NATHAN NEVER: AGENTE SPECIALE DEL FUTURO
di Matteo "Norton" Bistoletti



Uno dopo l'altro, sui nostri grandi schermi, così come in quelli del resto del mondo, si susseguono film tratti dai svariati fumetti del genere super-eroico americano. Devo ammettere di essere anch'io rimasto affascinato da questi lungometraggi, soprattutto dai due film degli X-Men che hanno saputo dare spessore al genere tramite metafore e un folta schiera di affascinanti personaggi e, ovviamente, dai due storici Bat-Man del geniale e visionario Tim Burton. Ho invece sempre riscontrato molta più difficoltà ad apprezzare i fumetti da cui sono tratti. Ecco perché, in quanto a lettura fumettistica, ho sempre preferito orientarmi verso il Giappone, la Francia e, per una volta non ultima, verso l'Italia.
Infatti mi sento di dire che anche noi abbiamo qualcosa da dire a livello fumettistico. I nostri fumetti, anche se spesso sottovalutati e non ritenuti alla stregua dei colossi esteri, non sono affatto di qualità inferiore e sono anzi spesso dotati di ragguardevoli livelli artistici e contenutistici. E sulle pagine di una rivista di fantascienza quale la nostra, non possiamo quindi trascurare quello che è divenuta pian piano una nuova icona della fantascienza a fumetti nostrana: Nathan Never.

Nell'ormai lontano giugno del 1991, la Casa Editrice Bonelli, già a quei tempi la più importante editrice di fumetti in Italia, scelse di provare la via della fantascienza, scelta che è sempre ed in ogni caso coraggiosa e rischiosa, anche per un'azienda "sicura" come la Bonelli, vista la risaputa e nefasta fama che viene da sempre riservata alla fantascienza in Italia.
A distanza di più di dieci anni però Nathan Never vive e vegeta più forte che mai, con addirittura un innumerevole dose di albi speciali di contorno, una complessa e articolata saga interna, una foltissima schiera di collaboratori (tra le cui fila compaiono, tra gli altri, anche Gabriella Cordone e Alberto Lisiero, ossia, per intenderci, i capi dello Star Trek Italian Club) e addirittura una serie spin-off dedicata ad uno dei personaggi di contorno.
Esperimento riuscito, quindi? Pare proprio di sì. I creatori del fumetto chiamati simpaticamente "i 3 sardi" (Medda, Serra e Vigna) seguono tutt'oggi la serie con molta passione e ne sono soddisfatti. Ma per far sopravvivere una serie di fantascienza in Italia bisogna davvero mettercela tutta (ad esempio un'analoga esperienza della stessa casa editrice di proporre una serie di fantascienza, creata dallo stesso Serra, chiamata "Gregory Hunter" è naufragata dopo poco più di un anno), ricorrendo non solo ad una forte dose di bravura e competenza nell'ambito, ma giungendo anche ad una serie di compromessi e rinunce pur di raggiungere il grande pubblico.

