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AUDIO
TRASH
di Domenico
Ciccone
Questo mese il vostro redattore preferito
vi propone un succoso speciale sulle trash-performances di carattere canoro.
Eh, sì, perché una fetecchia di un attore trek non è detto che debba essere
necessariamente di carattere televisivo o cinematografico, visto che alcuni
interpreti della serie si sono addentrati anche nel mondo delle sette
note.
[I titoli dei brani in grassetto sono linkati ai rispettivi files sonori
- n.d.R.]
Il
caso più noto è certamente quello di Brent Spiner, il
quale, nel 1991, ha inciso un cd dal titolo "Ol' Yellow Eyes is back"
(letteralmente "Il vecchio occhigialli è tornato"). Il cd, tuttavia, non
ha avuto una vita fortunata: Spiner, infatti, alla fine delle sessioni
di registrazione, è entrato in forte disaccordo con la casa discografica
sulle modalità di promozione, e il cd è stato ritirato poco dopo la sua
uscita. Da questa opera d'arte, ingiustamente bistrattata, pongo alla
vostra attenzione la canzone "It's
A Sin to Tell A Lie" ("È un peccato dire una bugia").
Dato l'andamento cantilenante da film di Elvis Presley alle Haway, con
tanto di ukulele e coretto, unito con l'oscillazione della voce di Brent,
mi sento di sconsigliare l'ascolto a chi soffre di mal di mare. Non parliamo
poi della profondità del testo, il quale recita pressappoco così "Devi
essere sicuro quando dici ti amo/ è un peccato dire una bugia/ milioni
di cuori sono stati spezzati/ perché queste parole sono state pronunciate/ti
amo è vero ti amo/se tu spezzerai il mio cuore io morirò/ per cui devi
essere sicuro quando dici ti amo/ è un peccato dire una bugia".
La parte più succosa, però, la potete trovare verso la metà del brano.
Ascoltate la voce impostata che recita il testo, mentre in sottofondo
Brent si produce in uno spaventoso diluvio di "daradadidurudada" e affini:
l'avete riconosciuta? No?
Liberi di crederci o meno, è Patrick Stewart. E sì che
quegli anni erano quelli del pieno fulgore della serie… C'è dunque da
chiedersi: delirio di onnipotenza? Follia momentanea? A noi tutti l'ardua
sentenza. Giova anche dire che il cd venne rieditato nel 1995 sotto una
diversa etichetta discografica, ma vendette pochissime copie e fu di nuovo
ritirato (chissà perché, neh?).
Di Nichelle Nichols, l'affascinante interprete del tenente
Uhura, abbiamo già parlato nel numero di marzo, ma vale la pena riprenderla
in esame per parlare della sua interpretazione canora del tema
della TOS, realizzato a metà degli anni '70. La voce non
sarebbe neanche male, così come l'interpretazione; la cosa che merita
l'inserimento in questa rubrica è l'arrangiamento, in puro stile disco-dance
dell'epoca. Una cosa simile poteva andare bene per la sigla di una serie
a cartoni animati di un qualche robottone o astronave dell'epoca (per
chi si ricorda la serie "L'astronave Blue Noha", ditemi voi se non è identica),
ma non mi pare tanto adatta alle atmosfere della Serie Classica. Quasi
inutile far notare il solito agghiacciante coretto che riempie uno spazio
strumentale in mezzo al brano: utile far notare l'orrendo sopracuto appiccicato
alla fine a mò di sirena della polizia impazzita.
Tutto ciò, però, è grande musica se paragonata a due brani incisi da Leonard
Nimoy, anche in questo caso nei primi anni '70. Cominciamo col
passare in esame "Put
a Little Love in Your Heart" ("Metti un po' d'amore nel tuo
cuore"); come nel caso di Spiner, il testo già fa capire a cosa andiamo
incontro: "Metti un po' d'amore nel tuo cuore/ e il mondo sarà
un posto migliore per te e per me/ prova e vedrai/ un altro giorno è passato/
e i bambini ancora piangono/ Metti un po' d'amore nel tuo cuore/ se vuoi
un mondo migliore dove poter vivere e prosperare/ Metti un po' d'amore
nel tuo cuore" e cose simili. All'ascolto poi si ha l'impressione
che la velocità sia quella di un ritmo beat a 45 giri, ma fatto girare
a 33 (mi immagino poi che quell'urlo strozzato sulle parole "and see"
sia stato ripetuto come minimo 10 volte per farlo uscire accettabile).
Coretti di vezzose fanciulle anche qui. (Per contrappunto, provate a sentire
la versione fatta da alcune cantanti come Aretha Franklin e Annie Lennox).
Qualcuno a questo punto potrebbe dire "Vabbè, ma era il gusto dell'epoca,
quante ne volete…" ,e posso anche essere d'accordo. Ma quando si passa
all'ascolto di "I've
looked clouds from both sides now" ("Ho visto nuvole che
mi circondano") sfido chiunque a trovare un qualcosa di difendibile. Tanto
per cominciare, mi rifiuto di tradurre il testo oltre le prime due righe
("mucchi e batuffoli di capelli d'angelo/ e castelli di gelati
nell'aria…"); l'andamento musicale spingerebbe chiunque alla
schizofrenia acuta; la tecnica dello "sbadiglio" usata dal buon Leonard
durante tutto il brano porta a suoni francamente imbarazzanti.
La domanda che mi faccio a questo punto è: perché? Magari è un altro prodotto
di una delle sue perenni crisi "sono Spock - non sono Spock", con cui
ha voluto dimostrare di essere un artista completo e non solo un alieno
con le emozioni di una patata. Dimostrazione fallita, senza ombra di dubbio.
Leo, rimani nel campo della recitazione, ti conviene. Alla prossima.
Un ringraziamento speciale al Navarca per avermi fornito il prezioso link
da cui ho attinto i brani musicali.
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