Armi e bagagli, puntuale
come ogni anno, eccomi giungere in quel di Bellaria per la mia ottava
Sticcon. Devo dire che di convention di Star Trek in Italia ne ho viste
tante e anche questa volta, come di consueto, non è mancato il divertimento
e l'entusiasmo di tutti.
Non mi dilungherò troppo nel raccontarvi l'ovvio, che però è il vero
fulcro di ogni convention di Star Trek: il ritrovarsi ogni anno con
persone che non hai spesso occasione di vedere, stare insieme ad un
sacco di gente e divertirsi nel passare il tempo con loro è la vera
anima di questo tipo di manifestazioni nonché l'obiettivo primario di
chi la organizza.
Tutto il contorno è certo utile e di sicuro impatto, ma resta comunque
ad un secondo livello di importanza. Ma, di certo, la presenza di tutto
quel "baraccone dell'immaginario" dà coesione, come una sorta di scheletro,
alla Sticcon ed è inoltre, immagino, la parte organizzativa più impegnativa
e che la porta all'attenzione della gente che non vi è mai stata. Ed
è peraltro inutile negare che anche buona parte del divertimento deriva
proprio da tutte queste leccornie: insomma, per i fan delle mie arzigogolate
metafore, una discoteca senza gente è sì uno strazio, ma anche se è
piena di gente con tanta voglia di divertirsi e manca la musica non
raggiungerà il suo scopo.
Quindi ecco anche questo anno un susseguirsi di giochi, congressi, proiezioni,
banchetti per gli acquisti e, non per ultimi, una folta schiera di attori,
tra cui facce nuove e altre vecchie conoscenze. Infatti, ad esempio,
le Trek Babes sono tornate a grande richiesta (loro per lo più) da tanto
che erano rimaste soddisfatte alla loro precedente convention! Rimaste
solo in due (Celeste non è partita per paura della situazione internazionale)
France e BarBara si aggiravano per la Convention allegre e sorridenti
e sempre disponibilissime a fare due chiacchiere.
Ma la vera Babe di quest'anno è stata la mitica Denise Crosby,
dal carisma e dalla simpatia assolutamente travolgenti e trascinanti.
Da
suo devoto ammiratore fin dai tempi della mia adolescenza (anche se
ho evitato di riferirle questo particolare) non ho perso tempo e mi
sono subito fatto avanti nel tentativo di conoscerla. Così alla prima
pausa pranzo, quella di sabato, sono riuscito a farmi presentare a lei
che mi ha accolto con molta sincera simpatia. E subito dopo esserci
conosciuti mi ha chiesto se volevo farmi intervistare per il suo nuovo
film documentaristico: Trekkies 2.
Ebbene sì, Denise non era venuta dagli USA da sola. Insieme al suo figlioletto,
si era infatti portata un'intera troupe con relativi cameraman, microfonista,
regista e produttore. Essi intendevano infatti girare il seguito del
fortunato documentario Trekkies, dedicandolo questa
volta ai fan non americani, con quindi una ovvia fetta riservata all'Europa.
Forse è bene qui approntare una breve premessa per chi non conosce questa
produzione.
Trekkies,
datato 1997, nasce da un'idea di, tra gli altri, Denise Crosby e del
regista Roger Nygard, anch'esso presente ovviamente alla Sticcon per
girare il seguito e di cui potete leggere un'intervista realizzata da
me, Alf e Rossella apposta per lo STIM (nel prossimo numero). Girato
nel 1996 lungo tutta l'America e svariate conventions (tra cui quella
famosa di Pasadena), esso si propone come una vetrina sui fan di Star
Trek in America e sulle loro stravaganze.
Ecco quindi che vengono passati in rassegna con disinvoltura e una punta
di ironia e sarcasmo i più svariati Trekker, partendo dai fan più "classici"
alle convention a fan decisamente più stravaganti e particolari, come
la divertente idea di un Trekker americano che ha arredato il suo studio
dentario in stile Enterprise fino ad arrivare a quelli che io non ho
potuto non definire "casi estremi" quali la giurata che andava in tribunale
in uniforme o il tipo che è in lista di attesa per un'operazione estetica
alle orecchie (sì…sì…proprio per quello!) o, ancora, una ragazza che
ha affittato un appartamento vicino a quello di Spiner per poterlo osservare
(o dovremmo dire spiare).
