SPECIALE STICCON XVII
DENISE CROSBY - I quattro giorni di gloria dei Trekkies italiani

di Matteo "Norton" Bistoletti

Armi e bagagli, puntuale come ogni anno, eccomi giungere in quel di Bellaria per la mia ottava Sticcon. Devo dire che di convention di Star Trek in Italia ne ho viste tante e anche questa volta, come di consueto, non è mancato il divertimento e l'entusiasmo di tutti.
Non mi dilungherò troppo nel raccontarvi l'ovvio, che però è il vero fulcro di ogni convention di Star Trek: il ritrovarsi ogni anno con persone che non hai spesso occasione di vedere, stare insieme ad un sacco di gente e divertirsi nel passare il tempo con loro è la vera anima di questo tipo di manifestazioni nonché l'obiettivo primario di chi la organizza.

Tutto il contorno è certo utile e di sicuro impatto, ma resta comunque ad un secondo livello di importanza. Ma, di certo, la presenza di tutto quel "baraccone dell'immaginario" dà coesione, come una sorta di scheletro, alla Sticcon ed è inoltre, immagino, la parte organizzativa più impegnativa e che la porta all'attenzione della gente che non vi è mai stata. Ed è peraltro inutile negare che anche buona parte del divertimento deriva proprio da tutte queste leccornie: insomma, per i fan delle mie arzigogolate metafore, una discoteca senza gente è sì uno strazio, ma anche se è piena di gente con tanta voglia di divertirsi e manca la musica non raggiungerà il suo scopo.

Quindi ecco anche questo anno un susseguirsi di giochi, congressi, proiezioni, banchetti per gli acquisti e, non per ultimi, una folta schiera di attori, tra cui facce nuove e altre vecchie conoscenze. Infatti, ad esempio, le Trek Babes sono tornate a grande richiesta (loro per lo più) da tanto che erano rimaste soddisfatte alla loro precedente convention! Rimaste solo in due (Celeste non è partita per paura della situazione internazionale) France e BarBara si aggiravano per la Convention allegre e sorridenti e sempre disponibilissime a fare due chiacchiere.

Ma la vera Babe di quest'anno è stata la mitica Denise Crosby, dal carisma e dalla simpatia assolutamente travolgenti e trascinanti.
Da suo devoto ammiratore fin dai tempi della mia adolescenza (anche se ho evitato di riferirle questo particolare) non ho perso tempo e mi sono subito fatto avanti nel tentativo di conoscerla. Così alla prima pausa pranzo, quella di sabato, sono riuscito a farmi presentare a lei che mi ha accolto con molta sincera simpatia. E subito dopo esserci conosciuti mi ha chiesto se volevo farmi intervistare per il suo nuovo film documentaristico: Trekkies 2.
Ebbene sì, Denise non era venuta dagli USA da sola. Insieme al suo figlioletto, si era infatti portata un'intera troupe con relativi cameraman, microfonista, regista e produttore. Essi intendevano infatti girare il seguito del fortunato documentario Trekkies, dedicandolo questa volta ai fan non americani, con quindi una ovvia fetta riservata all'Europa.

Forse è bene qui approntare una breve premessa per chi non conosce questa produzione.

Trekkies, datato 1997, nasce da un'idea di, tra gli altri, Denise Crosby e del regista Roger Nygard, anch'esso presente ovviamente alla Sticcon per girare il seguito e di cui potete leggere un'intervista realizzata da me, Alf e Rossella apposta per lo STIM (nel prossimo numero). Girato nel 1996 lungo tutta l'America e svariate conventions (tra cui quella famosa di Pasadena), esso si propone come una vetrina sui fan di Star Trek in America e sulle loro stravaganze.
Ecco quindi che vengono passati in rassegna con disinvoltura e una punta di ironia e sarcasmo i più svariati Trekker, partendo dai fan più "classici" alle convention a fan decisamente più stravaganti e particolari, come la divertente idea di un Trekker americano che ha arredato il suo studio dentario in stile Enterprise fino ad arrivare a quelli che io non ho potuto non definire "casi estremi" quali la giurata che andava in tribunale in uniforme o il tipo che è in lista di attesa per un'operazione estetica alle orecchie (sì…sì…proprio per quello!) o, ancora, una ragazza che ha affittato un appartamento vicino a quello di Spiner per poterlo osservare (o dovremmo dire spiare).

