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RI…GENERAZIONE
di Fabiano
"Langley" Piccione
Gente,
mi rincuora che dal 6 luglio, su La7, andrà in onda Enterprise!
Così tutti i trekkers potranno finalmente capire di cosa stiamo
parlando, nella omonima rubrica, da mesi a questa parte. È un evento
che renderà la fruizione di questa rubrica meno elitaria e ben
più massificata, e ne sono molto felice. Ci vorrà del tempo
perché le puntate in Italia arrivino alla seconda stagione, ma
alla fine
ci arriveremo, e chi vorrà potrà andarsi
a sfogliare gli arretrati dello STIM e leggere quello che noi "pionieri"
avevamo scritto tempo prima.
Cambiando discorso, devo dire che ci sono rimasto male davvero: il mese
scorso Susanna ha potuto scrivere di un bell'episodio di Enterprise. Tutte
agli altri le fortune! Io "Cogenitor" non sono ancora
riuscito a vederlo e, caso strano, scopro dall'articolo di Susanna che
avrebbe persino potuto suscitare in me dell'apprezzamento. Un'occasione
simile perduta, in un mare di puntate in cui invece non posso frenare
la mia cinica, seppur motivata, voglia di criticare negativamente Enterprise.
Se avessi visto "Cogenitor" prima di lei
forse
Ma
mi ha battuto sul tempo ed ha afferrato la palla al balzo. Brava Susanna!
Per quanto mi riguarda, avendo visto tutte le altre puntate a parte quella,
per l'appunto, non posso esimermi nemmeno questo mese dal fare il mio
assalto critico, invece. Ma con una peculiarità: esordirò
con un "mi è piaciuta!"
Si, la puntata "Regeneration" mi è piaciuta! Non vi stupite,
né lasciatevi illudere. Vi avviso! Veniamo alla puntata: degli
scienziati terrestri scoprono al Polo Nord dei corpi ibernati nel ghiaccio,
in una zona piena di detriti e relitti di quella che un tempo poteva essere
una nave aliena.
I
corpi non sono di normali esseri umanoidi, bensì parzialmente cibernetici.
Chi ancora non sapeva di cosa parlasse "Regeneration"
ora lo intuirà, se già non l'ha intuito. Questi esseri vengono
estratti dal ghiaccio, portati in laboratorio ed analizzati. Gli scienziati
si accorgono presto della loro rigenerazione, inspiegabile quanto affascinante,
ma sono ignari della pericolosità di tutto ciò, accecati
come sono dal prodigioso atto rigenerativo di per sé. Presto se
ne accorgono, a loro spese. Questi droni disseminano il panico e "assimilazioni".
Dopo mille peripezie, e la farò breve, arrivano sull'Enterprise
ed assimileranno persino il dottor Phlox. L'equipaggio non sa che pesci
prendere, i droni stanno accedendo ai sistemi della nave, si adattano
alle armi phaser di Malcolm Reed e sembrano inarrestabili. Non si capisce
bene quali siano i loro scopi, fino a che non arriva una frase chiarificatrice
all'orecchio dell'equipaggio: "Sarete assimilati, ogni resistenza
è inutile". L'unica soluzione, dopo essersi arresi al fatto
che le armi convenzionali non sembrano fermare questi droni che camminano
indisturbati per l'Enterprise e ne stanno modificando alcuni sistemi,
è scaraventarli fuori attraverso la decompressione della sezione
ove si trovano e dove stanno effettuando le loro manomissioni. I droni
svolazzano fuori dal vascello e scompaiono.
La minaccia sembra debellata, come anche le nanosonde nel corpo di Phlox
sembrano essere debellate da un pesante bombardamento di radiazioni che
il medico ha messo in atto su se stesso. Unico dubbio dell'equipaggio:
i droni hanno mandato una sorta di messaggio in direzione Quadrante Delta,
una regione di spazio totalmente inesplorata e lontanissima; il messaggio
sarà partito effettivamente per la sua destinazione? E che messaggio
sarà? Unica consolazione di Archer: se il messaggio dei droni,
attraverso i sistemi dell'Enterprise, arriverà mai a destinazione
.avverrà
dopo decine e decine di anni, data la distanza del Quadrante Delta.
Ebbene, ora la critica: il ritmo della puntata è
ben realizzato, e questi esseri cibernetici sono davvero affascinanti,
perché sono ingenuamente affrontati dalla Flotta Stellare come
un'enorme incognita. Non si conoscono i loro scopi, né la loro
identità, né da dove vengano esattamente. L'unica cosa che
si impara di loro è che sono esseri parzialmente biologici e parzialmente
cibernetici, e che i tratti genetici sono diversi per ognuno di loro,
come se appartenessero a razze diverse dal punto di vista della loro metà
biologica.
