarsi ad ogni cambiamento dell'ambiente
circostante, per nascondersi o per combattere.
Sono ammantati di mistero così come sono misteriosissimi i loro mandanti
del futuro: sono i romulani? Sono i cardassiani? O sono i fondatori? E
perché non magari gli stessi terrestri? Questi manipolatori temporali
devono essere per forza cattivi? Magari
l'essere in ombra è proprio Picard… o magari è l'uomo che fuma…
Certo è che con questo espediente gli autori si sono parati la schiena
da ogni possibile errore e/o critica possa loro venire mossa sulle scelte
fatte per raccontare le storie: possono sempre rimettere tutto a posto
dicendo "mavvia, abbiamo scherzato, tutto quello che avete visto finora
non è successo, si tratta solo di una realtà temporale alternativa!"
Furbi
come delle volpi…
Ad ogni modo, a parte questo plot trasversale, che torna in diverse puntate
durante le due stagioni finora prodotte, la ricetta di base è sempre la
stessa, quella che ha avuto tanto successo fino ad ora: un'astronave,
un manipolo di ufficiali coraggiosi ed addestrati ad affrontare tutti
gli imprevisti, lo spazio sconfinato nel quale poter incontrare quante
più razze aliene possibili.
Da
parte di molti fan questo viene visto come un ulteriore punto debole della
serie, un modo "vecchio" di affrontare la produzione: molte delle cose
proposte sembrano già viste e poco rimescolate, molte delle trame raccontate
fanno pensare a situazioni già note e alle volte anche poco attuali.
Ma in definitiva, vogliamo proprio lamentarci?
Sappiamo tutti che le prime stagioni di ogni nuova serie sono un po'
noiosette e scontano il fatto di dover prendere confidenza con i personaggi:
un avvio lento e goffo ha portato poi ad episodi strepitosi che ancora
oggi vengono annoverati tra le pietre miliari della storia di Star Trek.
Non amo ripetermi, ma anche TNG ha stentato a partire, anche DS9 ha avuto
i suoi colpi di sonno, anche VOY è sceso vorticosamente in basso.
POPOLO DI STAR TREK!!!!!! Possiamo vedere i nostri telefilm preferiti
in prima serata! E vi pare poco?
Cosa possiamo volere di più dalla vita? Un abitante della Basilicata?
Io ho fiducia che la qualità si risolleverà e attendo trepidante la produzione
della terza stagione… nel frattempo un grazie sentito a La7.
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