Veniamo ora ad una breve descrizione del fumetto.
Innanzitutto il protagonista: Nathan Never è un ex-poliziotto che, dopo aver vissuta una terribile esperienza in seguito all'uccisione di sua moglie Laura e al rapimento con relativo shock irreversibile di sua figlia Ann, che risiederà poi in una clinica psichiatrica dai costi proibitivi, si ritira in un tempio shaolin con l'intento di studiare le arti marziali. Lì viene contattato dal capo di un'agenzia investigativa che sembra assumere personaggi dal passato oscuro ma dalle indubbie qualità e da un comunque forte senso di giustizia per la sua nuova agenzia investigativa Alfa, volta a supplire lacune e corruzioni della polizia pubblica.
Ecco così che Nathan Never entra a far parte della nuova agenzia Alfa insieme a pochi collaboratori (all'inizio, oltre il capo Raiser, una segretaria ben presto licenziata, Sigmund Baginov, l'informatico, e un'altra agente Legs Weaver, appena uscita di galera) ma che andranno aumentando nel corso della serie regolare. Albo dopo albo, mese dopo mese, Nathan si occupa di casi a cui la polizia non riesce, o non vuole, fare fronte, sempre, o spesso, a carico di privati che ne richiedono il servizio. I rapporti tra polizia e agenzie private di investigazioni come la Alfa sono abbastanza tese, ma sanno bene entrambi che sono queste ultime ad avere molto più competenza ed integrità morale.
Sicuramente Nathan non è un personaggio solare, Legs lo chiama spesso "il musone", ed infatti egli, pur non volendolo, è un personaggio molto cupo, malinconico e piuttosto pessimista. D'altro canto, da buon eroe che si rispetti, Nathan è estremamente leale ed integerrimo, molto capace nel suo lavoro e sicuramente una persona dai sani e validi principi.
Nathan Never vive nella Città, grossa metropoli sviluppatasi su diversi livelli, dove ovviamente quelli più alti sono luoghi di benessere al contrario dei primi livelli, veri e propri micro-inferni di malavita e corruzione, nell'anno 2100. In realtà anche il mondo futuristico di Nathan Never è un mondo post-apocalittico, e anche in questo caso è stata l'ingordigia e la stupidità umana a causare il cataclisma. Al rinascere del mondo dopo la suddetta catastrofe, che ha cambiato per sempre l'aspetto geofisico del nostro pianeta e di alcuni dei suoi abitanti, il neo eletto papa Gregorio XII decise di cancellare quei 78 anni da tutti i calendari tornando indietro di 78 anni. Ecco perché, in realtà, il fumetto si svolge ben 200 anni nel futuro.

Ho sentito molto spesso critiche negative nei riguardi di questo fumetto, soprattutto giungere da divoratori di anime giapponesi o comics americani. Effettivamente lo stile è assai diverso e può quindi facilmente non piacere a chi preferisce un altro tipo di fumetto.
Nathan Never è essenzialmente auto-conclusivo, ossia ogni albo (al massimo due) apre e chiude una vicenda (grossa differenza rispetto all'unica grande storia di un anime o del susseguirsi e concatenarsi di diverse vicende di un comics americano), ma le varie storie che si susseguono mese dopo mese costruiscono un intero mondo futuristico dove si intrecciano diverse grandi trame e storie su lungo e ampio respiro.
Il rischio maggiore è sempre quello di perdersi in tutte queste foltissime trame: mentre bene o male serie come X-Files, di cui spesso comunque si fa fatica a ricordare tutti gli sviluppi e le complesse trame, hanno un'unica mitologia, il mondo di Nathan Never ne è invece pieno, col rischio di dimenticarsi e, appunto, perdersi nelle varie sottotrame. Pericolo primario è quindi una certa noia oppure una forzatura delle diverse ricongiunzioni tra le varie trame.
D'altro canto questo è un problema altamente soggettivo, in quanto dipende dalla misura con cui ci si appassiona al fumetto: anche Star Trek può risultare difficile da seguire a chi, a differenza di noi, pur adorandolo, non lo segue con minuziosa e precisa attenzione, tipica del solo trekker.

