Nel
numero 5 del maggio del 2003 dello STIM e' apparso gia' un articolo
sulla serie Stargate SG-1. Questo che segue vuole essere una risposta
e una spiegazione di cosa un fan di SG-1 ha trovato e ama nella serie.
Al lettore e telespettatore il giudizio finale.
Stargate SG-1 è indubbiamente la serie più seguita della tv satellitare
di questi ultimi anni, pieni sì di novità per la fantascienza, ma di
novità che spesso non sono state in grado di soddisfare i desideri del
pubblico. Questo non è il caso di Stargate SG-1 a quanto pare!
La Metro Goldwyn Mayer, dopo l'incredibile successo della serie, ha
deciso di non fermarsi alla sesta stagione ma di proseguire con una
settima, accantonando ("ma solo per il momento" assicura la produzione)
il progetto del film, il cui soggetto è già stato scritto e giudicato
ottimo per il grande schermo.
Per produrre la settima stagione a ritrovato cast completo, la MGM non
ha esitato a tagliare altre serie da lei prodotte anche con discreto
successo di pubblico, come Farscape (solo per fare un esempio). L'annuncio
del progetto di uno spinoff è solo l'ennesimo indizio di quanto la casa
produttrice tenga al suo figliol prodigo.
LE ORIGINI
Stargate
SG-1, come dice il nome stesso, riprende la storia del film "Stargate"
del 1994 scritto da Dean Devlin e Roland Emmerich (Indipendence Day,
Godzilla) e diretto da quest'ultimo, creando un precedente nella storia
della televisione. Di solito si è sempre passati dal successo di una
serie tv alla produzione cinematografica, mentre questo è stato il primo
caso in assoluto di procedimento inverso.
Contro ogni pronostico la puntata pilota di SG-1, "Children of the Gods",
catturò subito l'attenzione della Major riuscendo a creare una storia
complessa e dalle mille sfaccettature che si può comprendere appieno
man mano che la trama si svolge lungo il corso degli anni.
Ma ciò che salta subito agli occhi e che differenzia Stargate SG-1 dagli
altri telefilm di fantascienza è senza ombra di dubbio la sua collocazione
temporale: non c'è bisogno di recarsi in un futuro più o meno lontano
e più o meno utopistico per calarsi appieno in una storia con tutti
i crismi della fantascienza. Siamo ai giorni nostri e proprio questo
elemento è quello che riesce subito a catturare l'attenzione dello spettatore
e non solo di quello classico di nicchia al quale siamo abituati (almeno
questo vale per me che ne faccio sicuramente parte!).
Insomma ritroviamo quegli stessi elementi che hanno fatto la forza degli
episodi di X-Files del periodo d'oro. In poche parole ci troviamo di
fronte ad un'incredibile miscela esplosiva con infinite possibilità
di sviluppo.
LA STORIA
Il
film Stargate finiva con l'uccisione dell'alieno cattivo (Ra), il salvataggio
della popolazione del pianeta (Abidos) ed il ritorno della squadra sulla
Terra.
La serie tv riparte proprio da qui, circa un anno dopo i succitati avvenimenti.
Con una trovata geniale, gli sceneggiatori sono stati in grado di creare
sui presupposti del film un intero nuovo universo, popolato da numerose
razze aliene che, grazie alla loro avanzata tecnologia, si sono suddivise
il controllo dei vari settori dello spazio conosciuto e non.
Le quattro razze più importanti sono: i Goa'uld, di cui anche Ra faceva
parte, i Nox, gli Asgard e gli enigmatici Antichi, detentori della tecnologia
degli Stargate, la più avanzata dell'universo che le altre razze si
limitano ad usare.
Analizziamole più da vicino:
- I Goa'uld, il cui primo rappresentante è il dio Ra che abbiamo visto
nel film, sono una razza parassita, dotata di memoria genetica, che
usa come ospiti preferiti (perché facili da curare e mantenere in vita
praticamente per sempre) gli esseri umani. Qui c'è la prima differenza
con quanto abbiamo visto nel film, dove, se vi ricordate, mentre Ra
muore s'intravede la vera forma degli alieni, molto simile a quella
degli EBE di X-Files più che ad una larva parassita come ci sono presentati
nel telefilm! I Goa'uld amano farsi credere dei e farsi adorare come
tali. Molte delle divinità del pantheon egizio (e non solo) non sono
altro che Goa'uld che hanno tiranneggiato il nostro pianeta in epoche
remote. Hanno una struttura sociale molto simile a quella feudale del
nostro medio evo. Ogni Signore del Sistema Goa'uld, infatti, regna sul
suo territorio attraverso Goa'uld meno potenti al suo servizio. Sono
spesso anche in lotta tra loro per la conquista di nuovi mondi. Praticamente
i "cattivi" della serie.
- I Nox sono un popolo semplice e pacifico che ama vivere in stretto
contatto con la natura nonostante la tecnologia e le conoscenze a loro
disposizione. Sono assolutamente neutrali e non amano farsi coinvolgere
nelle dispute che riguardano gli altri se non nel ruolo d'arbitri.
- Gli Asgard sono i classici omini grigi. Accettano di aiutare gli umani,
trasformando la Terra in un loro protettorato al solo scopo di difenderla
dagli attacchi dei Goa'uld. Hanno un trattato con i Goa'uld stessi di
non aggressione reciproca, dettato dalle più o meno equivalenti capacità
offensive.
