Dracula
è sempre stato un personaggio affascinante. Non chiedetemi perché.
Forse perché è un conte, forse perché è
immortale, forse perché il suo modo di nutrirsi assomiglia tanto
ad un erotico bacio. Le fanciulle indifese, con l'incarnato bianchissimo
e l'esile collo sul quale vengono raccolti riccioli di serici capelli
profumati, si offrono senza pudore alla lascivia di un demone che approfitta
della loro ingenuità per alimentare la propria anima nera.
Chi non ha subito il fascino degli occhi brucianti di Christopher Lee?
Chi non ha sospirato di fronte all'eleganza di David Bowie? Chi non
ha sentito il cuore accelerare i battiti sentendo il soffio di Gary
Oldman? Chi non ha sbavato in maniera palese di fronte alla storia dai
toni fortemente omosessuali, torbida, erotica, di Brad Pitt/Tom Cruise?
I vampiri sono incantatori, come i serpenti, ipnotizzano
le loro prede in un gioco di seduzione e se ne approfittano poi bassamente.
Anzi, la maggior parte delle volte, le vittime sono addirittura tanto
coinvolte dalle spire del loro aguzzino da bramare e desiderare follemente
il proseguimento di quel bacio che le porterà alla morte.
Vi sembra che l'inizio di questo articolo sia un tantino barocco? È
per rimanere in tema.
In tema con i vampiri e soprattutto in tema con Buffy - l'Ammazzavampiri.
Uno show che potremmo definire con una frase: "Chi non lo conosce,
lo evita". Perché chi non lo conosce, e ne ha solo sentito
parlare, se ne fa un'idea preconcetta negativa, basata su prove
indiziarie
e frammenti di notizie. Tipo che si tratti di un telefilm del genere
Beverly Hills 90120 in cui improvvisamente, senza alcuna spiegazione
logica, imperversano demoni e vampiri.
Come se una ragazzina bionda, che va alle superiori e che ha come unica
ambizione quella di fare la cheerleader, possa avere una missione speciale,
essere la prescelta e avere dei superpoteri che le permettono di sconfiggere
il male a suon di arti marziali e di paletti.
Per di più innamorandosi di un vampiro, che per la maledizione
di una delle sue vittime, ha riacquistato l'anima ed è tormentato
dal rimorso delle atrocità commesse!
Beh
Meno
male che dalla seconda stagione è comparso Spike.
Al secolo William. William il sanguinario.
William dovrebbe essere nato attorno al 1850, in una famiglia medio
borghese di Londra. Di sicuro sappiamo che attorno all'età di
30 anni, nel 1880, William è un ragazzo dai capelli castani e
porta gli occhiali; vive con l'anziana madre malata, è dedito
alla poesia, ed è innamorato perso di una tale Cecilia, giovane
dell'alta società londinese, che non se lo fila nemmeno di striscio
e che anzi, costretta ad ascoltarlo mentre declama le proprie opere
melense, lo deride in maniera crudele.
È persona di buon cuore, molto attaccato alla madre, forse un
po' sempliciotto.
Ha il cuore infranto per la pena d'amore subita e, in tale stato d'animo,
incontra Drusilla, che è una dark lady, con capelli neri, occhi
neri, sguardo perverso, ovviamente vampira.
Dru lo fa suo e lo trasforma in un immortale fenomeno della natura.
Il primo pensiero di questo demone bizzarro, forse ancora troppo ancorato
alle umane debolezze, è quello di trasformare anche la madre,
per liberarla dalle pene della malattia da cui è afflitta: assieme
poi imperverseranno per l'Europa indifesa di fine ottocento.
Ma
non sempre le cose vanno come si pensa e la madre/vampiro, non ha nessuna
intenzione di rimanere ancora legata al figlio, al quale anzi confessa
di non avere mai sopportato le sue insulse poesiole. William riceve
la seconda grossissima delusione della sua vita/morte e decide di diventare
il più cattivo vampiro che la storia ricordi.
