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X-MEN
2
di Fabiano "Langley"
Piccione
Il
primo film dedicato agli X-Men mi aveva letteralmente esaltato: da fan
quale sono (stato) degli uomini X, questa trasposizione cinematografica
non poteva che mandarmi in orbita. Ho sempre trovato il fumetto degli
X-Men uno dei più maturi nel mondo Marvel (e fumettistico statunitense
in generale, se mi permettete): persone odiate e bistrattate da un mondo
"normale", perché colpevoli di essere nati diversi dalla maggioranza.
I superpoteri di questi mutanti sono la rappresentazione e il riassunto,
in chiave scenografica, di tutte quelle diversità che causano varie forme
di razzismo e di intolleranza nella nostra società. Come un trekker può
amare Star Trek perché è uno show in grado di usare metafore fantascientifiche
per raccontare storie di ordinaria quotidianità, così io ho amato gli
X-Men: il tema dell'intolleranza può anche essere diluito ed "alleggerito"
dal fatto che le diversità siano poteri straordinari, che possono dimostrare
che "diverso" non vuol dire necessariamente "peggiore".
Le critiche che erano state mosse al primo film erano principalmente mirate
alla sua scarsa durata: con una manciata di minuti in più, i personaggi
avrebbero potuto subire un maggiore approfondimento emotivo. Su questo
mi pronuncio come concorde. Altra critica che all'epoca venne mossa al
primo film: la colonna sonora avrebbe potuto essere migliore. Con un tema
di fondo più "memorabile", un po' come quello di Superman, insomma, che
tutti oggi legano mentalmente alle gesta del mitico eroe in calzamaglia
e mantello appena ne vengono ascoltate le prime 6 o 7 note iniziali. All'epoca
mi dichiarai parzialmente concorde, anche se a me il tema del primo film
è rimasto ben impresso nella memoria (beh, l'esaltazione non è acqua;
N.d.R.)
Ciò
nonostante, trovavo la trasposizione su pellicola davvero ben riuscita
da molti punti di vista:
-gli attori erano stati scelti davvero bene: Ian McKellen,
come Magneto, diede un volto forse meno "atletico" del cattivone del fumetto,
ma di sicuro diede anche un'espressività degna di nota; Hugh Jackman
era un ottimo Wolverine, Patrick Stewart sembrava
avere un viso nato per impersonare Xavier, ed anche la sua aria britannica
si adattava egregiamente al profilo del Prof. X; Anna Paquin
aveva un'ottima espressività e la sua Rogue era molto credibile (benché
un po' diversa dai tratti estetici della Rogue fumettistica degli esordi).
Alcuni personaggi sono rimasti un po' in ombra: Tempesta non era stata
approfondita per nulla dal punto di vista psicologico, e il suo ruolo
era esclusivamente scenografico (per altro….molto ben riuscito! N.d.R.);
Jean Grey emergeva, ma meno di quanto avrebbe potuto, lasciando alla brava
attrice Famke Janssen ben poco spazio per dare spessore
rilevante alla sua dott.sa Grey.
Del resto il tempo era poco e lo script si concentrò solo sul quartetto
"Xavier-Rogue-Wolverine-Magneto" (specie sugli ultimi tre, comunque).
Il resto era tutto un magnifico sfondo fatto di scontri di poteri mutanti
e misteriosi piani di mutazione su grande scala perpetrati dalla Confraternita
di Magneto, ovvero i cattivi. Un bilancio molto positivo, comunque.
Dopo il primo, come mi aspettavo, è arrivato il secondo capitolo cinematografico
degli Uomini X. Dopo tanta attesa, in cui mi ero fatto i miei personali
viaggi mentali su come avrebbe potuto essere e quale storia avrebbero
sviluppato, mi sono seduto finalmente al cinema e… via!
