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IL PEGGIOR LIBRO
DI FANTASCIENZA
Raramente mi era capitato di vedere un sequel più inutile, nutro profondi dubbi che sia opera di Peter David e non sia stato scritto da qualcun altro e poi firmato, mi rifiuto di pensare che un bravo scrittore come lui abbia partorito questo melenso pappone in cui le "psicologie" dei personaggi trek vengono completamente stravolte. Vero, il vecchio Peter aveva dimenticato in un cassetto tutte le vecchie multe per guida in stato di ubriachezza, l'ufficiale giudiziario gli si è presentato a casa per riscuotere e lui ha dovuto scrivere questa cascata di melassa e buoni sentimenti. Orrore. Gli X-Factor erano tutt'altra cosa.
Un libro tanto pretenzioso quanto sopravvalutato. Quella che vorrebbe essere quasi una bibbia moderna rivela, secondo me, l'intimo desiderio di ogni uomo: tutte le donne del mondo sotto un controllo sessuale e poteri di persuasione illimitati. Senza volermi addentrare in discorsi da maschilista sciovinista ex-batterista, non credo che molte ragazze, avendo lo stesso potere, non prenderebbero il primo treno che porta a casa di Brad Pitt. Dissento energicamente dal giudizio su questo libro. Ti offrirei dell'acqua ma mia moglie non la prenderebbe benissimo.
L'ennesimo esempio di come la fantascienza italiana sia relegata a pochi nomi, e non a caso. Dopo il buon "Memorie di un cuoco di bordo d'astronave" mi aspettavo qualcosa, almeno, alla stessa altezza, mi ritrovo invece con questa storiella in cui per arrivare ad una soluzione banalissima il protagonista arriva a creare un nuovo ordine mondiale. Tanto per farle tutte, consigliato da Marco ho letto anche il primo libro citato e devo dire che non è malaccio, personalmente non sopporto il sesso gratuito all'interno dei libri, ma non è malaccio. "Il gioco degli immortali", invece, è davvero assurdo. Un tizio viene fatto risorgere in continuazione, ma prima gli viene messo a disposizione tutto il materiale che vuole a patto che lo possa descrivere approfonditamente (non può chiedere una bomba atomica, non sa come funziona e non basta dire "una cosa che fare grande botto, grande bum"). Il bello è che lui non sa perché gli succede tutto questo. Sospetta che sia all'interno di una specie di gioco e che deve rendere la propria vita "interessante", quindi davvero stravolge usi e costumi di questa realtà parallela in cui si trova tutte le volte che risorge, salvo scoprire che i "cattivi" sono i peluche Trudini. Mio Dio.
So che non sarai d'accordo, non leggo molta fantascienza, mia sorella, asimovdipendente, mi ha consigliato questo libro che, a parte la trama mezza gialla, non ha nulla dell'appassionante. Il protagonista sembra essersi a stento ripreso da una sbronza. Quello dovrebbe essere un detective? Prima non crede che l'altro sia un robot, poi crede che sia lui l'assassino. Lo so che è quasi lesa maestà ma, Asimov o non Asimov, non mi è piaciuto. Hai detto bene, non sono
d'accordo. Non lo sono io, non lo è mia moglie (lei quando si parla
di Asimov perde tutta l'aura di dolcezza che mi ha convinto a sposarla
e diventa l'istruttrice di Bon Ton di Floriana del GF, tralascio cosa
ha detto di te e cosa sta dicendo anche ora mentre scrivo), non lo sono
i miei vicini di casa, non lo è il mio barbiere, non lo è
il mio fruttivendolo, non lo è il tizio che viene di tanto in tanto
sotto casa mia a cercare di vendermi il Folletto, non lo è Mauro
Mazzucchi, mio vecchio compagno di banco alle elementari con cui brevettammo
il primo paracadute felino. In breve, non lo è nessuno di quelli
che conosco.
D'accordo, è un libro del 1969, gli americani erano, come al solito, terrorizzati da qualcosa e se non lo erano lo sarebbero stati. Una delle cose più facili da realizzare è decisamente immaginare qualcuno dal quale non si può sfuggire, dal quale non ci si può nascondere ma se questo libro, con tanto di Mad Doctor frustrato, si fosse intitolato l'Uomo Nebbia, L'Uomo profumo d'incenso o L'Uomo Acaro non sarebbe cambiato nulla. Di una banalità impressionante, me lo regalò un ex-ragazzo. Devo dire che per trovare questo vecchio Urania ho dovuto penare un pochino, almeno la metà di quanto tempo ho rimpianto l'esserci riuscito. Alessandra ha ragione, un libro che definire assurdamente banale è fargli un complimento che non merita. Chiudo questa rassegna con i pareri di due nostri redattori. Anche altri mi avevano mandato i loro pareri, ma quelli di Francesco e Filippo sono gli unici due che sono riuscito a salvare dall'implosione del mio Hard Disk.
Da tempo faccio letture "collaudate", avventurandomi
poco nei rischi di Filippo Simone: "Mars Hotel dal vivo" . Personalmente ho letto tanti
libri di fantascienza brutti, troppi, una quantità immonda, un
numero decisamente superiore a quanto sarebbe possibile augurare ad una
persona che ci ha appena fregato il parcheggio davanti al cinema.
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