È
li, sullo schermo. Mentre scrivo di lui, Nemesi, l'ultimo dei film dedicati
a Star Trek, il decimo per la precisione, scorre tranquillo con già
il suo bell'audio in italiano. Potenza degli amici che si dedicano al
file-sharing. L'ho già visto e rivisto.
Almeno quattro o cinque volte, di cui almeno un paio al cinema. Continuo
a rivederlo alla ricerca di qualche particolare che posso essermi perso.
Lo riguardo anche perché il mio giudizio è ancora abbastanza in sospeso.
Leggendo i commenti del fandom in internet, dalle varie e affollate Mailing
List dedicate a Star Trek, ai newsgroup, i commenti sono altalenanti,
c'è chi lo affossa e chi lo esalta.
Ma quello che io ritengo il nocciolo duro del fandom, i trekker davvero
accaniti ed esigenti hanno il pollice verso.
E anch'io con loro, di primo
acchito ho bocciato senza pietà la pellicola.
È vero. Il film è in assoluto il meno trek di tutta la storia dei film
trek. Se esiste veramente, cosa su cui ancora si dibatte animatamente,
lo 'Spirito Trek' è assolutamente assente. Ti siedi in sala e ti aspetti
la tua sana dose di 'Spirito Trek' e invece rimani deluso. Esci dalla
sala ancora più assetato di prima, frastornato, stordito. Non riesci a
capire a ragionare, ti gira la testa. L'Enterprise c'è, è li come sempre,
c'è anche Picard e gli altri. C'è lo spazio con le solite stelle filanti,
ci sono i corridoi, l'infermeria, la plancia...
Eppure pare tutto estraneo.
Eppure, cavolo, questo non è un film trek.
È
un normalissimo, comunissimo, nemmeno tanto interessante film di fantascienza,
pieno, ricolmo, stracolmo di citazioni varie rubate senza tante pretese
da altri film di fantascienza. Una specie di minestrone spaziale che
si barcamena dal banalissimo Star Wars, fino al recente Solaris. Un
mega minestrone dove quasi a farlo apposta manca proprio Star Trek,
quasi non fosse degno di farne parte.
Dopo la prima visione, ma anche dopo la seconda, la sensazione di straniamento
è rimasta. C'è scritto Star Trek, sembra Star Trek, suona come Star Trek
eppure...
È come uno di quei sottoprodotti dei discount alimentari: hanno
l'etichetta e la confezione simile a quella di prodotti più gettonati.
Anche l'aspetto del contenuto è simile. Ma poi, in bocca ci si rende conto
della differenza. La Milan cola non è la Coca Cola®.
L'ideona di far scrivere la sceneggiatura a J. Logan, salito agli altari
delle cronache per il successo de "Il Gladiatore", era potenzialmente
buona. Un occhio esterno alla serie avrebbe
potuto
portare delle novità. Invece, il buon Logan ha raccolto tutto quanto
aveva credo visto funzionare in altri ambiti fantascientifici e poi
ha fatto un mix.
Ha incollato i pezzi. Credo che poi un paio di addetti Paramount siano
corsi, in fase di revisione, a correggere le storture eccessive, ad esempio
dicendo a Logan che Darth Vader no, proprio no, non poteva partecipare,
o che l'Agente Smith non poteva essere anche nel computer dell'Enterprise.
Aggiungo che alla stesura, almeno così appare dai credits, ha partecipato
anche Brent Spiner, ovvero Data, ma credo solo per sincerarsi che il suo
personaggio, che credo odi profondamente da come ha fatto di tutto per
eliminarlo, venisse appunto fatto a pezzi, per un finale strappalacrime,
che non le strappa affatto e ci regala un Data in versione 'RainMan',
come ho letto in un sagace commento sulla Rete.
I piccoli impiegati a quanto pare avevano in odio Star Trek e hanno fatto
un pessimo lavoro, lasciando che Logan facesse scempio andando a ruota
libera.
Cosa ci regala Nemesis? Una serie di chicche pazzesche da far
rivoltare nella tomba il buon Gene.
Tutti i personaggi di TNG vengono rivoltati come calzini e nessuno di
loro pare comportarsi come dovrebbe.
Questa mania dei film d'azione che da alcuni anni imperversa su Hollywood
ha contagiato Star Trek già dai tempi di Primo Contatto, dove ci siamo
rassegnati a vedere
Picard
alla fine di tutti i film in canotta macchiata, stile Bruce Willis,
pare essere più difficile da eradicare della Sars.