E così è, tanto da meritarsi il nomignolo appunto di William
il Sanguinario.
Lo ritroviamo in Cina, nel 1900, mentre uccide la
cacciatrice di quel tempo e poi a New York alla fine degli anni '70,
con un nuovissimo look alla Billy Idol, ancora una volta impegnato in
un duello mortale con un'altra cacciatrice.
Ed infine eccolo approdare a Sunnydale, di nuovo assieme all'amata Drusilla.
Inizialmente è soltanto un "villain", uno sbruffone
molto sicuro di sé e del fatto che riuscirà ad avere la
meglio anche su Buffy, salvo scontrarsi con la dura realtà dei
fatti: ogni volta che la affronta ne esce sconfitto e anche un po' ferito
nell'orgoglio.
Il
successo del suo personaggio è talmente dirompente, che diventa
un vero "regular" dalla quarta stagione in avanti, cominciando
una serie di profonde trasformazioni, che lo porteranno ad essere uno
dei personaggi più complessi e sfaccettati dell'intero show.
La prima trasformazione cui è sottoposto
è la seguente: una associazione governativa segreta, che è
al corrente della presenza dei demoni sulla terra e che vuole trarre
vantaggio dalla loro forza e dalla loro resistenza per scopi bellici,
ha una base altrettanto segreta a Sunnydale ed esegue esperimenti di
vario tipo su tutti i mostri che bazzicano la cittadina. In particolare
all'esemplare 17 (Spike) viene impiantato un chip elettronico
nel cervello, che gli provoca una violentissima scarica di dolore ogni
qualvolta tenta di aggredire un essere umano.
Spike è stato reso innocuo, in quanto non può più
mordere. Né picchiare. Né uccidere. È costretto
a nutrirsi utilizzando i pacchetti di sangue e plasma dell'AVIS, o succhiando
il sangue di animali o di esseri umani già morti. In questa condizione
precaria, essendo anche un po' ladro e farabutto, Spike diventa un mercenario
e si lascia coinvolgere dalla gang di Buffy,
vendendo
informazioni e aiutandoli nelle loro imprese in cambio di lauti pagamenti.
In uno degli episodi aiuta Buffy ad addestrarsi a non morire: visto
che è l'unico vampiro ad avere ucciso ben due cacciatrici, è
in grado di insegnarle quali errori sono stati commessi dalle sue colleghe,
rivelandole che in realtà l'unico modo di uccidere una ammazzavampiri
è coglierla nel momento in cui è troppo stanca della lotta
in sé, troppo stanca di dover affrontare da sola tutto il male
del mondo, troppo stanca di dover portare sulle proprie spalle la responsabilità
della salvezza dell'umanità.
A poco a poco, a causa della continua vicinanza
con la cacciatrice succede una cosa inevitabile per un film degli anni
'50, ma assolutamente spiazzante per un telefilm che parla di vampiri:
Spike si innamora di Buffy.
Sogna di fare l'amore con lei dopo averla combattuta in una battaglia
estenuante ed erotica, da sveglio la provoca come un adolescente alle
prime armi, mostrando un lato di sé contorto e in qualche modo
stonato.
È un vampiro, non ha un'anima, come è possibile che provi
un sentimento come l'amore? È quello che continuamente si chiede
Buffy, che non crede nemmeno per un istante che i sentimenti di Spike
siano nobili, né tantomeno veritieri. Non appena scopre la sua
insana passione, Buffy mette in chiaro che tra loro non ci potrà
mai essere nulla, perché si tratterebbe
di
una cosa talmente tanto sbagliata da non poter nemmeno essere affrontata
come remotissima ipotesi.
Ma Spike non demorde e fa veramente di tutto: minaccia di uccidere la
sua Drusilla, come prova d'amore; si fa costruire un robot ad immagine
e somiglianza di Buffy, appositamente programmata per combattere e fare
sesso selvaggio con lui. Tutti approcci grossolani, un po' volgari e
totalmente inefficaci.
