Alzi la mano chi non conosce Superman! Ora la alzi chi non ha visto
il primo film a lui dedicato, quello con Christopher Reeve, non
quello tratto dal TF anni '50! Bene, abbassate le mani e correte a prendere
il DVD o la VHS e... buona visione!
Fu il primo film dedicato ad un supereroe, logico che fosse su Superman,
il primo supereroe moderno, quello che ha fatto coniare lo stesso termine
"supereroe"! Fu una scommessa, fu dura fin da subito, ma la
vinse e, come al solito, la vinse alla grande.
I produttori, Alexander e Ilya Salkind, sfruttarono lo scetticismo della
Warner sulla fattibilità del progetto e rilevarono i diritti
per lo sfruttamento cinematografico del personaggio e subito si misero
alla ricerca di un soggettista che scrivesse la storia del film; colui
che la spuntò in un primo momento e che rimase nei credit nonostante
il suo soggetto fosse stato ampiamente rimaneggiato, fu Mario Puzo
(Il Padrino), poi fu il turno del regista; fu scelto Richard Donner
(Arma Letale e tanti altri), che finì per occuparsi di tutto
il resto della fase creativa del film riscrivendo il soggetto di Puzo,
scegliendo gli attori e reclutando la squadra degli effetti speciali
(qualcuno, come al solito, veniva da Star Wars).
Nel '78 la maggior parte degli effetti era fotografica, ottenuta con
tecniche di composizione ed esposizioni successive, eppure certi risultati
sono meno artificiali di quelli di alcuni film con effetti in CGI.
Uno dei grossi meriti che Donner può vantare
nella fase di preproduzione è la scelta del protagonista: Christopher
Reeve. Il cast aveva le sue punte di diamante nei nomi di Marlon
Brando nel ruolo di Jor El e di Gene Hackman nel ruolo del
cattivo Lex Luthor; entrambe le loro interpretazioni sono memorabili:
l'ironia e la spietatezza del Luthor di Hackman e la profondità
di Jor El, che non supera il quarto d'ora complessivo di riprese e nonostante
ciò ebbe il cachet più alto di tutti.
Le stesse locandine hanno la curiosa disposizione dei nomi degli attori
antagonisti più grandi di quello del protagonista. Ultima curiosità
sulla preproduzione del film riguarda noi italiani: il film doveva essere
girato a Cinecittà per contenere i costi, ma proprio due settimane
prima di allestire i set la nostra liretta salì superando la
sterlina inglese e fu così che Superman volò a Londra.
Donner aveva pronte già due sceneggiature
per poter girare alcune scene del secondo film durante le riprese del
primo per poter avere alcuni degli attori presenti in entrambe le pellicole
senza rischiare una successiva indisponibilità di Brando o di
Hackman, e per poter utilizzare i set, per quei tempi costosissimi,
della fortezza della Solitudine, per un'unica volta senza doverli ricostruire.
Proprio la complessità dei set e delle tecniche di ripresa necessarie
causò i maggiori ritardi: Donner rinviò l'uscita per ben
due volte, scatenando le ire dei Salkind, che avevano speso troppi soldi
per fermare il progetto e le pubblicità cominciavano ad apparire
sui principali media, creando attesa nel pubblico; un'attesa tale che
la Warner si rifece sotto offrendosi di aiutare i produttori a sostenere
i costi, ora astronomici, in cambio di una parte dei profitti: tra i
Salkind e Donner fu rottura ma non potevano cacciarlo in corsa così
portò a termine il film.
La
trama del film, oggi poco originale, era un classico: il Mondo è
in pericolo, ci pensa Superman! La parte migliore, come in tutti i "primi"
film sui supereroi, resta la genesi del personaggio: le sequenze Kriptoniane,
gli anni della giovinezza a Smallville dove il supereoe deve nascondere
il suo vero io e viene emarginato, la scoperta delle sue origini, il
suo indottrinamento nella Fortezza della Solitudine ad opera dell'ologramma
del padre e il primo volo, realizzato al primo ciack in maniera magistrale
dallo stesso Reeve (parliamo di un campo lungo in cui l'attore, appeso
ad un cavo passa veloce davanti alla cinepresa uscendo dal campo dal
lato destro dello schermo), senza l'ausilio di uno stuntman e controllando
la virata, da vero Superman, con una torsione del busto.