- Degli Antichi si sa poco e nulla. Essi sono i costruttori degli Stargate
e, con molta probabilità, sono costituiti di pura energia.
Accanto a queste troviamo comunque numerose razze minori le cui culture
e peculiarità sono sviluppate fin nei minimi dettagli. Avanti nelle
stagioni altri pericoli si affiancheranno ai sempre meno sporadici tentativi
dei Goa'uld di conquistare la Terra.
In
questo universo gli uomini cominciano così il loro viaggio pionieristico
d'esplorazione dello spazio alla ricerca anche delle loro stesse origini.
Il progetto Stargate, almeno in un primo momento, rientra nei segreti
militari dell'esercito degli Stati Uniti d'America. Solo in un secondo
tempo, prima i russi e molto dopo anche gli altri alleati degli USA,
saranno messi in condizione di parteciparvi.
Ma la stessa esistenza del progetto non è esente da guai. La vita politica
degli Stati Uniti non può certo risparmiare il programma, benché segreto,
più costoso che la nazione debba sostenere e i protagonisti delle varie
battaglie politiche non si esimeranno dal lanciarsi colpi reciproci
in grado di affondare il tutto.
Per procedere in una sistematica esplorazione spaziale vengono formate
dodici squadre speciali (SG appunto) composte da un giusto mix di militari
e scienziati.
Il nome della serie deriva dal nome della squadra SG-1 che ne è la protagonista.
I PROTAGONISTI
Compongono la squadra SG-1
- Il colonnello Jack O'Neill (nel film interpretato da Kurt Russel e
degnamente sostituito da Richard Dean Anderson). Questo personaggio
è quello che ha subito il maggior cambiamento rispetto al film. Il colonnello
interpretato da Russel è un uomo duro, tutto d'un pezzo, pronto a sacrificare
la propria vita, accettando una missione suicida per la sua nazione
e non in grado di pensare ad altro. Sulla base di questi presupposti
era impossibile creare un protagonista in grado di reggere per più stagioni.
Quindi, pur mantenendo tutto il background del film, il personaggio
è stato sviluppato in qualcosa di molto diverso e di molto riuscito.
Leader militare della squadra, ottimo comandante, ottimo tattico ma
pessimo diplomatico dalla battuta facile e sempre pronto a seguire i
consigli degli altri membri della squadra.
- L'egittologo e linguista Daniel Jackson (James Spader nel film, Michael
Shanks nella serie tv), invece, è rimasto quello che già conosciamo,
allergie comprese. Chiaro che con il passare del tempo anche l'archeologo
acquista, più per necessità che per altro, anche nuove conoscenze militari.
-
Il capitano Samantha Carter (Amanda Tapping) non presente nel film.
Militare e scienziato brillante, perfetto secondo in comando di O'Neill
in grado di colmare le lacune scientifiche di lui. Quello di Carter
è forse uno dei personaggi femminili più riusciti degli ultimi tempi
perché è stato in grado di catturare il pieno consenso dei fan sia maschili
(e senza dover mettere ostentatamente in mostra il proprio corpo come
avviene ultimamente in tutte le nuove serie) che femminili come assai
di rado accade.
- E, non ultimo d'importanza, l'alieno Teal'C (interpretato da Christopher
Judge) anche questo non presente nel film. Un personaggio difficile
da capire, almeno nel primo anno di programmazione, che cresce con l'avanzare
delle stagioni. Ammetto di non averlo apprezzato appieno all'inizio
perché avevo travisato il suo modo di essere, ma una volta conosciuto
a fondo allora è diventato uno dei miei personaggi preferiti (cosa che
ho scoperto essere capitata anche ad altri). Questo personaggio può
forse ricordare lo stereotipo alieno usato spesso nelle serie di Star
Trek. Un esempio su tutti: Spock.
Accanto
a questi protagonisti troviamo un lungo elenco di comprimari che nonostante
il loro ruolo sono personaggi completi curati nei minimi dettagli. A
cominciare dal generale Hammond, capo dello Stargate Command (SGC) e
dalla dottoressa della base, il maggiore Frasier, che sono sicuramente
i due più importanti. Il generale è la figura saggia del telefilm, quella
alla quale volentieri si lascia in mano il destino del mondo, forse
anche con troppa facilità.
Anche la composizione della squadra è il risultato di un sapiente studio:
è la giusta combinazione di elementi in grado di creare un gruppo unito
e perfettamente affiatato essenziale per coinvolgere il telespettatore.
Un elemento fondamentale della serie è lo sviluppo dei profondi rapporti
di amicizia che si vengono a creare tra i membri della squadra che mi
ricordano un po' le tematiche dei buoni vecchi telefilm di una volta!
CONCLUSIONI
Le puntate scorrono rapidamente affrontando temi più o meno impegnati
e lasciando al telespettatore, una volta conclusesi, una piacevole sensazione
di soddisfazione.
La serialità, ovvero il susseguirsi logico delle puntate, ha una sua
importanza anche se non fondamentale come magari accade in Babylon 5.
Sicuramente si fa uso di alcuni clichè che, secondo me, nella giusta
dose non guastano mai.
Insomma, in conclusione credo che la serie sia tra le migliori di questi
ultimi anni.