L'idea di base di Nathan non è forse originalissima. Abbiamo, come detto, un ex-poliziotto, un'agenzia privata per la quale attualmente lavora e, albo dopo albo, svariati casi da risolvere ed in cui il protagonista (sempre maggiormente attorniato da importanti comprimari) viene coinvolto. La forza del fumetto risiede infatti nelle singole storie proposte. Queste ultime sono spesso e volentieri molto curate e appassionanti e riescono a spaziare in diversi campi.
Infatti la forse apparente banalità dei presupposti su cui ha base il fumetto permette però una gamma ampissima di storie e una libertà narrativa quasi infinita. Politica, religione, arte, misticismo si mescolano con azione, mistero, commozione, drammi e a volte perfino commedia. Le ambientazioni non sono da meno: non solo abbiamo la grande Città suddivisa nei suoi vari livelli (la cui forte differenza e contrasto li rende già di per sé scenari diversi), ma in un batter d'occhio, pagina dopo pagina, possiamo spostarci nel grande e desolato deserto creatosi dopo la grande catastrofe, sotto uno dei nuovi grandi oceani, oppure lassù nello spazio, su una nave o su una delle tanti stazioni orbitanti o, ancora, sulla Luna o su Marte o addirittura in un'altra galassia, come è successo per un gruppo di agenti Alfa dati per dispersi nello spazio insieme ad un intera base spaziale di ricerca ed il suo equipaggio.
Non mancano nemmeno ovviamente ambientazioni tipicamente cyber, per gli appassionati di Gibson e soci.
Come dicevo, la vasta gamma di possibilità fornita agli sceneggiatori ha lasciato carta bianca alla fantasia dei molti scrittori. Infatti in quasi 150 numeri di serie regolare con l'aggiunta di decine e decine di storie extra molto spesso ancora più complesse e articolate (nonché ben più lunghe della serie regolare), di temi e storie ne sono state trattati a volontà.
Anche le citazioni sono abbondanti e molto variate (e non solo tratte dal cinema o dalla letteratura fantascientifica), ma sempre adattate con eleganza e maestria, mai semplici scopiazzature, ma citazioni o riprese di vecchi spunti sotto una nuova ottica.
E non sorprendetevi di trovarne parecchie riprese da Star Trek, di cui Serra è grande fan e da cui trae spesso ispirazione.

Sicuramente la prima e più importante storia trattata nella fila del fumetto riguarda proprio il tormentato passato di Nathan le cui conseguenze si trascinano nel corso del suo attuale presente. La tragica uccisione della moglie, la conseguente malattia psichiatrica della figlia, i suoi sensi di colpa per l'accaduto, visto che mentre la moglie veniva uccisa dal criminale a cui lui stava dando la caccia, Nathan era in realtà in dolce compagnia di Sarah Mc Bain, procuratrice e allora sua amante segreta e sintomo di un matrimonio in crisi, sono tutti elementi e personaggi che sembrano tormentare ancora il presente di Nathan.
Solo in seguito Nathan riuscirà a ricostruirsi una vita sentimentale con Hadija, di recente però bruscamente giunta alla fine.

I mutati, esseri viventi creati in laboratorio, sono anche loro al centro di diverse vicende. Spesso maltratti e bistrattati dal momento che il progetto relativo al loro utilizzo e sviluppo venne abbandonato dalle grandi potenze in gioco, spesso essi lottano per i loro diritti quali essere viventi e lo fanno, non avendo poi molto da perdere, in modi che prescindono spesso la legalità. I mutati vivono spesso nei livelli inferiori della città o nella blindata Hell's Island, il cui nome non necessita di altre spiegazioni.

Anche le stazioni orbitanti, vere e proprie città galleggianti nello spazio già citate in precedenza, ricercano una loro autonomia nei confronti del loro pianeta madre e anche questa questione politica è al centro di svariate vicende.

Naturalmente non possono mancare gli alieni: nei primi numeri della saga conosciamo dapprima gli Uomini Ombra (che poi si scopriranno non essere dei veri e propri alieni), seguiranno poi i Venerabili e gli Shra, i Divoratori di Mondi, e anche qualche incursione di alieni più classici.

Potevano mancare androidi e robot? e anche in questo caso le citazioni alle saghe asimoviane si sprecano.
Importanti sono anche i tecnodroidi, per dirla spiccia la versione fumettistica dei Borg ma creati proprio sulla Terra, che assumeranno un ruolo sempre maggiore in un futuro prossimo ai tempi in cui si svolge la saga, ma di cui possiamo già leggere in particolari albi.