Nemesis è un filmetto d'azione, con
un sessantenne attempato come protagonista. Vedremo il Picard diplomatico,
filosofo, storico, esploratore dello spazio e delle profondità dell'animo
umano, guidare come un disgraziato su una dune buggy del ventiquattresimo
secolo, con indosso gli occhiali da sole dei Police.
Il tutto su un pianeta pre-curvatura, alla faccia della Prima Direttiva.
Naturalmente vengono scoperti e se ne sbatte di mostrare a poveri ignari
alieni l'esistenza di altre razze.
Non mi soffermo sul finale della scena,
da vero spaccone (sborone) con salto dalla rupe e atterraggio sulla navetta!
E qui siamo giusto all'inizio del film. Ce n'è abbastanza per alzarsi
nella sala indignati e chiedere il rimborso del biglietto.
Purtroppo siamo solo all'inizio. Non cito tutte le vere e proprio
vaccate disseminate con cura in tutto il film. Sono troppe e mi fanno
troppa rabbia. Alcune sono talmente grandi che viene il dubbio che davvero,
là dietro lo schermo, fra chi produce i film, ci sia la convinzione assoluta
ed incrollabile che lo spettatore sia un beone idiota. Vedremo persino la
fisica Einsteniana, e non solo quella, stravolta.
Vedremo
tamponamenti spaziali, in barba agli scudi e alla logica che vuole le
astronavi da sempre distanti fra loro centinaia di migliaia di chilometri
e non decine di metri. E vedremo anche una nave disincagliarsi dall'altra
mettendo la retromarcia, come in un banalissimo incidente in un parcheggio
di un centro commerciale. Vedremo scene intere rubate a videogiochi
di grido quali Elite Force (le ambientazioni della nave remana Scimitar
paiono ricalcate da un certo livello di tale sparatutto...) e da Descent,
con Picard che guida un caccia remano per i corridoi della sopracitata
astronave. La battaglia finale è ripresa pari pari da Klingon Academy.
Stessi angoli di visuale, stesse tattiche.
Vedremo un cattivo assurdo, Shinzon. Che non ha motivo nemmeno di esistere.
Un clone di Picard, sulla cui utilità ho seri dubbi, che i Romulani si
apprestavano ad usare in missioni di spionaggio, che si ribella, diventa
il capo degli oppressi Remani (popolo di cui non sapevamo nulla dopo
cinque serie e nove film), costruisce non una nave spaziale ma una specie
di incrocio fra un M47 e il super disgregatore, arma finale di Unreal
2, che siccome appunto è un clone è seriamente convinto che per tale motivo
egli ha gli stessi pensieri di Picard e prova la sue stesse sensazioni,
dimenticandosi che la nostra personalità è frutto dell'ambiente in cui
cresciamo e delle esperienze che viviamo e non del DNA, e che dulcis in
fundo a cosa sostanzialmente ambisce?
Distruggere la Terra con la solita nuova super arma di turno.
La fantasia
regnava sovrana quel giorno su casa Logan.
Vedremo anche Nonna Papera,
ovvero l'ammiraglio Janeway intervenire per dare ordini a Jean-Luc.
E lì in fondo pensi che non ci sia, tutto sommato, nulla di sbagliato.
È risaputo che nella Flotta Stellare solo i più fessi finiscono col diventare
ammiragli!
Vedremo anche Wesley Crusher intervenire al matrimonio dei Riker, seppur
marginalizzato a fondo tavola. Nessuna spiegazione di dove avesse lasciato
il Viaggiatore, con cui lo avevamo visto lasciare TNG. Vedremo almeno
Guinan ricomparire dopo l'ultima apparizione in Generazioni. Una lacrimuccia
quasi ci scappa.
Da trekker a trekker, il film è davvero un disastro. Pieno di Yati, inconsistenze
varie, buchi clamorosi nella sceneggiatura. E un senso davvero fastidioso
di Deja-Vu.
I personaggi minori sono ancora una volta ai margini. Riker e Deanna si
sposano per nostra fortuna, la dottoressa Crusher è poco più che tappezzeria,
Worf come al solito viene reso ridicolo e sempre come al solito, nessuna
spiegazione del perché lui sia lì e non a fare l'ambasciatore come dovrebbe.
Geordi anonimo.