Fino a che
.
Fino a che ci si mette veramente d'impegno e, catturato
da un demone particolarmente cattivo che vuole trovare la sorellina
di Buffy (Dawn) per utilizzarla per i propri loschi affari, si fa torturare
fino allo sfinimento, ma non rivela nulla.
Buffy lo libera dalle sgrinfie del demone e alla fine dell'episodio,
fingendo di essere il robot, torna da Spike e gli chiede cosa abbia
rivelato al demone. Spike non ha un'anima, ma da qualche parte dentro
di lui comincia a farsi strada un vero sentimento, perché rivela
di preferire la morte e la dannazione eterna piuttosto che tradire la
sua Buffy.
Buffy lo bacia, Spike rimane stordito nel momento in cui comprende che
si tratta della vera cacciatrice e non del suo robot e da questo momento
in avanti per lui è la vera "perdizione".
Per
combattere al fianco dei buoni ora non ha più bisogno di alcun
incentivo monetario, si fa carico di proteggere Dawn sempre e comunque
e quando alla fine della quinta stagione Buffy si sacrifica e muore,
il dolore che prova è sconfinato, come l'anima che non ha.
Ovviamente nella sesta stagione Buffy viene riportata nel mondo dei
vivi (viene letteralmente strappata dal Paradiso, una trovata a dir
poco geniale) e lo shock è così forte, il disorientamento
così totale che non riesce a connettersi più con gli amici
di sempre. Trova una sola spalla amica sulla quale fare affidamento
ed è proprio quella di Spike.
Con il quale intreccia una torbida storia di sesso.
Buffy ha bisogno di riancorarsi alla vita, ha bisogno di sentire di
nuovo qualcosa, di uscire dal torpore in cui si trova confinata e lo
fa nell'unico modo in cui può, tramite la cosa più istintiva
che gli esseri umani ancora possiedono: il sesso.
Grazie anche alla bravura dei due attori, le scene tra i due crepitano
di tensione, riescono ad essere nello stesso tempo adatte ad essere
trasmesse in televisione e contemporaneamente del tutto esplicite!
Spike cerca ancora una volta in tutti i modi di far breccia su Buffy,
perché non si accontenta di
avere
solo il corpo di lei, non si accontenta di essere solamente uno "strumento":
vuole che Buffy lo ami e vuole che la loro storia sia pubblica, condivisa
con gli altri della banda. Vuole che Buffy lo accetti per quello che
è: un vampiro innamorato e degno di stare al suo fianco da pari
a pari.
Ma non è così.
Spike non ha un'anima. Spike è un demone.
I soli sentimenti che Buffy prova nei suoi confronti sono la vergogna
di cedere ogni volta alla tentazione di lasciarsi andare tra le sue
braccia e una sorta di ribrezzo nei propri confronti per il piacere
fisico che prova nello stare con lui.
L'evoluzione del personaggio di Spike è magistrale.
Episodio dopo episodio ha qualcosa in più, una nuova luce negli
occhi, una nuova cicatrice al posto di quell'anima che non ha, un nuovo
dolore
per l'ennesimo rifiuto. Completamente in preda alla pazzia, cerca di
violentare Buffy, e completamente in preda ai sensi di colpa mascherati
da furia omicida, decide di fare un viaggio in capo al mondo e fare
un patto con un altro demonio.
Alla fine della sesta stagione, con un colpo di scena magistrale, dopo
averci fatto credere che il patto consisteva nel farsi rimuovere il
chip che lo ha tenuto prigioniero di un forzato buonismo, Spike combatte
fino allo stremo delle forze per riavere la propria anima.
SPIKE
Ora, dammi quello che ti ho chiesto. Fa' di me ciò che ero
così Buffy potrà avere ciò che si merita.
VOCE
Molto bene.
UNA MANO DEMONIACA tocca il torso nudo di Spike
VOCE
La tua anima ti viene restituita.