Un'analisi della prima parte del film in versione
estesa (DVD) a questo punto è d'obbligo: ci sono la quasi totalità
delle scene aggiunte e, comunque, le migliori.
Una decina di minuti in più per Brando grazie all'allungamento
delle sequenze di Krypton, in particolare le scene riguardanti il processo
ai tre criminali che saranno i protagonisti del secondo film e quelle
in cui viene mostrato il dissidio tra Jor El ed Il Consiglio, con Jor
El che promette di non abbandonare il pianeta e di non scatenare il
panico rivelando il pericolo che incombe su di loro; noiosetto e ridondante,
per le informazioni date, è l'allungamento delle sequenze relativo
al viaggio del piccolo Kal El nella capsula col sottofondo della voce
del padre ormai scomparso.
Altra scena allungata è la scena della corsa contro il treno
in cui una bambina (molto speciale) assiste alle performance atletiche
di un Clark finalmente libero di esprimersi lontano dagli occhi indiscreti
dei suoi amici.
La scena che preferisco, allungata di qualche battuta, resta sempre
il rimbrotto, successivo a quella bravata, fatto da Jonathan Kent al
figlio che si era voluto "mettere in mostra" con gli amici
ed aveva fatto la figura del presuntuoso, stupenda la battuta lapidaria
di Clark: "Si mette in mostra un uccello quando vola?".
La prima parte chiude con la morte di Pa' Kent e Clark che scopre il
suo vero retaggio al Polo Nord con le fantasmagoriche sequenze della
creazione della Fortezza della Solitudine; la riapparizione di Jor El/Brando
sotto forma di ologramma e l'indrottinamento di Clark/Kal, per finire
col primo volo di Superman per la prima volta in costume, anche se si
nota appena.
La seconda parte ci mostra il Clark adulto che s'innamora
di Lois Lane, che a sua volta stravede per Superman e che comincia pian
piano a nutrire sospetti, simpatiche le gag con gli occhiali e la scenetta
della rapina nel vicolo, fino ad arrivare al debutto dell'Uomo d'Acciaio
a Metropolis, nel salvataggio di Lois Lane che sta per precipitare da
un elicottero:
-Non si preoccupi, la tengo io!-
-Lei tiene me? E chi è che tiene lei?-.
Dopo pochi minuti ecco la scena che vale da sola
tutto il film: il volo in coppia su Metropolis sulle note di John
Williams e il monologo di Lois Lane che cerca di comunicare telepaticamente
le sue emozioni a Superman, le citazioni a Peter Pan e Wendy si sprecano,
ma il sapere che lei vola perchè sorretta da lui dà quel
pathos alla scena tale da farti rimanere con occhi e orecchie incollate
allo schermo.
La parte del film col supercattivo è quella più scontata,
non è brutta, intendiamoci, ma ormai non ci si impressiona più.
Qui c'è anche la scena aggiunta peggiore: con i proiettili che
rimbalzano addosso a Superman un centimetro prima di toccarlo.
Comunque anche qui i momenti memorabili ci sono e... sono super! La
rincorsa dei missili, la scelta di ascoltare il cuore ed intervenire
sulla storia mandando indietro il tempo per salvare tutti ed il classico
finale di Superman che a cose fatte va incontro all'alba!
Il film termina qui e, se non fosse stato per le scene del secondo film
girate anticipatamente, avremmo avuto solo questo film da salvare, invece,
del sequel, una buona metà rende la storia ancora più
epica di quella del primo film, mentre l'altra, quella più "commedia"
spezza il pathos vanificando quanto di buono era stato fatto da Donner,
al quale non fu rinnovato il contratto; la stessa Margot Kidder
(Lois) restò giusto il tempo necessario a completare le poche
ripres
e
che le rimanevano.
Il montatore del film era uno che sapeva quello che faceva, peccato
che qualche anno dopo ha voluto fare il regista. vi dice niente il nome
Stuart Baird?
Piccolo consiglio per
la lettura: "Sempre io" autobiografia di Chris Reeve.
Un'ultima nota sul DVD del film in edizione speciale: è forse
l'unico ad essere uscito nel formato a doppia faccia e doppio strato,
da trattare coi guanti bianchi, ma vale la pena vedere: dopo crederete
che un uomo possa volare.
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