Sono un adepto della teoria "dulcis in fundo", quindi parto dai lati
negativi di questo X-Men 2:
1
- Il film è effettivamente più lungo del primo (più di un paio d'ore,
contro poco più di un'ora e mezza del precedente), ma la trama è davvero
troppo, troppo ricca. Voglio dire che, per quanto io mi reputi una persona
in grado di seguire attentamente anche le trame più intricate senza rimanere
indietro, in questo film ho fatto fatica a non perdere il filo. C'è tanta,
tanta carne al fuoco: il passato di Wolverine; il personaggio di Stryker
e la sua storia, oltre che le sue manipolazioni e i suoi scopi; la storia
di Nightcrawler; il mistero dell'attentato al Presidente degli Stati Uniti;
l'evoluzione dei poteri di Jean ed il suo sacrificio finale; lo scetticismo
di Pyro e la sua insoddisfazione; la famiglia di Bobby Drake e la sua
relazione con Rogue; il misterioso personaggio di Yuriko; il figlio di
Stryker ed il passato di questo nella scuola di Xavier; il piano di Mystique
per fare evadere Magneto; l'alleanza fra Magneto e gli X-Men; l'assalto
alla scuola di Xavier e tutto quello che ci sta dietro…..e sfoggi di poteri
mutanti a go-go.
La
trama è ricchissima, fino all'esagerazione: non c'è tempo per assimilare
davvero un avvenimento, una spiegazione, uno svelarsi di uno scopo o di
un mistero, che subito si passa alla scena successiva. L'azione c'è, ed
è anch'essa molta di più di quanto fosse nel primo film. Quasi troppa!
Se un buon film d'azione si misura soprattutto su come viene distribuita
l'azione stessa al suo interno, cioè secondo la teoria del "un pizzico
d'azione qui e là, ma il vero fulcro della stessa deve essere alla fine,
e fare in modo che il finale lasci davvero il segno bucando il video",
questo film da questo punto di vista non è, a mio avviso, ben riuscito:
l'azione è così tanta che le più grandi scene d'effetto che ricordo ora
per prime, a qualche giorno dalla visione, non sono assolutamente quelle
degli ultimi 20 minuti di pellicola. Ce ne sono di più memorabili anche
prima, e questo lascia un po' di amaro in bocca per uno come me, che ama
i finali d'effetto. Se nel primo film il maggiore sfoggio di poteri mutanti
e di effetti speciali conseguenti era alla fine, seppur con importanti
assaggi anche prima, qui sembra che si siano impegnati a dare il massimo
prima del finale, rendendo il tutto poco armonico.
2
- L'approfondimento dei personaggi, e i modi nei quali sono stati trattati
dagli sceneggiatori, salvo alcuni rari casi, non hanno saputo andare più
in là del film precedente. Specie Xavier, che qui, oltre a non avere alcuno
spessore psicologico, dovrebbe essere la sedicente mente più potente del
pianeta e si lascia manipolare come un bambino dalle illusioni mentali
infilategli nel cervello dal figlio di Stryker (elemento che gli sceneggiatori
si potevano anche risparmiare, francamente, perché suona tanto come un
"di più" di cui c'era tutt'altro che bisogno in una trama già troppo farcita).
Molto deludente. Patrick Stewart è stato davvero sprecato.
Ciclope, che già aveva avuto poco spazio nel primo film per poter tirare
fuori la sua interiorità, ne ha avuto ancora meno in questo. Diciamo che
quasi non ci si accorge della sua presenza.
Tempesta, che nel primo film era stata solo ed esclusivamente un tripudio
di fulmini, vento e nebbia, qui è… solo ed esclusivamente un tripudio
di fulmini, vento e tornado. Che cambiamento, gente! L'unica emotività
che le esce di bocca è che lei è stanca di avere fede nell'umanità, e
di provare pena per chi la odia e la disprezza in quanto mutante, preferendo
la rabbia come reazione a tutto questo.
Prescindendo dal fatto che la rabbia stride fortemente con il suo essere
un X-Man, quindi un'adepta del sogno di Xavier per una convivenza pacifica
ed armoniosa con l'umanità, è il solo indizio che fa capire che oltre
ai fulmini c'è qualcosa di più in lei. Meglio di niente, ma si poteva
fare di più.