Nella
settima stagione, il nuovo Spike deve fare i conti con se stesso, con
i propri rimorsi, con i propri sensi di colpa. Fondamentalmente però
rimane lo stesso bastardo caustico che è sempre stato, pronto
a menare le mani, pronto a stendere chiunque con battute folgoranti,
pronto a sacrificarsi per amore.
Cresce, evolve, diventa ancora qualcosa di più: si perde nei
meandri della follia indotta dal MALE, quello vero e primordiale, il
nemico che i nostri eroi devono affrontare e sconfiggere in questa ultima
stagione di trasmissioni. Ritrova la propria essenza attraverso la fiducia
che ora Buffy è disposta ad accordargli. Ora che ha un'anima,
la cacciatrice è convinta che possa riscattarsi, è decisa
a dargli una possibilità e molta fiducia, tanto da permettere
che il chip che lo tiene ancora prigioniero venga rimosso.
Il libero arbitrio gli viene restituito, è perfettamente conscio
di poter nuovamente uccidere e di essere estremamente pericoloso, e,
consapevolmente, decide di proseguire nella strada dell'umanità.
Buffy non gli ha ancora perdonato il tentativo di stupro, non riesce
ancora a farsi toccare da lui senza rabbrividire, ma questo non le impedisce
di essergli accanto, di aiutarlo e di ricevere aiuto da lui.
La scena più toccante dell'ultima stagione li vede passare la
notte assieme, semplicemente abbracciati. Più tardi Spike confesserà
a Buffy di essere terrorizzato, terrorizzato perché la notte
più bella della sua centenaria esistenza è stata proprio
quella appena passata con lei, a non fare nulla se non stare assieme,
vicini.
Vicini nell'anima.
Si
tratta della completa riconquista della propria umanità, il capire
finalmente cosa voglia dire amare e, forse, essere ricambiato.
Il finale della stagione è come sempre un'apocalisse:
il MALE viene sconfitto, ma ad un prezzo altissimo. Tanti perderanno
la vita, nelle fila dei buoni, e Spike si immola in una esplosione di
luce, letteralmente, per salvare l'umanità.
Un personaggio nato in sordina, che a poco a poco diventa un fenomeno.
Impossibile non tifare per lui.
Impossibile non incoraggiare Buffy a dargli di più.
Impossibile non adorarlo.
Ora
lasciatemi spiegare perché trovo che Buffy sia uno show assolutamente
fantastico.
A parte la prima stagione, in effetti un po' deboluccia, dalla seconda
stagione in poi gli episodi prendono il volo, con storie interessanti,
battute al fulmicotone, riferimenti incrociati a tutto ciò che
fa fantascienza e oltre (mitiche, nelle ultime due stagioni, i miliardi
di battute su Star Wars e Star Trek). Il paradosso che dovrebbe tagliare
le gambe al successo di questi telefilm, e cioè il fatto che
un gruppo di nerd collegiali combatta contro dei mostri come se fosse
una cosa normale, è in realtà il punto di forza di tutta
la serie.
Non è possibile rimanere seri di fronte a dialoghi di questo
tipo.
Spike sta guidando la moto, Andrew (un personaggio "importante"
delle ultime due stagioni) è seduto dietro: si stanno dirigendo,
di notte, verso un monastero presso cui devono fare delle indagini per
avere più informazioni su un emissario del male. La situazione
è estremamente seria e il pathos è alle stelle.
Andrew: scommetto che anche
gli agenti segreti mangiano patatine fritte, sono buonissime.
Silenzio
Spike: sono molto più buone quelle cipolle fritte che sembrano
fiori.
Andrew: le adoro!
Spike: sì, anche io.
Andrew: è una cipolla, eppure è anche un fiore. Non riesco
a capire come sia possibile una cosa di questo genere!
