GLI EDO
di Riccardo "Summer" Palazzani

Solitamente Star Trek The Next Generation viene considerata come la serie che meno ha fatto ricorso al tema sessuale come richiamo per lo spettatore.
La Tos, anche se eravamo negli anni sessanta, era ricolma di avvenenti fanciulle davvero poco vestite per i canoni del comune senso del pudore di allora e gli incontri amorosi del suo capitano sono passati alla storia per la frequenza quasi sistematica.
Serie meno fortunate come Voyager o la recentissima Enterprise si sono viste costrette, causa calo degli ascolti, ad inserire personaggi di sesso femminile dalla forme procaci e dalle tutine iper aderenti, vedi 7of9 o la vulcaniana T'Pol.
In TNG nessuna delle co-protagoniste femminile ci abbaglia per avere un fisico da pin-up.
La Crusher e Troi sono tutto sommato donne assolutamente normali, che possiamo tranquillamente incontrare per strada e comunque raramente i registi hanno indugiato con inquadrature morbose a sottolinearne le forme.

Ma abbiamo una eccezione abbastanza evidente, che arriva nelle prime due controverse quanto criticate stagioni di TNG, dove compare il popolo degli Edo nell'episodio Il giudizio, il cui nome, mica per caso, deriva proprio dalla parola edonista, (filosofia: edonismo), ovvero colui che ha come scopo principale della propria vita la ricerca del puro e semplice piacere.
Sono protagonisti di un episodio tutto sommato senza né lode né infamia, ma che può essere ricordato soprattutto per i succinti vestitini e le procaci forme degli abitanti di Rubicun III, il classico pianetino di classe M che somiglia alle isole Tonga dai poli all'equatore (e noi ci lamentiamo che non ci sono più le mezze stagioni…).

Gli Edo sono tutti bellissimi, tutti biondi alti, forti, occhi azzurri, insomma una succursale di Baywatch fra le stelle e spendono il loro tempo dedicandosi a reciproche cure del corpo, giochetti sessuali e vicendevoli carezze da mane a sera.
Insomma una specie di pianeta di ricci impazziti che hanno come ideale massimo il piacere che si può ottenere dal proprio partner (o più di uno).
Quando Picard & Co. sbarcano per fare conoscenza, il buon Jean-Luc maledice le nuove regole della Flotta che conferiscono al Numero Uno il compito di sostituire il capitano nelle missioni pericolose a terra.
Accolti da una masnada di belle topoline e fustaccioni, Riker & soci si fregano le mani pensando che mai come oggi i primi contatti siano un dovere irrinunciabile, peccato solo che decidano di portare con loro Wesley, che da buon secchione non aveva visto una fanciulla seminuda dai tempi in cui sua madre l'aveva beccato con il chip di un ologramma pornografico in tasca, va completamente in palla e comincia, da buon maschio terrestre, a corteggiare la giovane Edo lolita di turno, ovvero si mette a fare lo scemo.

Purtroppo gli Edo, che offrono un quadretto idilliaco, senza malattie, senza guerre, fame, violenze, hanno, come sempre in Star Trek, una bella magagna nascosta. E grazie all'imbecillità del buon Wesley, che non sa far di meglio che franare su una specie di serra, i nostri eroi scoprono che su Rubicun III ogni reato, anche il più piccolo, viene punito con la medesima pena: la morte.
Gli Edo hanno una specie di polizia locale, che si riconosce per il vestitino succinto di colore diverso e per il manganello che spunta sotto di esso (o non era il manganello?), denominata Mediatori, che a mio parere non sarebbe male avere al posto dei nostri Carabinieri, che prendono Wes in custodia pronti a farlo fuori come previsto dalla legge. Ma come è possibile che un popolo che sembra amare tanto la vita abbia regole così dure, che invece vanno nella direzione opposta, quasi a disprezzare la vita stessa?
Semplice.
Gli Edo sono il classico esempio della fantascienza di popolo non autosufficiente e che dipende totalmente dalla volontà di un'altra entità, che loro venerano come un Dio e che è in realtà o è una macchina o un'altra forma di vita aliena dotata di poteri straordinari e che ha deciso di prendersi cura della popolazione nel pianeta sottostante. E che però, quale prezzo da pagare per la sorveglianza, pretende regole rigidissime, che ricordano certi sacrifici di sangue delle antiche popolazioni centroamericane.
Esempi del genere si contano a decine in tutto l'arco della Saga di Star Trek, dai tempi della TOS, con la macchina Vaal, al Guardiano che vigila sugli Ocampa in Voyager.

Nel caso degli Edo, in orbita attorno al pianeta si nasconde un potente macchinario, costruito non si sa da chi e lasciato li a proteggere gli Edo da chissà quanto tempo, che fornisce loro energia, tecnologia, benessere e un sistema legislativo tanto rigido.
Picard si trova costretto a venire a patti con la Prima Direttiva, che vorrebbe che Wesley fosse giustamente lasciato al suo destino. E qui Picard si "kirkizza" decidendo che, Prima Direttiva o meno, il figlio dell'unica donna dell'astronave che verrebbe a letto con lui, va assolutamente salvato. Con il disappunto di larga parte del fandom…

Alla fine Wesley torna sull'Enterprise sano e salvo e Rubicun III entra nella lista dei pianeti che è meglio evitare. Saranno anche belli come il sole, lo faranno anche da dio, ma il rischio di vedersi accoppato per aver fumato dove non si poteva o aver fatto pipì sulla tavoletta del cesso è tale che vale la pena rinunciare. In fondo, non è niente che non si possa trovare su un ponte ologrammi di Quark.

L'unico dell'equipaggio che trova gli Edo disgustosi è ovviamente Worf, mentre a Data sono assolutamente indifferenti. Il povero klingon di fronte a quell'esibizione di carni rosate, lisce e molli è colto da conati di vomito, lui che non dice donna se non vede una cresta, una cicatrice e una set di denti mischiati a caso.

Urge una piccola riflessione sugli Edo e sul loro significato nascosto.
Nella fantascienza spesso si incontrano questi popoli apparentemente idilliaci, ma che però pagano con un carissimo prezzo tutto quel paradiso in terra, quasi che sia in qualche modo scontato che la felicità sia ottenibile solo ed unicamente pagando un prezzo altissimo e che bisogna diffidare quindi di chi afferma di essere felice, perché quasi certamente nasconde qualcosa di orribile.
Che dire. Stronzate.
Sono il reflusso continuo di quella orrenda visione del futuro che pervade da sempre la maggior parte degli autori di fantascienza, secondo i quali ci attende solo miseria e sofferenza, e che l'epoca in cui viviamo è la migliore possibile. E che in qualche modo il decadimento è sotto i nostri occhi, ne siamo responsabili, ma non facciamo nulla perché in fondo ci sta bene così.

E se mai dovessimo invece, fra trecento anni, essere tutti "happy" come gli Edo, sicuramente avremo ottenuto la felicità venendo a patti con il male. Insomma, fiducia nel genere umano praticamente uguale a zero.
Mandiamo al diavolo tutti questi pessimisti, ancorati al passato, al si stava meglio quando si stava peggio, e cerchiamo di guardare al futuro con ottimismo. E ne abbiamo ben donde di essere fiduciosi, proprio voltando le spalle e dando un'occhiata al passato recente e compiacendoci di come siamo migliorati.
(Sperando che non arrivi un Q a toglierci il sorriso compiaciuto dalle labbra...)


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