Ho affrontato l'episodio conscio di dover fare la mia solita sospensione
del mio bagaglio culturale trek. E così ho voluto vederla sforzandomi
di non sapere tutto quello che verrà "dopo". In questa
modalità ho potuto immedesimarmi in chi, magari , può non
aver mai visto i Borg
..e mi è piaciuta abbastanza. Una volta
finita, però, la consapevolezza di ciò che verrà
è pian piano tornata, e non ho potuto evitare di dire: "Bella,
peccato che "Chi è Q?" sia stata scritta, filmata
e trasmessa una decina di anni fa. Davvero peccato!
" Berman e Braga hanno colpito ancora: una serie spacciata per "fresca
e alternativa" ricade sugli stessi binari delle precedenti, in senso
di cronologia di produzione, e batte gli stessi tasti. Stancamente. Mi
sento un po' un disco rotto, gente, perché in questa rubrica le
mie rimostranze contro l'operato di questi due loschi figuri sono sempre
le stesse. Ma non è colpa mia: le loro scivolate sono sempre le
stesse! "Regeneration" sarebbe anche una bella puntata,
se non fosse una sorta di "playback modificato" di "Chi
è Q?" di TNG.
Mettendo in chiaro una cosa: sarà perché è ormai
una puntata storica, sarà perché si tratta di TNG,
sarà perché quella era DAVVERO la puntata d'esordio dei
Borg, ma "Chi è Q?" resta 10 volte meglio. Sarà
per questi motivi, ma soprattutto perché era "Chi è
Q?" la vera novità; la vera foriera di freschezza grazie all'introduzione
dei Borg, ignoti e spaventosamente inarrestabili.
In Enterprise, per quanto ci si sforzi, quelli che abbiamo davanti sono
pur sempre i Borg che abbiamo visto in TNG e in Voyager mille volte, fino
ad esserne stufi. In TNG, nella fantastica puntata citata prima, i Borg
erano ignoti all'uomo e a tutte le altre specie appartenenti alla Flotta
Stellare. Come la Flotta e la Federazione erano ignote, apparentemente,
anche ai Borg. Come, e dico come, è possibile che questa puntata
non cozzi contro quello che sappiamo essere il primo capitolo della storia
delle relazioni fra gli esseri cibernetici e "i buoni"? La Flotta
avrebbe già incontrato questi esseri, se dessimo credito a "Regeneration".
Non ne avrebbe conservato alcuna informazione? Alcun ricordo? Alcuna registrazione?
Si sarebbe semplicemente dimenticata di questa razza tanto inarrestabile?
Di questa incontrollabile razza che non sarebbe definibile nemmeno "razza",
bensì un'assimilazione di razze? Non avrebbe potuto, e ancora mi
chiedo cosa escogiteranno Berman e Braga per spiegare tutto questo, entro
la fine della serie. Dovranno escogitare qualcosa che renda plausibile
lo stupore sul volto di Picard & equipaggio, davanti a questi droni
misteriosi, come li abbiamo visti stupirsi e preoccuparsi in "Chi
è Q?". Se mai si preoccuperanno di escogitare qualcosa per
spiegarlo, e non è detto.
Considerazioni
finali: in "Regeneration" vediamo i Borg che abbiamo già
visto tante e tante volte, con la sola differenza che non si apprende
ancora che si chiamano "Borg". Oltre al solito danno c'è
anche la solita beffa: Phlox, medico di un paio di secoli prima di Picard
e soci, riesce a debellare le nanosonde Borg nell'arco di poche ore, scoprendo
che un bombardamento di radiazioni di un certo tipo può annientarle.
Ebbene, io se fossi in Beverly Crusher mi sentirei preso per il
Lei, medico del 24° secolo, ha lottato e penato quasi invano contro
la tecnologia di assimilazione dei Borg. Come lei, anche tutti i medici
della Federazione avrebbero avuto vita facile contro la nanotecnologia
di questi droni, che avrebbero rappresentato un problema ben minore se
avessero usato delle semplici radiazioni per debellare il "virus"
cibernetico. Phlox riesce in poco tempo in ciò che credo sarebbe
il sogno di tutti i suoi colleghi di due secoli dopo. Che insulto per
il loro ego deve essere! Colpa di Braga e Berman e della loro incoerenza!
La freschezza di Enterprise è una vera bufala, e scavare sulle
fondamenta, in continuazione, è il modo migliore per fare venire
giù la casa.
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