Spike: vedi, la cosa geniale è che prima le devi mettere in acqua
e ghiaccio per almeno un'ora, così mantengono la forma, poi le
friggi per circa 5 minuti, voltandole di qua e di là.
Andrew: un capolavoro.
Spike: sì. (dopo una pausa) Se dici a qualcuno che abbiamo avuto
questa conversazione, ti mordo.
Andrew: ok.
La
cosa allucinante è che la ricetta è giusta!!!!
Inoltre gli episodi hanno una continuity che ha del maniacale. Se durante
le prime stagioni le storie erano abbastanza indipendenti le une dalle
altre, pur mantenendo sempre un filo logico conduttore, diverso per
ogni stagione trasmessa, durante le ultime due si è assistito
a due uniche puntate, durate una ventina e passa di episodi ognuna.
Non una sbavatura, non un passo falso.
L'autore, Johss Whedon, ha saputo costruire un vero e proprio
fenomeno di massa: ogni puntata finisce in un cliff-hanger da mascella
cadente, con colpi di scena sconvolgenti e innovativi, che rivoluzionano
completamente il modo di fare televisione. Non avevo mai assistito ad
una forma così totale di terrore dello spoiler, tra i fan.
Ho
sentito addirittura parlare di "addiction", una sorta di crisi
di astinenza che ha tormentato coloro che hanno seguito gli episodi
passo dopo passo, costretti a rimanere con il fiato sospeso per ben
sette giorni prima di poter vedere il seguito, per poi rimanere ancora
una volta con gli occhi spalancati e l'espressione del "non ci
credo che è successa questa cosa!".
Posso confermare personalmente: impossibilitata a fermarmi, ho continuato
a guardare telefilm fino a notte fonda, pur con le difficoltà
della lingua, pur con la scomodità di doverli vedere nello schermo
del computer
.
E anche io all'inizio storcevo il naso schifata al pensiero di una sciacquetta
che combatteva i vampiri preoccupandosi della messa in piega o delle
unghie che si rompevano.
Fino a che non ho capito che proprio questa è la forza motrice
dello show.
Telefilm in cui compare Spike:
School Hard
Halloween
Lie to me
What's my line
Surprise
Innocence
Bewitched, bothered & Bewildered
Passion
I only have eyed for you
Becoming
The harsh light of day
Wild at heart
The initiative
Stagione quattro
Stagione cinque
Stagione sei
Stagione sette
James
Wesley (ouch!) Marsters è nato il 20 agosto 1960 (ma
alcuni dicono 1969 e altri 1971) a Greenville in California, ed è
cresciuto a Modesto. Suo padre è un ministro della chiesa e c'è
mancato poco che la madre in gioventù si facesse suora. Ha un
fratello ed una sorella.
James si è diplomato alla Davis High School e ha frequentato
il prestigioso conservatorio Julliard e il conservatorio del Teatro
Americano. Ha passato circa 10 anni recitando in varie commedie teatrali
a New York, Chicago e Seattle prima di spostarsi a Los Angeles e tentare
la strada del cinema e della televisione.
Dopo diversi tentativi la sua fortuna è esplosa interpretando
il personaggio di Spike a partire dal 1997, nella serie Buffy l'Ammazzavampiri.
Originariamente scritturato solo per pochi episodi, Marsters ha catturato
velocemente il cuore di legioni di fan, ed è diventato un membro
regolare del cast dalla quarta stagione in avanti.
Oltre che in Buffy, James Marsters è comparso come guest-star
anche in altri telefilm come per esempio "Millennium", "Strange
Frequency" e "Andromeda" di Gene Roddenberry.
Inoltre suona la chitarra e canta in una band chiamata "Ghost of
the Robot", che ha pubblicato il suo primo album nel 2002.
Attualmente vive a Los Angeles.
Fonti ben informate danno per certa la sua partecipazione alle puntate
della prossima stagione di Angel, lo spin off che narra le avventure
del vampiro di cui Buffy è stata innamorata durante le prime
tre stagioni.