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TRIANGOLO
Di Sondra Marshak e Myrna
Culbreath
di Riccardo
"Summer" Palazzani
La
notizia cattiva è arrivata.
Ormai credo sia già stata diffusa ampiamente,
per cui arriverò da buon ultimo, ma la sostanza non cambia. Fanucci, il
nostro editore di libri Trek preferito, nonché unico, getta la spugna.
Non chiude definitivamente, ma abbandona la pubblicazione dei libri di
Star Trek. Non si vendono più, non come prima.
Questa in sostanza la risposta dell'editore, che ringrazia per la preziosa
esperienza ma ci lascia nello sconforto. Forse, si mormora, sarà Ultimo
Avamposto, la società che ha in gestione i diritti per il merchandising
relativo a Star Trek, a sostituire Fanucci.
Ancora però di preciso non si sa. UA, già impegnato con la pubblicazione
dell'unica rivista dedicata quella saga che possiamo trovare in edicola,
è parte integrante dell'organizzazione dell'annuale Sticcon. Troverà il
tempo e sopratutto le risorse economiche per tentare l'investimento? Chi
vivrà vedrà.
Questo mese sono andato a recuperare un romanzo davvero
"vecchio", pubblicato dalla Garden Editoriale nel marzo 1988, che fa parte
di una serie di romanzi dedicati alla TOS che Fanucci stava lentamente
ripubblicando, quali: Spock non deve morire, Fantasma a bordo,
Gli angeli di Mudd , ecc. ecc.
Si tratta di romanzi brevi, non di qualità eccelsa, che non risentono
dell'influenza di TNG, ovvero conservano tutta l'ingenuità e a volte faciloneria
scientifica della TOS. In questo romanzo Trek Kirk & Co. in versione casacca rossa post "l'Ira
di Kahn" sono come al solito chiamati all'ennesima missione di salvataggio
del mondo, ma che dico del mondo, della Galassia intera. Una nuova minaccia
incombe.
Ma come il buon fan della TOS sa bene, una nuova minaccia non significa
automaticamente una razza aliena iper armata e battaglie spaziali. Spesso
il Male, il Nemico, si nasconde proprio dentro di noi. Ed è proprio dall'interno
della Federazione che una specie di nuova filosofia, chiamata Unità, si
sta facendo largo, professando un universo dominato da un'unica mente
collettiva, a scapito della singola individualità. E, ragazzi, i Borg erano
ancora di là da venire. Le modalità con cui questa Unità dovrà affermarsi
sono condizionate dal controllo di un particolare pianeta, i cui abitanti
sono dotati di una forza psionica, in particolare le loro donne, potere che
raggiunge il culmine quando queste incontrano l'uomo della loro vita.
Attraverso il controllo di questo pianeta, l'Unità conta di controllare
l'Universo.
Una delle donne di Zaran, il mitico pianeta, è un Agente Libero della
Flotta. È semplicemente affascinante ed è dotata di poteri mentali mostruosi.
Lei sarà la chiave di tutta la trama, dove vedremo, incredibile ma vero,
Spock accoppiarsi fuori tempo massimo del Pon-Farr.
Dove vedremo Kirk accoppiarsi per secondo e non per primo.
Elementi sufficientemente atipici per far sì che il romanzo meriti una
lettura. Il bello dei romanzi TOS è che si possono leggere decine di pagine
di pathos ed avventura senza che venga sparato un solo colpo di phaser
od un solo siluro fotonico. Il centro dell'azione non è mai l'azione stessa,
ma il coinvolgimento emotivo del trio Kirk, Spock, McCoy. La cui amicizia
pare incrollabile di fronte a qualunque avversità e riesce persino a superare
la potenza dell'Amore. Il romanzo contiene diversi spunti su cui in fondo
riflettere, che vanno dalla scabrosa situazione di un amore a tre, che
a quanto pare anche nel XXIII secolo verrà considerato come non accettabile
o comunque da evitare, all'affascinante concetto di Unità e Totalità,
che anticipa i temi portati dalla creazione dei Borg, a cui ci viene istintivamente
da rifuggire in quanto la loro condizione fisica appare poco appetibile.
Ma se ci proponessero una struttura sociale e mentale di condivisione,
senza imporci le mutilazioni dei biompianti, saremmo ancora così sicuri
dell'importanza della nostra individualità? Il romanzo ha l'andatura tipica
di un episodio di Star Trek, potrebbe venire diviso in cinque atti e persino
la sua conclusione è assolutamente in linea con la serie. Per qualche
ora pare di rituffarsi indietro di trent'anni. All'inizio potremmo storcere
il naso, ormai avvezzi alla semi plausibilità scientifica di TNG, di fronte
a qualche concessione alla fantasia, ma il finale merita ed andrebbe fatto
leggere a quei fan che tutt'oggi esaltano certe serie di Star Trek per
il loro alto contenuto di azione…
Non so a voi, ma a me delle battaglie spaziali non è mai fregato nulla.
In ultimo va detto che l'alto tasso di melensaggine che purtroppo è stato
inserito nell'impasto finale credo in parte dipenda dal fatto che è frutto
del pensiero creativo di due donne, che scommetto sono fan sfegatate sia
di Kirk che di Spock (forse più del secondo) e che entrambe abbiano desiderato
immedesimarsi con Sola Thane, la Zaraniana prototipo della donna superemancipata,
ma allo stesso tempo romantica e protettiva.
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