Il personaggio di Jean Gray si è trasformato in martire che si sacrifica
per salvare gli amici, in una scena in cui la prima cosa che mi è venuta
in mente è stata: "ma non ce ne sarebbe stato affatto bisogno". Insomma,
il sacrificio di Jean suona gratuito ai miei occhi: il jet degli X-Men
"casualmente" non riesce a decollare e a scampare alla valanga d'acqua
che si sta riversando contro di esso. E
"casualmente" Jean ha un istinto improvviso di votarsi al martirio e all'eroismo
all'ennesima potenza, senza riuscire ad addurre spiegazioni convincenti
ai suoi compagni sul perché stia per compiere tale gesto. Avrebbe potuto
salvarli tutti, fra l'altro, anche salvando se stessa. Cari sceneggiatori:
se il vostro scopo era quello di fare morire Jean, almeno apparentemente,
per poi dare il "là" alla saga di Fenice (chi sa sa, chi non sa… beh,
non voglio spoilerare troppo.)… ci sarebbero stati modi migliori.
Non chiedetemi quali: è il vostro lavoro! Non il mio! Quella scena sacrificale
aveva tutto il gusto del gratuito e dell'evitabile.
Come era evitabile anche la scena della tenda da campeggio, in cui Mystique
flirta con Wolverine prendendo le sembianze di Jean. C'era bisogno anche
di aggiungere questo tassello? L'attrazione di Mystique verso Wolvie è
ispirata effettivamente dal fumetto, ma per essa non c'era affatto spazio
nelle già stipatissime due ore di film.
3 - Ultimo fattore che mi ha un po' infastidito: nel primo film gli X-Men
avevano delle potenzialità incredibili, ma all'apparenza limitate. Qui
sono quasi delle divinità dai poteri smisurati. Questo, fra i due film,
secondo me stride un po'. Jean Grey a malapena è stata in grado, nel primo
capitolo, di bloccare a mezz'aria Toad; qui devia missili, il raggio ottico
di Ciclope, corsi d'acqua impazziti in contemporanea al sollevare aerei
pesanti tonnellate e quasi demolisce in un sol colpo una diga. Non so
se avesse dovuto essere più potente nel primo film, o meno in questo,
ma di sicuro la differenza è enorme. Non so quanto tempo possa essere
idealmente trascorso fra la fine della prima pellicola e l'inizio della
seconda, ma all'apparenza non deve essere passato così tanto tempo da
giustificare tale differenza, che mi sembra eccessiva, per quanto un supereroe
possa esercitare i propri poteri! Come suona un po' eccessivo che Tempesta
non evochi uno, ma ben decine e decine di trombe d'aria contemporaneamente…
senza dare segno alcuno di stanchezza dopo questa prodezza. Diciamo che
i mutanti un pizzico più "probabili" del primo film (passatemi il termine
"probabili", perché è tanto per capirci), sono divenuti tutti degli aspiranti
Superman. E Superman non mi è mai piaciuto, proprio perché troppo onnipotente
ed invincibile per i miei gusti. Ne guadagnano in spettacolarità, ma per
me perdono fascino.
Il BUONO di X-Men 2
1
- La tematica dell'odio e dell'intolleranza fra "homo sapiens" e mutanti
non è stata affatto dimenticata. Una splendida scena, cioè quella che
vede protagonista la famiglia di Bobby Drake, ne è una rappresentazione:
i genitori di Bobby non sono affatto contenti di quello che il figlio
rivela loro di essere, e l'unica cosa che sanno chiedergli, scossi dalla
notizia della sua essenza di mutante, è: "non potresti provare a non essere
un mutante?". Il fratello di Bobby chiama addirittura la polizia, disgustato
dalla rivelazione del fratello e pronto addirittura a farlo arrestare
o uccidere, se necessario. Il tema dell'intolleranza, in questo film,
passa dal "generale" al "particolare". Dal "comune" al "privato". È addirittura
negli affetti personali che l'essere un mutante provoca dolore e rifiuto.