A detta dello stesso regista il concetto di "normalità" viene messo a dura prova in questo film e risulta difficile non provare una sorta di compassione mista a derisione e un pizzico di vergogna per questa gente che, non solo ha la nostra stessa passione, ma per giunta viene filmata e messa su un DVD che girerà il mondo intero. D'altro canto il concetto di diversità è da sempre parte integrante di questo nostro universo, e forse il filmato sprona proprio la nostra tolleranza verso gente che dopotutto sembra stare bene con sé stessa e convinta in quello cui crede e fa.
Il documentario inoltre riserva largo spazio agli attori stessi e a come essi vedono il fandom e il fenomeno generato dalla serie in cui recitano: ne risulta che ciò che per alcuni è solo un lavoro, per altri è l'intuizione di fare qualcosa di davvero speciale e che ha portato con sé un fenomeno culturale senza precedenti nella storia del cinema e della televisione.
Trekkies non è mai stato tradotto ed è di difficile reperibilità in Italia, ma sono sicuro che il popolo di Internet non avrà problemi a procurarsi una copia del DVD qualora fosse interessato.

Trekkies 2, per l'appunto in produzione attualmente, vuole fare la stessa cosa ma punta l'obiettivo, come già detto, su i fan che risiedono all'estero rispetto al luogo di nascita della serie (quindi non solo in Europa).
Esso si propone, oltre che rappresentare sempre nuove stravaganze dei fan del mondo intero, di constatare come le diverse culture del mondo hanno approcciato il fenomeno di Star Trek (la tipica domanda che veniva posta era come fossero i fan del dato paese rispetto agli altri).
A detta del regista non vi è poi questa grande differenza tra i vari paesi del mondo nel modo in cui si appassiona a Star Trek. Ma sono curioso di vedere quali eccessi o stravaganze riuscirà a trovare in Europa in grado di competere con quelle viste nel primo documentario.

La troupe si è quindi divertita ad aggirasi per la Convention a caccia di fan particolari, e non credo avranno faticato parecchio. Nel mio caso sono stato scelto quale rappresentante della Svizzera, che non era nei loro programmi di viaggio in quanto non vengono organizzate convention (ogni regione linguistica si aggrappa alla nazione vicina) e che dava un tocco di internazionalità in più al loro film.
L'intervista si è tenuta rigorosamente in inglese ed è quindi stata uno strazio nonostante i complimenti ricevuti dalla troupe. Prima di me un altro intervistato, colui che annuncia da anni col suo fischietto della marina italiana l'entrata degli ospiti, ha dovuto ripetere la sua parte (con relativo fischio) più e più volte, proprio come un vero attore, prima che il regista fosse soddisfatto.

Denise, oltre che aggirarsi a piede libero per la Con a caccia di vittime da intervistare e disponibilissima a qualsiasi tipo di chiacchiera, ha fatto anche due apparizioni sul palco nelle quali ha risposto a svariate domande e ha presentato il sopraccitato Trekkies 2. Le domande vertevano soprattutto sul suo personaggio e la sua tragica scomparsa nonché anche sul personaggio di Sela e la sua assenza, ad esempio, nel nuovo lungometraggio Nemesis che vede proprio i Romulani come antagonisti.
Lontana da qualsiasi atteggiamento di diva, Denise si è dimostrata molto disponibile ed estremamente spontanea: indimenticabile la sua contagiosa risata, da noi simpaticamente definita, da strega dell'Ovest di Oz-iana memoria.

Ed eccola lì, l'ultima sera, con noi al pub, per giunta piuttosto sull'allegro, che ci bacia, saluta e ringrazia per l'ospitalità. Cogliamo quindi l'occasione al volo per fare qualche ultima foto con lei prima che vada a dormire distrutta: anche Denise è rimasta favorevolmente colpita dal clima e l'atmosfera gioviale tipica, pare, solo della nostra convention. Forse, come tutti gli altri attori prima, durante e forse anche dopo di lei, dicono d'abitudine questa frase ad ogni convention eppure, a furia di sentircelo dire anche di persona dagli attori stessi mentre sembrano davvero divertirsi, cominciamo davvero a crederci…

E voi? Ancora non ci credete?

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