A
detta dello stesso regista il concetto di "normalità" viene messo a
dura prova in questo film e risulta difficile non provare una sorta
di compassione mista a derisione e un pizzico di vergogna per questa
gente che, non solo ha la nostra stessa passione, ma per giunta viene
filmata e messa su un DVD che girerà il mondo intero. D'altro canto
il concetto di diversità è da sempre parte integrante di questo nostro
universo, e forse il filmato sprona proprio la nostra tolleranza verso
gente che dopotutto sembra stare bene con sé stessa e convinta in quello
cui crede e fa.
Il documentario inoltre riserva largo spazio agli attori stessi e a
come essi vedono il fandom e il fenomeno generato dalla serie in cui
recitano: ne risulta che ciò che per alcuni è solo un lavoro, per altri
è l'intuizione di fare qualcosa di davvero speciale e che ha portato
con sé un fenomeno culturale senza precedenti nella storia del cinema
e della televisione.
Trekkies non è mai stato tradotto ed è di difficile
reperibilità in Italia, ma sono sicuro che il popolo di Internet non
avrà problemi a procurarsi una copia del DVD qualora fosse interessato.
Trekkies 2, per l'appunto in produzione attualmente,
vuole fare la stessa cosa ma punta l'obiettivo, come già detto, su i
fan che risiedono all'estero rispetto al luogo di nascita della serie
(quindi non solo in Europa).
Esso si propone, oltre che rappresentare sempre nuove stravaganze dei
fan del mondo intero, di constatare come le diverse culture del mondo
hanno approcciato il fenomeno di Star Trek (la tipica domanda che veniva
posta era come fossero i fan del dato paese rispetto agli altri).
A detta del regista non vi è poi questa grande differenza tra i vari
paesi del mondo nel modo in cui si appassiona a Star Trek. Ma sono curioso
di vedere quali eccessi o stravaganze riuscirà a trovare in Europa in
grado di competere con quelle viste nel primo documentario.
La
troupe si è quindi divertita ad aggirasi per la Convention a caccia
di fan particolari, e non credo avranno faticato parecchio. Nel mio
caso sono stato scelto quale rappresentante della Svizzera, che non
era nei loro programmi di viaggio in quanto non vengono organizzate
convention (ogni regione linguistica si aggrappa alla nazione vicina)
e che dava un tocco di internazionalità in più al loro film.
L'intervista si è tenuta rigorosamente in inglese ed è quindi stata
uno strazio nonostante i complimenti ricevuti dalla troupe. Prima di
me un altro intervistato, colui che annuncia da anni col suo fischietto
della marina italiana l'entrata degli ospiti, ha dovuto ripetere la
sua parte (con relativo fischio) più e più volte, proprio come un vero
attore, prima che il regista fosse soddisfatto.
Denise, oltre che aggirarsi a piede libero per la Con a caccia di vittime
da intervistare e disponibilissima a qualsiasi tipo di chiacchiera,
ha fatto anche due apparizioni sul palco nelle quali ha risposto a svariate
domande e ha presentato il sopraccitato Trekkies 2.
Le domande vertevano soprattutto sul suo personaggio e la sua tragica
scomparsa nonché anche sul personaggio di Sela e la
sua assenza, ad esempio, nel nuovo lungometraggio Nemesis
che vede proprio i Romulani come antagonisti.
Lontana
da qualsiasi atteggiamento di diva, Denise si è dimostrata molto disponibile
ed estremamente spontanea: indimenticabile la sua contagiosa risata,
da noi simpaticamente definita, da strega dell'Ovest di Oz-iana memoria.
Ed eccola lì, l'ultima sera, con noi al pub, per giunta piuttosto sull'allegro,
che ci bacia, saluta e ringrazia per l'ospitalità. Cogliamo quindi l'occasione
al volo per fare qualche ultima foto con lei prima che vada a dormire
distrutta: anche Denise è rimasta favorevolmente colpita dal clima e
l'atmosfera gioviale tipica, pare, solo della nostra convention. Forse,
come tutti gli altri attori prima, durante e forse anche dopo di lei,
dicono d'abitudine questa frase ad ogni convention eppure, a furia di
sentircelo dire anche di persona dagli attori stessi mentre sembrano
davvero divertirsi, cominciamo davvero a crederci…
E voi? Ancora non ci credete?
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