Un terreno nel quale queste differenze non dovrebbero contare. L'odio
della società, come fantomatica entità che può voler dire tutto e niente,
ha un nome ed un volto, su questa pellicola: la famiglia. Questo riprende
abbastanza fedelmente quanto scritto nel fumetto, in cui la famiglia di
Bobby, specie il padre, dimostra sulla faccenda una mentalità estremamente
chiusa. Questo "volto familiare" all'intolleranza è un grande e utile
approfondimento rispetto al primo film.
2 - Gli effetti speciali sono spettacolari. Come non potevano esserlo,
visto che il film addirittura ne abusa? A parte la "divisione delle acque"
operata da Jean alla fine (insomma gente, quella scena non mi è proprio
andata giù in nessun senso), direi che il lavoro di special FX è davvero
di tutto rispetto. Le evoluzioni di Nightcrawler, specie il suo teletrasportarsi,
sono davvero ben realizzate e rispettano quanto visto sulla versione cartacea
(lo svanire di Kurt sembra proprio un'esplosione di zolfo come è sempre
stata descritta dagli autori del fumetto).
3 - Nel film fanno la loro comparsa vari ragazzini, allievi della scuola
di Xavier. Fra loro qualche cameo interessante: il ragazzone di acciaio
organico Colosso e, di nuovo, l'evanescente Kitty Pride.
4 - La relazione "limitata" di Bobby e Rogue, ispirata dalla loro amicizia
molto intima nel fumetto, è stata una buon idea: la loro non può essere
una relazione vera e propria, perché Rogue non può toccare nessuno senza
assorbirne i poteri e i ricordi. Diciamo che è una delle poche occasioni
per la ragazzina di tirare fuori un po' di sé, in questo secondo capitolo.
Quindi, ben venga per spiegare chiaramente un altro risvolto del potere-dannazione
di Rogue.
5
- Kurt Wagner è tutta una positività in questo film: una nuova entrata
nelle fila della squadra di Xavier, che rispecchia fedelmente il personaggio
cartaceo: finalmente un mutante tanto buono quanto deforme, dall'aspetto
non umano e pauroso! Finalmente anche nel film si vede che "buono" non
deve voler dire necessariamente "bellezza da calendario" e "cattivo=mostruosità",
come nel primo film avevamo invece visto. Nightcrawler, che nel fumetto
aveva, secondo me, proprio questa importanza simbolica anti-stereotipizzante,
riesce a fare altrettanto sullo schermo del cinema: profondamente religioso,
semplice, mansueto, generoso e molto dolce e sensibile, eppure dall'aspetto
terrificante simile ad un diavolo blu. Questa antitesi è quello che rende
il suo personaggio interessante alla luce della tematica x-meniana. Un
buono dall'aspetto cattivo, addirittura usato come pedina nelle mani di
Stryker per instillare l'odio contro i mutanti e giocare a loro spese.
Un buono che dispensa saggezza e positività sulla convivenza col resto
degli uomini, ma che paradossalmente è quello che più avrebbe difficoltà
a non essere temuto già solo per il suo aspetto.
6 - Anche Pyro-John è stato debitamente caratterizzato. Il suo personaggio
è una sintesi del pensiero "posso, quindi faccio". I suoi poteri sono
un mezzo di rivalsa contro l'umanità. Un modo per stabilire la sua superiorità,
piuttosto che la sua diversità. Una superiorità che genera impossibilità
di coesistenza pacifica con i "normali", bensì una voglia di dimostrare
la propria supremazia. La causa di Xavier gli sta stretta, e Magneto coglie
l'occasione per portarlo dalla sua parte.
Per concludere il bilancio di questo secondo appuntamento cinematografico
con gli Uomini X: un discreto film, che avrebbe potuto essere davvero
OTTIMO. Un film che, nonostante certe positività, mi ha fatto rimpiangere
la trama più semplice e lineare del primo, che secondo me resta primo
anche come qualità e sapienza nel dosare gli elementi della sceneggiatura,
senza esagerare come è accaduto in questo X-Men 2.
Un messaggio a Brian Singer, il regista: la prossima volta… non esagerare!
Troppa carne al fuoco non va bene! Si rischia l'indigestione!
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