Infine, ma ultima solo in ordine di tempo e non di importanza, abbiamo la saga Alfa, così come definita dagli stessi autori, che ha dato una nuova e decisiva, nonché molto riuscita ed accattivante, piega alla serie seguendo la solita moda di mischiare un po' le carte e rendere meno evidenti i confini tra bene e male in persone e istituzioni.
Nella suddetta saga infatti si scopre che l'Agenzia Alfa e il suo ex-capo Raiser (ora apparentemente defunto, ma in realtà sotto mentite spoglie del nuovo capo Darver) fanno da copertura a un ometto, apparentemente insignificante, ma che tende ad essere coinvolto in ogni evento che succede nel mondo…e oltre…

Lui ama definirsi un semplice osservatore degli eventi, ma il suo influsso, dagli scopi ancora poco chiari, sembra essere sempre presente in piccole ma decisive cose. Questo ometto si fa chiamare appunto Mister Alfa e usa l'agenzia come mezzo per adempiere questo controllo globale. Una volta venuta alla luce questa copertura, Mister Alfa continua ciononostante a tenere le fila di tutte le più importanti vicende del sistema, venendo spesso a contatto con gli agenti di cui si era, fino a poco tempo fa, servito.
Mister Alfa non è naturalmente l'unico cattivo della saga: Aristostele Skotos é ufficialmente capo della setta religiosa chiamata "Divina Presenza", ma in realtà dirige una potente organizzazione criminale: controlla molti laboratori clandestini di biogenetica, i traffici di armi, nonché buona parte delle azioni criminali del pianeta volte al suo arricchimento e potenziamento della sua posizione. Al suo fianco, l'inseparabile moglie e il figlio, Kal, la cui essenza vitale è stata riversata all'interno del corpo clonato di un ex agente Alfa, Jack O'Ryan, ora, come già accennato, disperso nello spazio con April, sorella di May, sull'asteroide-base scientifica Argo.

Soprattutto negli ultimi anni Nathan Never ha perso parte della sua centralità dedicando sempre più spazio a personaggi comprimari spesso molto interessanti e che non si limitano a fargli da spalla ma hanno delle loro vere e proprie vicende personali e ruoli centrali nelle storie narrate.
Legs, eroina al femminile e prima spalla di Never, si guadagna ben presto una serie regolare tutta sua (uno spin-off fumettistico) ma con uno stile molto diverso rispetto alla serie da cui prende origine. I fumetti di Legs sono molto più improntati su una combinazione di azione e umorismo molto più caricaturale e iperbolica, e si respira un'atmosfera molto più simile a quella tipica di un anime giapponese. Tra le pagine di questo fumetto abbiamo anche l'opportunità di conoscere meglio May, ex ladra insieme alle due sorelle di cui una, April, abbiamo già brevemente accennato, che diventa la compagna di avventure (e di casa) di Legs. Tra le due si crea anche una forte tensione affettiva, resa esplicitamente più di una volta, soprattutto da parte di Legs, e che ha dimostrato molto coraggio da parte degli sceneggiatori (basti pensare alle tristi censure a cui siamo stati spesso e volentieri sottoposti in altre circostanze).

Ma la folta schiera di comprimari non finisce qui e anche loro si sono ormai aggiudicati un'intera testata semestrale. Da Sigmund, l'informatico e anch'esso tra i fondatori dell'agenzia, fino a Janine, la segretaria timida e repressa, troviamo una folta schiera di agenti più o meno importanti.
Tra questi desidero citare Andy Hallivand, il mio preferito, che, nonostante sia un professionista nel suo mestiere, è primo soprattutto per arroganza, freddezza e meschinità (speriamo non si cerchi di rabbonirlo troppo nel futuro), Branko, mutato che dapprima lottava clandestinamente per la difesa del suo popolo e che ora ha scelto di farlo attraverso l'agenzia Alfa e Link, androide dallo spirito asimoviano ma che molto ricorda il nostro Data.

Senza fare patriottismi, ritengo che dobbiamo andare fieri di questo nostrano fumetto che, sia quanto a contenuti che quanto a realizzazione (disegni ecc.) non ha niente da invidiare a mostri sacri esteri. Invito quindi tutti voi ad avvicinarvi a questo mondo futuristico ricco di interesse.


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