Solo Data, come sempre ancora, fa la spalla minore di
Picard, sdoppiandosi con il nuovo fratello.
Dopo il fratello cattivo, Lore, ecco quello scemo: B4.
Spiner
ottiene quello che desiderava: uccidere Data e non doversi più truccare
in quel modo per il resto della sua vita. Ma ci lasciano una speranzucola,
visto che B4 pare abbia immagazzinato tutti i ricordi di Data. Peccato
che sia un po' svitato.
Naturalmente Spiner muore da eroe, salvando la
nave, il capitano, la Terra e pure un file aperto di Word, grazie all'idiozia
di Geordi che è capace di inventarti un teletrasporto tascabile di emergenza
ma non sa replicarne più di uno alla volta.
Fenomenale la vera tavanata
galattica che vede Data tuffarsi a pesce dall'Enterprise per raggiungere
la Scimitar. Le tute a reazione viste in The Motion Picture a quanto pare
erano esaurite... Così come anche il buonsenso.
Il finale di Nemesis vede un Picard compiaciuto andarsene a zonzo per
l'Enterprise mentre è in riparazione presso la carrozzeria. Naturalmente
solo dopo aver ammazzato il povero Shinzon, in un modo tanto idiota che
lascia davvero perplessi. L'ultimo film di Star Trek finisce la dove era
iniziato il primo. In una dock bay di riparazione e l'Enterprise sotto
i ferri.
Ma non doveva finire così.
Alla recente Sticcon abbiamo visto le scene tagliate del film, fra cui
un finale davvero alternativo e decisamente, ma decisamente, migliore.
(Non ve lo racconto, a voi il piacere di scoprirlo).
Molte delle scene tagliate,
non solo a parere mio ma anche di altri che hanno assistito a questa proiezione, erano quanto meno indispensabili e non
sappiamo capacitarci di quale criterio sia stato usato per scorciare il
film.
Non vado oltre. L'elenco completo delle nefandezze è tale che non
basterebbe un hard disk da ottanta giga per contenerle. La Paramount ha
toppato alla grande e gli incassi l'hanno punita. Il trekker non è poi
così fesso come credeva. E ora davvero è il momento di mettere uno stop
alla produzione trek. Almeno da parte dell'attuale team che se ne occupa.
Sono alla frutta e noi con loro e credo che veramente per la prima volta
ho visto vacillare seriamente la "fede" trek anche dei più accaniti.
Ho visto volti, all'uscita della sala, di persone a cui avevano rubato
il giocattolo preferito o se preferite, un piccolo angolo di sogno.
Gente che cercava disperatamente di trovare qualcosa di buono da dire,
nel tentativo di non ammettere la delusione e lo sconcerto.
Altri, appena fuori della sala hanno delirato dicendo che Xena è meglio
di Star Trek.
Mai
come oggi il destino di Star Trek è nelle mani dei trekkers. Siamo diventati
da semplici fruitori di un prodotto televisivo a suoi custodi. Tocca
a noi conservare nel tempo il meglio della saga e continuare a mantenere
vivo lo 'Spirito Trek' diventando parte attiva e non più semplici spettatori.
Come? Usando la fantasia e un briciolo di cuore. E magari anche carta
e penna. Tante storie ci sono ancora da raccontare che alla Paramount
manco si sognano. Se continueremo a svolgere un ruolo passivo, puramente clientelare,
e magari pure nemmeno troppo esigente come sta accadendo ora, la situazione
credo peggiorerà sempre più.
Roddenberry non c'è più, e quale creatore
della serie, sapeva coniugare business e rispetto di un certo standard
qualitativo.
D'altronde ne era il padre e come tale credo fosse orgoglioso della popolarità
raggiunta da una sua idea e quindi fino all'ultimo ha fatto il possibile
per impedire che venisse fatta a pezzi in nome del guadagno facile.
Siamo al fondo del barile. Anzi per me è pure bucato. Mai come ora mi
rendo conto che per il bene di Star Trek noi tutti dobbiamo alzare una
specie di diga contro le nefandezze che ci propinano, e chiudere il rubinetto
dei quattrini.
Quando Star Trek non renderà più a sufficienza smetteranno di massacrarlo.
Spero.
Ormai Star Trek non è più "cosa Paramount". Star Trek è nostro. È un fenomeno
culturale che non potrà ancora a lungo essere regimentato da un copyright.
E la Paramount stessa non potrà restare l'unica fonte creativa.